{"id":23737,"date":"2021-07-22T19:15:27","date_gmt":"2021-07-22T19:15:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=23737"},"modified":"2021-07-22T19:15:27","modified_gmt":"2021-07-22T19:15:27","slug":"fede-galizia-la-mirabile-pittoressa-trentina-che-nellepoca-della-controriforma-piaceva-agli-scrittori-la-mostra-al-castello-del-buonconsiglio-di-trento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/07\/22\/fede-galizia-la-mirabile-pittoressa-trentina-che-nellepoca-della-controriforma-piaceva-agli-scrittori-la-mostra-al-castello-del-buonconsiglio-di-trento\/","title":{"rendered":"Fede Galizia  la mirabile pittoressa  trentina che nell\u2019epoca della Controriforma piaceva agli scrittori. La mostra al Castello del Buonconsiglio di Trento."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/1-e1626980480662.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23738\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/1-e1626980480662.jpg\" alt=\"\" width=\"349\" height=\"446\" \/><\/a>Non sono molte le pittrici che hanno lasciato un segno nella storia dell\u2019arte ma tra C<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/2-e1626980509369.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23739 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/2-e1626980509369.jpg\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"481\" \/><\/a>inque e Seicento alcune raggiunsero fama e successo. Accanto a Sofonisba Anguissola e Artemisia Gentileschi spicca anche Fede Galizia, pittrice di origine trentina, che\u00a0 viene celebrata al Castello del Buonconsiglio di Trento, fino\u00a0 al 24 ottobre 2021, <\/strong>citt\u00e0 che diede i natali al padre Nunzio, anche lui pittore, e alla quale anche Fede fu in qualche modo legata<strong>.<\/strong> L\u2019arte di Fede &#8211; un nome programmatico per l\u2019Europa della Controriforma &#8211; spopola tra i committenti dell\u2019epoca e le opere di questa pittrice &#8211; documentata a Milano almeno dal 1587, dove visse \u00a0fino alla morte, avvenuta dopo il 1630, &#8211; e\u00a0 debuttano persino alla corte imperiale di Rodolfo II d\u2019Asburgo tramite la mediazione di Giuseppe Arcimboldi.<\/p>\n<p>Il trasferimento \u2013 da Trento a Milano \u2013 della famiglia Galizia, di origini cremonesi, deve essere avvenuto sulla scorta del poliedrico padre, Nunzio, artista pure lui, impegnato nel mondo della miniatura, dei costumi, degli accessori, ma anche in quello della cartografia. Fede \u2013 un nome programmatico per l\u2019Europa della Controriforma \u2013 ottiene un successo straordinario tra i committenti dell\u2019epoca, tanto che opere sue raggiungono, prima del 1593, tramite la mediazione di Giuseppe Arcimboldi, la corte imperiale di Rodolfo II d\u2019Asburgo. Gli studi novecenteschi, soprattutto italiani ma non solo, hanno dato particolare risalto all\u2019attivit\u00e0 di Fede come autrice di nature morte, alle origini di questo fortunato genere. Sembra giunto il momento di ripensare nel suo complesso il profilo dell\u2019artista, che realizz\u00f2 soprattutto ritratti ma anche pale d\u2019altare, destinati a sedi tutt\u2019altro che locali (Napoli, per esempio). A tutt\u2019oggi non esiste un repertorio completo delle numerose testimonianze letterarie che celebrano, in versi e in prosa, le doti di Fede Galizia, da intrecciare con un completo regesto documentario, che sar\u00e0 approntato per l\u2019occasione. La mostra, curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, aspira a rispondere, tramite la<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/71-e1626980562304.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23740\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/71-e1626980562304.jpg\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"401\" \/><\/a><\/p>\n<p>presentazione delle opere dell\u2019artista e adeguati confronti, alla domanda: perch\u00e9 Fede Galizia piaceva tanto? Quali sono le ragioni del suo successo nell\u2019epoca in cui visse? Quanto ha pesato, in questo, il suo essere donna? Come cambia l\u2019apprezzamento d<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/3-e1626980591558.