{"id":23892,"date":"2021-08-10T20:17:44","date_gmt":"2021-08-10T20:17:44","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=23892"},"modified":"2021-08-10T20:17:44","modified_gmt":"2021-08-10T20:17:44","slug":"la-mostra-di-albert-oehlen-al-masi-di-lugano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/08\/10\/la-mostra-di-albert-oehlen-al-masi-di-lugano\/","title":{"rendered":"La mostra di Albert Oehlen al MASI di Lugano."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/01.-Albert-Oehlen_MASI-e1628626370383.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-23893\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/01.-Albert-Oehlen_MASI-e1628626370383.jpg\" alt=\"\" width=\"403\" height=\"403\" \/><\/a>Dal 5 settembre 2021 al 20 febbraio 2022 il Museo d&#8217;arte della Svizzera italiana presenta la mostra Albert Oehlen \u2013 \u201cgrandi quadri miei con piccoli quadri di altri\u201d. Per questo progetto Albert Oehlen \u00e8 allo stesso tempo artista, curatore e collezionista. Accanto a opere iconiche, che rappresentano diverse fasi della sua ricerca pittorica, \u00e8 esposta una selezione di pi\u00f9 di trenta artisti internazionali, curata dallo stesso Albert Oehlen, con opere appartenenti alla sua collezione privata.<\/strong><\/p>\n<p>Quando gli artisti collezionano arte \u00e8 sempre molto interessante. Circostanza particolarmente vera per un artista riservato ed elusivo, in alcuni casi persino criptico, come il pittore Albert Oehlen. Per la prima volta in forma cos\u00ec estesa, alcuni capolavori di Oehlen sono esposti accanto a opere della sua collezione d\u2019arte privata, in un percorso concepito dallo stesso artista in collaborazione con il MASI che permette non solo sorprendenti intuizioni sul suo lavoro, ma anche di scoprire, o riscoprire, una serie di artiste e artisti di grande valore.<\/p>\n<p>Il nucleo significativo di opere, attraverso il quale \u00e8 rappresentata l\u2019essenza della ricerca di Albert Oehlen, come pure la straordinaria occasione di ammirare parte della sua collezione privata in un contesto museale, permettono al pubblico di confrontarsi con la profondit\u00e0 e l\u2019ampiezza della sua ricerca pittorica. Da anni Oehlen arricchisce la sua collezione con artisti ai quali si sente legato, non per similitudine ma perch\u00e9 affrontano problemi e idee molto rilevanti anche per lui, spesso legati al concetto di pittura. Tuttavia, nonostante le opere in mostra rivelino ispirazioni e vicinanze, in alcuni casi anche molto evidenti, non bisogna dimenticare che l\u2019artista rifiuta qualsiasi classificazione e analisi razionale della sua opera.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/03.-Albert-Oehlen_MASI-e1628626412881.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-23894 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/03.-Albert-Oehlen_MASI-e1628626412881.jpg\" alt=\"\" width=\"439\" height=\"308\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sin dall\u2019inizio della sua carriera, Albert Oehlen si sottrae attivamente a metodi interpretativi che cercano di definire il significato di forma e contenuto o, pi\u00f9 semplicemente, rifiuta un approccio incentrato sul desiderio di comprendere l\u2019arte in generale. L\u2019intento della mostra non \u00e8 quindi quello di suggerire confronti tra l\u2019opera di Oehlen e quella di altri artisti o di inserire il suo lavoro in una genealogia, ma di permettere al pubblico un eccezionale sguardo\u00a0sulla sua collezione privata e confrontarsi, forse per la prima volta, con il lavoro di importanti artisti internazionali in un originale e appassionante percorso che racconta la storia dell&#8217;arte degli ultimi decenni dal punto di vista personale di Albert Oehlen.