{"id":23628,"date":"2021-07-12T20:12:07","date_gmt":"2021-07-12T20:12:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=23628"},"modified":"2021-07-12T20:12:07","modified_gmt":"2021-07-12T20:12:07","slug":"la-pala-di-bosco-ai-frati-torna-al-museo-di-san-marco-nella-sala-del-beato-angelico-restaurata-grazie-al-contributo-dei-friends-of-florence","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/07\/12\/la-pala-di-bosco-ai-frati-torna-al-museo-di-san-marco-nella-sala-del-beato-angelico-restaurata-grazie-al-contributo-dei-friends-of-florence\/","title":{"rendered":"La \u201cPala di Bosco ai Frati\u201d torna al Museo di San Marco nella Sala del Beato Angelico restaurata grazie al contributo dei Friends of Florence."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Sala-del-Beato-Angelico_Pala-di-Bosco-ai-Frati-e1626120000133.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-23629\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Sala-del-Beato-Angelico_Pala-di-Bosco-ai-Frati-e1626120000133.jpeg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"336\" \/><\/a><strong>La Direzione regionale musei della Toscana presenta al Museo di San Marco la <em>Pala di Bosco ai Frati del Beato Angelico <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Pala-di-Bosco-ai-Frati-allestimento-e1626120029534.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23630 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Pala-di-Bosco-ai-Frati-allestimento-e1626120029534.jpeg\" alt=\"\" width=\"312\" height=\"416\" \/><\/a><\/em>restaurata grazie al contributo dei Friends of Florence. Il ritorno di questo splendido dipinto nella Sala del Beato Angelico aggiunge un\u2019opera fondamentale alla ineguagliabile esposizione monografica degli straordinari capolavori del pittore e frate domenicano, che riunisce le tavole monumentali, i dipinti di dimensioni minori, le raffinatissime predelle e i reliquari. La <em>Pala di Bosco ai Frati<\/em> \u00e8 certamente da annoverare nel nucleo dei grandi capolavori all\u2019interno della copiosa produzione del frate pittore arrivata fino ai nostri giorni.<\/strong> Si tratta dell\u2019ultima, grande impresa su tavola dal grande artista domenicano, eseguita con ogni probabilit\u00e0 negli anni 1450\/52 &#8211; in concomitanza con i pannelli affascinanti dell\u2019<em>Armadio degli Argenti<\/em> per la chiesa della Santissima Annunziata di Firenze -, quando egli rivestiva l\u2019incarico di Priore del Convento di San Domenico di Fiesole, prima di partire per Roma dove si sarebbe spento nel 1455.<\/p>\n<p>Quasi alla fine della sua esperienza umana e artistica, il Beato Angelico rinnov\u00f2 con questa prestigiosa commissione, quasi certamente affidatagli da Cosimo il Vecchio\u00a0 il suo legame profondo con i Medici e con il loro architetto prediletto, Michelozzo di Bartolomeo. La pala infatti fu eseguita per la chiesa del convento francescano di Bosco ai Frati in Mugello, di cui i Medici erano patroni e che fu progettato da Michelozzo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Inaugurazione3-e1626120067230.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-23631\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Inaugurazione3-e1626120067230.jpeg\" alt=\"\" width=\"348\" height=\"261\" \/><\/a>La composizione della pala \u00e8 dominata dalla figura centrale della Vergine affiancata da due angeli, assisa non sopra un trono, ma su un singolare seggio completamente celato <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Inaugurazione2-e1626120092712.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23632 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Inaugurazione2-e1626120092712.jpg\" alt=\"\" width=\"401\" height=\"301\" \/><\/a>da un fastoso drappo dorato, con un cuscino sontuoso di lontano ricordo bizantino, anch\u2019esso dorato. Il manto della Madonna si espande ai suoi piedi fino ad occupare quasi l\u2019intero gradino marmoreo e, inoltre, per la larghezza dell\u2019ampia nicchia sullo sfondo, anch\u2019essa nascosta da un altro drappo dorato di grandi dimensioni. In primo piano, sulla sinistra, sono dipinte le figure dei Santi Francesco, Ludovico di Tolosa e Antonio da Padova, caratterizzate da un forte accento naturalistico. Sulla destra, si vedono i Santi medici Cosma e Damiano e San Pietro martire.