{"id":23666,"date":"2021-07-17T22:11:37","date_gmt":"2021-07-17T22:11:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=23666"},"modified":"2021-07-17T22:11:47","modified_gmt":"2021-07-17T22:11:47","slug":"le-donne-larte-e-il-grand-tour-gioielli-in-micromosaico-e-dipinti-ricamo-in-collezioni-private-svizzere-esposti-alla-pinacoteca-cantonale-g-zust-a-rancate-mendrisio-cantone-ticino-svi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/07\/17\/le-donne-larte-e-il-grand-tour-gioielli-in-micromosaico-e-dipinti-ricamo-in-collezioni-private-svizzere-esposti-alla-pinacoteca-cantonale-g-zust-a-rancate-mendrisio-cantone-ticino-svi\/","title":{"rendered":"Le donne, l\u2019arte e il Grand Tour.  Gioielli in micromosaico e dipinti-ricamo in collezioni private svizzere esposti alla Pinacoteca cantonale G. Z\u00fcst a  Rancate (Mendrisio), Cantone Ticino\/Svizzera."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/flyer_xnewsletter_-e1626557505974.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-23667\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/flyer_xnewsletter_-e1626557505974.jpg\" alt=\"\" width=\"289\" height=\"587\" \/><\/a>La Pinacoteca Z\u00fcst organizza con continuit\u00e0 pi\u00f9 mostre all\u2019anno accanto alla collezione permanente, che \u00e8 sempre esposta a rotazione. Uno dei filoni <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.4.-e1626557547499.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23668 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.4.-e1626557547499.jpg\" alt=\"\" width=\"432\" height=\"231\" \/><\/a>oggetto di approfondimento conduce alla scoperta di raccolte private presenti sul territorio, che hanno talvolta per oggetto temi curiosi e ancora poco conosciuti. <strong>Questa rassegna\u00a0 aperta fino al 3 ottobre\u00a0 2021 presenta piccoli capolavori, che fondono estrema perizia e narrazione artistica grazie a tecniche raffinate e inconsuete. Si tratta di manufatti affascinanti risalenti al XVIII-XIX secolo che conducono il visitatore sulle tracce del Grand Tour, il celebre viaggio di formazione intrapreso attraverso l\u2019Europa da nobili, intellettuali e giovani aristocratici. La meta era l\u2019Italia e le tappe imprescindibili Venezia, Firenze, Roma e Napoli. Sovente i viaggiatori effettuavano con grande interesse una deviazione per visitare Ginevra, la citt\u00e0 di J. J. Rousseau.<\/strong> La prima collezione \u00e8 dedicata a un\u2019espressione artistica mista, che fonde sapientemente pittura perlopi\u00f9 all\u2019acquarello e ricamo su un supporto di solito in seta: i tableau brod\u00e9, realizzati in epoca neoclassica da donne di origine ugonotta, il cui nome \u00e8 quasi sempre sconosciuto. In mostra vengono presentati una cinquantina di pezzi rappresentativi dei vari temi: da quelli ispirati a opere di Rousseau, in questa sala, ai soggetti riferiti al mondo classico, esposti nella balconata. Al piano superiore si trova anche la seconda raccolta, che riunisce una serie di gioielli in micromosaico realizzati con minuscole tessere in pasta vitrea, diventati di gran moda tra Sette e Ottocento. Tali gioielli riscontrarono un enorme successo grazie all\u2019interesse di viaggiatori colti e facoltosi che, giunti in Italia, li acquistavano come preziosi souvenir.<\/p>\n<p>In questa occasione vengono presentate anche due sale della Pinacoteca riallestite con opere della collezione permanente. Nella prima viene ospitato il<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.9.-e1626557597615.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-23669\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.9.-e1626557597615.jpg\" alt=\"\" width=\"481\" height=\"347\" \/><\/a><\/p>\n<p>progetto didattico \u201cDestinazione museo\u201d con opere di Valeria Pasta Morelli (1858-1909), realizzato dalla scuola elementare di Riva San Vitale (v. allegato). Nella seconda si trovano invece le nuove acquisizioni della Pinacoteca: opere di Ernesto Fontana \u2013 il Ritratto di Annamaria Agustoni, a cui \u00e8 dedicato l\u2019asilo di Caneggio, costruito con le elargizioni del padre Giuseppe Agustoni \u2013, Alessandro Ruga, Fausto Agnelli, Ettore Burzi ed Emilio Oreste Brunati giunte a Rancate grazie a donazioni e acquisti.<\/p>\n<p>Uno dei filoni oggetto di approfondimento della Pinacoteca Z\u00fcst conduce alla scoperta di raccolte private presenti sul territorio, che hanno talvolta per oggetto temi curiosi e ancora poco conosciuti. Questa rassegna presenta piccoli capolavori, che fondono estrema perizia e narrazione artistica grazie a tecniche raffinate e inconsuete.