{"id":24066,"date":"2021-09-02T13:26:33","date_gmt":"2021-09-02T13:26:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=24066"},"modified":"2021-09-02T13:26:42","modified_gmt":"2021-09-02T13:26:42","slug":"il-palazzo-di-oakhill-lambasciata-ditalia-a-stoccolma-il-volume-dellillustrissimo-ambasciatore-gaetano-cortese-nel-160-anniversario-dellunita-di","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/09\/02\/il-palazzo-di-oakhill-lambasciata-ditalia-a-stoccolma-il-volume-dellillustrissimo-ambasciatore-gaetano-cortese-nel-160-anniversario-dellunita-di\/","title":{"rendered":"Il Palazzo di Oakhill &#8211; L\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Stoccolma. Il volume dell\u2019illustrissimo Ambasciatore Gaetano Cortese  nel  160\u00b0 anniversario dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia e delle relazioni diplomatiche tra Italia e Svezia."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/stoccolma-e1630587769101.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-24067\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/stoccolma-e1630587769101.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"238\" \/><\/a>La storia della diplomazia italiana nel mondo e delle sue residenze sparse in diversi paesi e continenti passa anche<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/unnamed.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24068 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/unnamed.jpg\" alt=\"\" width=\"365\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/unnamed.jpg 900w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/unnamed-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/unnamed-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/unnamed-768x768.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 365px) 100vw, 365px\" \/><\/a>attraverso<\/strong> <strong>la brillante e significativa collana diretta dall\u2019Ambasciatore Gaetano Cortese che ne esempla, racconta, descrive \u00a0e ne fotografa storicamente e iconograficamente questi palazzi che danno lustro alle relazioni dello Stato Italiano nel panorama internazionale. Residenze d\u2019Ambasciata. Risultati grandiosi, tomi di eccellenza che rimangono delle pietre miliari e attestano, per l\u2019appunto, la grandiosit\u00e0 del nostro Stato nel tessere, da questi luoghi, relazioni nell\u2019intero globo terrestre.\u00a0 Ecco un altro volume<\/strong> ( <strong>Il Palazzo di Oakhill-L\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Stoccolma- Colombo Editore- Roma) collana sulle Ambasciate d\u2019Italia all\u2019estero, collana editata dall\u2019Editore Colombo di Roma, e diretta da quell\u2019illustrissimo Ambasciatore Gaetano Cortese. <\/strong>Nobile traguardo per questa nuova pubblicazione, iniziata gi\u00e0 da alcuni anni, che ha coinvolto numerose istituzioni pubbliche e private, musei, accademie e gallerie d\u2019arte italiane e straniere, nonch\u00e9 personalit\u00e0 e Ambasciatori e funzionari\u00a0 della carriera diplomatica che hanno avvertito quanto fosse importante\u00a0 <strong>mettere a fuoco la memoria storica <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/20210829_192336-rotated.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-24069\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/20210829_192336-rotated.jpg\" alt=\"\" width=\"329\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/20210829_192336-rotated.jpg 908w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/20210829_192336-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/20210829_192336-768x1023.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 329px) 100vw, 329px\" \/><\/a>di un edificio tanto simbolico e significativo nelle relazioni italo-svedesi, quale il Palazzo di Oakhill a Stoccolma sede dell\u2019Ambasciata d\u2019Italia in Svezia<\/strong>. <strong>Il volume \u00e8 stato editato per celebrare l\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Stoccolma nel centosessantesimo anniversario dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia e delle relazioni diplomatiche tra l\u2019Italia e la Svezia.\u00a0 <\/strong>L\u2019Ambasciatore Gaetano Cortese osserva: \u201cIl nostro\u00a0 \u00a0ringraziamento va all\u2019Ambasciatrice Elena Basile per il suo contributo e per la preziosa documentazione fotografica fornitaci e all\u2019Ambasciatore Alessandro Quaroni per avere ben voluto condividere questa nuova iniziativa editoriale con uno scritto di memorie e ricordi durante\u00a0 la sua missione diplomatica in Svezia. Siamo stati sollecitati in questa iniziativa anche dal desiderio di potere tributare un\u00a0 doveroso omaggio a tutti i Capi Missione e loro collaboratori che, con grande impegno e spirito di servizio, hanno avuto un ruolo di grande importanza nel mantenere <strong>una rappresentanza diplomatica all\u2019altezza del patrimonio\u00a0 architettonico ed artistico del nostro Paese lungo tutto\u00a0 il corso della lunghissima storia diplomatica tra l\u2019Italia e la Svezia.