{"id":24971,"date":"2021-12-12T21:06:51","date_gmt":"2021-12-12T21:06:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=24971"},"modified":"2021-12-12T21:06:51","modified_gmt":"2021-12-12T21:06:51","slug":"omaggio-al-fotografo-giovanni-gastel-due-mostre-alla-triennale-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/12\/12\/omaggio-al-fotografo-giovanni-gastel-due-mostre-alla-triennale-di-milano\/","title":{"rendered":"Omaggio al fotografo Giovanni Gastel. Due mostre alla Triennale di Milano."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/bianca-balti.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24972\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/bianca-balti.jpeg\" alt=\"\" width=\"349\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/bianca-balti.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/bianca-balti-225x300.jpeg 225w\" sizes=\"(max-width: 349px) 100vw, 349px\" \/><\/a>Triennale Milano rende omaggio al fotografo\u00a0<strong>Giovanni Gastel<\/strong>\u00a0(Milano, 1955 \u20132021) attraverso due mostre:\u00a0<strong><em>The people I like<\/em><\/strong><em>,\u00a0<\/em>in collaborazione con il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo,<em>\u00a0<\/em>e\u00a0<strong><em>I gioielli della fantasia<\/em><\/strong>, in collaborazione con il Museo di<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/triennale-milano.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24973 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/triennale-milano.jpeg\" alt=\"\" width=\"419\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/triennale-milano.jpeg 650w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/triennale-milano-300x200.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 419px) 100vw, 419px\" \/><\/a> Fotografia Contemporanea; ambedue le mostre aperte fino al 13 marzo 2022.<\/p>\n<p>Afferma\u00a0<strong>Stefano Boeri<\/strong>, Presidente di Triennale Milano: \u201cGiovanni Gastel \u00e8 stato un sofisticato ritrattista del mondo. Non solo visi, ma corpi, mode, gioielli, tessuti, ambienti. Con un sorriso, faceva sembrare facile il gesto infallibile e preciso di un grande fotografo. Il suo lavoro si \u00e8 intrecciato pi\u00f9 e pi\u00f9 volte con i percorsi di Triennale, cui aveva regalato idee, progetti e ispirazioni. Con queste due mostre la nostra istituzione rende il primo doveroso omaggio a questo genio generoso e scanzonato che Milano e l\u2019arte hanno perso, troppo presto.\u201d <strong><em>The people I like<\/em><\/strong>, a cura di\u00a0<strong>Uberto Frigerio<\/strong>\u00a0con allestimento di\u00a0<strong>Lissoni Associati<\/strong>, presenta\u00a0<strong>oltre 200 ritratti<\/strong>\u00a0che sono la testimonianza dell\u2019immensa variet\u00e0 d\u2019incontri che ha caratterizzato la lunga carriera di Gastel. Un labirinto di volti, pose, sogni di personaggi del mondo della cultura, del design, dell\u2019arte, della moda, della musica, dello spettacolo, della politica. Un ritratto collettivo di anime, incontrate nel corso di una carriera quarantennale. Tra i personaggi ritratti:\u00a0<strong>Barack Obama<\/strong>,<strong>\u00a0Marco Pannella<\/strong>,\u00a0<strong>Forattini<\/strong>,\u00a0<strong>Ettore Sottsass<\/strong>, <strong>Germano Celant<\/strong>,<strong>\u00a0Mimmo Jodice<\/strong>, <strong>Fiorello<\/strong>,<strong>\u00a0 Zucchero<\/strong>,\u00a0<strong>Tiziano Ferro<\/strong>,<strong>\u00a0Vasco Rossi<\/strong>,<strong>\u00a0Roberto Bolle<\/strong>,<strong>\u00a0 Bebe Vio<\/strong>,<strong>\u00a0Bianca Balti<\/strong>,<strong>\u00a0Luciana Littizzetto<\/strong>,\u00a0<strong>Franca Sozzani<\/strong>,\u00a0<strong>Miriam Leone<\/strong>, <strong>Monica Bellucci<\/strong>,<strong>\u00a0Mara Venier<\/strong>,<strong>\u00a0 Carolina Crescentini<\/strong>. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/MONICA-BELLUCCI--e1639342714556.