{"id":24500,"date":"2021-10-20T20:47:27","date_gmt":"2021-10-20T20:47:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=24500"},"modified":"2021-10-20T20:47:27","modified_gmt":"2021-10-20T20:47:27","slug":"domenico-gnoli-lesploratore-della-realta-e-del-dettaglio-in-mostra-alla-fondazione-prada-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/10\/20\/domenico-gnoli-lesploratore-della-realta-e-del-dettaglio-in-mostra-alla-fondazione-prada-di-milano\/","title":{"rendered":"Domenico Gnoli l\u2019esploratore della realt\u00e0 e del dettaglio in mostra alla Fondazione Prada di Milano."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/1-domenico-gnoli_155459209676-e1634762052425.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24501\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/1-domenico-gnoli_155459209676-e1634762052425.jpg\" alt=\"\" width=\"373\" height=\"427\" \/><\/a>\u201cMi servo sempre di elementi dati e semplici, non voglio aggiungere o sottrarre nulla. Non ho neppure avuto mai voglia<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/69de56e9e6abe26b2674b94e3c000df7.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24502\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/69de56e9e6abe26b2674b94e3c000df7.jpg\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"307\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/69de56e9e6abe26b2674b94e3c000df7.jpg 700w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/69de56e9e6abe26b2674b94e3c000df7-300x223.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>di deformare: io isolo e rappresento.\u201d<br \/>\n(Domenico Gnoli). <\/strong><\/p>\n<p>Milano, 6 ottobre 2021 \u2013 Fondazione Prada presenta a Milano la mostra \u201cDomenico Gnoli\u201d dal 28 ottobre 2021 al 27 febbraio 2022. Questa retrospettiva si inserisce in una sequenza di mostre di ricerca che Fondazione Prada ha dedicato a figure di outsider come Edward Kienholz, Leon Golub e William Copley, difficilmente assimilabili alle principali correnti artistiche della seconda met\u00e0 del Novecento. L\u2019obiettivo \u00e8 esplorare la pratica di Gnoli e leggere la sua attivit\u00e0 come un discorso unitario e libero da etichette, documentando connessioni con la scena culturale internazionale del suo tempo e suggerendo risonanze con la ricerca visiva contemporanea. \u201cDomenico Gnoli\u201d sviluppa inoltre le intuizioni di chi, in passato, ha interpretato l\u2019artista dal punto di vista storico e critico in modo originale, riconoscendo l\u2019ispirazione che Gnoli ha trovato nel Rinascimento ed evidenziando il valore narrativo delle sue opere. La mostra, concepita da Germano Celant, riunisce pi\u00f9 di 100 opere realizzate dall\u2019artista dal 1949 al 1969 accompagnate da altrettanti disegni. Una sezione cronologica e documentaria con materiali storici, fotografie e altre testimonianze contribuisce a ricostruire il percorso biografico e artistico di <strong>Domenico Gnoli (Roma, 1933 &#8211; New York, 1970),<\/strong> a pi\u00f9 di cinquant\u2019anni dalla sua scomparsa. Il progetto \u00e8 stato sviluppato in collaborazione con gli archivi dell\u2019artista a Roma e Maiorca, custodi della storia personale e professionale dell\u2019artista. <strong>La carriera di Gnoli, nipote di Domenico e figlio di Umberto Gnoli, entrambi critici e storici dell\u2019arte, inizia nel segno della duplicit\u00e0: da una parte il suo lavoro di scenografo, disegnatore di costumi e illustratore,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/R-1-e1634762139964.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24503\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/R-1-e1634762139964.jpg\" alt=\"\" width=\"365\" height=\"307\" \/><\/a> dall\u2019altra l\u2019opera pittorica.<\/strong> Nel 1955 le sue scenografie per la commedia pastorale Come vi piace (As You Like It) di William<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Domenico-Gnoli-Waist-Line-1068x796-1-e1634762170800.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24504 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Domenico-Gnoli-Waist-Line-1068x796-1-e1634762170800.jpg\" alt=\"\" width=\"345\" height=\"257\" \/><\/a> Shakespeare presentata all\u2019Old Vic di Londra ricevono un grande consenso e lo fanno conoscere anche negli Stati Uniti. Dal 1959 vive tra Roma, New York, dove espone in diverse gallerie e lavora come illustratore per riviste e pubblicazioni, Parigi e Londra per poi stabilirsi dal 1963 a Dei\u00e0 nell\u2019isola di Maiorca. Nel 1964, anno della consacrazione internazionale di Robert Rauschenberg, Leone d\u2019oro alla Biennale di Venezia, Gnoli compie un salto linguistico che lo porta a far emergere la propria pittura analitica accanto ai risultati ottenuti come scenografo e illustratore. In una lettera dell\u2019anno successivo l\u2019artista stesso racconta questo sviluppo: \u201cHo sempre lavorato [come pittore] come adesso, ma non lo si vedeva, perch\u00e9 era il momento dell\u2019astrazione. Solo ora, grazie alla Pop Art, la mia pittura \u00e8 diventata comprensibile. Mi servo sempre di elementi dati e semplici, non voglio aggiungere o sottrarre nulla. Non ho neppure avuto mai voglia di deformare: io isolo e rappresento. I miei temi derivano dall\u2019attualit\u00e0, dalle situazioni familiari della vita quotidiana; dal momento che non intervengo mai attivamente contro l\u2019oggetto, posso avvertire la magia della sua presenza\u201d. Da allora la sua traiettoria incrocia i percorsi del minimalismo, dell\u2019iperrealismo e della Pop Art, anche se, come ha osservato lo scrittore francese Andr\u00e9 Pieyre de Mandiargues, \u201clo stile pittorico di Gnoli nel momento stesso in cui descrive le cose banali che compongono l\u2019ambiente dell\u2019uomo, le illumina. Illustrandole le nobilita; mentre gli artisti pop le volgarizzano.