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23741 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/3-e1626980591558.jpg\" alt=\"\" width=\"315\" height=\"363\" \/><\/a>i un\u2019opera d\u2019arte tra il lungo crepuscolo del Rinascimento e il mondo di oggi? \u201cAttraverso una sagace opera di promozione, Fede viene piroettata fino agli alti ranghi del suo tempo, dando vita a un vero \u2018fenomeno Galizia\u2019 &#8211; commenta Giovanni Agosti, curatore della mostra assieme a Luciana Giacomelli e Jacopo Stoppa -. Il percorso \u00e8 pensato come un momento di formazione che vuole contribuire a far comprendere un fenomeno culturale. Fenomeno che passa attraverso la messa a punto di un regesto delle vicende estere di Fede e di Nunzio\u201d.<br \/>\nPiaceva molto questa \u201cmirabile pittoressa\u201d, soprattutto agli scrittori. La figlia d\u2019arte apprezzata per le sue Giuditte, i ritratti, le pale d\u2019altare, e soprattutto le nature morte &#8211; dove tra pesche e cavallette riesce a trasmettere il respiro della vita silente &#8211; si racconta al pubblico attraverso le <strong>nove sezioni del percorso<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>In mostra un\u2019ottantina di opere tra dipinti, disegni, incisioni, medaglie e libri antichi. Oltre a opere di Fede Galizia, Plautilla Nelli, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana e Barbara Longhi, ci saranno lavori di Arcimboldi, Bartholomeus Spranger, Giovanni Ambrogio Figino, Jan Brueghel e Daniele Crespi,<\/strong> provenienti dai pi\u00f9 importanti musei italiani, come la Pinacoteca di Brera e il Castello Sforzesco di Milano, gli Uffizi di Firenze, l\u2019Accademia Carrara di Bergamo, Palazzo Rosso di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/5-e1626980631268.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23742\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/5-e1626980631268.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"265\" \/><\/a>Genova, la Fondazione Cini di Venezia, la Galleria Borghese di Roma, oltre ad alcuni prestiti internazionali: dal Muzeum Narodowe di Varsavia, dal Ringling Museum of Art di Sarasota, dal Palacio Real de la Granja di San Ildefonso, oltre che da alcuni collezionisti privati. C\u2019\u00e8 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/6-150x150-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-23743 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/6-150x150-1.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>l\u2019excursus sulle donne pittrici nell\u2019epoca della Controriforma, prologo all\u2019esperienza di Fede Galizia, e c\u2019\u00e8 la Trento del Concilio, citt\u00e0 in preda ai venti internazionali, artistici e culturali, che aleggiano tra le botteghe d\u2019arte e la wunderkammer del cardinal Madruzzo, raffinato custode di antichit\u00e0. <strong>A sottolineare il legame tra Fede e la citt\u00e0 \u00e8 tuttavia la raffigurazione del \u00abbeato\u00bb Simonino da Trento.<\/strong> Non manca Milano, che\u00a0 nel Cinquecento\u00a0 era gi\u00e0 capitale europea delle industrie del lusso, dove Nunzio il padre di Fede, alle prese con profumate paste muschiate e ventagli alla spagnola, domina la scena e dove, fin dal 1587, sua figlia \u00e8 celebrata per la sua attivit\u00e0 di pittrice.<br \/>\nIn questa sezione della mostra, troviamo la \u00a0prima veduta tridimensionale della citt\u00e0 realizzata nel 1578 da Nunzio, e \u00a0il pubblico ritrova il milanese Arcimboldo, <em>main sponsor<\/em> delle doti della giovanissima Fede.<br \/>\nSpettacolari \u00a0le Giuditte, un soggetto affrontato pi\u00f9 volte, in tauni casi riproponendo addirittura la stessa immagine (come per il dipinto datato 1601 della Galleria Borghese),\u00a0 che mostra \u00a0il gusto di Fede per costumi e gioielli, grazie a\u00a0 suo padre Nunzio\u00a0 super intenditore.\u00a0Perno \u00a0della<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/112819-02_Fede_Galizia_Giuditta_con_la_testa_di_Oloferne_1_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-23745\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/112819-02_Fede_Galizia_Giuditta_con_la_testa_di_Oloferne_1_.