{"id":24180,"date":"2021-09-15T19:03:08","date_gmt":"2021-09-15T19:03:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=24180"},"modified":"2021-09-15T19:03:08","modified_gmt":"2021-09-15T19:03:08","slug":"patrick-zaki-rinviato-a-giudizio-in-egitto-rischia-5-anni-di-carcere-e-ora-che-litalia-alzi-la-voce-e-dica-la-sua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/09\/15\/patrick-zaki-rinviato-a-giudizio-in-egitto-rischia-5-anni-di-carcere-e-ora-che-litalia-alzi-la-voce-e-dica-la-sua\/","title":{"rendered":"Patrick Zaki rinviato a giudizio in Egitto, rischia 5 anni di carcere.  E\u2019 ora che l\u2019Italia alzi la voce e dica la sua."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/thumbnail_image0-keOD-U32903585131554PH-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24181\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/thumbnail_image0-keOD-U32903585131554PH-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpg\" alt=\"\" width=\"483\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/thumbnail_image0-keOD-U32903585131554PH-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpg 656w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/thumbnail_image0-keOD-U32903585131554PH-656x492@Corriere-Web-Sezioni-300x224.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 483px) 100vw, 483px\" \/><\/a>Ieri 14 settembre \u00a0la prima udienza dello studente egiziano. Gli \u00e8 contestato uno scritto del 2019 in difesa dei cristiani copti. Anche Papa Bergoglio non\u00a0 prende parola. Eccolo l\u2019articolo, ve lo sottopongo per intero, per capire come i cristiani vengono trattati nel mondo musulmano. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Patrick Zaki, ecco l\u2019articolo sui cristiani copti per cui l\u2019Egitto accusa lo studente.<\/strong><\/p>\n<p>di Patrick Zaki<\/p>\n<p><strong>L\u2019incriminazione: \u00abdiffusione di notizie false dentro e fuori il Paese\u00bb. Pubblicato nel 2019 sul sito web Daraj, l\u2019articolo \u00e8 una sorta di diario delle persecuzioni cui sono sottoposti nel Paese musulmano i copti, minoranza a cui il giovane appartiene.<\/strong><\/p>\n<p>Non passa un mese senza che si verifichino <strong>incresciosi atti di violenza contro i copti egiziani<\/strong>, dai tentativi di trasferimento forzato nell\u2019alto Egitto fino ai sequestri di persona, chiusura delle chiese o attentati dinamitardi. Questo articolo si propone il semplice scopo di seguire gli avvenimenti di un\u2019unica settimana, come annotati <strong>nei diari dei cristiani d\u2019Egitto<\/strong>.<\/p>\n<p>Il primo giorno dell\u2019ultimo Eid al-Fitr, l\u2019Egitto \u00e8 stato colpito da un <strong>gravissimo attacco terroristico<\/strong> che ha reclamato la vita di quattordici effettivi tra le forze armate e la polizia egiziana, di vario ordine e rango. Poich\u00e9 non sono state menzionate vittime cristiane tra le reclute, siamo rimasti sorpresi nel ricevere la notizia di <strong>un funerale militare <\/strong>tenutosi nella cittadina natale di uno dei soldati cristiani, Abanoub Marzouk, proveniente da Bani Qurra, e dal centro di addestramento Qusiya di Assiut.<\/p>\n<p>Ho diffuso la notizia sul mio blog, nel quale chiedevo come mai si era taciuto il nome di Abanoub. Mi sono visto piombare addosso una valanga di critiche dagli utenti delle reti social, come pure da parte di certi giornalisti egiziani, i quali mi hanno confermato che cose del genere sono \u00abnormali\u00bb, in quanto<strong> le forze armate non pubblicano mai i nomi delle vittime <\/strong>degli attacchi terroristici nel Sinai per motivi di sicurezza e per non deprimere il morale delle truppe stazionate in quei luoghi. Tutte queste pressioni mi hanno convinto a cancellare il mio post. Ho aggiunto che <strong>forse mi ero sbagliato <\/strong>e non si era trattato di un atto di discriminazione e ho chiesto scusa ai miei colleghi. Qualche ora pi\u00f9 tardi, si \u00e8 diffusa la notizia di scontri e violenze nella cittadina natale della recluta Abanoub Marzouk, poich\u00e9 l\u2019esercito voleva intitolare<strong> una scuola a suo nome <\/strong>e la popolazione locale si era violentemente opposta alla decisione, in quanto <strong>la recluta era <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/1581176585-annotazione-2020-02-08-164204-e1631732287741.