{"id":24582,"date":"2021-10-30T20:55:25","date_gmt":"2021-10-30T20:55:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=24582"},"modified":"2021-10-30T20:56:36","modified_gmt":"2021-10-30T20:56:36","slug":"mario-giacomelli-maestro-della-fotografia-italiana-e-il-tempo-di-vivere-in-mostra-a-roma-alla-galleria-gilda-lavia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/10\/30\/mario-giacomelli-maestro-della-fotografia-italiana-e-il-tempo-di-vivere-in-mostra-a-roma-alla-galleria-gilda-lavia\/","title":{"rendered":"Mario Giacomelli maestro della Fotografia Italiana e il tempo di vivere, in mostra a Roma alla Galleria Gilda Lavia."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Mario-Giacomelli-Un-uomo-una-donna-un-amore-1960-Courtesy-Archivio-Mario-Giacomelli-696x579-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-24583\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Mario-Giacomelli-Un-uomo-una-donna-un-amore-1960-Courtesy-Archivio-Mario-Giacomelli-696x579-1.jpg\" alt=\"\" width=\"391\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Mario-Giacomelli-Un-uomo-una-donna-un-amore-1960-Courtesy-Archivio-Mario-Giacomelli-696x579-1.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Mario-Giacomelli-Un-uomo-una-donna-un-amore-1960-Courtesy-Archivio-Mario-Giacomelli-696x579-1-300x250.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 391px) 100vw, 391px\" \/><\/a>Torna a Roma Mario Giacomelli, con una mostra di\u00a0<em>sessantasei fotografie d\u2019epoca<\/em> che coprono l\u2019intera carriera<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/DSC4713-e1635626789886.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-24584 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/DSC4713-e1635626789886.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"269\" \/><\/a> dell\u2019artista, presentando alcune delle sue fotografie pi\u00f9 iconiche e pi\u00f9 datate accanto a lavori mai visti prima del periodo della maturit\u00e0, gli anni \u201990. <\/strong><strong>Una mostra dal titolo \u201cMario Giacomelli. Il tempo di vivere\u201d a cura di Katiuscia Biondi Giacomelli in collaborazione con l\u2019Archivio Mario Giacomelli presso la Galleria Gilda Lavia di Roma, ed aperta fino al 31 dicembre 2021, \u00a0invita lo spettatore a\u00a0scendere nel flusso creativo dell\u2019artista\u00a0e accedere alla sua visione del mondo e della fotografia.<\/strong><\/p>\n<p>La copiosa produzione di Mario Giacomelli \u00e8 una sorta di lungo film della durata di un\u2019intera vita e le fotografie ne sono i fotogrammi. Un tutt\u2019uno che \u00e8 racconto, sogno, memoria, linguaggio dell\u2019inconscio, con cui il reale si impasta. Una fotografia\u00a0<em>pregna di vita<\/em>, e della vita Giacomelli prende anche \u201cle contraddizioni e le sbavature\u201d. Pezzi di mondo che respirano l\u2019infinito e cadono nelle profondit\u00e0: \u201cl\u2019immagine \u00e8 un prodotto di una forza interiore senza volto che esplode dentro lo spazio. Scompongo e ricompongo per significare\u201d (M. Giacomelli, manoscritti anni \u201990).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/DSC4724-e1635626822192.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-24585\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/DSC4724-e1635626822192.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"359\" \/><\/a>Nei continui capovolgimenti di senso, nei salti temporali, nella trasformazione della materia, messi in atto dall\u2019artista nella sua arte alchemica, il mondo da lui fotografato si fa specchio di una dimensione pi\u00f9 intima e pi\u00f9 vera, depurata da ogni stereotipo e abbellimento, e si mostra con la crudezza degli oscuri e inconfessabili pensieri, e insieme si fa energia cos\u00ec potente da straripare in pura sensualit\u00e0. Giacomelli infatti, vive e si esprime nell\u2019ossimoro. Ama le contraddizioni, le stonature, la compresenza degli opposti. E proprio da questo, negli anni \u201950, nasce il suo inimitabile rivoluzionario linguaggio fotografico, fatto di alti contrasti di bianco e nero portati agli eccessi, che in un\u2019Italia neorealista e a suo agio nei toni di grigio della composizione garbata, risult\u00f2 letteralmente spiazzante.