{"id":24021,"date":"2021-08-26T16:15:47","date_gmt":"2021-08-26T16:15:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=24021"},"modified":"2021-08-26T16:15:47","modified_gmt":"2021-08-26T16:15:47","slug":"londa-turca-di-lorenzo-vita-e-uno-straordinario-acuto-e-brillante-saggio-di-politica-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/08\/26\/londa-turca-di-lorenzo-vita-e-uno-straordinario-acuto-e-brillante-saggio-di-politica-internazionale\/","title":{"rendered":"\u201cL\u2019onda turca\u201d di Lorenzo Vita \u00e8 uno straordinario, acuto e brillante saggio di politica internazionale."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/Vita_COVER-1444x2048-2-e1629993857113.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24022\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/Vita_COVER-1444x2048-2-e1629993857113.jpg\" alt=\"\" width=\"352\" height=\"499\" \/><\/a>Un saggio di politica internazionale dal titolo \u201cL\u2019onda turca\u201d( Historica-Giubilei Regnani) ci viene dal giornalista de \u201cIl Giornale\u201d Lorenzo Vita. Un saggio di storia lenticolare, di geopolitica e di analisi politica comparata.<\/strong><\/p>\n<p>Qualche tempo fa il governo della Turchia convoc\u00f2 l\u2019ambasciatore italiano, Massimo Gaiani, per protestare contro <strong>un\u2019affermazione del presidente del Consiglio Mario Draghi, che qualche ora prima aveva definito il presidente turco Recepp Tayyip Erdo\u011fan un \u201cdittatore\u201d. <\/strong>Draghi stava commentando il cattivo trattamento riservato alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante il suo viaggio in Turchia questa settimana; prima ha detto: \u201cNon condivido assolutamente Erdo\u011fan\u201d, e poi ha aggiunto che \u201ccon questi dittatori, chiamiamoli per quello che sono\u201d bisogna trovare un equilibrio tra la franchezza del dissenso e la necessit\u00e0 di cooperazione. Parole inusuali quelle di Draghi anche se in Occidente, ed \u00e8 certo che in Europa, Erdo\u011fan \u00e8 spesso definito come un dittatore sui media, \u00a0e i capi di stato e di governo raramente definiscono i dittatori come tali, e spesso sfumano sugli appellativi. \u00a0Mevl\u00fct \u00c7avu\u015fo\u011flu, il ministro degli Esteri turco, ha scritto su Twitter che le parole di Draghi sono \u201cun discorso inaccettabile e populista\u201d e ha messo in contrapposizione il presidente del Consiglio \u201cnominato\u201d al \u201cnostro presidente eletto\u201d. Sul fatto che Erdo\u011fan sia o meno un dittatore c\u2019\u00e8 un certo dibattito tra gli esperti, taluni sostengono che la Turchia sia ormai una dittatura completa, altri fanno notare che, pur in un contesto di crescente autoritarismo, il paese mantiene ancora diverse caratteristiche tipiche di una democrazia, anche se soltanto formali.<\/p>\n<p>Secondo dati di\u00a0 Freedom House, una nota organizzazione che ogni anno pubblica un rapporto in cui attribuisce a ogni paese del mondo un punteggio da zero a cento legato al rispetto delle libert\u00e0 politiche e civili, la Turchia \u00e8 un paese \u201cnon libero\u201d, con un punteggio di 32 punti, appena sotto la soglia dei paesi \u201cparzialmente liberi\u201d, che hanno punteggi sopra i 35. La Turchia si trova, per cos\u00ec dire, in una situazione al limite: al di sotto dei paesi \u201cparzialmente liberi\u201d, ma comunque in una condizione migliore delle dittature pi\u00f9 repressive, come la Cina, che hanno generalmente meno di 10 punti. Il problema per la Turchia \u00e8 che sotto Erdo\u011fan le cose stanno peggiorando: nel 2017 Freedom House le attribuiva 38 punti.