{"id":24837,"date":"2021-11-30T21:03:58","date_gmt":"2021-11-30T21:03:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=24837"},"modified":"2021-11-30T21:24:39","modified_gmt":"2021-11-30T21:24:39","slug":"diego-velasquez-il-pittore-dei-pittori-dallermitage-di-san-pietroburgo-a-brescia-in-dialogo-con-ceruti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/11\/30\/diego-velasquez-il-pittore-dei-pittori-dallermitage-di-san-pietroburgo-a-brescia-in-dialogo-con-ceruti\/","title":{"rendered":"Diego Vel\u00e0squez, il pittore dei pittori,  dall\u2019Ermitage di San Pietroburgo a Brescia  in dialogo con  Ceruti."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-24838\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/\u00a9TheStateHermitageMuseum_photo_Vladimir_Terebenin-e1638304903310.jpg\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"607\" \/> Lo straordinario prestito proveniente dall\u2019<strong>Ermitage\u00a0<\/strong>di<strong>\u00a0San Pietroburgo<\/strong>\u00a0a favore di\u00a0<strong>Pinacoteca Tosio Martinengo<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>Brescia<\/strong>\u00a0permette, fino a\u00a0<strong>febbraio 2022<\/strong>, di ammirare uno dei capolavori di\u00a0<strong>Diego Vel\u00e1zquez<\/strong>\u00a0(1599-1660) e, insieme, di creare un dialogo con la pittura di\u00a0<strong>Giacomo Ceruti<\/strong>, il Pitocchetto (1698-1767). Un dialogo fatto di\u00a0<strong>temi<\/strong>,\u00a0<strong>composizione<\/strong>,\u00a0<strong>ispirazione<\/strong>,\u00a0<strong>luce<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>realt\u00e0<\/strong>. Quella tra Vel\u00e1zquez e Ceruti \u00e8 una\u00a0<strong>vicinanza di intenti\u00a0<\/strong>che trova forma, a un secolo di distanza, sotto l\u2019egida della\u00a0<strong>pittura della realt\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il dipinto<\/strong>, intitolato<strong>\u00a0<em>Il pranzo<\/em><\/strong>, olio su tela datato intorno al 1617 e parte della collezione di Caterina la Grande, viene esposto all\u2019interno della\u00a0<strong>sala della Pinacoteca\u00a0<\/strong>di norma\u00a0<strong>dedicata alla pittura pauperistica di Ceruti<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>riallestita<\/strong>\u00a0per questa occasione, sottolineando i punti di incontro e, una volta in pi\u00f9, la dimensione europea dell\u2019artista milanese di nascita e bresciano d\u2019adozione. Intorno a Vel\u00e1zquez, le opere di Ceruti:\u00a0<em>Donne che lavorano\u00a0<\/em>(1720-1725),\u00a0<em>Ritratto di due ragazze<\/em>\u00a0(1720-1725),\u00a0<em>I calzolai<\/em>\u00a0(1725-1730),\u00a0<em>Due poveri in un bosco<\/em>\u00a0(1730-1735),\u00a0<em>Due pitocchi<\/em>\u00a0(1730-1734),\u00a0<em>Portarolo<\/em>\u00a0(1730-1734).<\/p>\n<p>La curatela del progetto \u00e8 affidata a\u00a0<strong>Guillaume Kientz<\/strong>,<strong>\u00a0<\/strong>direttore di<strong>\u00a0Hispanic Society Museum &amp; Library\u00a0<\/strong>di New York, gi\u00e0 responsabile delle collezioni di arte e scultura spagnola, portoghese e latino-americana al\u00a0<strong>Museo del Louvre<\/strong>\u00a0di Parigi, e curatore, nel 2015, della grande retrospettiva su Diego Vel\u00e1zquez al\u00a0<strong>Grand Palais<\/strong>\u00a0di Parigi.<\/p>\n<p><em>Il pranzo <\/em>di<em>\u00a0<\/em>Vel\u00e1zquez arriva\u00a0<strong>per la prima volta<\/strong>\u00a0in Italia, e pi\u00f9 in generale permette al pubblico di ammirare una delle rare opere del Maestro nel nostro paese. <strong>Per \u00c9douard Manet Vel\u00e1zquez \u00e8 \u201cil pittore dei pittori\u201d; per Roberto Longhi maestro di \u201cuna terribile naturalezza che soltanto a pochi, nell&#8217;arte, fu propria\u201d, per Bernard Berenson \u201cnon solo il pi\u00f9 glorioso, ma per<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/2_Filatrice_Giacomo-Ceruti-detto-il-Pitocchetto_high-e1638305296742.