{"id":24041,"date":"2021-08-29T21:42:06","date_gmt":"2021-08-29T21:42:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=24041"},"modified":"2021-08-29T21:42:06","modified_gmt":"2021-08-29T21:42:06","slug":"lo-scultore-pietro-consagra-celebrato-con-una-retrospettiva-al-masi-di-lugano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/08\/29\/lo-scultore-pietro-consagra-celebrato-con-una-retrospettiva-al-masi-di-lugano\/","title":{"rendered":"Lo scultore Pietro Consagra celebrato con una retrospettiva al MASI di Lugano."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/18.-Inaugurazione-Galleria-Marlborough-di-New-York-novembre-1967-1024x684-1-e1630272709256.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-24042\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/18.-Inaugurazione-Galleria-Marlborough-di-New-York-novembre-1967-1024x684-1-e1630272709256.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"283\" \/><\/a>Dal 12 settembre 2021 al 9 gennaio 2022<\/strong> a <strong>Lugano<\/strong>, <strong>la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati<\/strong>, <strong>proseguendo il lavoro di ricerca e presentazione della loro raccolta, dedica a Pietro Consagra una retrospettiva a cura di Alberto Salvadori in collaborazione con l\u2019Archivio Consagra. \u00a0La mostra nasce come naturale continuit\u00e0 della lunga conoscenza, forte amicizia, condivisione di intenti e amore per l\u2019arte dei due collezionisti con l\u2019artista siciliano e dalla volont\u00e0 di celebrarne il centenario dalla nascita, che cadeva nel 2020.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/15.-Lo-studio-al-quarto-piano-di-Piazza-del-Popolo-1952-900x1266-1-728x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24043 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/15.-Lo-studio-al-quarto-piano-di-Piazza-del-Popolo-1952-900x1266-1-728x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"341\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/15.-Lo-studio-al-quarto-piano-di-Piazza-del-Popolo-1952-900x1266-1-728x1024-1.jpg 728w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/15.-Lo-studio-al-quarto-piano-di-Piazza-del-Popolo-1952-900x1266-1-728x1024-1-213x300.jpg 213w\" sizes=\"(max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>La mostra al MASI di Lugano <\/strong><strong>\u00e8 la prima dedicata all\u2019artista in un\u2019istituzione pubblica svizzera<\/strong>. Il rapporto dialettico con l\u2019altro, al centro della ricerca \u2013 fin dalla serie dei Colloqui (dal 1952) \u2013 la frontalit\u00e0 della visione e le sue mutevoli interpretazioni e il tema della citt\u00e0 come luogo di pensiero e relazione con il vissuto, costituiscono il fulcro del progetto espositivo e del lavoro di Consagra presentato presso la Collezione Olgiati.<\/p>\n<p>La mostra, attraversando l\u2019opera dell\u2019artista <strong>dagli anni \u201850 fino ai primi \u201970<\/strong>, pone in evidenza come il suo contributo non sia stato di fatto formale ma direzionato verso una partecipazione, anche critica, alla societ\u00e0 nella quale ha vissuto e lavorato. Le <strong>sessantaquattro opere in mostra<\/strong> testimoniano come, in maniera germinale prima e consolidata poi, Consagra ha tenuto sempre al centro della sua ricerca una forte attenzione per il <strong>valore dell\u2019uomo e dell\u2019arte al fine di costruire una societ\u00e0 migliore<\/strong>. Consagra \u00e8 uno dei rari artisti del \u2018900 ad avere toccato tutti gli aspetti della creazione artistica: <strong>ha dipinto, scolpito, disegnato, creato gioielli, arredi e architetture urbane<\/strong>; ha sperimentato tecniche differenti su numerosi materiali, ha scritto molto, con raffinata vis polemica. La sintesi concettuale di tale percorso si pu\u00f2 ravvisare nel titolo di una sua opera, in cemento armato, realizzata in Sicilia alla foce di una secca fiumara <em>La materia poteva non esserci<\/em>, come a ribadire<strong> quanto importante fosse il percorso che dall\u2019idea passa per il concetto<\/strong> e finisce nel rapporto dialogico con la comunit\u00e0. Tutte le materie sono state buone per lui; non ha distinto nel suo essere artista e fare arte per una di esse, non ha prediletto il rapporto con la materia per fini legati alla ricerca della forma.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/103-9-1536x1220-1-1024x813-1-e1630272777525.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-24044\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/103-9-1536x1220-1-1024x813-1-e1630272777525.