{"id":24437,"date":"2021-10-13T17:06:45","date_gmt":"2021-10-13T17:06:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=24437"},"modified":"2021-10-13T17:06:45","modified_gmt":"2021-10-13T17:06:45","slug":"indro-montanelli-un-italiano-contro-un-libro-lo-incornicia-grande-maestro-grande-giornalista-intellettuale-contro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/10\/13\/indro-montanelli-un-italiano-contro-un-libro-lo-incornicia-grande-maestro-grande-giornalista-intellettuale-contro\/","title":{"rendered":"Indro Montanelli. Un italiano contro. Un libro lo incornicia grande maestro, grande giornalista, intellettuale contro."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/9788828206866_0_0_849_75.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24438\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/9788828206866_0_0_849_75.jpg\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"546\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/9788828206866_0_0_849_75.jpg 538w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/9788828206866_0_0_849_75-190x300.jpg 190w\" sizes=\"(max-width: 346px) 100vw, 346px\" \/><\/a>Volevo iniziare a scrivere questa recensione a m\u00f2 di lettera con un \u201cCaro Montanelli&#8221;. \u00a0Perch\u00e9 Montanelli non solo mi \u00e8 stato caro e mi \u00e8 caro, ma \u00e8 stato per me un padre, un \u201c<em>ma\u00eetres \u00e0 penser\u201d<\/em>. \u00a0Eh s\u00ec, perch\u00e9 Indro l\u2019ho vissuto in prima persona nella sede de \u201cIl Giornale\u201d, da vicino, e sono diventato giornalista (iscritto all\u2019Albo Giornalisti) grazie a lui.<\/strong> \u00a0Ricordo quando dal<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/1626931990-agenzia-fotogramma-fgr131728-e1634144044762.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24439 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/1626931990-agenzia-fotogramma-fgr131728-e1634144044762.jpg\" alt=\"\" width=\"392\" height=\"273\" \/><\/a> quinto piano (cronaca- qui sulle pagine avevo la rubrica \u201cLa Mostra della Settimana\u201d) o dal quarto (Cultura- ricordo il suo \u201cbravo\u201d per un articolo su \u201cAdriano Parisot\u201d) della Redazione del Giornale di Via Gaetano Negri, scendevo al terzo dov\u2019era la \u201csua stanza\u201d con la porta sempre aperta e lui sempre disponibile a dare consigli, sempre, anche nelle giornate malinconiche e grigie. \u00a0Oggi tanti giornalisti ne scrivono per sentito dire, ma averlo vissuto da vicino \u00e8 altra cosa, credetemi. \u00a0Vent&#8217;anni fa ci lasciava Indro Montanelli (1909-2001), il giornalista che ha attraversato tutto il Novecento e lo ha raccontato a lungo con la sua forza e il suo piglio controcorrente. Nato a Fucecchio, nel 1909, cominci\u00f2 la sua carriera \u201cdentro alla cronaca\u201d nella guerra d&#8217;Abissinia. Da allora, tutti i grandi eventi storici lo videro in prima linea: era nella Spagna della guerra civile, in Polonia quando i panzer tedeschi scatenarono il secondo conflitto mondiale, nei Paesi baltici e nella Finlandia calpestati dai carri armati sovietici. Nel 1943 venne arrestato e condannato a morte dai repubblichini. Fuggito dal carcere, ripar\u00f2 in Svizzera, dove sub\u00ec l&#8217;ostracismo dei fuoriusciti. Finita la guerra rientr\u00f2 al \u201cCorriere della Sera\u201d, dove con i suoi reportage, le sue interviste e i suoi libri di divulgazione storica si guadagn\u00f2 la fama di giornalista pi\u00f9 amato e pi\u00f9 contestato d&#8217;Italia. Era tra i pochi conosciuti anche oltre confine. Quando la sua carriera sembrava giunta al termine, fond\u00f2 e diresse due giornali, senza mai rinunciare alla sua indipendenza e al ruolo di bastian contrario. Negli anni bui della Prima Repubblica venne preso di mira e gambizzato dalle Brigate rosse. Alla fine, torn\u00f2 a occupare la sua stanza al \u201cCorriere della Sera\u201d, il giornale che aveva sempre considerato come la sua \u201ccasa\u201d. Ora abbiamo questo libro \u201cUn italiano contro\u201d con il sottotitolo \u201cIl secolo lungo di Montanelli\u201d, pubblicato da Solferino. Contiene una serie di interventi di amici e colleghi, ad iniziare dagli ultimi direttori del Corriere della Sera , Paolo Mieli e Ferruccio de Bortoli, i giornalisti che parteciparono con lui alla fondazione del \u201cGiornale\u201d e de \u201cLa Voce\u201d e alcuni di coloro che lo hanno conosciuto da vicino. E\u2019 il racconto inedito, pubblico e privato, di un protagonista della nostra storia, di <strong>un Maestro morale e civile, di storia e di cultura, di un giornalista di razza. Credetemi, \u00e8 difficile che il suo nome possa essere dimenticato in una qualsiasi redazione italiana. \u00a0Che lezione morale quel rifiuto d\u2019essere nominato senatore a vita!