{"id":24444,"date":"2021-10-14T19:38:27","date_gmt":"2021-10-14T19:38:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=24444"},"modified":"2021-10-14T19:38:27","modified_gmt":"2021-10-14T19:38:27","slug":"celebrato-a-roma-il-450-anniversario-della-vittoria-di-lepanto1571-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/10\/14\/celebrato-a-roma-il-450-anniversario-della-vittoria-di-lepanto1571-2021\/","title":{"rendered":"Celebrato a Roma il 450\u00b0 anniversario della vittoria di Lepanto(1571-2021)."},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/de-mattei.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24445\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/de-mattei.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/de-mattei.jpg 700w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/de-mattei-300x195.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/a>La Fondazione Lepanto ha ricordato il 450esimo anniversario della battaglia di Lepanto partecipando a due eventi celebrativi che si sono svolti nella stessa giornata del 7 ottobre. Nel pomeriggio \u00e8 stata celebrata una Messa in Rito romano Antico, davanti alla tomba di san Pio V, nella basilica di Santa Maria Maggiore, con il coro della Parrocchia Santo Stefano di Ungheria venuto<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/DSCF0236-scaled-1-e1634239644273.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24446 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/DSCF0236-scaled-1-e1634239644273.jpg\" alt=\"\" width=\"427\" height=\"251\" \/><\/a> appositamente dalla Pennsylvania. La sera, nella chiesa di Sant\u2019Ignazio, il Coro Filarmonico Vaticano, diretto da mons. Pablo Colino,\u00a0ha tenuto un concerto celebrativo dedicato a\u00a0Maria SS.ma. S. Pio V. Il Santo Rosario nel 450.mo anniversario della battaglia di Lepanto. <strong>Nel corso del concerto la vittoria del 1571 \u00e8 stata commemorata dal prof. Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto e autore di un recente libro dedicato a\u00a0Pio V. Storia di un Papa Santo\u00a0(Sophia Institute e Lindau 2021). Qui di seguito il testo dell\u2019intervento.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>\u201cSiamo qui per ricordare e per celebrare un evento e i suoi protagonisti. L\u2019evento \u00e8 la vittoria di Lepanto del 7 ottobre 1571, di cui ricorre oggi il 450esimo anniversario.<\/strong> Chi furono i protagonisti e gli artefici della vittoria a cui oggi dedichiamo questo concerto? Per comprenderlo dobbiamo tornare indietro nel tempo, a quella giornata del 7 ottobre, che \u00e8 incisa a lettere d\u2019oro nella storia dell\u2019Occidente cristiano.<\/p>\n<p><strong>L\u2019arte ha immortalato quel giorno di trionfo. Basti ricordare il celebre dipinto di Paolo Veronese, intitolato\u00a0<em>Allegoria della battaglia di Lepanto,<\/em>\u00a0custodito nelle gallerie dell\u2019Accademia di Venezia. Questo dipinto fissa il momento cruciale della battaglia, che si svolse nel pomeriggio del 7 ottobre. Nella parte inferiore della tela il pittore raffigura la furibonda mischia dei combattenti, sullo sfondo di un mare, scuro e agitato, in cui le galere sono avvolte dal fumo e dal fuoco. Nella parte superiore del dipinto, vediamo i santi e gli angeli che rendono omaggio alla Vergine del Rosario e scagliano saette sui vascelli turchi.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/DSCF0361-scaled-1-e1634239681580.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24447\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/DSCF0361-scaled-1-e1634239681580.jpg\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"247\" \/><\/a>\u00a0Ma noi allontaniamoci dalla mischia e proviamo a tornare, con la memoria a quel momento di supremo silenzio che precedette l\u2019inizio della battaglia. Non \u00e8 fantasia, \u00e8 storia, \u00e8 realt\u00e0. Sono le undici del mattino. Gli Angeli e i santi a cui non sfuggono le vicende umane, ma che ad esse partecipano con pi\u00f9 intensit\u00e0 e chiaroveggenza di quanto non le vivano gli uomini, contemplano dal Cielo una scena straordinaria. Il mare della Grecia, all\u2019altezza delle isole Calzolari, scintilla sotto i raggi del sole, mentre due flotte, le pi\u00f9 imponenti che abbia mai visto il Mediterraneo, avanzano l\u2019una contro l\u2019altra, preparandosi ad uno scontro mortale.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/DSCF0441-scaled-1-e1634239720214.