{"id":25106,"date":"2021-12-27T16:53:50","date_gmt":"2021-12-27T16:53:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=25106"},"modified":"2021-12-27T16:53:50","modified_gmt":"2021-12-27T16:53:50","slug":"el-critoleo-del-corpo-fracassao-litanie-a-la-memoria-de-pier-paolo-pasolini-edito-da-quodlibet-un-capolavoro-del-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/12\/27\/el-critoleo-del-corpo-fracassao-litanie-a-la-memoria-de-pier-paolo-pasolini-edito-da-quodlibet-un-capolavoro-del-novecento\/","title":{"rendered":"El critoleo del corpo fracassao. Lit\u00e0nie a la memoria de Pier Paolo Pasolini, edito da Quodlibet. Un capolavoro del Novecento."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/cover__id7773_w302_t1619619042__1x.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-25107\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/cover__id7773_w302_t1619619042__1x.jpg\" alt=\"\" width=\"302\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/cover__id7773_w302_t1619619042__1x.jpg 302w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/cover__id7773_w302_t1619619042__1x-189x300.jpg 189w\" sizes=\"(max-width: 302px) 100vw, 302px\" \/><\/a>Biagio Marin<\/p>\n<p><strong>El critoleo del corpo fracassao<\/strong><br \/>\n<strong>Lit\u00e0nie a la memoria de Pier Paolo Pasolini<\/strong><\/p>\n<p>Lo scricchiolio del corpo fracassato<br \/>\nLitanie in memoria di Pier Paolo Pasolini<\/p>\n<p>Cura e traduzione di Ivan Crico<br \/>\nCon estratti dai diari inediti di Biagio Marin a cura di Pericle Camuffo<br \/>\nTesto a fronte<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/catalogo\/collana\/94\">Ardilut<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/catalogo\/temi-generi\/10\">Poesia<\/a><\/p>\n<p>ISBN 9788822906458<br \/>\n2021, pp. 88<br \/>\n130&#215;210, brossura con bandelle<br \/>\n\u20ac 14,00<br \/>\n\u20ac 13,30 (prezzo online -5%)<\/p>\n<p>Il libro<\/p>\n<p>Il 6 novembre, giorno dei funerali di Pasolini a Casarsa, Marin annota nel suo diario: \u00abOr ora ho scritto alcuni miei poveri versi, per tentare di liberarmi dalla pena che ho in cuore, provocatami dall\u2019episodio della sua morte, dal modo della sua fine. Quel diciassettenne che non si \u00e8 accontentato all\u2019abbatterlo, ma passa con l\u2019automobile sul suo corpo ancora vivo, per finirlo del tutto, e lo schiocca e l\u2019uccide, chi era? Che cosa era?\u00bb. I \u00abpoveri versi\u00bb in questione sono uno dei vertici della poesia dialettale del Novecento: <em>El critoleo del corpo fracassao<\/em>, che qui si pubblica accompagnato per la prima volta dalla traduzione italiana di Ivan Crico. In tredici densi, luminosi componimenti in quartine rimate, la memoria del poeta assassinato viene restituita al dolce paesaggio della terra friulana e lo scricchiolio del corpo fracassato si ripercuote nel ritmo cadenzato di una indimenticabile litania, dove \u00abil mio canto col tuo si confonde \/\u2026 il mare \u00e8 uno, con le sue tante onde\u00bb.<\/p>\n<p>Indice<\/p>\n<ul>\n<li>Prefazione, di Ivan Crico<\/li>\n<li>El critoleo del corpo fracassao. Lit\u00e0nie a la memoria de Pier Paolo Pasolini<\/li>\n<li>Lo scricchiolio del corpo fracassato. Litanie in memoria di Pier Paolo Pasolini<\/li>\n<li>Note del traduttore<\/li>\n<li>Appendice<\/li>\n<li>Pier Paolo Pasolini nei diari di Biagio Marin: appunti di un itinerario privato, di Pericle Camuffo<\/li>\n<li>Dai diari di Biagio Marin<\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/193419876-e5b6d0b7-3a80-4c3e-a101-804937bf6369-e1640623424141.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-25108 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/193419876-e5b6d0b7-3a80-4c3e-a101-804937bf6369-e1640623424141.jpg\" alt=\"\" width=\"392\" height=\"215\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/Pier_Paolo_Pasolini_5-e1640623457904.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-25109\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/Pier_Paolo_Pasolini_5-e1640623457904.