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"337\" \/><\/a>Il tema della <strong>frontalit\u00e0<\/strong>, persistente nella sua opera, ha escluso dalla scultura problemi e tematiche tradizionali della scultura come il volume e la massa, precipui dell\u2019oggetto. I<strong>n mostra sono presenti alcuni dei pi\u00f9 importanti Colloqui e una selezione delle opere fondamentali degli anni \u201950 in ferro, bronzo, acciaio e legno bruciato e numerosi ferri trasparenti<\/strong>. I Colloqui aprono la stagione mai chiusa del grande tema concettuale nel quale la forma libera e fantastica creava la presenza, parola chiave per entrare nel mondo di Consagra. Nessun processo di mimesis, nessuna persistenza del reale, ma una eco che va creando le forme nelle sue sculture dirigendoci verso quell\u2019umanit\u00e0 presentata nel pi\u00f9 semplice e complesso dei suoi rapporti: un dialogo, un colloquio\u2026 il parlare insieme\u2026 il tutto abbandonando per sempre qualsiasi intento narrativo o descrittivo. I Colloqui abitano lo spazio, loro condizione esistenziale e non la cornice. Sono una forma ecologica, una presenza in un ambiente.<\/p>\n<p>La ricerca interiore compiuta sui legni bruciati, ferro e bronzo, \u00e8 sempre stata accompagnata da una tecnica superba, mai una<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/pietro-consagra-citta-frontale-e1630272802163.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-24045 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/pietro-consagra-citta-frontale-e1630272802163.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"189\" \/><\/a>d\u00e9faillance negli accostamenti, negli assemblaggi, nelle fusioni, nelle variazioni della materia. Si tratta di una tecnica, unita da un sapiente uso, di un mezzo potenzialmente aggressivo e invece, se utilizzato come ha fatto Consagra, fortemente espressivo e poetico come la fiamma ossidrica.<\/p>\n<p>I <strong>ferri trasparenti<\/strong>, poi, si presentano come un\u2019immagine a due facce, non rispettano pi\u00f9 l\u2019impianto quadrangolare e sono dominati da una linea curva che<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/pietro-consagra-ferro-trasparente-turchese-e1630272844346.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24046\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/pietro-consagra-ferro-trasparente-turchese-e1630272844346.jpg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"356\" \/><\/a> spezzandosi continuamente si ricongiunge. I ferri sono mossi da un incalzante, a tratti frenetico, ritmo interiore e da movimenti leggeri resi leggiadri dal colore, dai toni immaginifici e non naturalistici. <strong>Si mantiene forte il<\/strong> <strong>rapporto tra segno e disegno<\/strong>, testimoniato in mostra dalla presenza di alcuni esempi, compresi preziosi spolveri provenienti dall\u2019archivio dell\u2019artista. I ferri trasparenti costituiscono uno spazio originario, di germinazione, dove alle forme della natura e alla loro contemplazione l\u2019arte reagisce con la propria artificialit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201c<em>L\u2019arte \u00e8 l\u2019alternativa non il rifugio della natura. L\u2019arte non \u00e8 pi\u00f9 un servizio di Potere, \u00e8 un modo di vivere, un obiettivo un esempio, un aiuto. La natura pu\u00f2 solo assorbirci, isolarci, toglierci dal giro, mantenerci nel fallimento, nella frustrazione dei rapporti umani. Pi\u00f9 la natura pu\u00f2 apparire un probabile asilo, pi\u00f9 la citt\u00e0 corre verso la rovina dell\u2019uomo. Se noi ci rifugiamo nella natura portiamo con noi le armi distruttive della citt\u00e0 attuale e disseminiamo la corruzione del nostro senso del bene. Non dobbiamo andare verso la natura mentre dobbiamo andare verso la citt\u00e0<\/em>\u201d. Era presente fin dagli anni \u201960 in Consagra la consapevolezza di come la natura non potesse essere un alibi, un ideale rifugio, un luogo da mitizzare o definire come desiderabile, seguendo l&#8217;odierna narrativa sul valore dei piccoli borghi e del cosiddetto countryside nella sua accezione di luogo di rifugio o di mitica innocenza.<\/p>\n<p>Fondamentale ripartire dalla <strong>citt\u00e0 come luogo dell\u2019uomo maggiormente vissuto ed esteso<\/strong>, allora come oggi sempre di pi\u00f9. Ecco che arriva La <strong>citt\u00e0 frontale<\/strong>, siamo nel <strong>1969<\/strong>. In occasione della mostra a Lugano verr\u00e0 presentata nella sua totalit\u00e0, con la fondamentale linea dell\u2019orizzonte, posta dall\u2019artista nella mostra alla Galleria dell\u2019Ariete nel 1969, a determinare la collocazione <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/pietro-consagra-giardino-viola-e1630272939816.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-24049 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/08\/pietro-consagra-giardino-viola-e1630272939816.