<\/p>\n<p><strong>Il progetto espositivo concepito da Oehlen presenta sia opere di celebri artisti, tra i quali Willem de Kooning, Mike Kelley, Paul McCarthy, Duane Hanson, Franz West, Julian Schnabel, Konrad Klapheck, Richard Lindner, Richard Artschwager, Daniel Richter, Malcolm Morley<\/strong>, sia opere di artisti meno noti al grande pubblico ma altrettanto stimolanti come Peter Br\u00fcning, Martha Jungwirth, Michaela Eichwald, John Graham, Eug\u00e8ne Leroy, Joyce Pensato, Christina Ramberg, Karl Wirsum, Ed Paschke, Gernot Bubenik o Gino De Dominicis. Con il titolo della mostra, volutamente provocatorio, Albert Oehlen svela sin da subito la sua attitudine irriverente e un senso dell\u2019umorismo di chi guarda con seriet\u00e0 alla propria professione, ma gioca con il sistema dell\u2019arte, prendendosi gioco delle condizioni che lo stesso spesso implica.<\/p>\n<p><strong>L\u2019artista<\/strong>. <strong>Albert Oehlen (*1954) \u00e8 uno dei pittori contemporanei pi\u00f9 influenti della scena artistica internazionale.<\/strong> Dagli anni ottanta esplora le possibilit\u00e0 e i limiti della pittura, mettendo costantemente in discussione i suoi soggetti, i metodi e i mezzi che utilizza, attraverso uno stile e una tecnica in continua evoluzione.<\/p>\n<p>Nato nel 1954 a Krefeld, in Germania, dal 1978 al 1981 Albert Oehlen studia alla Hochschule f\u00fcr bildende K\u00fcnste di Amburgo, conquistando in breve tempo una posizione di rilievo nella scena artistica di Berlino e di Colonia. Considerato con Martin Kippenberger e Werner B\u00fcttner un artista della cosiddetta \u201cJunge Wilde\u201d, in quegli anni realizza opere con cui sfida le categorizzazioni dell\u2019arte, rifiutandone anche il sistema. Oehlen decostruisce la pittura fino ai suoi elementi costitutivi &#8211; colore, gesto, movimento e tempo &#8211; evolvendo la propria ricerca attraverso vincoli e regole che impone al suo stesso processo artistico e attraverso cui giunge a nuovi spunti per ridefinire continuamente la comprensione della pittura.<\/p>\n<p>Questo metodo di lavoro, che Oehlen impiega ancora oggi, ha portato negli anni a sorprendenti serie di opere, che combinano astrazione, figurazione, stili e tecniche diverse. Sin dagli anni dei <em>Bad Paintings<\/em>, Oehlen include nel suo lavoro anche goffaggine e bruttezza \u2013 gesti inquietanti, figure rappresentate grossolanamente, sbavature artificiali di colore, tonalit\u00e0 audaci e dissonanti \u2013 mettendo continuamente sotto pressione il sistema della pittura e mostrando infinite combinazioni e manipolazioni con cui creare nuove sfide percettive anche per il pubblico. La mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo edito da Mousse Publishing con una prefazione del Direttore del MASI Tobia Bezzola e contributi scientifici di Francesca Benini e Christian Dominguez. Tutte le opere presenti in mostra sono riprodotte nella pubblicazione. Edizione bilingue (inglese e italiano)<\/p>\n<p><strong>Artisti in mostra<\/strong><\/p>\n<p>Richard Artschwager \/ Hans Bellmer \/ Peter Br\u00fcning \/ Gernot Bubenik \/ Werner B\u00fcttner \/ Willem de Kooning \/ Michaela Eichwald \/ Gino de Dominicis \/ Bruno Goller \/ John Graham \/ Duane Hanson \/ Jever \/ Hans Josephsohn \/ Martha Jungwirth \/ Mike Kelley \/ Konrad Klapheck \/ Ferdinand Kriwet \/ Eug\u00e8ne Leroy \/ Richard Lindner \/ Paul McCarthy \/ Birgit Megerle \/ Malcolm Morley \/ Markus Oehlen \/ Ed Paschke \/ Joyce Pensato \/ Richard Phillips \/ Christina Ramberg \/ Daniel Richter \/ Matthias Schaufler \/ Julian Schnabel \/ Hans Schweizer \/ Rebecca Warren \/ Franz West \/ Karl Wirsum.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dal 5 settembre 2021 al 20 febbraio 2022 il Museo d&#8217;arte della Svizzera italiana presenta la mostra Albert Oehlen \u2013 \u201cgrandi quadri miei con piccoli quadri di altri\u201d. 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