{"id":2521,"date":"2014-06-28T21:36:10","date_gmt":"2014-06-28T21:36:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=2521"},"modified":"2014-06-28T21:36:10","modified_gmt":"2014-06-28T21:36:10","slug":"pontormo-e-rosso-palazzo-strozzi-a-firenze-celebra-con-una-grande-mostra-i-due-massimi-protagonisti-della-%e2%80%9cmaniera-moderna%e2%80%9d-che-hanno-reso-sfolgorante-la-prima-meta-del-%e2%80%9950","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/06\/28\/pontormo-e-rosso-palazzo-strozzi-a-firenze-celebra-con-una-grande-mostra-i-due-massimi-protagonisti-della-%e2%80%9cmaniera-moderna%e2%80%9d-che-hanno-reso-sfolgorante-la-prima-meta-del-%e2%80%9950\/","title":{"rendered":"Pontormo e Rosso. Palazzo Strozzi a Firenze celebra, con una grande mostra, i due massimi protagonisti della \u201cmaniera moderna\u201d, che hanno reso sfolgorante la prima met\u00e0 del \u2019500."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/pontormo-600x250.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2522\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/pontormo-600x250.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/pontormo-600x250.png 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/pontormo-600x250-300x125.png 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/photos2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2524\" style=\"width: 283px;height: 194px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/photos2.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"481\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/photos2.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/photos2-300x180.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/Pontormo_Rosso_VII_3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2525\" style=\"width: 306px;height: 406px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/Pontormo_Rosso_VII_3.jpg\" alt=\"\" width=\"669\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/Pontormo_Rosso_VII_3.jpg 669w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/Pontormo_Rosso_VII_3-250x300.jpg 250w\" sizes=\"(max-width: 669px) 100vw, 669px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/IMG_0009.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2528\" style=\"width: 261px;height: 502px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/IMG_0009.jpg\" alt=\"\" width=\"945\" height=\"1537\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/IMG_0009.jpg 945w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/IMG_0009-184x300.jpg 184w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/IMG_0009-629x1024.jpg 629w\" sizes=\"(max-width: 945px) 100vw, 945px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/II_21.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2529\" style=\"width: 258px;height: 371px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/II_21.jpg\" alt=\"\" width=\"963\" height=\"1134\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/II_21.jpg 963w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/II_21-254x300.jpg 254w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/06\/II_21-869x1024.jpg 869w\" sizes=\"(max-width: 963px) 100vw, 963px\" \/><\/a>Un evento irripetibile, unico, che vede riuniti per la prima volta i capolavori assoluti dei due artisti, Jacopo Carucci conosciuto come Jacopo da Pontormo (1494-1557) e Giovan Battista di Jacopo detto Rosso Fiorentino (1495-1540), provenienti dall\u2019Italia e dall\u2019estero, molti dei quali restaurati per l\u2019occasione. <\/strong><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">I<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">pittori pi\u00f9 anticonformisti e spregiudicati fra i protagonisti del nuovo modo di intendere l\u2019arte in quella stagione del Cinquecento italiano che Giorgio Vasari chiama \u201cmaniera moderna\u201d. Una rassegna che rappresenta anche un viaggio attraverso <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><strong>le vite<\/strong><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><strong>parallele di questi<\/strong><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><strong>artisti \u201cgemelli diversi\u201d che alla fine del loro percorso arriveranno a un riavvicinamento. <\/strong><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">Pontormo e Rosso, che hanno reso straordinaria con il loro tratto artistico la prima meta del \u2019500, nascono da una costola di Andrea del Sarto e con lui si formano pur mantenendo entrambi una forte indipendenza e una grande libert\u00e0 espressiva: <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><strong>Pontormo, fu pittore sempre preferito dai Medici e aperto alla variet\u00e0 linguistica e al rinnovamento degli schemi compositivi della tradizione; l\u2019altro, Rosso, fu invece legatissimo alla tradizione pur con aneliti di spregiudicatezza e di originalit\u00e0. Rosso fu anche molto influenzato dalla letteratura cabalistica e dall\u2019esoterismo.<\/strong><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"> Uno pi\u00f9 naturalista, vicino a Leonardo, l&#8217;altro influenzato da suggestioni michelangiolesche. Firenze \u00e8 sicuramente luogo privilegiato per una simile esposizione, dato che molte delle principali opere di pittura, che la critica novecentesca ha indicato come i capolavori del \u201cmanierismo\u201d sono conservate in citt\u00e0 e in Toscana; tuttavia, un percorso come quello proposto nella mostra di Palazzo Strozzi \u00e8 stato reso possibile grazie alla collaborazione di importanti istituzioni italiane come la Galleria Palatina, gli Uffizi e il Museo di Capodimonte, ma anche straniere come la National Gallery di Londra, la National Gallery di Washington, il Louvre e il Kunsthistorisches Museum di Vienna, senza le quali sarebbe stato impossibile offrire un panorama cos\u00ec completo del lavoro dei due artisti. <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><strong>La rassegna, che comprende pi\u00f9 di 80 opere, potr\u00e0 offrire al visitatore la possibilit\u00e0 di ammirare circa 50 dipinti (tavole, tele ed affreschi staccati) dei due artisti, un insieme che rappresenta il 70% della loro produzione. Inoltre disegni, arazzi e incisioni, affiancati da tavole dei loro maestri: Andrea del Sarto e Fra\u2019 Bartolomeo.