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-24974 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/MONICA-BELLUCCI--e1639342714556.jpg\" alt=\"\" width=\"331\" height=\"441\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il titolo della mostra \u00e8 una dichiarazione d\u2019intenti: il fotografo si svela nella sua pi\u00f9 intima autenticit\u00e0 e consacra il \u201critratto\u201d opera artistica per eccellenza. <strong>Presentando oltre 200 ritratti, la mostra documenta una parte importante del suo lavoro. Modelle, attrici, artisti, operatori del settore, vip, cantanti, musicisti, politici, giornalisti, designer, chef fanno parte del caleidoscopio di fotografie esposte senza un ordine preciso n\u00e9 un\u2019appartenenza a un determinato settore <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/BARACK-OBAMA--e1639342754441.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-24975\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/BARACK-OBAMA--e1639342754441.jpg\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"392\" \/><\/a>o categoria.<\/strong>\u00a0I ritratti non sono percepiti come semplici rappresentazioni della fisionomia umana, ma lasciano trasparire un significato interiore pi\u00f9 vero: lo scopo \u00e8 quello di indagare ci\u00f2 che va aldil\u00e0 dell\u2019esteriorit\u00e0, cogliendo la complessit\u00e0 del soggetto. Al centro sempre l\u2019anima che traspare dalla posa, dall&#8217;espressione del volto e dalla sua teatralit\u00e0. I ritratti assumono un ruolo centrale che non si ferma all&#8217;analisi fisica, ma scava nella sfera psicologica del personaggio.\u00a0Tutti ritratti sono in grande formato, la maggior parte in bianco e nero, mentre nella parte finale del percorso espositivo trovano spazio 80 immagini della serie dei colli neri, dei ritratti ai margini della spiritualit\u00e0 dell\u2019anima.<\/p>\n<p>In parallelo, la piccola mostra\u00a0<strong><em>I gioielli della fantasia<\/em><\/strong>, realizzata in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea, presenta come un prezioso castone, per usare un termine desunto dall\u2019oreficeria, uno dei primi lavori che ha dato a Giovanni Gastel la notoriet\u00e0 internazionale. Sono esposte 20 immagini di un pi\u00f9 ampio progetto commissionato all\u2019autore da Daniel Swarowsky Corporation nel 1991 per l\u2019omonimo libro, tradotto in quattro lingue, e la mostra di gioielli del XX secolo, entrambi curati da Deanna Farneti Cera.<\/p>\n<p>Dopo la prima presentazione al Museo Teatrale alla Scala, la mostra ha circolato per sei anni in alcuni dei pi\u00f9 importanti musei europei di arte applicata (Museum Bellerive di Zurigo, Victoria and Albert Museum di Londra, Museum f\u00fcr Angewandte Kunst di Colonia, Kunstgewerbemuseum di Berlino) per raggiungere poi anche gli Stati Uniti. Giovanni Gastel d\u00e0 vita a una reinterpretazione fantastica e immaginaria dei gioielli da cui emerge tutta la sua straordinaria vena creativa.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/7gastel-e1639342820681.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-24977\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/7gastel-e1639342820681.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"287\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/123585-ferro_gastel.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-24976 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/123585-ferro_gastel.jpg\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"311\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/123585-ferro_gastel.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/123585-ferro_gastel-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 415px) 100vw, 415px\" \/><\/a> Ritroviamo qui l\u2019eleganza stilistica e i temi centrali della sua ricerca artistica, il dialogo sincretico tra il mondo degli oggetti e quello della figura umana, l\u2019ironia, il corpo e la maschera, il travestimento e la metamorfosi: un filo rosso che accompagner\u00e0 per tutta la vita il suo itinerario creativo.