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"387\" \/><\/a>dell\u2019uomo rispetto al paesaggio creato dall\u2019artista\u00a0 architetto\u00a0 urbanista. Un segno, un gesto dai tratti umanistici, per una definizione urbana del contesto. Una concretizzazione di emozioni e idee che trovano nella forma citt\u00e0 il riferimento pi\u00f9 significativo alla complessit\u00e0 degli intrecci che sommano i modi di vivere individuali e collettivi, alla proiezione fisica dei poteri politici ed economici. Dopo l\u2019esperienza americana e l\u2019incontro con le grandi architetture di Sullivan, Wright e altri campioni del modernismo, Consagra con questo tema non dichiara una eccentrica e autoritaria proposta d\u2019artista, bens\u00ec affronta un problema reale cresciuto nel tempo fino a divenire permanente: i molti, perlopi\u00f9 frustranti e conflittuali, <strong>rapporti dell\u2019uomo con lo spazio urbano<\/strong>, oltre a quelli dibattuti da sempre, relativi alla necessaria e immediata incidenza sociale. Consagra immette in questo ambito anche un tema fondamentale relativo alla modalit\u00e0 di esistere nella citt\u00e0: il progressivo distacco della nostra identit\u00e0 dalle nuove costruzioni che trasformano e dettano lo spazio del vissuto cittadino portando le persone ad uno stato di generale rassegnazione. <strong>La citt\u00e0 frontale \u00e8 il segno della considerazione intellettuale ma anche del legame affettivo nei confronti dello spazio urbano<\/strong>. Nel suo libro La citt\u00e0 frontale del 1969 scriveva \u201c<em>Le citt\u00e0 sono diventate rancore, ma non per l\u2019inquinamento che \u00e8 un male rimediabile ma per l\u2019invasione di un\u2019architettura che rester\u00e0 impiantata, indistruttibile\u2026<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Per la prima volta\u00a0 esposti anche tre lenzuoli dipinti<\/strong>, parte di un nucleo pi\u00f9 numeroso prodotto dall\u2019artista tra la fine degli anni \u201960 e i \u201970. Esempio di lavoro intimo, personale, su materiale povero e quotidiano, trasmettono una eco di ci\u00f2 che giovani artisti stavano facendo all\u2019epoca. Gesto di politica domestica dove non manca mai la rappresentazione della sua idea di scultura.<\/p>\n<p>Il volume, prodotto in occasione della mostra, contiene saggi inediti di studiosi e grandi archetti come Mario Botta che hanno analizzato differenti tematiche relative alla produzione dell\u2019artista. Lara Conte affronta nel suo testo elementi fondamentali dell\u2019opera di Consagra come il colore e la frontalit\u00e0 in rapporto dialogico e storico con altri artisti della sua generazione e successiva; Linda Bertelli ha elaborato un saggio sul tema del dialogo e costruzione del rapporto tra autore, artista e fruitore, generato dalla frequentazione intellettuale di \u00a0Consagra con Carla Lonzi; Andrea Cortellessa focalizza Consagra scrittore, autore di numerosi saggi, libri e una autobiografia di grande successo Vita mia; Paola Nicolin rende pubblico uno studio sui lenzuoli dipinti e l\u2019importanza di queste opere nella produzione dell\u2019artista anche rispetto al contesto storico nel quale sono stati realizzati. Mario Botta regala la sua presenza al libro con un ricordo della sua frequentazione e intesa di lunga data con l\u2019artista, infine Alberto Salvadori ha lavorato sul tema della Citt\u00e0 frontale e la sua attualit\u00e0. Il libro \u00e8 pubblicato da Mousse Publishing, a cura di Alberto Salvadori.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dal 12 settembre 2021 al 9 gennaio 2022 a Lugano, la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, proseguendo il lavoro di ricerca e presentazione della loro raccolta, dedica a Pietro Consagra una retrospettiva a cura di Alberto Salvadori in collaborazione con l\u2019Archivio Consagra. \u00a0La mostra nasce come naturale continuit\u00e0 della lunga conoscenza, forte amicizia, condivisione di intenti e amore per l\u2019arte dei due collezionisti con l\u2019artista siciliano e dalla volont\u00e0 di celebrarne il centenario dalla nascita, che cadeva nel 2020. La mostra al MASI di Lugano \u00e8 la prima dedicata all\u2019artista in un\u2019istituzione pubblica svizzera. Il rapporto dialettico con l\u2019altro, al [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/08\/29\/lo-scultore-pietro-consagra-celebrato-con-una-retrospettiva-al-masi-di-lugano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,9894,231285,10357,202339,44441,87,26,252888,17505,35188,17494],"tags":[419951,417511,376634,28323,59329,355195,406611],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24041"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24041"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24041\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24051,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24041\/revisions\/24051"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}