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-24182 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/09\/1581176585-annotazione-2020-02-08-164204-e1631732287741.jpg\" alt=\"\" width=\"406\" height=\"236\" \/><\/a>\u00abcristiana\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I media egiziani si sono guardati bene <\/strong>dal far luce sulla vicenda, ma alcuni giornalisti e attivisti cristiani hanno sollevato obiezione. Nader Shukri, un reporter che tratta di affari cristiani in Egitto, ha scritto: \u00abIl governatore della provincia ha consigliato a Abanoub Naheb, fratello della vittima, che se qualcuno lo invita a un matrimonio, e offre agli sposi dieci sterline, l\u2019altro non vada in giro a dire che doveva offrirgliene cento. Questo in risposta al rifiuto del fratello di mettere<strong> il nome del martire su un ponte<\/strong>, che \u00e8 un semplice attraversamento di un canale, \u00abfacendo inoltre notare che una targa del genere non \u00e8 assolutamente indicata a onorare il sacrificio di un soldato morto in un attacco terroristico\u00bb.<\/p>\n<p>Successivamente<strong> Ishaq Ibrahim, ricercatore presso l\u2019Iniziativa egiziana <\/strong>per la tutela dei diritti della persona, ha commentato su Facebook: \u201cColoro che hanno rifiutato di dare il nome di Abanoub a una scuola non fanno parte n\u00e9 dei fratelli musulmani, n\u00e9 dei salafiti, n\u00e9 degli integralisti. Siamo coraggiosi e diciamo chiaramente che la decisione \u00e8 stata presa da un funzionario dello stato<strong> per motivi discriminatori.<\/strong> Dare la colpa ai gruppi religiosi equivale a uno scaricabarile delle responsabilit\u00e0\u00bb. Per poi aggiungere: \u00abIl governatore di Assiut, dopo aver criticato il funzionario per non aver dato il nome di Abanoub a una scuola, ha fatto sistemare <strong>una targa commemorativa su un ponticello <\/strong>della sua citt\u00e0 natale, che scavalca un canale, malgrado l\u2019opposizione della famiglia del defunto! Con questa soluzione, il governatore ha pensato da un lato di accontentare tutti, dando formalmente il <strong>nome della vittima a \u201cqualcosa\u201d,<\/strong> e dall\u2019altro di scansare ogni seccatura che gliene verrebbe se avesse dato il nome a una scuola. Tra l\u2019altro, il nome di ponti e strade nei piccoli centri non ha nessuna importanza, perch\u00e9 non viene nemmeno registrato nel piano urbanistico, n\u00e9 utilizzato dai residenti\u00bb.\u00a0 Ibrahim ha rimarcato, nel suo post, l\u2019assenza del ruolo dello stato e la totale indifferenza davanti al <strong>razzismo sistematico <\/strong>praticato dagli abitanti del luogo, mai affrontato dai funzionari statali, che hanno ceduto alle pressioni e <strong>non hanno intitolato<\/strong> una scuola alla giovane vittima. Il governo egiziano ha fatto prova di estrema passivit\u00e0 in questa vicenda, rifiutandosi di adottare misure decisive per impedire<strong> la sistemazione della targa commemorativa <\/strong>di Abanoub Marzouk su un ponticello. Il governatore della provincia \u00e8 intervenuto allora per risolvere il problema e ho scoperto che aveva dato il nome di Abanoub Marzouk a uno dei ponti in costruzione all\u2019ingresso della cittadina natale della vittima. E cos\u00ec almeno uno, tra i tanti problemi che affliggono i cristiani d\u2019Egitto, \u00e8 stato risolto grazie a un \u00abponte\u00bb! Indagando sui modi pi\u00f9 comuni per onorare ufficiali e militari morti in servizio, ho scoperto che il governo ha dedicato<strong> un certo numero di strade, scuole e piazze <\/strong>principali alla memoria delle vittime del Sinai, dal 2013 a oggi. Questo mi spinge a sollevare non poche domande su come il governo abbia gestito il caso di Abanoub Marzouk,<strong> la recluta cristiana<\/strong>, che i suoi concittadini hanno rifiutato di onorare intitolandogli una scuola, con il beneplacito del governatore, per timore dei militanti islamici pi\u00f9 estremisti.<\/p>\n<p><strong>Ecco, cari amici cristiani\u00a0 e cattolici il coraggio di difendere la propria fede. In prima persona. Non \u00e8 da tutti e non lo \u00e8 stato per <\/strong>\u00a0<strong>Patrick Zaki. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ieri 14 settembre \u00a0la prima udienza dello studente egiziano. Gli \u00e8 contestato uno scritto del 2019 in difesa dei cristiani copti. Anche Papa Bergoglio non\u00a0 prende parola. Eccolo l\u2019articolo, ve lo sottopongo per intero, per capire come i cristiani vengono trattati nel mondo musulmano. Patrick Zaki, ecco l\u2019articolo sui cristiani copti per cui l\u2019Egitto accusa lo studente. di Patrick Zaki L\u2019incriminazione: \u00abdiffusione di notizie false dentro e fuori il Paese\u00bb. Pubblicato nel 2019 sul sito web Daraj, l\u2019articolo \u00e8 una sorta di diario delle persecuzioni cui sono sottoposti nel Paese musulmano i copti, minoranza a cui il giovane appartiene. 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