<\/strong> Di lui, nel libro dedicato al suo \u201csecolo lungo\u201d, scrivono 14 personalit\u00e0 del <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/224320811-b3ba4340-b60e-46ab-9523-70112468f5ce.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24441\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/224320811-b3ba4340-b60e-46ab-9523-70112468f5ce.jpg\" alt=\"\" width=\"479\" height=\"299\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/224320811-b3ba4340-b60e-46ab-9523-70112468f5ce.jpg 592w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/224320811-b3ba4340-b60e-46ab-9523-70112468f5ce-300x188.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 479px) 100vw, 479px\" \/><\/a>giornalismo e non solo: Ferruccio De Bortoli e Paolo Mieli; Pier Luigi Vercesi e Sergio Romano; Antonio Carioti e Gian Antonio Stella; Isabella Bossi Fedrigotti e Fernando Mezzetti; Dino Messina e Luigi Offeddu; Beppe Severgnini e Aldo Cazzullo; Donata Righetti e Giangiacomo Schiavi; testimoni di un grandissimo, straordinario giornalista. Diciamolo a chiare lettere che Montanelli, \u00e8 stato fascista e antifascista, berlusconiano e antiberlusconiano; pi\u00f9 ancora, sicuramente e certamente \u201canticomunista\u201d anche quando riceveva applausi interessati da sinistra. Molti scambiarono l\u2019uscita da \u201cIl Giornale\u201d, come un volgersi a sinistra. Del resto, cos\u00ec spiegava questa impropria sua \u201cconversione\u201d: <strong>\u201cIo continuo a professarmi uomo di destra: ma la mia destra non ha niente a che fare con quella &#8220;patacca&#8221; di destra che ci governa\u201d. Certamente liberale.<\/strong> Nelle sue citazioni un posto di rilievo lo conquista una frase precisa: \u201cLo Stato d\u00e0 un posto. L&#8217;impresa privata d\u00e0 un lavoro\u201d. E\u2019 certo che Montanelli vedeva lontano, per quella destra che am\u00f2 e detest\u00f2 insieme, incapace di programmare il futuro, di unificarsi, di andare al governo. \u00a0Scrisse: \u201cQuando anche imponessimo, con tanto di carabinieri e di tribunali, che la lotta politica fosse circoscritta a due soli partiti, o coalizioni di partiti, dentro ognuno di essi si riformerebbero &#8211; sia pure col nome di \u201ccorrenti\u201d, o \u201ccespugli\u201d o di questa o quella specie animale o vegetale &#8211; i quaranta o cinquanta partiti di oggi\u201d. \u00a0<strong>Non c\u2019\u00e8 che dire, \u00e8 stato profeta dell\u2019oggi.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/il-Giornale-di-Indro-Montanelli-storia-e-nascita-primo-numero.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24440 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/il-Giornale-di-Indro-Montanelli-storia-e-nascita-primo-numero.jpg\" alt=\"\" width=\"423\" height=\"234\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/il-Giornale-di-Indro-Montanelli-storia-e-nascita-primo-numero.jpg 720w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/il-Giornale-di-Indro-Montanelli-storia-e-nascita-primo-numero-300x166.