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24841 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/2_Filatrice_Giacomo-Ceruti-detto-il-Pitocchetto_high-e1638305296742.jpg\" alt=\"\" width=\"327\" height=\"290\" \/><\/a> molti lati il pi\u00f9 fedele dei seguaci di Caravaggio\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Con questo progetto\u00a0<strong>Fondazione Brescia Musei<\/strong>,<strong>\u00a0<\/strong>presieduta da<strong>\u00a0Francesca Bazoli\u00a0<\/strong>e diretta da<strong>\u00a0Stefano Karadjov<\/strong>,\u00a0conferma l\u2019importante e attiva rete di\u00a0<strong>scambi con istituzioni culturali del mondo<\/strong>. In particolare, la stretta collaborazione con <strong>Museo Statale<\/strong>\u00a0<strong>Ermitage<\/strong>\u00a0prevede il prestito di Vel\u00e1zquez e, contemporaneamente, la presenza (dal 25 novembre 2021 al 27 febbraio 2022) nelle sale del mus<\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/1_Lavandaia_Giacomo-Ceruti-detto-il-Pitocchetto_high-e1638305244975.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-24840\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/1_Lavandaia_Giacomo-Ceruti-detto-il-Pitocchetto_high-e1638305244975.jpg\" alt=\"\" width=\"325\" height=\"291\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p>eo russo di\u00a0<strong>due capolavori di Ceruti<\/strong>\u00a0come\u00a0<em><strong>Lavandaia<\/strong><\/em>\u00a0(1735) e\u00a0<em><strong>Filatrice<\/strong><\/em>\u00a0(1730-1735), parte della collezione bresciana.<\/p>\n<p>VEL\u00c1ZQUEZ e CERUTI. Uno scambio di prestiti internazionali, tra Italia e Russia: un\u2019occasione di incontro e confronto tra due maestri della pittura. A Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo: Vel\u00e1zquez per Ceruti, a cura di Guillaume Kientz un inedito confronto tra Vel\u00e1zquez e alcune opere di Giacomo Ceruti dal 26 novembre 2021 al 27 febbraio 2022. <strong>A San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage: Two paintings by Giacomo Ceruti from Brescia, a cura di Svyatoslav Savvateev due dipinti di Ceruti, due opere simbolo della pinacoteca bresciana dal 2 dicembre 2021 al 23 gennaio 2022.<\/strong> Un doppio appuntamento che, grazie a un virtuoso scambio tra istituzioni pi\u00f9 che mai significativo in un momento tanto difficile, offre in Italia l\u2019opportunit\u00e0 di indagare un rapporto tra due artisti distanti nel tempo e nello spazio ma vicini nella pittura della realt\u00e0 e, in Russia, di scoprire uno degli artisti italiani che pi\u00f9 di altri ha saputo tradurre in<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/3_GiacomoCerutidettoilPittocchetto_ICalzolai_high-e1638305409570.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24843 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/3_GiacomoCerutidettoilPittocchetto_ICalzolai_high-e1638305409570.jpg\" alt=\"\" width=\"328\" height=\"286\" \/><\/a> arte la verit\u00e0 quotidiana. a Brescia Quella tra Vel\u00e1zquez e Ceruti \u00e8 una vicinanza di intenti che trova forma, a un secolo di distanza, sotto l\u2019egida della realt\u00e0 in un dialogo fatto di temi, composizione, ispirazione, luce. In mostra l\u2019eccezionale prestito, finora mai esposto in Italia, de Il Pranzo di Diego Vel\u00e1zquez (1599-1660) proveniente da Ermitage in un importante confronto con opere di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto (1698-1767). Un confronto sottolineato dal riallestimento della Sala del Ceruti (XII) di Pinacoteca Tosio Martinengo, il museo che possiede il pi\u00f9 importante corpus al mondo di opere dell\u2019autore milanese di nascita e bresciano di adozione. Il Pranzo di Vel\u00e1zquez (1617 circa) \u00e8 infatti esposto accanto ad alcuni capolavori della produzione pauperistica di Ceruti, il cui presupposto artistico e culturale \u00e8 da riconoscere nel naturalismo seicentesco europeo, che proprio in Vel\u00e1zquez ebbe uno dei suoi massimi protagonisti. Tra l<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/2_GiacomoCerutidettoilPitocchetto_Ritrattodidueragazze_DueSorelle_high-e1638305372654.