\u201d <\/strong><strong>Il testo, la storia dell\u2019edificio dalla fondazione e via via fino all\u2019acquisto da parte del governo italiano, il racconto puntuale e le immagini del volume danno subito idea di quel che negli anni hanno fatto il committente, gli architetti, gli artisti, gli Ambasciatori italiani e le\u00a0 Autorit\u00e0 svedesi, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/10267772_776360389049982_1682842718589264809_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-24070 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/10267772_776360389049982_1682842718589264809_n.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/10267772_776360389049982_1682842718589264809_n.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/10267772_776360389049982_1682842718589264809_n-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>succedutisi via via nella Residenza; \u00e8 una grande storia dipanata, che incornicia lo spettacolare Palazzo di\u00a0 Oakhill sede dell\u2019Ambasciata Italiana in Svezi<\/strong><strong>a. <\/strong>Le energie profuse dai rappresentanti diplomatici italiani a Stoccolma hanno assicurato la permanente vitalit\u00e0 del Palazzo di Oakhill quale centro di scambi di idee e di raffronto delle progettualit\u00e0, al servizio dei due Paesi e della loro azione futura in quello che era l\u2019obiettivo prioritario di questo ventunesimo secolo: la costruzione politica dell\u2019Unione Europea. Intanto eccone la storia di questo nobile edificio. Vicino al centro storico di Stoccolma e nel cuore del golfo costellato dai fiordi e\u00a0 insenature naturali, nel mezzo del Parco reale di Djurgarden, oggi riserva naturale, \u00e8 ospitata la residenza diplomatica d\u2019Italia, alla sommit\u00e0 dell\u2019omonimo colle \u201cdi Oakhill\u201d da cui si gode una veduta panoramica suggestiva. Il Palazzo \u00e8 protetto da un giardino privato ricavato sul terreno di un\u2019estensione di 15.000 metri quadrati, con alberi ad alto fusto, e, in prossimit\u00e0 del portico colonnato d\u2019ingresso, con siepi e aiole fiorite. Il progetto dell\u2019edificio \u00e8 dell\u2019architetto svedese Ferdinando Boberg, uno dei massimi esponenti dello Jugendstil in Svezia, al cui nome si lega la realizzazione di importanti edifici di Stoccolma, come la Thielska Galleriet, il Nobelpalatset, la Nordiska Kompaniet. E dunque l\u2019architettura dell\u2019edificio dell\u2019Ambasciata,\u00a0 esprime decoro e funzione, con\u00a0 volumi e linee geometriche essenziali che tengono conto dell\u2019impatto\u00a0 panoramico sulla citt\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/bin-e1630588049321.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-24071\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/bin-e1630588049321.jpg\" alt=\"\" width=\"471\" height=\"186\" \/><\/a>L\u2019architettura si giova di scelte di massima funzionalit\u00e0 insieme ad una sobria eleganza strutturale che richiama, in senso \u201crazionalista\u201d stilemi classicisti derivati da Palladio, evidenti nel pronao a colonne per il portico d\u2019ingresso. Il prospetto vive una lunga facciata a due soli piani, scandita da finestre quadrangolari lisce, con un avancorpo centrale a forma trapezoidale che, al piano terra ospita la veranda ed al primo una terrazza da cui godere il suggestivo panorama sui fiordi. All\u2019essenzialit\u00e0 del prospetto esterno, corrisponde la calda atmosfera degli interni trasmessa dagli eleganti rivestimenti in boiserie delle pareti delle sale. Il vasto atrio ed il cosiddetto Salotto rosa sono tra gli esempi pi\u00f9 originali e raffinati dello Jugendstijl, corrente in voga agli inizi del Novecento di cui Boberg, a Stoccolma, \u00e8 stato \u00a0uno dei protagonisti; archi colonne scale, librerie, camini, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00013-scaled-e1630588085210.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-24072 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00013-scaled-e1630588085210.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"347\" \/><\/a>sono stati realizzati in legno d\u2019ebano e le specchiature rettangolari, sulle pareti ospitano preziosi dipinti giunti, negli anni, dall\u2019Italia, in prestito temporaneo da musei italiani. <strong>L\u2019edificio \u00e8 stato costruito tra il 1908 e il 1910, su incarico della Principessa Pavlovna, nipote dello zar di Russia, e del principe Guglielmo di Svezia, in occasione delle loro nozze.