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"402\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/112819-02_Fede_Galizia_Giuditta_con_la_testa_di_Oloferne_1_.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/112819-02_Fede_Galizia_Giuditta_con_la_testa_di_Oloferne_1_-224x300.jpg 224w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> quinta sezione \u00e8 la <em>Giuditta<\/em> del museo di Sarasota, firmata e datata 1596.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/8-e1626980691210.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-23744 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/07\/8-e1626980691210.jpg\" alt=\"\" width=\"370\" height=\"232\" \/><\/a>Occorre sottolineare gli influssi della pittura di Correggio, riferimento prioritario per Fede, e del Parmigianino, come attesta la \u201c<em>Santa Caterina\u201d<\/em> che giunge dalla raccolta dei principi Borromeo; del primo la pittrice studia le opere, a partire da quelle presenti nel contesto milanese, come l\u2019\u201d<em>Orazione nell\u2019Orto\u201d<\/em>, oggi nella londinese Apsley House, ma a Milano tra Cinque e Seicento; o anche la \u201c<em>Zingarella\u201d<\/em> (oggi a Capodimonte) e la \u201c<em>Madonna della cesta\u201d<\/em> (oggi alla National Gallery di Londra), nelle quali individua un timbro devoto e sentimentale. In questa \u00a0mostra al Castello del Buonconsiglio sfilano anche il ritratto di Paolo Morigia della Pinacoteca Ambrosiana, e quello di Ludovico Settala, il medico della peste manzoniana, accanto a Federico Zuccari e alla principessa di Monaco Ippolita Trivulzio.<br \/>\n<strong>E infine non poteva mancare tra le pale d\u2019altare, \u00a0il \u201c<em>Noli me tangere\u201d<\/em>, capolavoro della Pinacoteca di Brera;<\/strong>\u00a0 la minuziosa \u00a0descrizione dei fiori, in primo piano, i gesti\u00a0 misurati \u00a0e la preziosit\u00e0 esecutiva delle vesti, esaminati con il cannocchiale del tempo, dovevano restituire fama all&#8217;artista nella Milano a cavallo tra XVI e XVII secolo.\u00a0 Ultima, in mostra, la sezione dedicata alle nature morte, un genere nuovo, introdotto forse a Milano, intorno alla met\u00e0 dell\u2019ultimo decennio del Cinquecento, da Giovanni Ambrogio Figino, un pittore di tradizione leonardesca. Ma sar\u00e0 la <em>Canestra<\/em> di Caravaggio, appartenuta al cardinale Federico Borromeo, a cambiare le carte in tavola, sollecitando Fede a misurarsi, tra temi e variazioni, con il nuovo corso della pittura.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non sono molte le pittrici che hanno lasciato un segno nella storia dell\u2019arte ma tra Cinque e Seicento alcune raggiunsero fama e successo. Accanto a Sofonisba Anguissola e Artemisia Gentileschi spicca anche Fede Galizia, pittrice di origine trentina, che\u00a0 viene celebrata al Castello del Buonconsiglio di Trento, fino\u00a0 al 24 ottobre 2021, citt\u00e0 che diede i natali al padre Nunzio, anche lui pittore, e alla quale anche Fede fu in qualche modo legata. L\u2019arte di Fede &#8211; un nome programmatico per l\u2019Europa della Controriforma &#8211; spopola tra i committenti dell\u2019epoca e le opere di questa pittrice &#8211; documentata a Milano [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/07\/22\/fede-galizia-la-mirabile-pittoressa-trentina-che-nellepoca-della-controriforma-piaceva-agli-scrittori-la-mostra-al-castello-del-buonconsiglio-di-trento\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,53794,41640,44759,44441,87,26,35185,17505,35188,28369,53611,51665,4625,409394,44754],"tags":[419573,382232,419575,419578,419580,419577,419579,41775,419576,406485,385692,419574,249,419572,271467,355195,417320,22964],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23737"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23737"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23737\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23747,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23737\/revisions\/23747"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23737"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23737"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23737"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}