{"id":2479,"date":"2014-06-25T22:37:53","date_gmt":"2014-06-25T22:37:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=2479"},"modified":"2014-06-25T22:38:50","modified_gmt":"2014-06-25T22:38:50","slug":"la-ripetizione-differente-una-mostra-storica-e-di-svolta-alla-fondazione-marconi-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/06\/25\/la-ripetizione-differente-una-mostra-storica-e-di-svolta-alla-fondazione-marconi-di-milano\/","title":{"rendered":"La ripetizione differente. Una mostra storica e di svolta alla Fondazione Marconi di Milano."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/01.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2480\" style=\"width: 365px;height: 299px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/01.jpg\" alt=\"\" width=\"1772\" height=\"1168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/01.jpg 1772w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/01-300x197.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/01-1024x674.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1772px) 100vw, 1772px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/06.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2481\" style=\"width: 377px;height: 700px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/06.jpg\" alt=\"\" width=\"2370\" height=\"3360\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/06.jpg 2370w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/06-211x300.jpg 211w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/06-722x1024.jpg 722w\" sizes=\"(max-width: 2370px) 100vw, 2370px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/04.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2482\" style=\"width: 276px;height: 276px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/04.jpg\" alt=\"\" width=\"2736\" height=\"2742\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/04.jpg 2736w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/04-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/04-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/04-1021x1024.jpg 1021w\" sizes=\"(max-width: 2736px) 100vw, 2736px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/07.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2483\" style=\"width: 306px;height: 541px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/07.jpg\" alt=\"\" width=\"1911\" height=\"2607\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/07.jpg 1911w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/07-219x300.jpg 219w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/07-750x1024.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 1911px) 100vw, 1911px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/09.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2484\" style=\"width: 255px;height: 308px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/09.jpg\" alt=\"\" width=\"2426\" height=\"2922\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/09.jpg 2426w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/09-249x300.jpg 249w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/09-850x1024.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 2426px) 100vw, 2426px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/03.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2485\" style=\"width: 326px;height: 514px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/03.jpg\" alt=\"\" width=\"2393\" height=\"3168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/03.jpg 2393w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/03-226x300.jpg 226w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/03-773x1024.jpg 773w\" sizes=\"(max-width: 2393px) 100vw, 2393px\" \/><\/a>\u00a0<span style=\"font-size: medium\"><strong>Lode alla Fondazione Marconi perch\u00e8 ripropone al pubblico una rassegna tenutasi quarant\u2019anni fa negli spazi dello storico Studio Marconi di via Tadino, costituito nel 1965, e ora sede della Fondazione; ha per titolo \u201cLa ripetizione differente\u201d e fu curata dal collega Renato Barilli nel 1974. Il titolo era tratto da un saggio del filosofo francese Gilles Deleuze, ma in sostanza segnava un netto anticipo di quello che si sarebbe detto il \u201cpostmoderno\u201d, o con termini pi\u00f9 legati al mondo dell\u2019arte, \u201ccitazionismo\u201d, mode r\u00e9tro, retour \u00e0. <\/strong><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La citazione \u00e8 stata definita da Antoine Compagnon come \u201cla pi\u00f9 potente figura postmoderna\u201d. Citare significa guardare, selezionare, estrapolare, tirare fuori, decontestualizzare e successivamente ricollocare qualcosa che \u00e8 ormai distante dall\u2019ambito in cui viene reinserito; non