<\/strong> La Granduchessa Maria era stata educata e allevata a Mosca dal Granduca Sergio Romanov e dalla consorte Elisabetta Feodorovna. Dopo l&#8217;assassinio del Granduca\u00a0 Sergio nel 1905 la Granduchessa\u00a0 Maria rimase con la vedova fino al matrimonio con il principe svedese. Gli\u00a0\u00a0 sposi soggiornarono\u00a0\u00a0 nel\u00a0 Palazzo\u00a0 Reale\u00a0 di Stoccolma finch\u00e9 i lavori di restauro non furono ultimati ad Oakhill nel 1911, quando la coppia, insieme al loro\u00a0 figlio Lennart\u00a0 Bernadotte,\u00a0 pot\u00e9\u00a0 insediarsi nella nuova dimora. Nel 1914, il principe Wihlem e la principessa Maria divorziarono ed il palazzo rimase disabitato fino a quando non venne dato in affitto all&#8217;allora Ministro Plenipotenziario degli Stati Uniti, Ira Morris, che vi soggiorn\u00f2 fino al maggio del 1926, anno in cui fu acquisito dall&#8217;Italia per 4 milioni di lire ed adibito quale rappresentanza diplomatica dello Stato italiano. L&#8217;edificio di tre piani fu realizzato completamente in gesso luminoso con 40 stanze, torri angolari ed una terrazza che offre una splendida\u00a0 e grandiosa\u00a0 veduta panoramica\u00a0 su\u00a0 Ryssviken, del\u00a0 mare\u00a0 di Waldemarsudde. La Residenza e&#8217; indiscutibilmente tra le pi\u00f9 belle e prestigiose sedi diplomatiche italiane all&#8217;estero. <strong>Venne abitato dalla coppia per due soli anni, e, con la fine del <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/stoccolma_slide_1-e1630588120173.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-24073\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/stoccolma_slide_1-e1630588120173.jpg\" alt=\"\" width=\"530\" height=\"159\" \/><\/a>matrimonio, dopo esser rimasto inutilizzato per diverso tempo e poi affittato, venne venduto allo Stato italiano nel 1926. <\/strong>Il contratto di compravendita, del 16 maggio 1926, fu stipulato tra il Gran Maresciallo in nome della Corona e del Re di Svezia in qualit\u00e0 di tutore della proprietaria, la principessa Lennart, e il Governo del Re d\u2019Italia. L\u2019acquisto del palazzo comprendeva il terreno circostante di 15.087 mq. ed anche gli oggetti d\u2019arredo in esso contenuti, indicati in un elenco allegato al contratto che, per\u00f2, non ci \u00e8 giunto con l\u2019atto, per cui non \u00e8 stato possibile individuare gli arredi originari della casa. Alla stessa epoca, con l\u2019apertura dell\u2019Ambasciata, si intensificano i rapporti diplomatici preesistendo, comunque, una Legazione (1906). <strong>Il primo Ambasciatore si\u00a0 insedi\u00f2 solo nel 1958. Da alcuni documenti conservati nell\u2019Archivio dell\u2019Ambasciata \u00e8 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00005-scaled-e1630588236560.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-24075\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00005-scaled-e1630588236560.jpg\" alt=\"\" width=\"441\" height=\"273\" \/><\/a>interessante ricostruire la storia dell\u2019edificio dagli anni Venti (1927) fino agli anni Settanta quando la struttura risultava in stato di degrado, si realizzarono alcuni importanti lavori di ristrutturazione al tetto e ai prospetti esterni<\/strong>. A seguito dell\u2019approvazione giunta dalla sede centrale, nel 1978, vennero inoltre eseguiti la rimozione dei vecchi intonaci e il nuovo rivestimento degli esterni. Il Palazzo recuperava in tal modo la sua fisionomia di architettura svedese di stile razionalista, in perfetta sintonia con lo stile originario dello Jugendsijl. Il Palazzo, si trova sull&#8217;isola che, attraverso i secoli, ha assunto diversi nomi, da quello antichissimo di Walmunzo, a quelli, pi\u00f9 moderni, di Waldemarson\u00a0 e di Oakhill. L&#8217;isola era nota <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00003-scaled-e1630588197908.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-24074 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00003-scaled-e1630588197908.jpg\" alt=\"\" width=\"421\" height=\"261\" \/><\/a>sin dal Medioevo per la fornitura del fieno agli armenti del re ed in seguito parco di caccia durante il regno\u00a0 di\u00a0 Cristina\u00a0 di\u00a0 Svezia, chiamata\u00a0 \u201cla Diana di Svezia\u201d per poi trasformarsi in un vero e proprio parco di divertimenti nel XVIII secolo. Agli inizi del XIX secolo, vennero concessi nell&#8217;isola i primi permessi per la costruzione di edifici nonch\u00e9 residenze estive, quale anche la costruzione, da parte dell&#8217;architetto Fredrik Blom di una casa richiesta dall&#8217;ammiraglio britannico Sir Thomas Baker, sposato con Sofia Augusta Ruuth, figlia del Ministro delle Finanze e Governatore Generale della Pomerania, il Conte Erik Ruuth. L\u2019ammiraglio inglese Baker sostitu\u00ec il vecchio nome della zona di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00007-scaled-e1630588287232.