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-24842\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/2_GiacomoCerutidettoilPitocchetto_Ritrattodidueragazze_DueSorelle_high-e1638305372654.jpg\" alt=\"\" width=\"301\" height=\"437\" \/><\/a>e opere, anche alcuni dipinti provenienti dal Ciclo di Padernello come Ritratto di due ragazze (1720-25), I calzolai (1725- 30) e Due poveri in un bosco (1730-35). La cura del progetto, intitolato Vel\u00e1zquez per Ceruti, \u00e8 affidata a Guillaume Kientz, direttore di Hispanic Society Museum &amp; Library di New York<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>, gi\u00e0 responsabile delle collezioni di arte e scultura spagnola, portoghese e latino-americana al Museo del Louvre di Parigi, e curatore, nel 2015, della grande retrospettiva su Diego Vel\u00e1zquez al Grand Palais di Parigi. Il Pranzo di Vel\u00e1zquez, parte della collezione di Caterina la Grande, fu restituito al maestro spagnolo nel 1895, dopo un\u2019iniziale attribuzione a un<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/4_GiacomoCerutidettoilPittocchetto_Due-poveriinunbosco_Lincontronelbosco_high-e1638305443790.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24844 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/4_GiacomoCerutidettoilPittocchetto_Due-poveriinunbosco_Lincontronelbosco_high-e1638305443790.jpg\" alt=\"\" width=\"379\" height=\"316\" \/><\/a> anonimo di scuola fiamminga. \u00c8 generalmente considerato una delle prime opere del maestro, eseguita dopo la composizione dei Tre musicisti (Berlino, Gem\u00e4ldegalerie) ma prima della Vecchia che frigge le uova (Edimburgo, National Gallery of Scotland), datata 1618.<\/p>\n<p>Il dipinto rappresenta una tipica scena di taverna, in cui tre uomini di et\u00e0 diverse condividono un magro pasto intorno a un tavolo, esprimendo un atteggiamento grottesco. <strong>A San Pietroburgo grazie al prestito di Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, all\u2019Ermitage saranno esposte dal 2 dicembre 2021 al 23 gennaio 2022 Lavandaia (1730-1735) e Filatrice (1735) di Giacomo Ceruti,<\/strong> due figure femminili che portano in scena la loro dignit\u00e0 silenziosa in composizioni in cui la ricerca del vero restituisce con nobilt\u00e0 il senso del vivere quotidiano della povera gente. Il progetto, intitolato Two paintings by Giacomo Ceruti from Brescia, \u00e8 a cura di Svyatoslav Savvateev, curatore di pittura spagnola del Dipartimento di Arte Europea Occidentale del Museo Statale Ermitage. Il doppio appuntamento, nell\u2019ambito del programma PTM Andata e ritorno, si inserisce nel percorso di relazioni internazionali che Fondazione Brescia Musei intrattiene con istituzioni culturali nel mondo. In particolare, questo scambio di prestiti offre al pubblico la possibilit\u00e0 di conoscere due autori come Vel\u00e1zquez, le cui opere sono poco presenti in Italia, e Ceruti, tra gli artisti pi\u00f9 rappresentativi in Europa della pittura di genere. Il progetto costituisce inoltre un\u2019anteprima della grande mostra che Fondazione Brescia Musei dedicher\u00e0 a Giacomo Ceruti nel 2023, nell\u2019anno in cui Brescia e Bergamo saranno Capitali Italiane della Cultura, un appuntamento che a oltre 35 anni dall\u2019esposizione ospitata presso il Museo di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/1_GiacomoCerutidettoilPitocchetto_DonnecheLavorano_high-e1638305205265.