\u00a0 Le fotografie in mostra sono state donate da Lanfranco Colombo a Regione Lombardia e sono conservate presso il Museo di Fotografia Contemporanea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giovanni Gastel<\/strong>. La carriera di fotografo di Giovanni Gastel (Milano, 1955\u20132021) inizia in un seminterrato a Milano verso la fine degli anni Settanta, dove Gastel, giovanissimo, trascorre i suoi lunghi anni di apprendistato scattando foto e imparando le tecniche base di un mestiere che l\u2019avrebbe poi portato al successo. Tra il 1975 e il 1976 lavora per la casa d\u2019aste londinese Christie\u2019s, mettendo in pratica <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/RF2A2665-\u00a9-Triennale-Milano-foto-Gianluca-Di-Ioia-e1639342892954.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-24978\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/RF2A2665-\u00a9-Triennale-Milano-foto-Gianluca-Di-Ioia-e1639342892954.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a>ci\u00f2 che aveva appreso. La svolta della sua carriera arriva nel 1981 quando incontra Carla Ghiglieri, che diventa il suo agente e lo avvicina al mondo della moda: dopo la pubblicazione della sua prima natura morta sulla rivista italiana \u201cAnnabella\u201d, nel 1982, inizia a collaborare con \u201cVogue Italia\u201d e, poi, grazie all\u2019incontro con Flavio Lucchini, Direttore di Edimoda, e Gisella Borioli, con \u201cMondo Uomo\u201d e \u201cMondo Donna\u201d. Tra gli anni Ottanta e Novanta, la carriera di Gastel nel mondo della moda esplode parallelamente al boom del Made in Italy. In quegli anni, Gastel sviluppa campagne pubblicitarie per le pi\u00f9 prestigiose case di moda italiane tra cui Versace, Missoni, Tod\u2019s, Trussardi, Krizia, Ferragamo e molte altre. Il successo in Italia lo porta anche a Parigi \u2013 dove negli anni novanta lavora per marchi come Dior, Nina Ricci, Guerlain \u2013 nonch\u00e9 nel Regno Unito e in Spagna. Sebbene la sua carriera inizi nel mondo della moda, Gastel (fotografo e, al contempo, anche poeta) capisce rapidamente che il suo impulso d\u2019espressione necessita anche di progetti con fini prettamente artistici. La consacrazione artistica non tarda ad arrivare e, nel 1997, Triennale Milano gli dedica una personale curata da Germano Celant. La mostra lancia Gastel ai vertici dell\u2019\u00e9lite fotografica mondiale e il suo successo professionale si consolida cos\u00ec tanto che il suo nome che compare su riviste specializzate accanto a quello di mostri sacri della fotografia Italiana come Oliviero Toscani, Giampaolo Barbieri, Ferdinando Scianna e di leggende internazionali come Helmut Newton, Richard Avedon, Annie Leibovitz, Mario Testino e J\u00fcrgen Teller. <strong>Il successo professionale apre le porte a un altro lato del repertorio fotografico di Gastel che fino alla fine degli anni 2000 era rimasto inesplorato: il ritratto. Negli ultimi anni, Gastel si scopre appassionato di questo ramo della fotografia e, come sempre ha fatto nella sua carriera, vi si immerge totalmente.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong><\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Triennale Milano rende omaggio al fotografo\u00a0Giovanni Gastel\u00a0(Milano, 1955 \u20132021) attraverso due mostre:\u00a0The people I like,\u00a0in collaborazione con il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo,\u00a0e\u00a0I gioielli della fantasia, in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea; ambedue le mostre aperte fino al 13 marzo 2022. Afferma\u00a0Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano: \u201cGiovanni Gastel \u00e8 stato un sofisticato ritrattista del mondo. Non solo visi, ma corpi, mode, gioielli, tessuti, ambienti. Con un sorriso, faceva sembrare facile il gesto infallibile e preciso di un grande fotografo. 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