{"id":24565,"date":"2021-10-28T22:30:47","date_gmt":"2021-10-28T22:30:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=24565"},"modified":"2021-10-28T22:30:47","modified_gmt":"2021-10-28T22:30:47","slug":"la-forma-dellinfinito-in-cinquanta-capolavori-a-casa-cavazzini-museo-darte-moderna-e-contemporanea-di-udine-il-meglio-della-grande-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/10\/28\/la-forma-dellinfinito-in-cinquanta-capolavori-a-casa-cavazzini-museo-darte-moderna-e-contemporanea-di-udine-il-meglio-della-grande-bellezza\/","title":{"rendered":"La forma dell\u2019Infinito in cinquanta capolavori a Casa Cavazzini &#8211; Museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Udine. Il meglio della grande bellezza."},"content":{"rendered":"<p><strong>Casa Cavazzini. Museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea \u00a0di Udine<\/strong>, ospita\u00a0<em>\u00abLa for<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/dfr.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24566\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/dfr.jpg\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/dfr.jpg 470w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/dfr-260x300.jpg 260w\" sizes=\"(max-width: 361px) 100vw, 361px\" \/><\/a>ma dell\u2019infinito\u00bb,\u00a0<\/em>una grande rassegna di respiro<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/infinito.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24567 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/infinito.jpg\" alt=\"\" width=\"316\" height=\"421\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/infinito.jpg 660w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/infinito-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 316px) 100vw, 316px\" \/><\/a> europeo che propone, fino al 27 marzo 2022 la visione di cinquanta capolavori, molti dei quali mai visti in Italia e realizzati dai pi\u00f9 importanti protagonisti dell\u2019arte negli ultimi due secoli.\u00a0 Attraverso le opere di pittori come\u00a0<strong>Claude Monet, Paul Gauguin, Paul C\u00e9zanne, Alfred Sisley, Henri Matisse, Dante Gabriel Rossetti, Michail Nesterov, Franti\u0161ek Kupka, Vasilij Kandinskij, Aristarch Lentulov, Natal\u2019ja Gon\u010darova, Odilon Redon, Maurice Denis, Jacek Malczewski, Mikalojus \u010ciurlionis, Nikolaj Roerich, Medardo Rosso, Umberto Boccioni, Pablo Picasso, Emilio Vedova, Ernst Fuchs, Hans Hartung<\/strong>\u00a0e altri ancora, la mostra conduce il visitatore a riflettere su un tema fondamentale dell\u2019esistenza: la grande domanda di infinito e trascendenza a partire dalla finitezza umana.<\/p>\n<p><strong>A cura di Don Alessio Geretti \u2013 sacerdote friulano, sue le annuali esposizioni di Illegio (Udine) e le mostre romane\u00a0<em>Il potere e la grazia<\/em>\u00a0(2009) e\u00a0<em>Il cammino di Pietro<\/em>\u00a0(2013) &#8211;\u00a0la\u00a0 mostra vede la collaborazione, fra gli altri, del Belvedere di Vienna, della collezione Peggy Guggenheim di Venezia e della Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York,<\/strong> del Mus\u00e9e D\u2019Orsay di Parigi, ma anche della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma o del MART di Rovereto, della Galleria Tretyakov di Mosca e del Museu Picasso di Barcelona, oltre alla presenza di opere provenienti da collezioni mai accessibili al pubblico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/394c2123c1be03de2b94bd4abcbf0328-scaled-e1635459627709.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24568\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/394c2123c1be03de2b94bd4abcbf0328-scaled-e1635459627709.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"397\" \/><\/a>Attraverso le sue <strong>otto sezioni &#8211; paesaggi mistici; la percezione della Trascendenza; il dramma della finitezza; l\u2019uomo \u00e8 una<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/121641-image001.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24569 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/121641-image001.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/121641-image001.