<\/p>\n<p>Si tratta di manufatti affascinanti risalenti al XVIII-XIX secolo che conducono il visitatore sulle tracce del Grand Tour, il celebre viaggio di formazione intrapreso attraverso l\u2019Europa da nobili, intellettuali e giovani aristocratici. La meta era l\u2019Italia e le tappe imprescindibili Venezia, Firenze, Roma e Napoli. Sovente i viaggiatori effettuavano con grande interesse una deviazione per visitare Ginevra, la citt\u00e0 di J. J. Rousseau.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.3.-e1626557638498.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-23670\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.3.-e1626557638498.jpg\" alt=\"\" width=\"481\" height=\"211\" \/><\/a><\/p>\n<p>La prima collezione \u00e8 dedicata a un\u2019espressione artistica mista, che fonde sapientemente pittura perlopi\u00f9 all\u2019acquarello e ricamo su un supporto di solito in seta: i tableau brod\u00e9, realizzati in epoca neoclassica da donne di origine ugonotta, il cui nome \u00e8 quasi sempre sconosciuto. In mostra vengono presentati una cinquantina di pezzi rappresentativi dei vari temi: da quelli ispirati a opere di Rousseau, in questa sala, ai soggetti riferiti al mondo classico, esposti nella balconata. Al piano superiore si trova anche la seconda raccolta, che riunisce una serie di gioielli in micromosaico realizzati con minuscole tessere in<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.6B.-e1626557775932.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-23671\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.6B.-e1626557775932.jpg\" alt=\"\" width=\"481\" height=\"321\" \/><\/a><\/p>\n<p>pasta vitrea, diventati di gran moda tra Sette e Ottocento. Tali gioielli riscontrarono un enorme successo grazie all\u2019interesse di viaggiatori colti e facoltosi che, giunti in Italia, li acquistavano come preziosi souvenir.<\/p>\n<p>In questa occasione vengono presentate anche due sale della Pinacoteca riallestite con opere della collezione permanente. Nella prima viene ospitato il progetto didattico \u201cDestinazione museo\u201d con opere di Valeria Pasta Morelli (1858-1909),<\/p>\n<p>realizzato dalla scuola elementare di Riva San Vitale (v. allegato).\u00a0 Nella seconda si trovano invece le nuove acquisizioni della Pinacoteca: opere di Ernesto Fontana \u2013 il Ritratto di Annamaria Agustoni, a cui \u00e8 dedicato l\u2019asilo di Caneggio, costruito con le elargizioni del padre Giuseppe Agustoni \u2013, Alessandro Ruga, Fausto Agnelli, Ettore Burzi ed Emilio Oreste Brunati giunte a Rancate grazie a donazioni e acquisti.<\/p>\n<p><strong>Ecco i\u00a0 temi della mostra <\/strong><\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: left\"><strong>I dipinti-ricamo.<\/strong> L\u2019uomo che ha pi\u00f9 vissuto non \u00e8 quello che ha potuto contare un pi\u00f9 gran numero d\u2019anni, ma colui che ha sentito di pi\u00f9 la vita. Jean-Jacques Rousseau<br \/>\nI dipinti-ricamo erano realizzati da donne ugonotte colte e di classe sociale agiata, che spesso possedevano un notevole grado di istruzione general<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.-8B.1-e1626557851231.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23673 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.-8B.1-e1626557851231.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"341\" \/><\/a>e. Nella zona lemanica e di Neuch\u00e2tel, a differenza che in altri paesi, dove ci si limitava a copiare dipinti celebri o scene religiose, sono anche la vita e le opere di Rousseau ad influenzare profondamente parecchie appassionate artiste. Queste tradussero in pittura e ricamo i brani che pi\u00f9 le avevano toccate: dalle Confessions e le R\u00eaveries d\u2019un promeneur solitaire, a passaggi della Nouvelle H\u00e9lo\u00efse, a immagini sull\u2019educazione dei ragazzini<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.7.-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23677\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.7.-1.jpg\" alt=\"\" width=\"354\" height=\"471\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.7.-1.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.7.-1-226x300.jpg 226w\" sizes=\"(max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/a>nell\u2019Emile. Il comune denominatore \u00e8 regolarmente un paesaggio allo stato naturale dove la vegetazione lussureggiante prende il sopravvento e dialoga quasi con i protagonisti dell\u2019opera.<br \/>\nSpesso, nella progettazione di tali lavori, diventati di gran moda, la conoscenza e l\u2019osservazione di incisioni e dipinti dipaesaggi svizzeri, diffusissimi e ambiti dai gran turisti, hanno portato le artiste, appartenenti alla buona societ\u00e0, a riprenderne accuratamente alcuni dettagli, tanto che l\u2019ambientazione en plein air \u00e8 quasi sempre riconoscibile.