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-24076\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00007-scaled-e1630588287232.jpg\" alt=\"\" width=\"433\" height=\"268\" \/><\/a>\u201cRyssbaken\u201d (Colle del Russo) con l&#8217;attuale nome, in lingua inglese, di Oakhill. Nel 1836 la dimora fu acquistata dal ciambellano Lewenhaupt che la usufru\u00ec come residenza\u00a0 estiva e nel 1862 la propriet\u00e0\u00a0 pass\u00f2 a Wihlem Nicolaus Burmeister,\u00a0 il quale demol\u00ec vari edifici nella zona di Oakhill per edificarne dei nuovi tipo \u201cchalet svizzero\u201d. Infine la\u00a0 propriet\u00e0\u00a0 pass\u00f2\u00a0 all&#8217;avvocato\u00a0 Karl\u00a0 Alex Riben, acquistata\u00a0 di fatto\u00a0 per\u00a0 conto\u00a0 del principe\u00a0 di Svezia e\u00a0 Norvegia\u00a0 Karl\u00a0 Wihlem\u00a0 Louis\u00a0 Bernadotte, duca di Sodermanland. La localit\u00e0 conserva integro, nella sua bellezza, l&#8217;antico carattere residenziale con parchi e giardini tuttora popolati da\u00a0 fagiani, cigni e scoiattoli; alle rive prospicienti\u00a0 la splendida capitale <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00009-scaled-e1630588329266.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24077 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00009-scaled-e1630588329266.jpg\" alt=\"\" width=\"391\" height=\"242\" \/><\/a>attraccano ancora imbarcazioni da diporto di ogni tipo e le secolari querce sovrastano tuttora, con il loro denso fogliame, i prati verdissimi. Nel novembre del 1857, il sovrano sabaudo Vittorio Emanuele II\u00a0\u00a0 decret\u00f2 l\u2019introduzione di una serie di modifiche nell\u2019abito degli agenti diplomatici che ben sottolinea le nuove tendenze. Presso l\u2019Archivio Storico del Ministero degli Affari Esteri abbiamo rinvenuto, a seguito di una assai laboriosa ricerca personale, un esemplare rilegato del Decreto con unita una serie di <strong>tavole acquarellate<\/strong> delle singole uniformi dei vari gradi gerarchici della carriera diplomatica di cui presentiamo per la prima volta, per gentile concessione del Dicastero, una campionatura al lettore di questo volume<strong>. Opere certo \u00a0pregevoli perch\u00e9 realizzate (come si evince dalle firme autografe) dal celebre artista Bartolomeo Giuliano (Susa 1825- Milano 1909), pittore piemontese d\u2019origine, ma milanese d\u2019adozione, che studi\u00f2 all\u2019Accademia Albertina, allievo di Carlo Arienti e di Carlo Felice Biserna. Dal 1846 espose alle mostre della Promotrice torinese dipinti di soggetto storico &#8211; letterario quale gli \u201cEsuli italiani che piangono la Patria perduta\u201d del 1851.<\/strong> Egli fu anche insegnante presso la citata Accademia, come assistente di Ernesto Gamba (1855 &#8211; 1860) in seno alla cattedra di disegno. Di poco successiva fu la nomina ad insegnante di disegno dell\u2019Accademia militare. La decisione di designare Giuliano quale autore delle tavole sottoline\u00f2 il desiderio sabaudo di porre in particolare luce il prestigio e l\u2019alto valore delle funzioni riservate alla carriera diplomatica. Pagine significative gettano uno \u00a0sguardo sulle relazioni diplomatiche italo-svedesi, allargando anche \u00a0sulle origini della istituzione delle rappresentanze diplomatiche\u00a0 fra Stati sovrani che risalgono al XV secolo,\u00a0 quando\u00a0 era\u00a0 prassi\u00a0 nelle\u00a0 relazioni\u00a0 tra alcuni sovrani e principi scambiarsi agenti diplomatici.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00001-scaled-e1630588378807.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-24078\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00001-scaled-e1630588378807.jpg\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"284\" \/><\/a>Nel volume dedicate\u00a0 alcune immagini alla cerimonia augurale delle celebrazioni per il 700 anniversario della scomparsa di Dante Alighieri al Quirinale, <\/strong>in occasione del \u201cConcerto\u00a0 per Dante\u201d\u00a0 eseguito dall&#8217;Orchestra\u00a0 giovanile <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00004-scaled-e1630588422906.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24079 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00004-scaled-e1630588422906.jpg\" alt=\"\" width=\"366\" height=\"227\" \/><\/a>\u201cLuigi Cherubini\u201d con il Coro dell&#8217;Accademia di Santa Cecilia, diretto dal Maestro Riccardo Muti. Eccelso e memorabile ricordo, in questo volume dedicato alla Ambasciata d\u2019Italia a Stoccolma, rivolto \u201ca un grande italiano che ha raggiunto, per giudizio pressoch\u00e9 unanime, le vette pi\u00f9 alte delle letterature\u00a0 di tutti\u00a0 i tempi\u201d, come ha sottolineato\u00a0 il Capo dello Stato, in occasione dei festeggiamenti tenutisi nel 2021 in Italia e all\u2019estero. In tale contesto rientra la nostra rappresentanza diplomatica nella capitale svedese, il Palazzo di Oakhill, ubicato\u00a0 in uno\u00a0 dei pi\u00f9 eleganti quartieri\u00a0 di Stoccolma.