successione lineare quindi, ma rapporto intenzionale tra il contesto nuovo ed il riferimento di provenienza. E&#8217; da ci\u00f2 che nasce l&#8217; intertesto basato sul riuso del linguaggio, un insieme formato da un \u201ctesto citato\u201d e da un \u201ctesto citante\u201d, che determina i suoi significati proprio sul tipo di rapporto che si instaura tra le parti che lo compongono. L\u2019arte si \u00e8 sempre servita di modelli forniti dalla storia che l\u2019ha preceduta e vastissimo \u00e8 il numero degli studiosi che se ne sono occupati, secondo diverse angolazioni, da Michael Baxandall che ha riflettuto sul concetto di \u201cinfluenza\u201d, a Ernst Gombrich che ha definito \u201cschemacorrezione\u201d, il modello in base al quale ogni artista interviene sui linguaggi gi\u00e0 codificati, solo per citarne alcuni. Anche gli artisti del Novecento, ovviamente, hanno dimostrato questa consapevolezza, come le parole di Robert Motherwell ci ricordano: \u201cevery intelligent painter carries the whole culture of modern painting in his head. It is his real subject, of which everything he paints is both an homage and a critique\u201d. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Lo storico e critico d\u2019arte americano Leo Steinberg ha notato come in moltissimi capolavori di et\u00e0 moderna sia possibile rintracciare pose, personaggi, ambientazioni, riprese da altri artisti.<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-size: medium\">Si trattava di cogliere un fenomeno naturale e inevitabile, un ritmo dialettico o bipolare che vuole che quando ci si \u00e8 spinti troppo in una direzione, scatti una manovra al rientro, e da uno sguardo proteso verso il futuro, si ritorni a saccheggiare il passato. Era l\u2019operazione magistrale svolta da De Chirico nell\u2019intero corso della sua carriera, che proprio in quei giorni e in quegli anni Settanta stava recuperando in toto. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>La mostra aveva l\u2019ambizione di rintracciare i segni manifesti di questo ritorno al passato entro i vari livelli in cui esso poteva essere svolto. E dunque, un livello legato alle immagini, dove quelle di una urlante attualit\u00e0, rubate ai media \u201cpopolari\u201d, non mancavano di associarsi a reperti del passato, o comunque rivedevano i miti pop con mano leggera e dissacrante (Enrico Baj, Valerio Adami, Emilio Tadini, Richard Hamilton, ovvero la squadra sostenuta con tenace amore proprio da Giorgio Marconi). Gli si potevano accostare l\u2019estroso e divertito spagnolo Eduardo Arroyo e l\u2019arguto e provocante Ugo Nespolo<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">, ma anche lo spirito del \u201968, con la sua dichiarazione della \u201cmorte dell\u2019arte\u201d voluta da Giulio Carlo Argan, spirito insediato soprattutto nell\u2019ambito dell\u2019Arte povera, che non era riuscito a chiudere le porte a questi <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>sussulti di retrospezione, come dimostravano eloquentemente Giulio Paolini, Luciano Fabro, Jannis Kounellis. E nel medesimo spirito l\u2019indagine poteva estendersi pure al tedesco Gerhard Richter, allo statunitense John Baldessari, a Bruno Di Bello, ai coniugi Anne e Patrick Poirier. Tutto ci\u00f2, se si vuole, nel rispetto del dogma sessantottino dell\u2019abolizione del colore. Ma i pi\u00f9 giovani della compagnia, quali Salvo e Luigi Ontani, osavano gi\u00e0 reintrodurre una splendente policromia, <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">aprendo le porte ai fenomeni collaterali allora solo in germe, Transavanguardia, Nuovi-nuovi, Anacronisti. Allora a spalleggiarli c\u2019erano solo i lussuosi ritratti di immaginari personaggi redatti da Giancarlo Croce, o le epidermidi tatuate di Plinio Martelli, o infine la pioggia di rose che Urs L\u00fcthi contrapponeva alle volgarit\u00e0 della vita quotidiana. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Con la riproposizione dell&#8217;evento storico e artistico \u00e8 stato pubblicato il <\/strong><\/span><strong><span style=\"font-size: medium\"><strong>Quaderno della Fondazione n. 14<\/strong><\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\"><strong>, con un testo di Renato Barilli, illustrato dalle opere degli artisti in mostra, e la riproduzione fotostatica della prima pubblicazione del 1974 dedicata dallo Studio Marconi a \u201cLa Ripetizione differente\u201d.