<br \/>\nIn mostra sono esposti anche due dipinti-ricamo di particolare interesse. Uno \u00e8 stato eseguito dalla madre del generale G. Henri Dufour, Pernette, che per mantenere il figlio agli studi impartiva lezioni private di disegno e ricamo per realizzare tableau brod\u00e9. L\u2019altro \u00e8 stato dipinto e ricamato dalla graziosa e colta moglie del generale, Suzanne nata Bonneton.<\/li>\n<li><strong>Jean-Jacques Rousseau<\/strong>: appunti biografici. \u201cLa semplicit\u00e0 della vita campestre mi arricch\u00ec di un bene inestimabile, aprendo il mio cuore all\u2019amicizia\u201d.<br \/>\nJean-Jacques Rousseau nacque a Ginevra il 28 giugno del 1712. La madre mor\u00ec nel darlo alla luce e questo diede inizio ad un\u2019infanzia<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.7.-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23678\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.7.-2.jpg\" alt=\"\" width=\"263\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.7.-2.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.7.-2-197x300.jpg 197w\" sizes=\"(max-width: 263px) 100vw, 263px\" \/><\/a>priva di punti di riferimento.<br \/>\nDall\u2019et\u00e0 di sedici anni inizi\u00f2 una vita errabonda in Savoia, praticando anche umili mestieri, finch\u00e9 and\u00f2 a vivere ad Annecy con Madame de Warens, una giovane vedova svizzera convertitasi al cattolicesimo che lo convinse ad abbracciare la sua fede. I due si trasferirono vicino a Chamb\u00e9ry, dove il filosofo trascorse un periodo felice, immerso negli studi e a contatto con la natura, anche se qui iniziarono a farsi sentire i problemi di salute.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.1.-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-23679\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.1.-1.jpg\" alt=\"\" width=\"417\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.1.-1.jpg 417w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.1.-1-300x216.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 417px) 100vw, 417px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In seguito Rousseau, allontanatosi dalla de Warens, si trasfer\u00ec a Lione e poi a Parigi, dove conobbe Denis Diderot, che divenne un suo grande amico. Trascorse un periodo a Venezia, come segretario dell\u2019ambasciata francese; qui entr\u00f2 in contatto diretto con la musica italiana. Rientrato a Parigi, coltiv\u00f2 interessi operistici e collabor\u00f2 all\u2019Encyclop\u00e9die. Nel 1745 Rousseau inizi\u00f2 a frequentare Th\u00e9r\u00e8se Le Vasseur, una giovane stiratrice quasi analfabeta che gli sar\u00e0 accanto per tutta la vita: il filosofo la spos\u00f2 solo molti anni dopo e diede all\u2019ospizio dei trovatelli tutti i cinque figli avuti da lei. Nel 1754 torn\u00f2 a Ginevra, dove si riconvert\u00ec al calvinismo; in seguito fu invitato con Th\u00e9r\u00e8se presso i duchi di Montmorency. Ruppe con gli \u201cenciclopedisti\u201d e si dedic\u00f2 alla stesura del suo romanzo preromantico epistolare La nouvelle H\u00e9lo\u00efse. La tranquillit\u00e0 del luogo gli permise di scrivere anche altri due capolavori, Le contrat social e l\u2019Emile. Questi testi furono osteggiati e bruciati sulle pubbliche piazze e Rousseau condannato dai tribunali di Parigi e Ginevra. Costretto alla fuga, nel 1762 si trasfer\u00ec a M\u00f4tiers, dove trov\u00f2 l\u2019ostilit\u00e0 dell\u2019ambiente calvinista, fomentata da un libello anonimo scritto dal suo grande antagonista Voltaire. Dovette scappare di nuovo e si ripar\u00f2 sull\u2019isola di Saint-Pierre, sul lago di Bienne, dove per\u00f2 lo raggiunse un altro decreto di espulsione da parte di Berna. Nuove peregrinazioni lo portarono in Inghilterra, invitato dal filosofo David Hume. Presto per\u00f2 le manie di persecuzione di Rousseau lo costrinsero a ripartire. In Francia termin\u00f2, insieme ad altri scritti, le Confessions. Psicologicamente instabile e malato, si spense il 2 luglio 1778 a Ermenonville, nella propriet\u00e0 del marchese de Girardin. Le sue spoglie<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.10.-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23684\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.10.-1.jpg\" alt=\"\" width=\"383\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.10.-1.jpg 471w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/Fig.10.-1-300x255.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 383px) 100vw, 383px\" \/><\/a><\/p>\n<p>riposano nel Panth\u00e9on di Parigi.