{"id":24930,"date":"2021-12-08T16:36:24","date_gmt":"2021-12-08T16:36:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=24930"},"modified":"2021-12-08T16:36:24","modified_gmt":"2021-12-08T16:36:24","slug":"matera-tra-memoria-e-speranza-cinquanta-opere-beneaugurali-allo-studio-arti-visive-nella-citta-dei-sassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/12\/08\/matera-tra-memoria-e-speranza-cinquanta-opere-beneaugurali-allo-studio-arti-visive-nella-citta-dei-sassi\/","title":{"rendered":"Matera tra memoria e speranza. Cinquanta opere beneaugurali allo Studio Arti Visive nella citt\u00e0 dei Sassi."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/locandina-matera-mem-e-speranza-copia-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24931\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/locandina-matera-mem-e-speranza-copia-2.jpg\" alt=\"\" width=\"325\" height=\"650\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/locandina-matera-mem-e-speranza-copia-2.jpg 756w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/locandina-matera-mem-e-speranza-copia-2-150x300.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/locandina-matera-mem-e-speranza-copia-2-512x1024.jpg 512w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/a>A partire dal mese di marzo 2020 anche Arti Visive Gallery ha sospeso ogni attivit\u00e0 nel proprio spazio espositivo, aderendo alle disposizioni governative emanate per il contenimento della pandemia da SARS-CoV-2 e ritenendo opportuno che anche l&#8217;arte e gli artisti dovessero fermarsi osservando un periodo di silenzio. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Nelle settimane successive, tuttavia, si \u00e8 fatta pian piano largo la consapevolezza che il momento di particolare difficolt\u00e0 che stavamo vivendo dovesse essere affrontato non con rassegnazione e abbandono, ma con coraggio, responsabilit\u00e0 e fiducia. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Abbiamo pensato che il tempo di lockdown che ci era stato imposto poteva e doveva essere vissuto come un momento particolare per riscoprire l&#8217;arte come strumento privilegiato che gli artisti hanno per offrire una parte di s\u00e9, della propria umanit\u00e0 anche e soprattutto in situazioni di difficolt\u00e0;\u00a0 per ripensare l&#8217;arte come strumento per oltrepassare i confini anche in tempo di distanziamento fisico, come occasione per collegare mondi interni (pensieri, sentimenti e emozioni) con la realt\u00e0 esterna, anche rimanendo fisicamente dove si \u00e8, come opportunit\u00e0 per vedere l&#8217;arte come modo creativo, unico e profondo di prendersi cura di se stessi e degli altri nella convinzione che solo la cura di tutti e di ciascuno pu\u00f2 renderci pi\u00f9 forti e pi\u00f9 capaci di affrontare le paure e le fragilit\u00e0. Scriveva Simone Weil, \u201cogni volta che facciamo veramente attenzione\u201d e ci prendiamo realmente cura \u201cdistruggiamo una parte di male che \u00e8 in noi stessi\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per tutte queste ragioni Arti Visive Gallery ha chiesto nell&#8217;aprile del 2020 ad alcuni artisti di offrire una testimonianza scritta o un\u2019opera grafica, pittorica, fotografica, realizzata per l&#8217;occasione, che avesse per tema \u201cMatera: memoria e speranza\u201d e traesse ispirazione dai versi di una poesia scritta da Rafael Alberti in occasione di un suo viaggio a Matera nel 1973 custodita in unico esemplare originale dallo Studio Arti Visive. <\/strong><\/p>\n<p><strong>La poesia si intitola \u201cVivo fantasma\u201d ed in questo ossimoro abbiamo visto la sintesi di tutta la realt\u00e0 in cui siamo stati e per certi versi siamo ancora oggi immersi. Una realt\u00e0 fatta di paure, timori ma anche di speranza. Matera ed i suoi Sassi, durante il lockdown, apparivano, al pari di tante altre citt\u00e0 italiane e non solo, come \u201cfantasmi\u201d, svuotati dalla presenza umana di cittadini e visitatori e questa immagine, per noi materani, appariva stridere dolorosamente con la pacifica invasione di \u201cabitanti temporanei\u201d conosciuta nel corso del 2109, l&#8217;anno vissuto da Capitale Europea della Cultura.