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24448 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/DSCF0441-scaled-1-e1634239720214.jpg\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"270\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>La prima flotta, che forma una grande mezzaluna, proviene da Oriente e avanza veloce con il vento in poppa. Sull\u2019albero maestro della sua galea ammiraglia, sventola uno stendardo verde, venuto dalla Mecca, che reca, ricamato in caratteri oro per 28.900 volte, il nome di Allah. La seconda flotta \u00e8 schierata in forma di Croce e da Occidente muove verso il nemico contro vento, con la sola forza dei remi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Da chi \u00e8 composta questa flotta? Colui che la comanda \u00e8 un giovane di 24 anni che porta al collo la reliquia di un frammento della Croce donatagli dal Papa. Il suo nome \u00e8 Giovanni d\u2019Austria, figlio dell\u2019Imperatore Carlo V, fratellastro del re di Spagna Filippo II.<\/strong><\/p>\n<p>Accanto alla sua galea navigano quelle comandate da un principe romano, Marcantonio Colonna ammiraglio della flotta pontificia, e da un patrizio veneziano di settantacinque anni, Sebastiano Venier. All\u2019ala sinistra dello schieramento Agostino Barbarigo comanda la flotta di Venezia; all\u2019ala destra Gianandrea Doria guida quella di Genova. La flotta di retroguardia \u00e8 comandata dallo spagnolo don Alvaro di Bazan.<\/p>\n<p><strong>Sulle duecentoquaranta galee di questa flotta, trentamila combattenti sono in questo momento in ginocchio. In piedi sono soli i sacerdoti. Gesuiti sulle navi spagnole, cappuccini su quelle pontificie, domenicani e francescani su quelle di Genova, Venezia e Savoia.<\/strong> Essi hanno appena celebrato la Messa. Il tema di tutte le prediche \u00e8 stato \u201c<em>nessun cielo per i codardi<\/em>\u201d. Poi, su ogni nave \u00e8 stata letta la bolla pontificia con cui viene concessa l\u2019indulgenza plenaria a tutti coloro che fossero caduti combattendo gli infedeli.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/IMG_8596-1-e1634239763870.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24449\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/IMG_8596-1-e1634239763870.jpg\" alt=\"\" width=\"431\" height=\"242\" \/><\/a>Con gesti solenni i sacerdoti impartiscono l\u2019assoluzione generale. Poi, sull\u2019albero maestro della nave ammiraglia di don Giovanni viene issato il grande stendardo della Santa Lega che reca impressa l\u2019immagine del Crocifisso sul fondo azzurro. Un urlo esplode e corre per tutto lo schieramento, ripetendosi come un\u2019eco da una nave all\u2019altra: \u201c<em>Vittoria!<\/em>\u201d Ecco. Noi oggi siamo qui per rendere omaggio a quegli uomini che pregarono, combatterono e vinsero. Molti di essi riposano, fino al giorno della Resurrezione nelle acque del Mediterraneo. Altri tornarono alle loro case, e sono sepolti in angoli diversi d\u2019 Europa dove attendono il giorno del giudizio. Quel giorno, pentiti dei loro peccati, potranno rivolgere con fiducia lo sguardo al Divin Salvatore, mormorando: \u201c<em>Io ero a Lepanto<\/em>\u201d. <strong>Per\u00f2, se questo giorno di gloria fu possibile il merito va soprattutto a un uomo che a Lepanto fu presente spiritualmente: il santo Pontefice Pio V, a cui oggi abbiamo reso omaggio nella cappella che ne custodisce le spoglie in Santa Maria Maggiore. Fu lui che, fin dal primo giorno del suo pontificato, si prefisse, tra i tanti obiettivi, quello di difendere la Cristianit\u00e0 dal pericolo dell\u2019Islam<\/strong>. A questo fine adoper\u00f2 tutte le sue forze, cre\u00f2 la Santa Lega e la sostenne con mezzi finanziari, uomini in armi e, soprattutto con la preghiera.<\/p>\n<p><strong>Quando si concluse la battaglia alle cinque di sera della domenica 7 ottobre 1571, Pio V, stava esaminando i conti con il suo tesoriere generale Bartolomeo Bussotti Tutto d\u2019un tratto, quasi mosso da un impulso irresistibile, si alz\u00f2, apr\u00ec la finestra e fiss\u00f2 lo sguardo verso l\u2019Oriente come assorto in contemplazione; poi, si volt\u00f2 indietro, con gli occhi brillanti d\u2019una luce divina: \u201c<em>Non occupiamoci pi\u00f9 di affari \u2013\u00a0<\/em>esclam\u00f2\u00a0<em>\u2013<\/em>\u00a0<em>ma andiamo a ringraziare Iddio perch\u00e9 la nostra armata in questo momento ha ottenuto la vittoria<\/em>\u201d. L\u2019episodio \u00e8 storico e fu uno dei miracoli riconosciuti per la canonizzazione di san Pio V. La notizia ufficiale della vittoria arriv\u00f2 a Roma solo quindici giorni dopo, portata da un corriere che giunse da Venezia, nella notte del 21 ottobre. Il Papa proruppe in lacrime di gioia, pr<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/nave-lepanto-dossier-768x499-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24450 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/nave-lepanto-dossier-768x499-1.jpg\" alt=\"\" width=\"475\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/nave-lepanto-dossier-768x499-1.