\u00a0 <strong>L\u2019Ambasciata d\u2019Italia\u00a0 \u00e8\u00a0 parte\u00a0 integrante del\u00a0 patrimonio\u00a0 architettonico\u00a0 ed\u00a0 artistico\u00a0 svedese e della storia del Paese. <\/strong>Prima del Regno di Sardegna, sin dal secolo XIII le relazioni tra Roma e Stoccolma erano particolarmente rilevanti grazie alla presenza <strong>di figure che hanno segnato\u00a0 la storia\u00a0 tra\u00a0 i\u00a0 due\u00a0 Paesi,\u00a0 basti\u00a0 pensare\u00a0 a Brigida Birgersdotter\u00a0 (Finsta, 1303-Roma 1373), religiosa e mistica svedese, fondatrice dell\u2019Ordine del Santissimo Salvatore, proclamata Santa Brigida da Bonifacio IX\u00a0 il 7 ottobre\u00a0 1391.<\/strong> Proveniente da una aristocratica\u00a0 famiglia svedese, assieme al marito\u00a0 Ulf Gudmarsson,\u00a0 studi\u00f2 la Sacra Scrittura, fond\u00f2 un piccolo ospedale e assistette i poveri. Dopo il decesso del consorte, nel 1349 lasci\u00f2 la Svezia per vari pellegrinaggi e venne a stabilirsi definitivamente a Roma assieme alla figlia Caterina per\u00a0 dedicarsi\u00a0 alla cura\u00a0 dei meno abbienti sino alla sua morte il 23 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00006-scaled-e1630588464501.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-24080\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00006-scaled-e1630588464501.jpg\" alt=\"\" width=\"463\" height=\"287\" \/><\/a>luglio 1373. <strong>Basti pensare che nella Citt\u00e0 del Vaticano, Piazza San Pietro, Udienza Generale, 27 ottobre 2010, \u00a0Sua Santit\u00e0 il Papa Benedetto XVI ha tenuto\u00a0 la sua catechesi sulla grande\u00a0 figura femminile di\u00a0 Santa Madre\u00a0 Brigida, Compatrona d&#8217;Europa<\/strong>, intrattenendosi,\u00a0 al termine dell&#8217;Udienza, con l&#8217;Abbadessa Generale Madre Tekla Famiglietti. Rivolgendosi all&#8217;Assemblea capitolare ha concluso con le seguenti parole: \u201cSaluto le Suore dell&#8217;Ordine\u00a0 del<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00008-scaled-e1630588509170.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24081 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00008-scaled-e1630588509170.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"263\" \/><\/a>Santissimo Salvatore e Santa Brigida \u2013 Brigidine \u2013 riunite per il loro Capitolo generale e prego il Signore perch\u00e9 da questa assemblea scaturiscano generosi propositi di vita evangelica per l&#8217;intero Istituto\u201d. <strong>La Chiesa di Santa Brigida \u00e8 un luogo di culto cattolico di\u00a0 Roma,\u00a0 sita\u00a0 nel\u00a0 rione\u00a0 Regola,\u00a0 di\u00a0 fronte\u00a0 a Piazza Farnese. Essa si trova in un complesso edilizio che comprende la casa che Santa Brigida e la figlia Santa\u00a0 Caterina\u00a0 abitarono\u00a0\u00a0 dal\u00a0 1350\u00a0 fino\u00a0 alla\u00a0 loro morte<\/strong>. La casa comprendeva anche una piccola cappella edificata sotto il Papa Bonifacio IX, che fu dedicata\u00a0 a Brigida quando\u00a0 venne\u00a0 canonizzata\u00a0 nel\u00a0 1391; annesso vi era un ospedale per i pellegrini svedesi. <strong>La\u00a0 Chiesa di\u00a0 Santa\u00a0 Brigida \u00e8 la chiesa nazionale degli Svedesi.<\/strong> <strong>L\u2019altra figura di particolare rilievo \u00e8 la Regina Cristina\u00a0 di\u00a0 Svezia (Stoccolma, 1626 \u2013 Roma 1689), figlia del Re Gustavo II Adolfo di Svezia e di Maria Eleonora del Brandeburgo,\u00a0 Regina di Svezia dal 1633 fino all\u2019abdicazione avvenuta nel 1654, a favore del cugino Carlo X. Durante\u00a0 il periodo\u00a0 del regno di Cristina, la Svezia divenne uno dei centri pi\u00f9 raffinati e ricercati d\u2019Europa, a tal punto\u00a0 che Stoccolma venne sopranno- minata \u201cl\u2019Atene del Nord\u201d. <\/strong>Dopo aver lasciato la Svezia si trasfer\u00ec momentaneamente nei Paesi Bassi e successivamente a Bruxelles ove il 24 dicembre 1654 la Regina Cristina fece la sua prima confessione di fede cattolica, alla presenza dei fedeli amici Pimentel e Raimondo Montecuccoli. Nel novembre del 1655 la Regina Cristina decise di fare la propria professione ufficiale al cattolicesimo nella Hofkirche di Innsbruck\u00a0 per poi scriverne al Papa Alessandro VII e al Re Carlo X.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00010-scaled-e1630588590480.