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"192\" \/><\/a><strong>Era ancora calda la data dell\u2019assassinio di Pier Paolo Pasolini (ne scrissi ai tempi su \u201cFermenti\u201d 1975, rivista di Roma), nella notte tra il 1 e il 2 novembre del 1975\u00a0\u00a0 che il poeta Biagio Marin pensava di scrivere un poemetto in sua memoria. 13 liriche scritte nel dialetto di Grado, lucida e vera lingua della poesia.<\/strong> Marin era legatissimo a Pasolini, a lui spettava il riconoscimento della sua opera poetica.\u00a0 Quel poemetto dal titolo \u201c<em>El critoleo del corpo fracassao. Lit\u00e0nie a la memoria de Pier Paolo Pasolini<\/em>, fu pubblicato l&#8217;anno dopo nelle edizioni All&#8217;insegna del pesce d&#8217;oro di Vanni Scheiwiller; e quasi introvabile, nonostante una riedizione del 1995, lo troviamo oggi riproposto con l&#8217;aggiunta di una traduzione in italiano unitamente all&#8217;accompagnamento di diverse pagine d&#8217;argomento pasoliniano tratte dai diari inediti di Marin. Di qui il doppio titolo, in dialetto e in italiano: <em>Lo scricchiolio del corpo fracassato<\/em> (Quodlibet), curato e tradotto da Ivan Crico, con un saggio di Pericle Camuffo. Il 6 novembre 1975, giorno dei funerali di Pasolini a Casarsa, Marin annota nel suo diario: \u201cOr ora ho scritto alcuni miei poveri versi, per tentare di liberarmi dalla pena che ho in cuore, provocatami dall\u2019episodio della sua morte, dal modo della sua fine. Quel diciassettenne che non si \u00e8 accontentato all\u2019abbatterlo, ma passa con l\u2019automobile sul suo corpo ancora vivo, per finirlo del tutto, e lo schiocca e l\u2019uccide, chi era? Che cosa era?\u201d. I \u201cpoveri versi\u201d in questione sono uno dei vertici della poesia dialettale del Novecento: <em>El critoleo del corpo fracassao<\/em>,\u00a0 ora \u00e8 pubblicato e\u00a0 accompagnato per la prima volta dalla traduzione italiana di Ivan Crico. <strong>In tredici densi, luminosi componimenti in quartine rimate, la memoria del poeta assassinato viene restituita al dolce paesaggio della terra friulana e lo scricchiolio del corpo fracassato si ripercuote nel ritmo cadenzato di una indimenticabile litania, dove \u201cil mio canto col tuo si confonde \/\u2026 il mare \u00e8 uno, con le sue tante onde\u201d.<\/strong> Riguardo alla parola del titolo, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/pier_paolo_pasolini_wikipedia-640x300-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25111\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/pier_paolo_pasolini_wikipedia-640x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"422\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/pier_paolo_pasolini_wikipedia-640x300-1.jpg 640w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/pier_paolo_pasolini_wikipedia-640x300-1-300x141.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 422px) 100vw, 422px\" \/><\/a>che rimanda ovviamente allo scempio del corpo del poeta assassinato, veniamo a sapere ad esempio che \u201cil termine critol\u00e8o indica, precisamente, lo scricchiolio continuo che si sente calpestando sul bagnasciuga le conchiglie\u201d. <strong>Il poemetto svela due grandi funzioni rituali e narrative, anzitutto il ritorno all&#8217;origine, al paese, ai luoghi degli avi; e poi il successivo che coincide con l\u2019esistenza, ovvero il ciclo della perdizione e della salvezza, del peccato e della redenzione.<\/strong> In epigrafe Marin riporta non a caso una massima di San Paolo che pone la vicenda disegnata nel Critoleo sotto il segno appunto della colpa: \u201cPoich\u00e9 chi \u00e8 morto \u00e8, per diritto, affrancato dal peccato\u201d. Tredici poesie, tredici preci, tredici litanie, vere, catturanti, esemplari, affezionate, versi delicatissimi, partecipanti.\u00a0 Ecco i versi che riguardano il ritorno del poeta in Friuli dopo la morte (Pasolini fu<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/1200px-Pier_Paolo_Pasolini2-e1640623544957.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-25112 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/1200px-Pier_Paolo_Pasolini2-e1640623544957.