<br \/>\nL\u2019opera nel suo complesso \u00e8 una mirabile sintesi fra la sfarzosit\u00e0 di un\u2019opera cortese e la semplicit\u00e0 francescana, sostenuta dall\u2019inarrivabile preziosit\u00e0 della stesura pittorica angelichiana. Come in moltissimi altri casi, anche questo capolavoro non \u00e8 sfuggito alle sconsiderate puliture aggressive del passato, che hanno compromesso sensibilmente alcune parti, ad esempio le fisionomie dei santi Antonio da Padova e Pietro martire alle estremit\u00e0 laterali della tavola, oppure l\u2019architettura e lo sfondo di paesaggio. Con il <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Inaugurazione1-e1626120131750.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-23633\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Inaugurazione1-e1626120131750.jpg\" alt=\"\" width=\"524\" height=\"393\" \/><\/a>restauro, durato un anno ed eseguito da Lucia Biondi, il dipinto ha riacquistato i suoi valori pittorici, l\u2019estrema trasparenza e luminosit\u00e0. A parte le note scure del cielo \u201cnotturno\u201d in alto e delle tonache dei santi a sinistra, i colori sono ovunque chiari, stesi in strati sottili, cos\u00ec che la luce penetra sino alla preparazione di base, e in molti casi \u00e8 visibile il disegno preparatorio. La tavolozza \u00e8 accordata su tonalit\u00e0 fredde. La nota calda e avvolgente \u00e8 rappresentata essenzialmente dal baldacchino della Vergine, tutto in oro zecchino inciso con maestria stupefacente. Le campiture azzurre sono totalmente a base di lapislazzuli, nella sua variet\u00e0 pi\u00f9 preziosa, proveniente dall\u2019Afghanistan. Il largo impiego di oro zecchino e lapislazzuli, un pigmento molto costoso, confermano una committenza importante quale era quella di Cosimo de\u2019 Medici.<\/p>\n<p>\u201cLa pala, accostata alla sua predella gi\u00e0 restaurata alcuni anni or sono, pu\u00f2 essere ora ammirata grazie al supporto sempre costante\u00a0 dei Friends of Florence nella rinnovata sala del Beato Angelico. &#8211;\u00a0 afferma Stefano Casciu, Direttore regionale musei della Toscana &#8211; Il magnifico restauro ha restituito i valori pi\u00f9 sottili di questa tavola sontuosa e allo stesso tempo essenziale, che ancora una volta dimostra i legami sotterranei tra l\u2019arte del Beato Angelico e le contemporanee esperienze della pittura fiamminga.\u201d<\/p>\n<p>\u201cIl sapiente, meditato restauro di Lucia Biondi, reso possibile dal finanziamento dei <em>Friends of Florence<\/em> conferisce all\u2019opera una nuova leggibilit\u00e0, &#8211; sottolinea Angelo Tartuferi, Direttore del Museo di San Marco &#8211; il cui dato saliente risulta la percezione di un\u2019assoluta omogeneit\u00e0 tra le diverse parti e, soprattutto, in maniera tale che l\u2019intervento sia veramente avvertibile in maniera assai ridotta. Autentico banco di prova, quest\u2019ultimo, di ogni restauro ben riuscito.\u201d<\/p>\n<p>\u201cAlcuni dei nostri Friends of Florence sono veri appassionati del Beato Angelico -aggiunge Simonetta Brandolini d\u2019Adda Presidente di Friends of Florence- e riconoscono la sua meravigliosa maestria e la sua intensa spiritualit\u00e0 come un tratto cos\u00ec evidente in tutte le sue opere. L\u2019eccellente restauro di Lucia Biondi ha evidenziato sempre di pi\u00f9 l\u2019importanza di questa pala valorizzandone i colori, i volti e l&#8217;architettura sublime. Siamo contenti di aggiungere anche quest\u2019opera\u00a0nella rinnovata Sala Beato Angelico adesso finalmente riaperta al pubblico.\u201d<\/p>\n<p><strong>Guido di Pietro (Vicchio di Mugello, c. 1395 \u2013 Roma 1455), poi Fra\u2019 Giovanni, detto il Beato Angelico. <\/strong><em>\u201cPala di Bosco ai Frati\u201d: Madonna col Bambino in trono fra due angeli e i santi Antonio da Padova, Ludovico da Tolosa, Francesco d\u2019Assisi, Cosma e Damiano, Pietro martire. <\/em><strong>Nella predella<\/strong>: <em>Cristo in Piet\u00e0<\/em> e (da sinistra) i santi <em>Domenico<\/em>, <em>Bernardino da Siena<\/em>, <em>Pietro<\/em>, <em>Paolo<\/em>,<em> Girolamo<\/em> e <em>Benedetto<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Direzione regionale musei della Toscana presenta al Museo di San Marco la Pala di Bosco ai Frati del Beato Angelico restaurata grazie al contributo dei Friends of Florence. 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