<\/strong><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"> La mostra offre una lettura capace di illustrare criticamente la complessit\u00e0 culturale e la variet\u00e0 espressiva di una stagione racchiusa nell\u2019etichetta rigida di \u201cmanierismo\u201d, all\u2019interno della quale Rosso e Pontormo vengono considerati come voci gemelle. Gi\u00e0 Vasari, invece, all\u2019interno della\u201cmaniera moderna\u201d ne indicava le differenti disposizioni ideologiche e linguistiche: la mostra gi\u00e0 a partire dal titolo manifesta dunque la convinzione che ciascuno dei due artisti rappresentasse invece una autonoma voce artistica all\u2019interno delle complesse dinamiche politiche e culturali della citt\u00e0. Curata da <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">Antonio Natali<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">, Direttore della Galleria degli Uffizi e da <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">Carlo Falciani<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">, <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">docente di storia dell\u2019arte, <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">l\u2019esposizione propone ai visitatori le nuove ricerche filologiche, storiche e iconologiche condotte sull\u2019opera dei due artisti dal 1956, data in cui Palazzo Strozzi ha ospitato la \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Mostra del Pontormo e del primo manierismo fiorentino\u201d,<\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">l\u2019ultima importante rassegna monografica dedicata al protagonista di un movimento che aveva da poco avuto una piena rivalutazione critica, con la volont\u00e0 di offrire una nuova consapevolezza delle ragioni espressive che guidarono i due protagonisti della pittura italiana del Cinquecento. <\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><strong>La mostra attraverso 10 sezioni ragiona su differenti aspetti dell\u2019opera dei due grandi artisti e nel contempo ne segue in sequenza cronologica le vicende, dalla formazione all\u2019eredit\u00e0 lasciata. Lo svolgimento \u00e8 stato infatti pensato come due percorsi monografici affrontati, dove opere del Pontormo e del Rosso vengono messe in sequenza cronologica, in modo da consentire la migliore lettura delle profonde differenze espressive fra i due pittori. Oltre alla cronologia \u00e8 poi possibile ragionare di alcune tematiche quali il disegno, la ritrattistica, l\u2019adesione al sentire religioso ortodosso ed eterodosso che traspare in molte opere dei due artefici.<\/strong><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">Il percorso prende dunque l\u2019avvio da tre grandi affreschi della Santissima Annunziata, gi\u00e0 staccati in passato e restaurati <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">per l\u2019occasione: Il \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Viaggio dei magi\u201d <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">di Andrea del Sarto, la \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Visitazione\u201d <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">del Pontormo, l\u2019 \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Assunzione\u201d <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">del Rosso; agli affreschi viene affiancata la <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Pala Cambi <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">dipinta da Fra\u2019 Bartolomeo. Da questo insieme, che simboleggia le comuni ma articolate esperienze formative dei due pittori, si dipana il confronto fra i due protagonisti, che fa emergere i punti di distanza, evidenti fin dagli anni giovanili: l\u2019inclinazione naturalistica e leonardesca del Pontormo, del tutto assente nell\u2019opera del Rosso, pi\u00f9 aderente invece alle sollecitazioni del cartone di Michelangelo per la \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Battaglia di Cascina\u201d<\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">. Nelle prime sezioni della mostra il punto fermo della pittura armonica e \u201csenza errori\u201d (Vasari) di Andrea del Sarto serve <\/span><\/span><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">a evidenziare il progressivo allontanamento del Pontormo dal Rosso fino alla netta scelta di campo avvenuta nel 1517,anno cruciale rappresentato dall\u2019accostamento fra la \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Madonna delle arpie\u201d <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">di Andrea del Sarto, la \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Pala di Santa Maria Nuova\u201d <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">del Rosso, entrambe agli Uffizi, e la <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Madonna in trono e santi <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">del Pontormo della chiesa di San Michele Visdomini, per la prima volta visibile in una cromia pi\u00f9 attendibile a seguito di un sensibile restauro. <\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><strong>Due sale sono dedicate alla ritrattistica del Pontormo e del Rosso, una decina di opere rappresentano le differenti scelte dei due artisti in questo campo, dalla giovent\u00f9 fino alla piena maturit\u00e0.