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/nave-lepanto-dossier-768x499-1-300x195.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 475px) 100vw, 475px\" \/><\/a>onunziando le parole del vecchio Simeone\u00a0: \u201c<em>nunc dimittis servum tuum Domine (\u2026) quia viderunt oculi mei salutare tuum<\/em>\u201d (<em>Lc\u00a0<\/em>2, 29-30).<\/strong><\/p>\n<p>San Pio V era convinto che la vera vincitrice della battaglia di Lepanto fosse la Beatissima Vergine Maria e ordin\u00f2 che nelle Litanie Lauretane si aggiungesse l\u2019invocazione: \u201c<em>Auxilium Christianorum, ora pro nobis<\/em>\u201d, fissando al 7 ottobre una f.sta in onore di nostra Signora della Vittoria, che poi fu trasformata in quella della Madonna del Rosario. Anche noi siamo convinti del ruolo decisivo della Vergine Maria nella storia.<\/p>\n<p>Tutto il male che, dal primo peccato ad oggi, ogni giorno si rinnova sulla terra viene dagli uomini; tutto il bene che sulla terra si diffonde viene da Dio. Ma Dio ha disposto che il bene che Egli comunica agli uomini, le grazie spirituali e materiali che Egli elargisce, frutto del sacrificio Redentore del Verbo Incarnato, giungano agli uomini per mano di Maria. Non c\u2019\u00e8 grazia che non passi per le mani di Maria, non c\u2019\u00e8 vittoria che a Lei non sia attribuita. <strong>E Lei, Maria, fu la vera artefice del trionfo di Lepanto, come il Senato veneziano scolp\u00ec nella sala delle sue adunanze con queste parole: \u00ab<em>Non virtus, non arma, non duces, sed Maria Rosarii, victores nos fecit<\/em>\u00bb. \u00ab<em>Non il valore, non le armi, non i condottieri, ma la Madonna del Rosario ci ha fatto vincitori<\/em>\u00bb.<\/strong> Maria vince, nel tempo e nell\u2019eternit\u00e0, nelle anime e nella societ\u00e0 intera. Ma Maria, per vincere, ha bisogno della nostra collaborazione, della nostra corrispondenza alle sue grazie.<\/p>\n<p>Lo splendido coro che stiamo ascoltando \u00e8 pi\u00f9 importante delle mie povere parole e il Santo Rosario che recitiamo tocca il Cielo pi\u00f9 della musica e delle parole. Ma queste parole, questa musica, questo Rosario, testimoniano la consapevolezza di una verit\u00e0 di fede che proclamiamo a voce alta: \u00ab<em>Tutto possiamo con Maria, nulla senza di Lei<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Questa verit\u00e0 ci riempie di fiducia, ci infonde coraggio, ci rende certi del trionfo del Cuore Immacolato di Maria, di cui vogliamo essere strumenti con i nostri piccoli gesti di ogni giorno, come quello di oggi, in cui siamo riuniti per ricordare e per celebrare Maria Regina delle vittorie, e con Lei il grande san Pio V e tutti i combattenti che, non solo a Lepanto, ma nel suo spirito, sono vissuti e morti in difesa della Chiesa e della Civilt\u00e0 cristiana\u201d.<\/p>\n<p>Non potevo non dare notizia di questa ricorrenza\u00a0 e del discorso tenuto dal Prof. Roberto De Mattei <em>presidente della Fondazione Lepanto e autore di un recente libro dedicato a\u00a0Pio V. Sono insegnamenti utili a ogni uomo di cultura e a tutti gli uomini di buona\u00a0 volont\u00e0. <\/em><\/p>\n<p><em><strong>Carlo Franza<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Fondazione Lepanto ha ricordato il 450esimo anniversario della battaglia di Lepanto partecipando a due eventi celebrativi che si sono svolti nella stessa giornata del 7 ottobre. Nel pomeriggio \u00e8 stata celebrata una Messa in Rito romano Antico, davanti alla tomba di san Pio V, nella basilica di Santa Maria Maggiore, con il coro della Parrocchia Santo Stefano di Ungheria venuto appositamente dalla Pennsylvania. La sera, nella chiesa di Sant\u2019Ignazio, il Coro Filarmonico Vaticano, diretto da mons. Pablo Colino,\u00a0ha tenuto un concerto celebrativo dedicato a\u00a0Maria SS.ma. S. Pio V. Il Santo Rosario nel 450.mo anniversario della battaglia di Lepanto. 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