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" \/><\/a> sepolto a Casarsa e Marin partecip\u00f2 ai funerali); un Friuli primaverile e bianco, una sorta di paradiso com&#8217;era stato rappresentato nei versi friulani giovanili dello stesso Pasolini. Paolini \u00e8 l&#8217;usignolo che ritorna in queste liriche: \u201cL&#8217;alegra vogia\/ dei canti tovi d&#8217;usignolo\u201d (\u201cL&#8217;allegra voglia\/ dei tuoi canti d&#8217;usignolo\u201d). E ancora: \u201cSesso sfrenao, xe stao\/ un mortai ritornelo\u201d (\u201cper te il sesso sfrenato \/ un mortale ritornello\u201d), \u201cp\u00f9o tu t&#8217;ha perso\/ in un mondo lontan, perverso\u201d (\u201cpoi tu ti sei perso \/ in un mondo lontano, perverso\u201d), o ancora: \u201cTu, de l&#8217;amor de femena estromesso\u201d (\u00abtu, dall&#8217;amore\/ della donna estromesso\u201d). Biagio Marin aveva salutato Pasolini a Casarsa, il giorno del funerale, \u201cla giornata era bella, solare\u2026 in una cappelletta trecentesca era esposta la casa chiusa che raccoglie i resti pietosi del grande poeta e del grande folle che \u00e8 stato il caro fine Pier Paolo\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/cover__id7773_w302_t1619619042.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25113\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/cover__id7773_w302_t1619619042.jpg\" alt=\"\" width=\"247\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/cover__id7773_w302_t1619619042.jpg 302w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2021\/12\/cover__id7773_w302_t1619619042-189x300.jpg 189w\" sizes=\"(max-width: 247px) 100vw, 247px\" \/><\/a>In appendice sono pubblicati alcuni \u201cestratti dai diari inediti\u201d di Marin, per merito di Pericle Camuffo<strong>: il poeta solleva un altare per l\u2019amico, con un saluto dolente, cornice dell\u2019altezza del libro; pagine che svelano il patimento privato di Marin intorno alla morte di Pasolini, una ferita aperta e incolmabile, uno squarcio doloroso, un sanguinamento del corpo e dell\u2019anima.<\/strong> \u201cLa sua pederastia \u00e8 stata la ragione della sua rovina\u201d, scrive Marin, il 3 novembre del 1975. E poi: \u201cLa vita sua era preziosa per tutti, era una ricchezza comune. L\u2019abbiamo perduta. E in cos\u00ec malo modo\u201d; \u201cMi ha trattato sempre con rispetto e affetto, pur sapendo che io avevo limiti da piccolo marginale, e che ero lontano dal suo marxismo e dalla sua pederastia, che gli \u00e8 costata la vita\u201d; \u201cA me sembra molto maggiore di un Montale, di un Ungaretti. Era pi\u00f9 vivo di loro. La sua pederastia gli \u00e8 costata la vita, e ha adombrato la sua opera\u201d; \u201cC\u2019erano in lui due poli, molto contrastanti. La sua tragica fine, ne \u00e8 stata il risultato; ma anche la liberazione dal contrasto\u201d. Marin tende a un\u2019armonia impossibile se misurata da sarto su Pasolini omosessuale. \u00a0\u201cHa scritto troppo, ha voluto troppo, \u00e8 stato un rivoluzionario che ha voluto abbattere e sostituire troppe cose del nostro mondo. Molte sue opere non sosterranno l\u2019usura del tempo; ma la sua azione rivoluzionaria lascer\u00e0 il segno in tutta la nostra cos\u00ec torbida vita\u201d, scrive l\u201911 dicembre del \u201975. \u201cPier Paolo Pasolini era un grande intellettuale; io sono solo una animucola di provincia. Pier Paolo Pasolini aveva in s\u00e9 una vitalit\u00e0, una forza di lavoro, una forza creativa, che io non saprei neanche sognare\u201d. <em>\u201cSu la linea del canto semo n\u00fbi\u201d<\/em>: \u201csulla linea del canto siamo nudi\u201d. Pasolini muore il 2 novembre; <strong>Biagio Marin conclude il suo canzoniere in tredici poesie il 12 novembre 1975.\u00a0 E\u2019 il mese dedicato ai morti ed \u00e8 il dialetto la lingua principe di questa litania, versi sciolti in un pianto senza fine, dove tutto \u00e8 messo a nudo, e il canto sale in cielo fino alla luna e alle stelle.