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tutti abbiamo agito e ci siamo comportati, quasi inconsapevolmente, come altrettanti fantasmi aggirandoci guardinghi e rapidi per le vie delle nostre citt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma Matera ed i suoi Sassi, la comunit\u00e0 tutta ed i suoi cittadini erano e si sentivano \u201cvivi\u201d e desiderosi di ricominciare. La nostra citt\u00e0 e la nostra comunit\u00e0 volevano rialzarsi e reagire, volevano riprendere a far sentire la propria voce al mondo per \u201ccontinuare ad essere quello che furono\u201d, per riprendere quel cammino intrapreso negli ultimi anni. Agli artisti \u00e8 stato chiesto di essere con noi \u201cambasciatori\u201d nel nostro paese e nel mondo di questo messaggio di speranza perch\u00e9 ci\u00f2 che poteva sembrare impossibile potesse diventare quanto prima possibile, perch\u00e9 ci\u00f2 che appariva \u201cdisastro\u201d potesse al pi\u00f9 presto tornare ad essere \u201cmeraviglia\u201d ai nostri occhi, al nostro cuore, alle nostre menti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E questa nostra speranza di futuro veniva e viene allora come oggi dalla memoria e dalla consapevolezza del nostro passato, dall&#8217;aver dimostrato nei secoli come citt\u00e0 e come comunit\u00e0 tutta la nostra dimensione di \u201canti-fragilit\u00e0\u201d, cadendo certo ma provando sempre a rialzarci, resistendo alle avversit\u00e0 della vita e della storia ma nello stesso tempo cambiando, provando a non rimanere immobili. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Le opere pervenute in un primo tempo in formato digitale sono state pubblicate in maniera cadenzata, giorno dopo giorno, sulla pagina Facebook di Arti Visive Gallery (https:\/\/www.facebook.com\/artivisivegallery\/) dal 1 giugno al 16 luglio 2020.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli originali raccolti nei mesi successivi sono entrati a far parte di una collezione permanente e vengono ora esposti, nello storico spazio di via delle Beccherie n. 41, dal 4 al 12 dicembre 2021, non solo come puro e semplice ricordo di quello che \u00e8 stato ma quale testimonianza concreta di un modo di vivere il tempo dell&#8217;oggi, dominato dalla fragilit\u00e0 e dalla vulnerabilit\u00e0 ma non sconfitto e continuamente aperto alla speranza ed alla possibilit\u00e0. La Galleria partecipa anche quest\u2019anno alla diciassettesima edizione della Giornata del contemporaneo (11 dicembre), promossa da Amaci, Associazione dei Musei d\u2019Arte Contemporanea Italiani, che coinvolge musei, fondazioni, istituzioni pubbliche e private, gallerie, studi e spazi d\u2019artista per raccontare la vitalit\u00e0 dell\u2019arte contemporanea nel nostro Paese.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel catalogo della mostra figura il testo critico a mia firma che qui riproduco: &#8220;<\/strong><strong>Matera: memoria e speranza. Appunti sulle piccole carte per una collezione&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cIl collezionismo \u00e8 nato prima delle mostre e prima dei musei, istituzioni quest\u2019ultime che sono sorte\u00a0 in epoca illuminista. Per riferirci\u00a0 alla nostra\u00a0 epoca contemporanea, e dunque al mercato dell\u2019arte, alle proposte e alla vendita di opere d\u2019arte di vario genere, con tele di diverse dimensioni, opere su carta, sculture e altro; la vita di queste\u00a0 sussiste fino a quando sono desiderate e possedute. Ora una corposa mostra di opere di artisti italiani, decine e decine,\u00a0 vive nello\u00a0 Studio Arti Visive\u00a0 a Matera; ma sono opere di piccolo formato, tutte su carta,\u00a0 cartoline capaci di essere -come lo sono- dei piccoli gioielli, delle vere opere da proporre per una posssibile collezione, grafiche, dipinti, foto,\u00a0 per quanti intendono avvicinarsi all\u2019arte contemporanea. Tra i nomi degli artisti in mostra, appartenenti a movimenti e scuole diverse, spiccano Franco Di Pede, Renato Galbusera e Maria Iannelli, Marisa Settembrini, Ernesto Terlizzi, Margherita Serra, William Serra e altri ancora; la titolazione della mostra \u201cMatera: memoria e speranza\u201d trae ispirazione proprio da taluni\u00a0 versi beneaugurali\u00a0 del poeta spagnolo Rafael Alberti che giunse in viaggio a Matera nel 1973. Infatti a sostegno della mostra vive un prezioso disegno del poeta, decisamente barocco e surreale, com\u2019\u00e8 d\u2019altronde l\u2019anima della Spagna, dello spagnolismo e della cultura di quella penisola mediterranea\u00a0 carica di storia, di arte, poesia e fantasia.