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/121641-image001-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/a> domanda; il sogno della vita invisibile; risvegliare lo sguardo spirituale; la sfida al niente; l\u2019altitudine della coscienza \u2013<\/strong> la rassegna, corredata da un ricco catalogo di oltre 240 pagine illustrate edito da Illegio, da la possibilit\u00e0 di accostarsi ad opere che \u00e8 rarissimo appaiano in Occidente: come i tre dipinti di Nicholaj Roerich o i cinque dipinti di Mikalojus \u010ciurlionis, che eccezionalmente lasciano le loro sedi rispettivamente russa e lituana. La geniale visionariet\u00e0 di Kandinskij sar\u00e0 rappresentata da tre opere, una accanto all\u2019altra, e tra essi \u00abLa Piazza Rossa\u00bb \u2013 altro prestito quasi incredibile concesso dalla Tretyakov di Mosca \u2013 considerata l\u2019opera simbolo della svolta dell\u2019artista, frutto di una sorta di estasi artistica, decisiva per la strada che da allora imbocc\u00f2 la creativit\u00e0 del genio russo. <em>\u201cQuesta mostra \u00e8 una possibile via d\u2019accesso all\u2019arte moderna e contemporanea, scoprendo che in essa si manifesta un\u2019intenzione predominante: rendere visibile che l\u2019infinito \u00e8 in agguato dietro la prima apparenza delle cose e rendere evidente che nel cuore umano abita o un\u2019immensa aspirazione all\u2019infinito o un\u2019acerba pena nel caso lo si ritenga irraggiungibile<\/em>\u00a0\u2013\u00a0scrive Don Alessio Geretti in uno dei saggi del catalogo -.\u00a0<em>Molta arte tenta di dare forma a una tale incantevole e struggente tensione che dimora clandestina negli atti e nei silenzi dell\u2019uomo. Ma a quale infinito aspira l\u2019uomo? A tutta la verit\u00e0. A un bene che non deluda mai. A una bellezza che non sfiorisca. Ad amori e legami che superino la morte. Alla pienezza dell\u2019essere e della vita. A Dio\u201d.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Conferenza-stampa-presentazione-mostra-Casa-Cavazzini-2-e1635459694472.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24570\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Conferenza-stampa-presentazione-mostra-Casa-Cavazzini-2-e1635459694472.jpeg\" alt=\"\" width=\"388\" height=\"291\" \/><\/a>Uno degli aspetti caratteristici della rassegna \u00e8 il suo carattere di meditazione d\u2019arte. Non si tratta di un approfondimento per pochi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-e1635459733956.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24571 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-e1635459733956.jpeg\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"228\" \/><\/a> specialisti n\u00e9 di una mostra che sollecita le masse con i consueti filoni artistici di moda.\u00a0<em>\u00abLa forma dell\u2019infinito\u00bb\u00a0<\/em>punta a essere un\u2019introduzione al perch\u00e9 la pittura dell\u2019Europa occidentale e orientale s\u2019\u00e8 incamminata sui diversi sentieri che, lasciandosi alle spalle l\u2019Impressionismo e l\u2019Espressionismo, hanno tentato di riaprire gli occhi dell\u2019umanit\u00e0 per salvarci dallo scivolamento nella miseria spirituale, nell\u2019ebrezza materialistica, nell\u2019 incomunicabilit\u00e0 reciproca. Si tratta cio\u00e8 di una \u201cstoria spirituale dell\u2019arte\u201d, che raramente \u00e8 dato di poter leggere tutta d\u2019un fiato di fronte a testimonianze cos\u00ec eminenti degli ultimi due secoli. Questo approccio alle opere d\u2019arte \u00e8 la firma tipica delle mostre nate ad Illegio, note non soltanto per la levatura dei capolavori che vi si ammirano, ma specialmente per il fatto che in esse il pubblico \u00e8 sempre accompagnato da giovani guide che possono offrire una chiave di lettura iconologica e teologica in un approccio che offre una luce ulteriore sulle singole<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/19udine-e1635459790491.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-24573\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/19udine-e1635459790491.