<\/strong> La figura di Pasolini si staglia nei versi di Marin sullo sfondo del suo Friuli: \u201cNostra tera furlana, \/ la pi\u00f9 bela che sia, \/ dolse la to magia, \/ che tien l&#8217;anema sana\u201d. Ne scaturisce un ritratto dolce e commosso: \u201cTu geri fin e mite, \/ esperto de le carte\/ e d&#8217;ogni arte \/ de le legi ne la coscienza fite. <em>La to vose in surdina \/ l&#8217;aveva el son del celo, \/ suadente ritornelo\/ d&#8217;un&#8217;anema fina. <\/em>Umile gera el to discorso \/ e mai imperioso: \/ musica suso e zoso, \/ rogia dal dolse corso\u201d.<\/p>\n<p>Biagio Marin nasce il 29 giugno 1891 nell\u2019isola di Grado, in provincia di Gorizia. Si forma presso il locale ginnasio di lingua tedesca dove incontra il giovane filosofo Carlo Michelstaedter. Nel 1911 si reca a Firenze dove ha modo di frequentare il circolo di intellettuali che gravitano nell\u2019orbita della rivista \u00abLa Voce\u00bb di Prezzolini. Nel 1912 si iscrive alla facolt\u00e0 di filosofia di Vienna. Con lo scoppio del primo conflitto mondiale viene arruolato come suddito asburgico; riesce per\u00f2 a disertare in Italia, chiedendo di prestare servizio da volontario. Conclude i suoi studi di filosofia a Roma, quindi si dedica all\u2019insegnamento, da cui per\u00f2 viene allontanato per contrasti con il clero locale. Dopo vari impieghi trova un lavoro stabile come bibliotecario presso la sede triestina delle Assicurazioni Generali. Inizia a pubblicare i suoi versi in dialetto gradese nel 1912, ma dovr\u00e0 aspettare una quarantina d\u2019anni, con l\u2019inserimento delle sue poesie nella celebre antologia della <em>Poesia dialettale del Novecento<\/em> a cura di Pasolini e Dell\u2019Arco, per iniziare a raccogliere i primi riconoscimenti dalla critica pi\u00f9 attenta (da Bo a Magris). Tradotto in varie lingue, vincitore dei premi Bagutta, Viareggio e Feltrinelli per la poesia, viene candidato al Premio Nobel nel 1981. Autore di una sterminata opera in versi e in prosa, in buona parte ancora inedita, Marin si spegne alla vigilia di Natale del 1985 a novantaquattro anni. Opere principali e antologie: <em>Fiuri de tapo<\/em> (1912), <em>Le lit\u00e0nie de la Madona<\/em> (1949), <em>Solit\u00e0e<\/em> (a cura di P.P. Pasolini, 1961), <em>Elegie istriane<\/em> (1963), <em>Il non tempo del mare<\/em> (1965), <em>El mar de l\u2019eterno<\/em> (1967), <em>I canti de l\u2019isola<\/em> (1970, che raccoglie tutte le poesie pubblicate fino al 1969), <em>La vita xe fiama<\/em> (1972), <em>A sol calao<\/em> (1974), <em>El critoleo del corpo fracassao<\/em> (1976), <em>In memoria<\/em> (1978), <em>Nel silenzio pi\u00f9 teso<\/em> (1980), <em>Poesie<\/em> (1981), <em>La vose de la sera<\/em> (1985).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Biagio Marin El critoleo del corpo fracassao Lit\u00e0nie a la memoria de Pier Paolo Pasolini Lo scricchiolio del corpo fracassato Litanie in memoria di Pier Paolo Pasolini Cura e traduzione di Ivan Crico Con estratti dai diari inediti di Biagio Marin a cura di Pericle Camuffo Testo a fronte Ardilut Poesia ISBN 9788822906458 2021, pp. 88 130&#215;210, brossura con bandelle \u20ac 14,00 \u20ac 13,30 (prezzo online -5%) Il libro Il 6 novembre, giorno dei funerali di Pasolini a Casarsa, Marin annota nel suo diario: \u00abOr ora ho scritto alcuni miei poveri versi, per tentare di liberarmi dalla pena che ho [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2021\/12\/27\/el-critoleo-del-corpo-fracassao-litanie-a-la-memoria-de-pier-paolo-pasolini-edito-da-quodlibet-un-capolavoro-del-novecento\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,53709,9894,10357,53794,41640,44441,87,17030,44697,26,47,35185,80448,41632,51665,4625],"tags":[444284,444283,444285,44081,444286,355195,392315,392230,406647],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25106"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25106"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25106\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25114,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25106\/revisions\/25114"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25106"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25106"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25106"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}