<\/p>\n<p><strong>Sulla Turchia ora fa il punto &#8211; e\u00a0 che punto-\u00a0 il giornalista Lorenzo Vita, collega de Il Giornale, \u00a0analista politico di prim\u2019ordine, brillante,\u00a0 acuto nel cogliere \u00a0l\u2019attualit\u00e0 politica e la geopolitica mondiale, \u00a0nel suo bel libro \u201cL\u2019onda turca\u201d pubblicato da Historica-Giubilei Regnani<\/strong>: \u201cL\u2019esigenza di ergersi a potenza leader del Medio Oriente o comunque di ritornare a pensare in grande la propria esistenza rimane un punto fondamentale dell\u2019agenda di chiunque incarni la leadership del Paese. E questo prescinde da qualsiasi dottrina strategica o geopolitica che in un determinato momento prende il sopravvento nelle stanze dei palazzi di Ankara\u201d.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/1627930004113-e1629993915596.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24023 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/1627930004113-e1629993915596.jpg\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"311\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>\u201cL\u2019onda turca\u201d \u00e8 uno dei testi finissimi \u00a0di alta politica internazionale, mirato,\u00a0 prezioso, \u00a0scritto con un linguaggio chiaro, denso, affascinante, esplicativo,\u00a0 correlante, intriso di umori intelligenti, un saggio di altissima materia,\u00a0 di storia contemporanea che lega passato e presente, in quanto \u00a0la Turchia\u00a0 rimane\u00a0 per il prossimo futuro uno dei\u00a0 punti interrogativi pi\u00f9 inquietanti della politica mondiale; basti\u00a0 guardare al Mediterraneo, <\/strong>\u00a0a quel territorio esplosivo che va dalla Libia al Golfo Persico, dal Mar Rosso al Levante fino al Mar Nero e al Caucaso, e oggi anche l\u2019Afghanistan; non c\u2019\u00e8 \u00a0non c&#8217;\u00e8 luogo dove Ankara non abbia le mani in\u00a0 pasta.\u00a0 Tutto ruota attorno a Recep Tayyip Erdogan e al suo sogno di ridare spazio a un nuovo Impero Ottomano. Tutta la politica turca dell\u2019oggi si svolge con queste idealit\u00e0 e con questa funzione. \u00a0E non \u00e8 tutto, perch\u00e9 c \u2018\u00e8 anche, nascosta, una strategia complessa, che ha propaggini nella storia passata pur movimentandone il presente e soprattutto il futuro. \u00a0E con una situazione economica disastrosa, un isolamento politico a motivo delle scelte islamiche per il paese\u00a0 -non ultima la moschea di Santa Sofia- ,\u00a0 \u00a0Ankara sa che, per avere un ruolo nel mondo, la sua politica deve ripartire proprio dal mare. E il mare \u00e8 quello Mediterraneo, con l\u2019Occidente che non sta a guardare inutilmente e un\u2019Italia che deve essere vigile. \u00a0<strong>E a volerne sapere di pi\u00f9 Lorenzo Vita legge nella storia passata e soprattutto nella politica che la Turchia ha avuto nel secolo scorso. \u201cNon perdete mai di vista Cipro, perch\u00e9 per noi quell\u2019isola \u00e8 importante\u201d. <\/strong>Con queste parole negli anni Trenta del \u2018900 il generale Mustafa Kemal Ataturk indicava ai suoi soldati l\u2019avvio\u00a0 di quella che sarebbe stata la \u00a0nuova Turchia laica e repubblicana. Per il <em>Gaz\u00ec<\/em> il destino della Nazione era nel mare, anzi nei mari che oggi la circondano \u2013il Mediterraneo e Mar Nero- \u00a0e in quelli che lambivano, dal Caspio al Mar Rosso, dal Golfo Persico all\u2019 Oceano Indiano,\u00a0 volgendo cos\u00ec le spalle all\u2019 impero ottomano; in\u00a0 tal senso Ataturk aveva spostato la capitale dal Bosforo all\u2019arido centro dell\u2019Anatolia preferendo alla cosmopolita Istanbul sede del Sultano alla provinciale Ankara. \u00a0La politica di Kemal Ataturk ben letta da Lorenzo Vita aveva individuato ieri come oggi in quel passaggio dei Dardanelli il motore\u00a0 di sviluppo del nascente stato laico, \u00a0guardando all\u2019Egeo, alle acque di Cipro, \u00a0alle spiagge di Tripoli, dal fino al lungomare di Baku,\u00a0 al porto di Mogadiscio\u00a0 e \u00a0ai grattacieli qatarioti. \u00a0Ma quelle mire marittime di Kemal, per 