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-24839\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/1_GiacomoCerutidettoilPitocchetto_DonnecheLavorano_high-e1638305205265.jpg\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"410\" \/><\/a>Santa Giulia, che pose l\u2019artista all\u2019attenzione del grande pubblico, sottolinea la qualit\u00e0 del Pitocchetto all\u2019interno della pittura europea. \u00abVel\u00e1zquez per Ceruti\u00bb rappresenta l\u2019esordio di un lungo percorso artistico e culturale che inaugura oggi con la straordinaria ospitalit\u00e0 della Scena da Taverna del mitico Vel\u00e1zquez e che proseguir\u00e0 nel corso del 2022 fino al febbraio 2023 quando Fondazione Brescia M<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/6_GiacomoCerutidettoilPittocchetto_Portarolo_high-e1638305620965.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-24846 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/6_GiacomoCerutidettoilPittocchetto_Portarolo_high-e1638305620965.jpg\" alt=\"\" width=\"371\" height=\"474\" \/><\/a>usei e Comune di Brescia presenteranno la grande mostra dedicata a \u00abGiacomo Ceruti pittore europeo\u00bb, quale grande proposta per l\u2019anno della Capitale della Cultura. Ospitare una delle pi\u00f9 significative opere della pittura di genere naturalistico da cui poi preder\u00e0 le mosse, cent\u2019anni dopo, anche il nostro Ceruti, significa definire, fin dal principio, l\u2019alto registro di una operazione culturale destinata a lasciare il segno nell\u2019interpretazione del grande maestro milanese, ma bresciano d\u2019adozione. Per questo due delle nostre opere del Ceruti saranno esposte all\u2019Ermitage, in uno scambio che \u00e8 molto di pi\u00f9 di una reciproca ospitalit\u00e0, quanto il riconoscimento di una linea culturale identitaria, rappresentata dal nostro progetto di valorizzazione e riconosciuta da uno dei pi\u00f9 importanti centri mondiali di rappresentazione del genio e della creativit\u00e0, il museo dell\u2019Ermitage, appunto, a cui va tutta la nostra gratitudine per questo prezioso dialogo culturale. Stefano Karadjov, direttore della Fondazione Brescia Musei Con questa operazione la Pinacoteca entra in dialogo con uno dei principali musei al mondo tramite uno scambio di opere. Si tratta a mio avviso di un\u2019operazione culturale particolarmente felice e reciprocamente arricchente perch\u00e9 non si tratta soltanto di far conoscere a pubblici diversi opere che non erano mai state viste da quei pubblici, bens\u00ec di gettare luce di conoscenza e di valorizzare l\u2019interpretazione di un artista iconico della nostra collezione quale Giacomo Ceruti mediante il confronto diretto con uno dei suoi pi\u00f9 alti riferimenti culturali ed insieme di accreditarlo quale artista di statura Internazionale. Francesca Bazoli, presidente della Fondazione Brescia Musei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cI cittadini bresciani potranno ammirare, negli spazi sempre pi\u00f9 familiari e frequentati della nostra Pinacoteca, un raro capolavoro di Diego Vel\u00e1zquez che arriva per la prima volta in Italia. Il prestito proveniente dall\u2019Ermitage di San Pietroburgo, cui far\u00e0 da contrappunto la presenza nelle sale del museo russo di due opere di Ceruti conservate nella nostra Pinacoteca, d\u00e0 continuit\u00e0 e respiro sempre pi\u00f9 internazionale alla rete di scambi con istituzioni culturali di tutto il mondo, contribuendo a rendere la nostra citt\u00e0 viva, stimolante e attrattiva\u201d. <strong>Em<\/strong><strong>ilio Del Bono, sindaco di Brescia <\/strong><\/p>\n<p>\u201cL\u2019eccezionalit\u00e0 di questo prestito \u2013<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/5_GiacomoCerutidettoilPittocchetto_DuePitocchi_high.