<\/p>\n<p>Dopo appena due anni dalla sua prima fotografia scattata, nel \u201855 la critica lo accolse come l\u2019Uomo nuovo della Fotografia, mentre alcuni anni dopo, le sue opere furono esposte e acquisite rispettivamente dalla George Eastman House su invito di Nathan Lyons (1963) e dal MoMA di New York sotto l\u2019allora direzione di John Szarkowski (1964).<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/DSC4727-e1635626851707.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-24586 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/DSC4727-e1635626851707.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"299\" \/><\/a><br \/>\nIn Italia, il mondo fotoamatoriale &#8211; da cui Giacomelli veniva &#8211; fu cos\u00ec scioccato dal suo stile, che si verific\u00f2 un effetto eco dei suoi alti contrasti in b\/n. Ma fu proprio la sua concezione della fotografia e il suo modo di rapportarsi a essa ad aver sorpreso la critica di quegli anni: una fotografia n\u00e9 oggettiva n\u00e9 soggettiva\u00a0<em>che si aggrappava, come mai prima, alla concretezza del mondo, restituita pi\u00f9 vera del reale<\/em>.<\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/DSC4730-1068x712-1-e1635626931179.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-24587\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/DSC4730-1068x712-1-e1635626931179.jpg\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"312\" \/><\/a>\u201cEntrare sotto la pelle del reale\u201d<\/em>\u00a0amava dire il fotografo, e lo continua a ripetere oggi l\u2019Archivio Mario Giacomelli, come un mantra, pensando che questo sia il fulcro del discorso giacomelliano, rimarcando la portata contemporanea di questo grande artista, in ogni progetto che promuove o a cui collabora, come in questo caso presso la Galleria Gilda Lavia di Roma.<\/p>\n<p><strong>L\u2019intento della curatrice della mostra, Katiuscia Biondi Giacomelli, nipote dell\u2019artista e direttrice dell\u2019Archivio Mario Giacomelli, \u00e8 stato di \u201crendere <em>presente<\/em>\u00a0il personaggio, l\u2019uomo e l\u2019artista, che ha creato per noi tanta bellezza. Per questo, la struttura della mostra, attraverso la scelta dei materiali e la sequenza delle opere, non segue un ordine cronologico n\u00e9 una divisione in serie, ma si concentra semplicemente sul\u00a0<em>flusso delle immagini<\/em>, vivida manifestazione dell\u2019incontro primigenio tra soggetto e mondo, quando si guarda con il cuore ancor prima che con gli occhi\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>E proprio per continuare a guardare con l\u2019anima, Giacomelli, seppur acclamato e presente nelle collezioni permanenti dei pi\u00f9 grandi musei al mondo, ha sempre sentito di dover restare nella sua<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Mario-Giacomelli-Metamorfosi-della-terra-anni-70-Courtesy-Archivio-Mario-Giacomelli-696x524-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-24588\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Mario-Giacomelli-Metamorfosi-della-terra-anni-70-Courtesy-Archivio-Mario-Giacomelli-696x524-1.jpg\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"311\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Mario-Giacomelli-Metamorfosi-della-terra-anni-70-Courtesy-Archivio-Mario-Giacomelli-696x524-1.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Mario-Giacomelli-Metamorfosi-della-terra-anni-70-Courtesy-Archivio-Mario-Giacomelli-696x524-1-300x226.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/><\/a> piccola citt\u00e0 di mare, Senigallia (Marche), fuori dal chiasso delle metropoli, attaccato alla sua terra e alle sue memorie, lontano da ogni distrazione. In lui, arte e vita coincidono e si condizionano a vicenda, e persino il suo modo di parlare fatto di evocazioni ci riporta al suo essere uomo e fotografo.