80 e pi\u00f9 anni rimasero \u00a0un\u2019aspirazione repressa in un arco di tempo che andava dal trattato di Losanna alla fine della guerra fredda; si \u00e8 invece infuocato e ha iniziato a ravvivarsi con l\u2019ascesa al potere di Recep Tayyip Erdogan, il quale ha messo in piedi una politica anti kemalista alla luce dell\u2019 Islam e dare un volto sempre pi\u00f9 islamico alla Turchia di oggi. <strong>Chiare le parole di Lorenzo Vita:<\/strong> <strong>\u201c \u00a0La svolta ha un nome e si chiama <\/strong><strong>\u201cMavi Vatan\u201d<\/strong><strong>, la dottrina della \u201cPatria Blu\u201d. A idearla \u00e8 stato un ammiraglio nazionalista di nome <\/strong><strong>Cem Gurdeniz<\/strong><strong>, e nel corso di questi ultimi anni il suo nome ha iniziato a riecheggiare nei media turchi ed europei come una costante della politica di Erdogan. L\u2019obiettivo \u00e8 uno solo: controllare il mare per controllare le risorse energetiche e imporre la propria influenza. Scopo politico che ha un significato anche economico: sar\u00e0 il mare, la \u201cpatria blu\u201d, a sostenere i piani egemonici e di leadership di una Turchia che vuole riemergere dopo un secolo dal trattato di Losanna\u201d. <\/strong>Questa nuova politica erdoganiana rompe il silenzio della disfatta dell\u2019Impero Ottomano\u00a0 facendo resuscitare una scalata militare e marittima senza precedenti, divene<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/lorenzo_vita-e1629993978473.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24024\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/lorenzo_vita-e1629993978473.jpg\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"458\" \/><\/a>ndo\u00a0 un \u201cvero e proprio pilastro dell\u2019agenda di Erdogan\u201d. Ha scritto su \u201cLimes\u201d Lucio Caracciolo: \u201cPer lui non importa l\u2019orientamento, la Turchia deve stare al centro del gioco, servendosi delle risorse altrui senza preconcetti: americani, cinesi, russi, arabi, ebrei, persiani o europei poco importa. Conta l\u2019utilit\u00e0 alla patria e a se stesso, stante la dimensione imprenditoriale della larga famiglia sultan-presidenziale\u201d. <strong>Un obiettivo importante pare essere il 2023, anno di elezioni residenziali ma anche anniversario centenario del trattato di Losanna, \u00a0cui si vuol\u00a0 chiudere definitivamente con il passato, mettere una toppa e far dimenticare \u00a0la disfatta \u00a0inflitta dall\u2019Intesa un secolo fa alla nazione turca; ecco perch\u00e9\u00a0 \u00a0Erdogan \u00a0mira a farsi rieleggere, contare sullo \u00a0scacchiere internazionale,<\/strong> e come scrive\u00a0 \u201cacutamente\u201d il nostro Lorenzo \u00a0Vita,\u00a0 far rivivere una forza navale credibile, con investimenti in programmi cantieristici, tecnologie, ricerca, armamenti e, <em>dulcis in fundo<\/em>, il varo di una\/ due portaerei. Il vero salto di qualit\u00e0 per la \u201cT\u00fcrk Deniz Kuvvetleri\u201d. Peccato che, come avverte l\u2019autore, gli aerei necessari (gli F-35) sono americani e Washington, indispettita dall\u2019attivismo erdoganiano, ha bloccato ad oggi le forniture.<\/p>\n<p>Certo un segnale, difficile e\u00a0 pesante, senza tralasciare\u00a0 il rafforzamento del dispositivo USA in Grecia e le manovre di Wall Street sulla fragile lira turca. \u00a0\u201cL\u2019onda turca\u201d ci fa memoria che \u00a0nulla \u00e8 definitivo e definito: <strong>\u201cLa punizione nei confronti della Turchia svela, infatti, anche il reale timore che questo avvicinamento con Mosca (e Pechino) possa essere il preludio alla perdita di una provincia fondamentale del grande impero americano. E Washington, in questo momento, non pu\u00f2 permetterselo\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>E in tutto questo scenario di geopolitica anche l\u2019Italia entra