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"239\" \/><\/a> opere. Dai frammenti di luce di Monet ai sentieri intellettuali in Kandinskij, lo sguardo del visitatore re<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/202742920-de68a245-3abc-430e-be02-6b225eb6cb79.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-24572 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/202742920-de68a245-3abc-430e-be02-6b225eb6cb79.jpg\" alt=\"\" width=\"330\" height=\"247\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/202742920-de68a245-3abc-430e-be02-6b225eb6cb79.jpg 620w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/202742920-de68a245-3abc-430e-be02-6b225eb6cb79-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 330px) 100vw, 330px\" \/><\/a>sta imprigionato nel groviglio inestricabile di una tela di Vedova oppure, mentre osserva le opere di Redon, si trova <strong>avvolto in scenari che evocano il senso dell\u2019immensit\u00e0 con la visita che diventa un viaggio dentro se stessi, non semplicemente l\u2019attraversare stanze di un museo.<\/p>\n<p>Fra i tanti artisti capaci di darci una possibilit\u00e0 di trovare la via d\u2019accesso all\u2019infinito e di lasciarne traccia in un\u2019opera d\u2019arte, merita una speciale riflessione quell\u2019artista dal linguaggio fiabesco che fu Nikolaj Roerich, (San Pietroburgo 1874 &#8211; Kullu 1957).<\/strong> Pittore, scrittore, viaggiatore, diplomatico, instancabile cercatore di rivelazioni, la sua vastissima produzione d\u2019arte e d\u2019ingegno conta qualcosa come cinquemila dipinti e svariate centinaia di scritti, opere pervase dal persistente bisogno di vivere in stato di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/mostra-udine-e1635459824103.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24574\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/mostra-udine-e1635459824103.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"359\" \/><\/a>pellegrinaggio e di domanda. Nelle percezioni che suscita in ogni dipinto, forme e colori traboccano di trascendenza. Roerich era affascinato dalle dottrine filosofiche orientali, come dimostrano i suoi continui e lunghi viaggi in Asia e il ritorno dell\u2019Oriente nei suoi quadri, tema precipuo immortalato soprattutto attraverso le cime innevate e silenziose del Tibet. Sostanzialmente Roerich coglieva la possibilit\u00e0 di una verticale armonia tra l\u2019uomo e il creato, che possono e devono trovare la via di una congiunzione profonda quasi fossero due manifestazioni di un\u2019unica coscienza cosmica. Come se il mondo esteriore fosse l\u2019irradiazione dell\u2019anima, o l\u2019uomo un piccolo guscio in cui si compendia l\u2019universo. In tal senso, il pittore russo pu\u00f2 essere considerato, per certi versi, un portavoce della cosiddetta\u00a0philosophia perennis, imperniata su alcuni assunti fondamentali tratti da varie e differenti dottrine, soprattutto esoteriche, che fissano lo sguardo sulla connessione tra realt\u00e0 fisica e realt\u00e0 metafisica, tra materiale e spirituale, tra umano e cosmico. <strong>Cos\u00ec, come si vede nei dipinti di Roerich, la realt\u00e0 esterna non \u00e8 pi\u00f9 esterna, l\u2019uomo e il cosmo sono legati in una simbiosi profonda che trova la sua migliore forma nelle innumerevoli immagini di maestri in meditazione tra le montagne colorate dipinte dall\u2019artista, un paesaggio dai colori fantastici perch\u00e9 incantevole \u00e8 questa vertiginosa congiunzione nelle profondit\u00e0 dell\u2019essere:<\/strong> i colori di Roerich sembrano profondamente pi\u00f9 accesi di quelli del reale, ma perch\u00e9 forse suggeriscono che siam noi ad essere spenti, siamo noi a non essere in stato di armonia con tutta la realt\u00e0. Giungere a quell\u2019armonia non \u00e8 tuttavia un percorso semplice, le cime innevate del Tibet rendono evidente quanto tortuoso ed arduo sia il cammino iniziatico che conduce ad inerpicarsi verso le altitudini della coscienza.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Casa Cavazzini. 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