<br \/>\nUn\u00a0<em>contributo audio<\/em>, trasmesso in loop in galleria, ce lo fa ascoltare, nel suo particolare modo di esprimersi, che trasforma anche le parole in immagini. I pensieri sulla fotografia gli ronzavano in testa continui e imperativi per non distrarsi mai dal suo mondo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Mario-Giacomelli-Questo-ricordo-lo-vorrei-raccontare-2000-Courtesy-Archivio-Mario-Giacomelli-696x528-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24589 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Mario-Giacomelli-Questo-ricordo-lo-vorrei-raccontare-2000-Courtesy-Archivio-Mario-Giacomelli-696x528-1.jpg\" alt=\"\" width=\"403\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Mario-Giacomelli-Questo-ricordo-lo-vorrei-raccontare-2000-Courtesy-Archivio-Mario-Giacomelli-696x528-1.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/10\/Mario-Giacomelli-Questo-ricordo-lo-vorrei-raccontare-2000-Courtesy-Archivio-Mario-Giacomelli-696x528-1-300x228.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 403px) 100vw, 403px\" \/><\/a> creativo.<\/p>\n<p>La mostra si sviluppa intorno al tema del rapporto uomo\/natura, che \u00e8\u00a0<em>il tema<\/em>\u00a0della produzione giacomelliana, insieme a quello del tempo, e non si \u00e8 voluto lesinare sul numero delle opere esposte, per arrivare a toccare le molteplici sfumature in esso racchiuse. Sarebbe riduttivo dividere questo percorso in capitoli, perch\u00e9 \u00e8 della totalit\u00e0 che la fotografia giacomelliana si nutre, ma in effetti la mostra ha un andamento meandriforme. Segue i moti dell\u2019animo di Mario Giacomelli, che si innalzano sui picchi dell\u2019infinito, per poi volatilizzarsi nell\u2019ineffabilit\u00e0 della poesia, per gonfiarsi di sinestesia e materia, e ancora, ghiacciarsi di fronte alla morte e alla disgregazione, abissandosi nell\u2019incognita, per poi di nuovo scaldarsi di fronte alla piena bellezza dell\u2019amore e della terra, della materia della Madre terra.<\/p>\n<p>Giacomelli, senza mai smettere di cercare il posto dell\u2019uomo nel mondo, in mezzo a tutto questo, lui stesso si sente \u201ccosa tra le cose\u201d, parte di un tutto, e qui <em>le gerarchie e le definizioni perdono consistenza e tutto sembra tornare in uno spazio ancestrale, indistinto e accogliente<\/em>, quello che per un\u2019intera vita l\u2019artista ha rincorso e fatto emergere dalla sua fotografia. <em>In ogni fotografia lui \u00e8 presente come figurazione del suo stato d\u2019animo nell\u2019incontro con il reale<\/em>, poich\u00e9 non esiste oggetto senza chi lo guarda e viceversa. E come apice di un percorso, nel periodo della maturit\u00e0, l\u2019ultimo decennio della sua produzione interrotta solo dalla morte (2000), l\u2019artista entra fisicamente in scena, con\u00a0<em>l\u2019autoscatto<\/em>, veramente cosa tra le cose, e si fa regista e attore di questo film.<br \/>\nPer tutto questo, la curatrice della mostra definisce <em>l\u2019arte fotografica di Giacomelli \u201cperformativa\u201d<\/em>, in virt\u00f9 dell\u2019altissimo grado di ritualizzazione dell\u2019atto creativo, cercando di dare seguito alla bizzarra affermazione di Giacomelli, uno dei pi\u00f9 grandi fotografi al mondo, quando, in maniera provocatoria e divertita, ma anche profondamente seria, diceva:\u00a0<em>\u201cIo non faccio il fotografo, non so farlo\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Torna a Roma Mario Giacomelli, con una mostra di\u00a0sessantasei fotografie d\u2019epoca che coprono l\u2019intera carriera dell\u2019artista, presentando alcune delle sue fotografie pi\u00f9 iconiche e pi\u00f9 datate accanto a lavori mai visti prima del periodo della maturit\u00e0, gli anni \u201990. Una mostra dal titolo \u201cMario Giacomelli. Il tempo di vivere\u201d a cura di Katiuscia Biondi Giacomelli in collaborazione con l\u2019Archivio Mario Giacomelli presso la Galleria Gilda Lavia di Roma, ed aperta fino al 31 dicembre 2021, \u00a0invita lo spettatore a\u00a0scendere nel flusso creativo dell\u2019artista\u00a0e accedere alla sua visione del mondo e della fotografia. 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