<\/strong><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"> I ritratti, provenienti dal Louvre, dalla National Gallery di Londra, dalla Galleria di Capodimonte, dalla Fondazione Cini di Venezia, dalla National Gallery di Washington rappresentano l\u201980% delle effigi dipinte dai due artisti. <\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><strong>Una sezione dedicata ai disegni permetter\u00e0 di conoscere, attraverso fogli esemplari disposti in sequenza cronologica, il differente approccio sia tecnico che espressivo dei due fino al percorso di elaborazione grafica preparatorio alla pittura. <\/strong><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">\u00c8 poi possibile seguire le peregrinazioni del Rosso Fiorentino fra Volterra e Firenze, ma anche a Roma (dove venne coinvolto nelle vicende del Sacco del 1527) e a Sansepolcro prima della sua fuga in Francia, attraverso le opere chiave dipinte in questi tre differenti luoghi: la \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Madonna della Cintola\u201d <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">di Volognano, lo \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Sposalizio della Vergine\u201d <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">della Basilica di San Lorenzo a Firenze, restaurato per l\u2019occasione, la \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Morte di <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">Cleopatra\u201d dell\u2019Herzog Anton Ulrich-Museum di Braunschweig, il \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Compianto sul Cristo morto\u201d <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">di Sansepolcro. Contemporaneamente si vede l\u2019adesione del Pontormo allo stile di D\u00fcrer, nella \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Cena in Emmaus\u201d <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">degli Uffizi, dipinta per il refettorio della Certosa. La variet\u00e0 di spunti figurativi e tematici affrontati dal Pontormo si dipanano lungo un percorso che vede riunite opere celeberrime dell\u2019artista, quali la <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>\u201cVisitazione\u201d <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">della chiesa di San Michele a Carmignano, appositamente restaurata. L\u2019opera \u00e8 gi\u00e0 stata presentata a Palazzo Strozzi in due esposizioni molto significative: la <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Mostra del Cinquecento toscano<\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">, che inaugur\u00f2 Palazzo Strozzi (Firenze, Palazzo Strozzi aprile-giugno 1940) e la <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Mostra del Pontormo e del primo Manierismo fiorentino <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">(Firenze, Palazzo Strozzi 24 marzo-15 luglio 1956). Sono inoltre in sequenza, fra le altre, la \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Madonna col Bambino\u201d <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">della collezione Capponi, il paliotto della Cappella Capponi a Santa Felicita, e il \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>San Girolamo\u201d <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">del Niedersachsisches Landesmuseum di Hannover. <\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><strong>La sezione conclusiva infine \u00e8 dedicata al tempo in cui il Rosso era divenuto pittore preferito da Francesco I a Fontainebleau, mentre il Pontormo a Firenze era artista caro a Cosimo I de\u2019 Medici.<\/strong><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">Seguendo le istanze politiche e <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">culturali delle corti nelle quali si trovarono a lavorare, seppur lontani, i due artisti sembrano dunque idealmente riavvicinarsi attraverso la comune adesione a una lingua figurativa sovranazionale, che aveva recepito lo stile della maturit\u00e0 di Michelangelo. Nella sala saranno accostati due arazzi su disegno del Pontormo per Palazzo Vecchio, un arazzo tratto dalla decorazione della Galleria di Fontainebleau e \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Venere e Bacco\u201d <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">dipinto dal Rosso per la testata est della medesima Galleria, oggi al Mus\u00e9e du Grand Duch\u00e9 del Lussemburgo, \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Venere e Amore\u201d <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">del Pontormo della Galleria dell\u2019Accademia di Firenze e la \u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><em>Piet\u00e0\u201d <\/em><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\">di Ecouen del Rosso Fiorentino, eccezionalmente prestato dal Museo del Louvre. <strong>Mostra, dunque, di grande impegno e valore, capace di significare appieno il lavoro di due grandi dell&#8217;arte italiana del &#8216; 500, proprio all&#8217;interno delle corti italiane rinascimentali. <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Carlo Franza<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un evento irripetibile, unico, che vede riuniti per la prima volta i capolavori assoluti dei due artisti, Jacopo Carucci conosciuto come Jacopo da Pontormo (1494-1557) e Giovan Battista di Jacopo detto Rosso Fiorentino (1495-1540), provenienti dall\u2019Italia e dall\u2019estero, molti dei quali restaurati per l\u2019occasione. Ipittori pi\u00f9 anticonformisti e spregiudicati fra i protagonisti del nuovo modo di intendere l\u2019arte in quella stagione del Cinquecento italiano che Giorgio Vasari chiama \u201cmaniera moderna\u201d. Una rassegna che rappresenta anche un viaggio attraverso le viteparallele di questiartisti \u201cgemelli diversi\u201d che alla fine del loro percorso arriveranno a un riavvicinamento. 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