\u201d Gnoli si sente inoltre parte di una <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/458656acd2c1262fc79e9bf42ce75be3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24505\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/458656acd2c1262fc79e9bf42ce75be3.jpg\" alt=\"\" width=\"291\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/458656acd2c1262fc79e9bf42ce75be3.jpg 831w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/458656acd2c1262fc79e9bf42ce75be3-227x300.jpg 227w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/458656acd2c1262fc79e9bf42ce75be3-775x1024.jpg 775w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/458656acd2c1262fc79e9bf42ce75be3-768x1015.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 291px) 100vw, 291px\" \/><\/a>tradizione di pittura italiana \u201cnon eloquente\u201d che deriva dalla lezione di Masaccio e Piero della Francesca e continua con Piranesi, de Chirico, Carr\u00e0, Severini e Campigli. <strong>Il suo lavoro \u00e8 influenzato anche da grandi artisti contemporanei come Bacon, Balthus, Dal\u00ed, Magritte, Shahn e Sutherland. Come spiega Salvatore Settis, \u201cper conquistare la perfetta ineloquenza, l\u2019impassibilit\u00e0 delle cose e la sospesa magia di una realt\u00e0 impersonale, bisognava voltare le spalle a quella tradizione cos\u00ec amata, capovolgere l\u2019ordine dei valori. Negare la \u2018decorazione\u2019 mediante una nuova esplorazione della realt\u00e0 attraverso il dettaglio\u201d. <\/strong>La nuova ricerca artistica di Gnoli abolisce quindi il contesto e si concentra sul particolare di un corpo umano o di un oggetto, sottolineandone la potenziale sensualit\u00e0 e carica energetica. Questa pittura precisa e materica che valorizza le superfici, i colori e i materiali propri di elementi organici e inanimati \u00e8 caratterizzata anche da un rigoroso taglio fotografico. Un approccio documentario che \u201cmette sullo stesso piano tutte le cose, naturali e artificiali, esprimendo una volont\u00e0 egualitaria: la rivincita degli elementi insignificanti e squalificati dalla classifica dei valori: il basso e il secondario, l\u2019accessorio e il trascurabile\u201d, come ha osservato Germano Celant. L\u2019apparizione improvvisa sulla tela di elementi apparentemente incongrui quali busti, ciocche di capelli, scarpe, poltrone, cassetti, cravatte e bottoni rappresenta uno stimolo visivo e mentale per l\u2019osservatore. \u00c8 un invito a completare queste immagini misteriose in bilico tra realt\u00e0 e immaginazione, collocate al centro di \u201cun teatro sensuale e carnale dove si attua il continuo scambio tra le cose e i corpi, protagonisti di una complicit\u00e0 totale.\u201d L\u2019allestimento progettato dallo studio 2&#215;4 di New York per i due piani del Podium evoca la disposizione e le caratteristiche di ambienti museali novecenteschi tracciando prospettive lineari che dividono lo spazio espositivo in una sequenza di nuclei monografici. Le opere dell\u2019artista sono infatti raggruppate in serie tematiche, grazie alle quali \u00e8 possibile riconoscere come ogni opera abbia generato altri suoi lavori in una coerente direzione espressiva. <strong>I dettagli carichi di significato dipinti da Gnoli suggeriscono nella mostra enigmatiche biografie degli oggetti rappresentati e testimoniano la convinzione dell\u2019artista nel perseguire la propria ricerca in una radicale rilettura della rappresentazione classica. <\/strong>Una pubblicazione scientifica, edita da Fondazione Prada e ideata graficamente da Irma Boom, completa la mostra. Attraverso un nuovo saggio scritto per la mostra da Salvatore Settis e due parallele cronologie illustrate che inseriscono Gnoli nel tempo storico e artistico in cui opera, il volume ricostruisce la carriera e la biografia dell\u2019artista.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cMi servo sempre di elementi dati e semplici, non voglio aggiungere o sottrarre nulla. Non ho neppure avuto mai voglia di deformare: io isolo e rappresento.\u201d (Domenico Gnoli). Milano, 6 ottobre 2021 \u2013 Fondazione Prada presenta a Milano la mostra \u201cDomenico Gnoli\u201d dal 28 ottobre 2021 al 27 febbraio 2022. Questa retrospettiva si inserisce in una sequenza di mostre di ricerca che Fondazione Prada ha dedicato a figure di outsider come Edward Kienholz, Leon Golub e William Copley, difficilmente assimilabili alle principali correnti artistiche della seconda met\u00e0 del Novecento. 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