{"id":25216,"date":"2022-01-05T21:43:03","date_gmt":"2022-01-05T21:43:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=25216"},"modified":"2022-01-05T21:43:03","modified_gmt":"2022-01-05T21:43:03","slug":"antologica-di-giannetto-fieschi-e-lesperienza-della-pittura-al-palazzo-ducale-di-genova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/01\/05\/antologica-di-giannetto-fieschi-e-lesperienza-della-pittura-al-palazzo-ducale-di-genova\/","title":{"rendered":"Antologica di Giannetto Fieschi e l\u2019esperienza della pittura al Palazzo Ducale di Genova."},"content":{"rendered":"<p>La mostra \u201cGiannetto Fieschi. L\u2019esperienza della pittura\u201d ospitata presso il Palazzo Ducale di Genova dal 18 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022, costituisce la seconda tappa del grande progetto espositivo \u201cGiannetto Fieschi. Un\u2019esposizione antologica\u201d. Nel centenario della <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/124221-Giannetto_Fieschi_Minotauro_1980_Smalti_su_masonite_cm_171_x_240.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25217\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/124221-Giannetto_Fieschi_Minotauro_1980_Smalti_su_masonite_cm_171_x_240.jpg\" alt=\"\" width=\"366\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/124221-Giannetto_Fieschi_Minotauro_1980_Smalti_su_masonite_cm_171_x_240.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/124221-Giannetto_Fieschi_Minotauro_1980_Smalti_su_masonite_cm_171_x_240-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 366px) 100vw, 366px\" \/><\/a>nascita dell\u2019illustre pittore ed incisore nato a Zogno<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/0061-0001.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-25218 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/0061-0001.jpg\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/0061-0001.jpg 468w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/0061-0001-201x300.jpg 201w\" sizes=\"(max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a> nel 1921 e morto a Genova nel 2010, la mostra, promossa dal Comune di Genova e dall\u2019Archivio Giannetto Fieschi, \u00e8 stata da poco inaugurata. Quattro le grandi opere polimateriche esposte, pesanti come pale d&#8217;altare, che si installano nel Palazzo dopo essere uscite da un processo di reazione frutto di un&#8217;alchimia, di una sperimentazione sofferta, in cui i dubbi sovrastano le certezze e si impongono fino a \u2018raccontare\u2019 verit\u00e0 nascoste sotto la scorza effimera del buon gusto: \u201cQuesto avalla la dimensione da parete affrescata &#8211; e qui &#8211; trovo la mia natura, quella che ho nel sangue: e storia e sesso, religione, mitologia continuano ad essere i temi del mio operare, che \u00e8 messianico.\u201d (G. Fieschi). Le grandi dimensioni della pittura contrassegnano l\u2019opera di Giannetto Fieschi lungo tutta la sua storia espressiva ed \u00e8 a questo orientamento che la sezione espositiva dedica la sua composizione; come sottolinea il curatore Andrea B. Del Guercio, \u201csi \u00e8 scelto di intervenire sullo spazio di Palazzo Ducale con un numero limitato di opere in grado di esasperare attraverso il coinvolgimento percettivo la lettura ed una fruizione che si determina anche attraverso un impatto fisico.\u201d L\u2019installazione avviene infatti all&#8217;interno di una sede le cui dimensioni spaziali permettono e suggeriscono uno \u2018scontro\u2019 che potremmo definire rafforzato tra arte e architettura, secondo un principio che nella <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/123621-05.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25219\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/123621-05.jpg\" alt=\"\" width=\"299\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/123621-05.jpg 996w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/123621-05-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/123621-05-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 299px) 100vw, 299px\" \/><\/a>Biennale di Venezia del 1964 lo stesso Fieschi sostiene e cerca: \u201cUnico perch\u00e9 grandissimo: si avvicina ai diciotto metri quadrati. E grandissimo perch\u00e9 diventa, illusoriamente, una parte affrescata. E parete affrescata perch\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 murale \u00e8 morale.\u201d L\u2019estensione delle superfici induce a parlare di<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/FIESCHI-GIANNETTO-3-PITTORILIGURI.INFO_-1011x1024-1-e1641418262132.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-25220 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/FIESCHI-GIANNETTO-3-PITTORILIGURI.INFO_-1011x1024-1-e1641418262132.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"284\" \/><\/a> \u2018esperienza della pittura\u2019 in quanto nel processo sono coinvolte la creativit\u00e0 e la fruizione, la volont\u00e0 di narrare per immagini e lo sforzo di leggere e comprendere in base alla propria sensibilit\u00e0. Rimandando alla pittura murale Fieschi sollecita il mantenimento di quell\u2019impegno morale che la storia ha tracciato lungo il suo sviluppo, tra le tante tappe del fare artistico, dai cicli di affreschi medievali alle decorazioni barocche; un processo che non induce alla citazione del passato ma che sollecita quei nuovi sviluppi linguistici che interpretano e che danno voce alla sensibilit\u00e0 contemporanea.