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-24082\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00010-scaled-e1630588590480.jpg\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"290\" \/><\/a>La Regina Cristina\u00a0 fu accolta a Roma con\u00a0 grandi onori e feste dal nuovo Papa Alessandro VII e dalla nobilt\u00e0 romana ed in suo onore fu lo stesso Bernini a restaurare la Porta del Popolo, sulla quale si pu\u00f2 leggere\u00a0 la\u00a0 scritta\u00a0 che\u00a0 inneggia\u00a0 al\u00a0 \u201csuo\u00a0 felice e\u00a0 fausto ingresso\u201d in citt\u00e0 il 23 dicembre 1655. <\/strong>La Regina si insedi\u00f2 a Palazzo Farnese, gi\u00e0 residenza del Duca di Parma, di fronte alla Chiesa di Santa Brigida, l\u2019altra aristocratica\u00a0 svedese che aveva scelto Roma come sua residenza. Nel 1656 la Regina Cristina decise di dare inizio ad una\u00a0 serie di\u00a0 discussioni intellettuali\u00a0 con <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00011-scaled-e1630588630693.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24083 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00011-scaled-e1630588630693.jpg\" alt=\"\" width=\"412\" height=\"255\" \/><\/a> personalit\u00e0 del\u00a0 mondo\u00a0 culturale\u00a0 romano,\u00a0 istituendo\u00a0 un\u2019accademia, detta Accademia Reale, con l\u2019obbligo per i partecipanti di aderire alla musica, al teatro, alla letteratura e alle lingue. Mantenendo la qualifica di promotrice dell\u2019arte e della musica, la Regina Cristina si rese promotrice dell\u2019apertura del primo teatro pubblico\u00a0 di Roma nell\u2019ex prigione di Tor di Nona, ad opera del suo segretario Giacomo d\u2019Albert. <strong>Nell\u2019aprile del 1689 la Regina Cristina, dopo una visita ai templi della Campania ove contrasse una infezione, seguita da una polmonite, mor\u00ec assistita dal cugino marchese Michele Garagnani\u00a0 e dal Cardinale Decio Azzolino, \u00a0fedele amico per tutta la vita, La processione del funerale si svolse dalla chiesa di Santa Maria in Vallicella sino alla Basilica di San Pietro, dove la Regina venne sepolta nelle Grotte Vaticane. Tale beneficio le venne accordato anche\u00a0 a ricordo della tradizione che vedeva la sepoltura\u00a0 nella Basilica per i Sovrani sassoni che tra il IX e X secolo vi si recavano per convertirsi al cristianesimo. Nel 1696 Papa Innocenzo XI fece erigere un monumento\u00a0 alla Regina Cristina di Svezia nella Basilica di San Pietro, a ricordo della sua prodigiosa conversione e per la gratitudine\u00a0 che anche la citt\u00e0 di Roma le doveva. <\/strong><strong>L\u2019opera, ultimata nel 1702, mostra la Regina Cristina ritratta in un medaglione di bronzo, modellato da Giovanni Giardini, supportato da uno scheletro coronato posto su un cuscino sorretto da due putti in marmo bianco scolpiti da Lorenzo\u00a0 Ottoni. Tre rilievi sottostanti dello scultore francese Teudon\u00a0 rappresentano tre momenti della sua vita come la sua rinuncia al trono\u00a0 svedese,\u00a0 l\u2019abiura\u00a0 al\u00a0 protestantesimo\u00a0 fatta\u00a0 nel 1655 nella cattedrale\u00a0 di Innsbruck\u00a0 e l\u2019allegoria della Fede trionfante sull\u2019eresia.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00012-scaled-e1630588690142.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-24084\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/Stoccolma-00012-scaled-e1630588690142.jpg\" alt=\"\" width=\"445\" height=\"276\" \/><\/a>Nel 1861, al momento della nascita del Regno d\u2019Italia,\u00a0 vari\u00a0 Paesi\u00a0 europei\u00a0\u00a0 riconobbero\u00a0\u00a0 subito\u00a0\u00a0 il nuovo stato, instaurando\u00a0 normali relazioni diplomatiche,\u00a0 con\u00a0 l\u2019invio di\u00a0 rappresentanti\u00a0\u00a0 diplomatici\u00a0 nelle rispettive\u00a0 capitali.\u00a0 <strong>Fra\u00a0 di\u00a0 essi il Regno\u00a0 di\u00a0 Svezia e Norvegia (quest\u2019ultima acceder\u00e0 all\u2019indipendenza nazionale solo mezzo secolo pi\u00f9 tardi)\u00a0 quando\u00a0 il Re Vittorio Emanuele II nomin\u00f2 come suo rappresentante diplomatico presso il Re Carlo XV il Ministro Residente con lettere credenziali Andrea Tagliacarne, che giunse a Stoccolma il 27 marzo 1862, subito dopo la missione diplomatica\u00a0 nei Paesi Bassi, ove sin dal 1859 aveva rappresentato,\u00a0 quale Incaricato d\u2019Affari, il Regno di Sardegna per esservi poi confermato dal Re d\u2019Itali<\/strong>a <strong>con la presentazione\u00a0 delle lettere credenziali nel\u00a0 1861.