in gioco, d\u2019altronde la nostra penisola vanta una storia secolare di rapporti con la Turchia, specie tra Venezia e Costantinopoli;\u00a0 tra Famagosta e Lepanto, le guerre di Candia e Morea, il dogato e La Porta rimasero sempre economicamente legati sino a diventare, riprendendo lo storico Braudel, due \u00abnemici complementari\u00bb, una coppia infelice ma indissolubile. Un rapporto sfuggente certo, \u00a0ereditato dall\u2019Italia unitaria, transitato nei postumi della Prima Guerra Mondiale con la disfatta dell\u2019impero Ottomano e poi\u00a0 dissolto\u00a0 negli ultimi decenni. La politica estera italiana oggi \u00e8 assente in tutto questo scenario, basti pensare all\u2019estromissione nostra dallo scenario libico cui guarda Erdogan, e Lorenzo Vita ci ricorda anche l\u2019ignavia dei nostri governi nel caso della Saipem 12000, bloccata dalle navi di Erdogan nelle acque di Cipro o la timidezza riguardo alla strategica partita \u2014 altro tassello della \u201cMavi Vatan \u2014 delle \u201cautostrade del mare\u201d e dei porti.<\/p>\n<p><strong>Nel libro \u201cl\u2019onda turca\u201d vi sono brillanti intuizioni, geniali inquadrature, \u00a0geopolitica avveniristica, che segnano come il nostro giornalista sia un analista di prim\u2019ordine. Pagine che Lorenzo Vita analizza con attenzione delineando scenari preoccupanti: \u201cBasta osservare la carta geografica per comprendere che tutta l\u2019Africa settentrionale, il Medio Oriente e il Mediterraneo sono un grande palcoscenico in cui si intrecciano una storia comune di dominazione e di interscambi e anche di guerre tra i due Paesi, e una presenza pi\u00f9 o meno radicata di interessi di natura politica, economica, militare e legati alla stessa sicurezza nazionale\u201d. Parole queste di Lorenzo Vita che sono una lezione di alta levatura, che puntano a far vivere una visione del Mediterraneo lungimirante,\u00a0 e dunque un invito ai politici a muoversi e ad aprire occhi e menti, prima che il nostro paese, l\u2019Italia,\u00a0 abbia \u00a0a soffrire, a essere subalterno e a contare sempre meno. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un saggio di politica internazionale dal titolo \u201cL\u2019onda turca\u201d( Historica-Giubilei Regnani) ci viene dal giornalista de \u201cIl Giornale\u201d Lorenzo Vita. Un saggio di storia lenticolare, di geopolitica e di analisi politica comparata. Qualche tempo fa il governo della Turchia convoc\u00f2 l\u2019ambasciatore italiano, Massimo Gaiani, per protestare contro un\u2019affermazione del presidente del Consiglio Mario Draghi, che qualche ora prima aveva definito il presidente turco Recepp Tayyip Erdo\u011fan un \u201cdittatore\u201d. Draghi stava commentando il cattivo trattamento riservato alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante il suo viaggio in Turchia questa settimana; prima ha detto: \u201cNon condivido assolutamente Erdo\u011fan\u201d, e [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/08\/26\/londa-turca-di-lorenzo-vita-e-uno-straordinario-acuto-e-brillante-saggio-di-politica-internazionale\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[108264,59281,66803,66558,328348,87,44697,26,47,64,28369,41632,51665,4625],"tags":[419947,317766,419945,419941,419942,419939,419946,419943,419944,419940,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24021"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24021"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24021\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24027,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24021\/revisions\/24027"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24021"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24021"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24021"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}