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> L<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u2019esposizione raccoglie i lavori di artisti diversi, tutti accomunati -secondo Barilli- dalla stessa impostazione concettuale: la consapevolezza di essere nella \u201csituazione di fine corsa di chi \u00e8 giunto al termine di un percorso oltre il quale non si pu\u00f2 proseguire, almeno in senso lineare e mantenendo la stessa logica di viaggio\u201d. Una situazione generata essenzialmente da due motivi: da un lato, dal fatto che \u201cle riserve del nuovo vanno via via assottigliandosi\u201d, mentre dall\u2019altro, riprendendo le teorie di Marshall McLuhan, dalla presenza dei \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><em>mass media <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">che hanno abbattuto le barriere dello spazio e della geografia, hanno contribuito in misura maggiore alla caduta di quelle del tempo e della storia rendendoci compresenti tutte le epoche e le maniere e le forme d\u2019arte del passato\u201d. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>La conclusione di Barilli \u00e8 \u201cla possibilit\u00e0 di volgersi indietro\u201d e \u201cricominciare il viaggio, compiere un altro giro riattraversando le tappe pi\u00f9 conosciute\u201d, presupponendo in questo modo \u201cla fine di una storia lineare e l\u2019avvento di schemi di sviluppo ciclici\u201d<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">. Alla fine del decennio Anni Settanta, le esposizioni e le riflessioni critiche si fanno pi\u00f9 numerose e diffuse: nel 1978, ad esempio, viene organizzata \u201cArte\/ Storia dell&#8217;Arte\u201d<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">alla galleria Peccolo di Livorno, curata da Massimo Carboni, che poi, dedicher\u00e0 al tema due dossier pubblicati sulla rivista G7 Studio, mentre a livello internazionale si evidenzia soprattutto con Art about art<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><em>, <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">svoltasi nello stesso anno al Whitney Museum di New York. Sebbene lungo tutto il corso del XX secolo si siano avvicendate molte correnti e personalit\u00e0 artistiche che, a vario titolo e con finalit\u00e0 diverse, hanno citato altre opere, \u00e8 nel corso degli anni Sessanta e Settanta che si nota una particolare attenzione verso questo procedimento. Nel corso degli anni Settanta vari interventi critici, mostre nazionali e internazionali documentano puntualmente il fenomeno della citazione, rendendolo un tema dotato di autonomia. In Italia le manifestazioni pi\u00f9 importanti, che testimoniano l\u2019avvenuta storicizzazione, si articolano lungo tutto il decennio: se \u201cAppunti per una tesi sul concetto di citazione sovrapposizione\u201d organizzata da Tullio Catalano a Roma,allo studio Gap nel dicembre 1971 si segnala per la precocit\u00e0, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>\u00e8 soprattutto \u201cLa ripetizione differente <\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>curata da Renato Barilli nel 1974 a fornire una prima elaborazione critica pi\u00f9 compiuta; e si svolse allo Studio Marconi di Milano. Oggi questa mostra degnissima di rilievo storico-critico, rifatta, inscenata alla Fondazione Marconi, fa il punto di cosa fosse Milano in quelli anni; motore, stella, traguardo, ricerca, bussola e molto altro. <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<strong><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Carlo Franza <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0Lode alla Fondazione Marconi perch\u00e8 ripropone al pubblico una rassegna tenutasi quarant\u2019anni fa negli spazi dello storico Studio Marconi di via Tadino, costituito nel 1965, e ora sede della Fondazione; ha per titolo \u201cLa ripetizione differente\u201d e fu curata dal collega Renato Barilli nel 1974. Il titolo era tratto da un saggio del filosofo francese Gilles Deleuze, ma in sostanza segnava un netto anticipo di quello che si sarebbe detto il \u201cpostmoderno\u201d, o con termini pi\u00f9 legati al mondo dell\u2019arte, \u201ccitazionismo\u201d, mode r\u00e9tro, retour \u00e0. La citazione \u00e8 stata definita da Antoine Compagnon come \u201cla pi\u00f9 potente figura postmoderna\u201d. Citare [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/06\/25\/la-ripetizione-differente-una-mostra-storica-e-di-svolta-alla-fondazione-marconi-di-milano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,28386,44441,87,44555,35266,28308,47,17505,28369],"tags":[51681,51683,51682,35442,51684,51680,35310,51678,51679],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2479"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2479"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2479\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2491,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2479\/revisions\/2491"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}