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-24845\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/5_GiacomoCerutidettoilPittocchetto_DuePitocchi_high.jpg\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/5_GiacomoCerutidettoilPittocchetto_DuePitocchi_high.jpg 694w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/11\/5_GiacomoCerutidettoilPittocchetto_DuePitocchi_high-300x235.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/><\/a> che consta in primis nella possibilit\u00e0 di ammirare uno splendido lavoro del grande maestro spagnolo &#8211; vale, ancora una volta, a dare risalto al patrimonio della nostra Pinacoteca cittadina, alla sua ricchezza e alle infinite possibilit\u00e0 di approfondimento che permette e sollecita. Da questa preziosa vicinanza tra un capolavoro di Vel\u00e1zquez e un nucleo di opere del Ceruti, nasce la possibilit\u00e0 di rileggere e approfondire la grandezza del pittore bresciano, uno dei capisaldi della nostra raccolta museale. Progetti come questi contribuiscono alla conoscenza del patrimonio e alla sua valorizzazione. E poterlo fare contando su prestiti eccezionali e partner internazionali \u00e8 una bella conferma della credibilit\u00e0 raggiunta dalle politiche culturali messe in atto in questi anni\u201d. <strong>Laura Castelletti<\/strong><strong>, vicesindaco e assessore alla cultura di Brescia\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCome Museo Ermitage siamo davvero lieti dello scambio creato con Fondazione Brescia Musei. Il quadro di Vel\u00e1zquez che abbiamo prestato alla citt\u00e0 lombarda \u00e8 uno dei capolavori assoluti della pittura spagnola nelle collezioni del nostro Museo ed \u00e8 un\u2019opera fondamentale per la pittura di genere in Europa, collocandosi proprio nel periodo della sua nascita e affermazione. Giacomo Ceruti, dall\u2019altra parte, pur essendo un pittore poco conosciuto in Russia e non presente all\u2019Ermitage, \u00e8 un artista di grande importanza per lo sviluppo della pittura della realt\u00e0. I quadri di Ceruti presentano la vita degli uomini umili con attenzione e compassione: un gusto che troviamo corrispondente nella pittura russa dell\u2019Ottocento e che gode di una forte attenzione anche oggi tra gli appassionati dell\u2019arte\u201d. <strong>Sergeji Androsov, capo dipartimento Arte Europea Occidentale Museo Statale Ermitage<\/strong><\/p>\n<p>\u201cQuesto progetto ha un senso particolare. Ermitage ha scelto di esserci e di concedere uno dei suoi capolavori a Brescia. Certo \u00e8 un messaggio di speranza e di stima verso una citt\u00e0 che ha vissuto drammaticamente la pandemia. Ma \u00e8 altro. \u00c8 riconoscimento della forza culturale, dei programmi, delle scelte fatte in questi anni. \u00c8 il segno che i musei stanno insieme, si parlano, lavorano e ricercano con uno scopo. Villaggio Globale International che l\u2019ha coprodotta ha sempre operato per cucire, mettere insieme, confrontare. E oggi nasce il primo esempio. Un esempio che guarda al futuro\u201d. <strong>Maurizio Cecconi, Segretario Generale Ermitage Italia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lo straordinario prestito proveniente dall\u2019Ermitage\u00a0di\u00a0San Pietroburgo\u00a0a favore di\u00a0Pinacoteca Tosio Martinengo\u00a0di\u00a0Brescia\u00a0permette, fino a\u00a0febbraio 2022, di ammirare uno dei capolavori di\u00a0Diego Vel\u00e1zquez\u00a0(1599-1660) e, insieme, di creare un dialogo con la pittura di\u00a0Giacomo Ceruti, il Pitocchetto (1698-1767). Un dialogo fatto di\u00a0temi,\u00a0composizione,\u00a0ispirazione,\u00a0luce\u00a0e\u00a0realt\u00e0. Quella tra Vel\u00e1zquez e Ceruti \u00e8 una\u00a0vicinanza di intenti\u00a0che trova forma, a un secolo di distanza, sotto l\u2019egida della\u00a0pittura della realt\u00e0. 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