<\/strong>\u00a0 Accreditati\u00a0 presso\u00a0 il Sovrano\u00a0 di\u00a0 Svezia e Norvegia furono successivamente Luigi Corti (1864), dapprima quale Ministro Residente con lettere credenziali ed\u00a0 in\u00a0 seguito\u00a0 come\u00a0 Inviato\u00a0 Straordinario\u00a0 e Ministro Plenipotenziario; Luigi Rati Opizzoni (1867), Vittorio\u00a0 Sallier de\u00a0 la Tour\u00a0 (1871), Federico Costanzo Spinola (1879), Alessandro Tannini\u00a0 (1888) Alessandro\u00a0 Guasco\u00a0 di Bisio (1897), Emanuele\u00a0 Berti (1903) ed infine Alberto\u00a0 De Foresta\u00a0 (1904), tutti\u00a0 in qualit\u00e0 di Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario\u00a0 con lettere credenziali. Il predetto\u00a0 \u00e8 stato \u00a0l\u2019ultimo diplomatico italiano a rappresentare\u00a0 il Re Vittorio Emanuele II presso il Re di Norvegia e Svezia Oscar II, in quanto nel 1905 sopravviene lo scioglimento dell\u2019Unione tra la Norvegia e la Svezia, risultato, tra l\u2019altro, di una insanabile controversia sulla richiesta norvegese di poter disporre di un servizio consolare autonomo rispetto a quello svedese. Secondo lo statuto dell\u2019Unione, la politica estera era appannaggio esclusivo del Re di Svezia, che la esercitava tramite il Ministro degli Esteri, membro del Gabinetto\u00a0 svedese. Le materie attinenti alla politica estera trattate da due organismi: il servizio diplomatico e quello consolare.\u00a0 I funzionari diplomatici venivano accreditati dal Gabinetto\u00a0 ministeriale svedese, mentre i consoli, il cui compito\u00a0\u00a0 era\u00a0 quello\u00a0 di\u00a0 trattare\u00a0\u00a0 prevalentemente\u00a0\u00a0 le materie commerciali e mercantili, venivano accreditati, dopo il 1836, da un \u201cGabinetto\u00a0 Congiunto\u201d svedese-norvegese. Nel 1885 tale sistema venne unilateralmente cambiato con assunzione di responsabilit\u00e0 esclusiva per\u00a0 le nomine\u00a0 da\u00a0 parte\u00a0 del Ministro\u00a0 degli Esteri a Stoccolma. Ci\u00f2 comport\u00f2 una serie di reazioni a catena sfocianti in un insanabile conflitto bilaterale, cui andarono ad aggiungersi le polemiche sulla nazionalit\u00e0 del Ministro degli Esteri dell\u2019Unione (tradizionalmente svedese). La delibera dello Storting (Parlamento\u00a0\u00a0 nazionale\u00a0 norvegese,\u00a0 in\u00a0 funzione\u00a0 dal 1814) di\u00a0 istituire\u00a0 un\u00a0 servizio consolare\u00a0 norvegese si scontr\u00f2 con un rifiuto di ratifica del Re Oscar II, che la interpretava\u00a0 come una violazione del principio\u00a0 di esclusivit\u00e0 nella gestione della politica estera dell\u2019Unione da parte della Corona. Seguirono le dimissioni del Governo\u00a0 norvegese. A fronte dell\u2019impossibilit\u00e0\u00a0 di\u00a0 formarne\u00a0 uno\u00a0 nuovo\u00a0 per\u00a0 il concorde rifiuto di tutte\u00a0 le forze politiche di Christiania, il Re dovette\u00a0 \u201ccon\u00a0 grande\u00a0 rincrescimento\u201d\u00a0 prendere\u00a0 atto del fatto che l\u2019 Unione fra i due Paesi sotto un comune monarca aveva cessato di esistere.<\/p>\n<p><strong>Il 7 giugno 1905 il Parlamento norvegese approv\u00f2 una risoluzione per sciogliere unilateralmente l\u2019Unione. La risoluzione fu confermata da un referendum che\u00a0 approv\u00f2\u00a0 la\u00a0 dissoluzione\u00a0 dell\u2019Unione\u00a0 con 368.208 voti a favore e 184 contrari.\u00a0 Le condizioni vennero concordate con un accordo a Karlstad, in Svezia, nel settembre\u00a0\u00a0 del 1905.\u00a0 Subito\u00a0\u00a0 dopo\u00a0\u00a0 il Principe Carlo di Danimarca, sposato alla Principessa Maud,\u00a0 figlia del\u00a0 Re Edoardo\u00a0 VII\u00a0 del\u00a0 Regno Unito, venne prescelto con referendum quale Re di Norvegia, salendo al trono con il nome di Haakon\u00a0 VII<\/strong>. \u00c8 a partire da questa data che i rappresentanti diplomatico-consolari verranno direttamente accreditati\u00a0 presso la Corte norvegese. <strong>Il Regno d\u2019Italia fu tra i primi a riconoscere la Norvegia come stato indipendente e ad affidare all\u2019allora Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario con lettere credenziali a Copenaghen Giorgio Calvi di Bergolo anche la missione norvegese. <\/strong>Stessa situazione si verific\u00f2 con il suo successore Emanuele Berti, anch\u2019egli con accreditamento principale in Danimarca. Soltanto con la nuova nomina di Fedele de Novellis, il 30 agosto del 1912 il rappresentante diplomatico italiano inizier\u00e0 a risiedere effettivamente a Christiania, la capitale norvegese che solo dal 1925 riprender\u00e0 l\u2019antico nome di Oslo che conserva attualmente. <strong>Dopo\u00a0 la separazione\u00a0 della\u00a0 Norvegia\u00a0 dalla\u00a0 Svezia, venne inviato nel 1906 il nuovo rappresentante\u00a0 diplomatico del Regno d&#8217;Italia presso la Corte svedese nella persona dell&#8217;inviato\u00a0 straordinario\u00a0 e ministro plenipotenziario Enrico Ferrara\u00a0 Dentice<\/strong> e a seguire nel prosieguo degli anni Francesco Bottaro Costa, Giulio Cesare\u00a0 Vinci,\u00a0 Luigi\u00a0 Bruno,\u00a0 Francesco\u00a0 Tommasini, Luca\u00a0 Orsini\u00a0 Barone,\u00a0 Gouseppe\u00a0\u00a0 Colli Di\u00a0 Felizzano, Paolo Di Montagliari, Agostino Depretis, Giovanni Battista Nani\u00a0 Mocenigo,\u00a0 Ascanio Colonna,\u00a0 Gaetano Patern\u00f2\u00a0 Di Manchi Di Bilici e Antonio Meli Lupi Di Soragna Tarasconi.