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 423px) 100vw, 423px\" \/><\/a> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Disse Montanelli: \u201cNoi, di fascismi ne conosciamo e ne esacriamo uno solo: quello di chi appiccica questa etichetta a qualunque idea o opinione che non corrisponde alle sue. Di questo giuoco, la nostra sinistra \u00e8 spesso maestra. Non per nulla lo stesso Mussolini veniva dai suoi ranghi\u201d; bella lezione per il PD di oggi che intende \u2013 idea malsana- far sciogliere il Partito di Fratelli d\u2019Italia. <\/strong><\/p>\n<p>E su quest\u2019Italia, che viviamo, povera di idee, di politici veri, ma non di leggi, ha scritto: \u201cChe gli italiani siano capaci di emanare leggi di riforma, ci credo senz\u2019altro. L\u2019Italia \u00e8 la pi\u00f9 grande produttrice di regole, ognuna delle quali \u00e8 una riforma, \u00e8 la riforma di un\u2019altra regola. Gli stessi esperti pare che abbiano perso il conteggio delle leggi, dei regolamenti che vigono in Italia: c\u2019\u00e8 qualcuno che parla di 200.000, altri di 250.000. Ora, quando si pensa che la Germania ha in tutto 5.000 leggi, la Francia pare 7.000, l\u2019Inghilterra nessuna, quasi nessuna \u2013 ha dei principi, cos\u00ec stabiliti. A cosa ha portato tutta questa proliferazione? A <strong>riempire gli scantinati dei nostri pubblici uffici, dove ci sono questi mucchi di legge che nessuno va nemmeno a consultare perch\u00e9 ognuna di queste leggi poi offre il modo di evaderle. Questa \u00e8 la grande abilit\u00e0 dei legislatori italiani. I legislatori italiani sono quasi tutti degli avvocati. E gli avvocati a che cosa pensano? A ingarbugliare le leggi in modo da restarne loro i supremi e unici depositari\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Ai tanti giovani lasci\u00f2 detto, da liberale qual\u2019era:\u00a0 \u201cL&#8217;unico consiglio che mi sento di dare &#8211; e che regolarmente do &#8211; ai giovani \u00e8 questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s&#8217;ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio\u201d.<\/p>\n<p>E terminando questo scritto-recensione per il volumetto che poggia sulle testimonianze per Montanelli, lascio ai lettori il suo necrologio che dett\u00f2 prima di morire: \u201cMercoled\u00ec 18 luglio 2001, ore 1:40 del mattino. Giunto al termine della sua lunga e tormentata esistenza \u2013 Indro Montanelli \u2013 giornalista \u2013 Fucecchio 1909, Milano 2001 \u2013 prende congedo dai suoi lettori ringraziandoli dell\u2019affetto e della fedelt\u00e0 con cui lo hanno seguito. Le sue cremate ceneri siano raccolte in un\u2019urna fissata alla base, ma non murata, sopra il loculo di sua madre Maddalena nella modesta cappella di Fucecchio. Non sono gradite n\u00e9 cerimonie religiose, n\u00e9 commemorazioni civili\u201d. (Necrologio su se stesso scritto da Indro Montanelli).<\/p>\n<p><strong>Indro Montanelli \u00e8 stato un maestro assoluto, di grandi insegnamenti, ma anche grande giornalista, intellettuale contro, un grande del secolo Novecento. \u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Volevo iniziare a scrivere questa recensione a m\u00f2 di lettera con un \u201cCaro Montanelli&#8221;. \u00a0Perch\u00e9 Montanelli non solo mi \u00e8 stato caro e mi \u00e8 caro, ma \u00e8 stato per me un padre, un \u201cma\u00eetres \u00e0 penser\u201d. \u00a0Eh s\u00ec, perch\u00e9 Indro l\u2019ho vissuto in prima persona nella sede de \u201cIl Giornale\u201d, da vicino, e sono diventato giornalista (iscritto all\u2019Albo Giornalisti) grazie a lui. \u00a0Ricordo quando dal quinto piano (cronaca- qui sulle pagine avevo la rubrica \u201cLa Mostra della Settimana\u201d) o dal quarto (Cultura- ricordo il suo \u201cbravo\u201d per un articolo su \u201cAdriano Parisot\u201d) della Redazione del Giornale di Via Gaetano [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/10\/13\/indro-montanelli-un-italiano-contro-un-libro-lo-incornicia-grande-maestro-grande-giornalista-intellettuale-contro\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[108264,59281,53889,53888,53710,80449,44545,87,17030,80,23335,44697,26,47,80676,35185,80448,64,28369,44754],"tags":[421874,421875,421867,31018,417434,421870,421872,421869,17085,296001,421864,2699,17601,17491,421871,421865,355195,41636,421866,421862],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24437"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24437"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24437\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24443,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24437\/revisions\/24443"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}