\u00a0\u00a0 L\u2019esposizione messa in piedi nel clima d\u2019uscita dalla tremenda esperienza del Covid 19, vede la Citt\u00e0 dei Sassi vuota di turisti rispetto ai tanti cittadini e visitatori che la invasero lo scorso anno in occasione del suo essere\u00a0 Capitale Europea della Cultura. La funzione specifica di un corpus di piccole opere, di cui abbiamo nel Novecento esempi nobilissimi &#8211; penso alla collezione Zavattini e non solo- trova la funzione specifica intanto nella mobilit\u00e0 dell\u2019intero progetto, in una dinamica che interessa i diversi passaggi tramite il mercato, il che \u00e8 indubbiamente il motore principale che ne assicura la vitalit\u00e0, oltrech\u00e8 la funzione storica della sua nascita motivata da attualit\u00e0 del vivere, da storie movimentate tra passato e futuro. Collezionisti e conoscitori spesso rincorrono i nomi degli artisti, riconoscendone in primo luogo la qualit\u00e0. Qui la passione collezionistica trasuda di ampia cultura artistica, rivelando nel contempo la scenario figurale ma anche tutto il percorso che dagli anni Settanta del Novecento ad oggi abbiamo avuto in Italia, con il realismo, il realismo esistenziale, l\u2019informale, il segno e il gesto, l\u2019astrattismo, il costruttivismo, la pop art, il minimalismo, lo spazialismo, l\u2019arte povera, il\u00a0 concettuale, la land art, e via via\u00a0 fino alle pi\u00f9 vivaci accensioni dell\u2019arte postmoderna. Diceva Edmond de Goncourt che il collezionista \u00e8 anche un eccellente investitore \u201cse passa attraverso\u2026 i canali della celebrit\u00e0 e appunto del mito\u201d. D\u2019altronde molti di questi artisti, alcuni dei quali o sono stati o lo sono ancora, attivi come docenti di licei artisti statali e di Accademie di Belle Arti, hanno trovato in talune stazioni del loro percorso momenti di chiara fama. Ora trovarsi dinanzi a una campionatura ampia e significativa dell\u2019arte contemporanea messa in piedi e ordinata con piccoli capolavori dallo Studio Arti Visive di Matera mi lasciano rammemorare una citazione ambiziosa\u00a0 da Mon coeur mis \u00e0 nu di Charles Baudelaire: \u201c La mia grande, la mia unica, la mia primitiva\u00a0 passione \u00e8 glorificare il culto delle immagini\u201d. D\u2019altronde il collezionismo a mio giudizio, che vale anche come definizione, altro non \u00e8 che un\u2019attivit\u00e0 culturale complessa; cito ancora una frase di Federico Zeri: \u201cil quadro costituisce una sorgente di conoscenza piuttosto che di piacere. Il dipinto \u00e8 soprattutto fonte di comunicazione\u201d (in Confesso che ho sbagliato, Longanesi, Milano, 1995, pag.154). La mostra imbastita di tante piccole opere\u00a0 nasce certo con l\u2019intento di offrire\u00a0 al mondo della cultura e della solidariet\u00e0, da parte degli artisti, un comunicazione di speranza per un futuro che alla luce del dramma italiano appare annebbiato. Ma la forza dell\u2019arte e della cultura vincono sempre, e anche l\u2019assenso di questi nomi trova gloriosa affidabilit\u00e0. Sanno bene gli artisti contemporanei\u00a0 che un loro compagno di chiara fama come Rothko diceva: \u201c E\u2019 molto difficile giudicare i nostri contemporanei\u201d e con Arthur Danko\u00a0 concordiamo che l\u2019arte contemporanea ha rotto definitivamente ogni rapporto con il concetto di bellezza che per secoli ha costituito una colonna dell\u2019estetica.\u00a0 Ogni artista, ogni loro opera, questi artisti e queste loro opere appaiono espressione di un\u2019era escatologica, nella quale il lato tragico del vivere \u00e8 evidente. Ma l\u2019arte non \u00e8 solo straordinaria funzione di conoscenza, di comunicazione e di godimento estetico, il suo essere \u00e8 essenziale alla vita umana e costituisce uno dei pi\u00f9 alti valori in un mondo ove questi tendono a scomparire. E chiudo con quest\u2019altra citazione di F.W. Nietzsche: \u201cAbbiamo l\u2019arte per non perire a causa della verit\u00e0\u201d, perch\u00e9 l\u2019arte deve far valere la sua supremazia nella vita dell\u2019uomo\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A partire dal mese di marzo 2020 anche Arti Visive Gallery ha sospeso ogni attivit\u00e0 nel proprio spazio espositivo, aderendo alle disposizioni governative emanate per il contenimento della pandemia da SARS-CoV-2 e ritenendo opportuno che anche l&#8217;arte e gli artisti dovessero fermarsi osservando un periodo di silenzio. 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