\u00a0 Durante il secondo conflitto mondiale si alternarono quali Capi Missione presso la sede diplomatica italiana a Stoccolma gli inviati straordinari e ministri plenipotenziari\u00a0 Francesco\u00a0 Fransoni\u00a0 dal 1939 al 1941 e Giuseppe Renzetti dal 1941 al 1945. <strong>Dopo la fine della seconda guerra mondiale le relazioni diplomatiche tra l&#8217;Italia e la Svezia continuarono sempre a livello di inviati straordinari e ministri plenipotenziari fino al 1958, allorquando vennero elevate al rango di Ambasciatore con l&#8217;invio del primo rappresentante diplomatico italiano nella persona di Benedetto\u00a0 Capomazza Di Campolattaro,\u00a0 che assunse le sue nuove funzioni il 24 marzo 1958.<\/strong> Tutti\u00a0 i Capimissione italiani che si sono succeduti \u00a0dal secondo dopoguerra\u00a0 ad oggi, \u00a0\u00a0<strong>hanno contribuito\u00a0 a far s\u00ec che il Palazzo di Oakhill sia crescentemente la sede ove transitano, per i loro contatti personali e confidenziali, i massimi esponenti della vita politica e istituzionale nonch\u00e9 imprenditoriale italiana. Per tutti i Capi Missione residenti\u00a0 a Stoccolma un evento di particolare rilevanza internazionale ha rivestito \u00a0la cerimonia della consegna del Premio Nobel<\/strong> ove gli Ambasciatori sono direttamente coinvolti nel caso in cui gli insigniti del Premio\u00a0 siano di nazionalit\u00e0 del Paese rappresentato.\u00a0 <strong>Dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi gli studiosi italiani che hanno vinto il Premio Nobel sono: Daniel Bovet nel 1957, Salvatore Quasimodo\u00a0 nel\u00a0 1959, Emilio Segr\u00e9 nel\u00a0 1959, Giulio Natta nel 1963, Salvatore Luria nel 1969, Eugenio Montale \u00a0nel 1975, Renato\u00a0 Dulbecco\u00a0 nel 1975, Carlo Rubbia nel 1984, Franco Modigliani nel 1985, Rita Levi Montalcini nel 1986, Dario Fo nel 1997, Riccardo Giacconi nel 2002 e Mario Capecchi nel 2007. <\/strong><strong>Sono 20 gli studiosi italiani premiati con il Nobel. Prima della proclamazione della Repubblica, durante il Regno d\u2019Italia il primo premio \u00e8 stato attribuito nel 1906 per la Medicina e la Fisiologia a Camillo Golgi, seguito da Giosu\u00e8 Carducci per la Letteratura nel 1906, Ernesto Teodoro Moneta per la Pace nel 1907, Guglielmo Marconi per la Fisica nel 1909, Grazia Deledda per la Letteratura nel 1926, Luigi Pirandello per la Letteratura\u00a0 nel 1934 ed Enrico Fermi per la Fisica nel 1938.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E dunque l\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Stoccolma\u00a0\u00a0 resta un faro sia di storia diplomatica che riferimento mondiale di una cultura a pi\u00f9 voci che trova nel Premio Nobel\u00a0 una cornice di interesse primario. E il volume dell\u2019Ambasciatore Gaetano Cortese sull\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Stoccolma in Svezia ha raccolto preziosamente storia, politica,\u00a0 cronaca e cultura\u00a0 in un formidabile processo costruttivo, divenendo un eccezionale monumento librario. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La storia della diplomazia italiana nel mondo e delle sue residenze sparse in diversi paesi e continenti passa ancheattraverso la brillante e significativa collana diretta dall\u2019Ambasciatore Gaetano Cortese che ne esempla, racconta, descrive \u00a0e ne fotografa storicamente e iconograficamente questi palazzi che danno lustro alle relazioni dello Stato Italiano nel panorama internazionale. Residenze d\u2019Ambasciata. Risultati grandiosi, tomi di eccellenza che rimangono delle pietre miliari e attestano, per l\u2019appunto, la grandiosit\u00e0 del nostro Stato nel tessere, da questi luoghi, relazioni nell\u2019intero globo terrestre.\u00a0 Ecco un altro volume ( Il Palazzo di Oakhill-L\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Stoccolma- Colombo Editore- Roma) collana sulle Ambasciate [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/09\/02\/il-palazzo-di-oakhill-lambasciata-ditalia-a-stoccolma-il-volume-dellillustrissimo-ambasciatore-gaetano-cortese-nel-160-anniversario-dellunita-di\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[108264,59281,44662,53740,31446,9894,10357,386468,44545,44441,87,44697,53675,47,80676,35188,64,28369,41632,51665],"tags":[409069,231149,419964,418883,376721,406428,419965,419967,271270,355195,419966],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24066"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24066"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24066\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24087,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24066\/revisions\/24087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24066"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24066"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}