<\/li>\n<li><strong>Gioielli in micromosaico<\/strong>. \u201cNon sono per natura portato all\u2019entusiasmo\u2026 ma a distanza di venticinque anni non posso dimenticare n\u00e9 esprimere come vorrei la profonda commozione che agit\u00f2 il mio animo la prima volta che entrai nella \u201cCitt\u00e0 eterna\u201d. Dopo una lunga notte insonne calcai con passo leggero le rovine del Foro\u2026\u201d(Edward Gibbon).<br \/>\nIn questa sala viene presentata una collezione privata svizzera di raffinati gioielli in micromosaico, molto in auge tra Sette e Ottocento, realizzati con tessere minuscole in pasta vitrea. Secondo la tradizione fu Giacomo Raffaelli, nel 1775, il primo ad esporre nel suo laboratorio a Roma i mosaici finemente lavorati; alcuni splendidi pezzi presentati in mostra escono dal suo atelier. I gioielli cos\u00ec realizzati riscontrarono un enorme successo grazie all\u2019interesse dei viaggiatori colti e facoltosi che compivano il Grand Tour e che amavano portare questi preziosi in patria quale ricordo dell\u2019esperienza vissuta. Non a caso, parecchi artisti del Vaticano aprirono i loro negozi \u2013 con atelier nel retrobottega \u2013 prediligendo il quartiere frequentato dai gran turisti, ovvero i dintorni di Piazza di Spagna. Lo stesso Napoleone, grande estimatore di questi oggetti affascinanti, fece istallare a Parigi una manifattura per produrli. I soggetti rappresentati sui gioielli della collezione coprono tutto il repertorio utilizzato per queste creazioni e spaziano dalle vedute della Roma classica a Piazza San Pietro, ai motivi decorativi scoperti nelle ville pompeiane, alle raffigurazioni alludenti all\u2019epoca paleocristiana, greca e romana. Non mancano anche esempi di sentimental jewel: farfalle, cani, colombe e rose che simboleggiano l\u2019anima, la fedelt\u00e0, la purezza e l\u2019amore. La qualit\u00e0 di questa forma artistica and\u00f2 calando verso la met\u00e0 del XIX secolo. Un\u2019eccezione \u00e8 costituita dalla famiglia Castellani, celebri gioiellieri romani, antiquari e collezionisti di scavi, che rivoluzionarono l\u2019arte del micromosaico raggiungendo di nuovo livelli di grande raffinatezza. Alcuni pezzi da essi eseguiti sono esposti in mostra. Nel 1870, nella sola Roma, erano state censite centotrenta botteghe che operavano nel settore e a queste vanno aggiunti gli artigiani dipendenti dallo Studio del mosaico vaticano. Una folla di artisti anonimi che ci ha lasciato tanti piccoli, preziosi capolavori.<br \/>\nIn questa sala sono inoltre presentate incisioni di Giovanni Battista Piranesi (1720-1778), del figlio Francesco (1758-1810) e di Luigi Rossini (1790-1857), cugino del celebre compositore Gioachino, raffiguranti monumenti della Citt\u00e0 Eterna, e alcuni libri che danno testimonianza del clima culturale dell\u2019epoca.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Pinacoteca Z\u00fcst organizza con continuit\u00e0 pi\u00f9 mostre all\u2019anno accanto alla collezione permanente, che \u00e8 sempre esposta a rotazione. Uno dei filoni oggetto di approfondimento conduce alla scoperta di raccolte private presenti sul territorio, che hanno talvolta per oggetto temi curiosi e ancora poco conosciuti. Questa rassegna\u00a0 aperta fino al 3 ottobre\u00a0 2021 presenta piccoli capolavori, che fondono estrema perizia e narrazione artistica grazie a tecniche raffinate e inconsuete. Si tratta di manufatti affascinanti risalenti al XVIII-XIX secolo che conducono il visitatore sulle tracce del Grand Tour, il celebre viaggio di formazione intrapreso attraverso l\u2019Europa da nobili, intellettuali e giovani [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/07\/17\/le-donne-larte-e-il-grand-tour-gioielli-in-micromosaico-e-dipinti-ricamo-in-collezioni-private-svizzere-esposti-alla-pinacoteca-cantonale-g-zust-a-rancate-mendrisio-cantone-ticino-svi\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,44662,53740,77048,59324,9894,41640,44503,44441,87,35351,35224,53741,17505,35188,51708,44805,28369,44504,4625,409394],"tags":[419542,419547,419545,180400,13284,419546,339919,355195,419543],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23666"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23666"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23666\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23686,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23666\/revisions\/23686"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23666"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23666"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23666"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}