\u00a0 Saranno esposte il Corpus spirituale e Il Tedio o La Funzione \u00e8 una favola, entrambi del 1951, La Strage degli Innocui del 1954, il Minotauro del 1980. In questi lavori di grandi dimensioni la sostanza pittorica trova la sua forma pi\u00f9 alta perch\u00e8 \u201cle veemenze reiterate di linee e le trasparenze, i grumi di materia, le oggettualit\u00e0 come contrappunto a altre forme o contrappasso d\u2019altri sensi altrove nell\u2019opera, o <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/Fieschi-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25221\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/Fieschi-4.jpg\" alt=\"\" width=\"392\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/Fieschi-4.jpg 890w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/Fieschi-4-300x189.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/Fieschi-4-768x485.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 392px) 100vw, 392px\" \/><\/a>come atto di passione per un feticcio, i volumi di forme e quelli di spazio, e le deliquescenze stemperate e le fibre aride di tutti gli spigoli, i toni rosei e i picei, ordinati sulla superficie in alternanze di conflitti ottici, animano la tela delle opere mie di una vita che non si pu\u00f2 attribuire al soggetto apparente. Questo fattore costituisce il significato pur essendo il significante.\u201d (G. Fieschi).<\/p>\n<p><strong>Giannetto Fieschi<\/strong> <strong>nasce a Zogno, in Val Brembana, in provincia di Bergamo, il 10 giugno 1921. Il padre \u00e8 un eminente e innovatore chirurgo; la madre \u00e8 Gina Levi. Discendono dalla storica famiglia genovese medievale dei Fieschi, Conti di Lavagna, che ha dato alla<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/259252177_3103864596550137_1084515530661926939_n-e1641418331369.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-25222 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/259252177_3103864596550137_1084515530661926939_n-e1641418331369.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"269\" \/><\/a> storia della Chiesa Santa Caterina Fieschi, due beati<\/strong>, <strong>due pontefici, numerosi cardinali, vescovi, ammiragli, ma anche patrioti, mecenati e benefattori.<\/strong> Nel 1931 il padre si trasferisce a Genova portando con s\u00e9 la famiglia. Nel 1935 Fieschi frequenta il Ginnasio a Genova e quindi il Liceo Classico ma dedicandosi gi\u00e0 al disegno e all\u2019incisione. Incontra Paul Klee nel 1937 durante una villeggiatura estiva ad Aflenz, in Stiria. Conseguita la maturit\u00e0 classica intraprende, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/Minotauro-e1641418376868.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-25223\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/Minotauro-e1641418376868.png\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"254\" \/><\/a>sollecitato anche dal padre, gli studi di medicina nell\u2019Universit\u00e0 di Genova. Nel 1941 \u00e8 richiamato sotto le armi e milita per oltre quattro anni come sergente; nel 1945, rientrato a Genova, seguita a frequentare la Facolt\u00e0 di Medicina ma tralascia gli studi tra il 1951 e gli anni seguenti per dedicarsi interamente al lavoro artistico. <strong>Partecipa nel 1946 alla Mostra Nazionale di Arte sociale, in Palazzo Ducale a Genova. Giulio Carlo Argan, che rappresenta per Fieschi per oltre un decennio un sostegno, visita il suo studio<\/strong>. <strong>Nel 1948 espone per la prima volta nella XXIV Biennale di Venezia e nuovamente nel 1950 richiamando l\u2019attenzione di Giorgio Morandi, Roberto Longhi e Francesco Arcangeli.<\/strong> Nel 1951 vince una borsa di studio del governo francese per soggiornare a Parigi. Alla Sorbona compie ricerche sulla semantica e la grafica medievali. L\u2019anno dopo, sempre con<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/giannetto-fieschi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-25224 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/giannetto-fieschi.jpg\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/giannetto-fieschi.jpg 672w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/giannetto-fieschi-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/giannetto-fieschi-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 346px) 100vw, 346px\" \/><\/a> l\u2019appoggio di Giulio Carlo Argan, vince una borsa di studio del governo spagnolo per soggiornare in Spagna. A Barcellona sviluppa buona parte del ciclo di dipinti della Via Crucis che espone a Parigi nel 1953. In quello stesso anno una nuova borsa di studio lo porta a New York, dove segue corsi di incisione <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/generico-novembre-2021-719945-Copia-e1641418491822.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-25226\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/generico-novembre-2021-719945-Copia-e1641418491822.jpg\" alt=\"\" width=\"477\" height=\"253\" \/><\/a>e serigrafia. Rientrato in Italia, insegna presso il Liceo Artistico a Genova. Nel 1958 si sposa, a Genova, con Rosina De Battista; ne nasceranno due figli, Limbania e Ibleto. <strong>Ritorna negli U.S.A. per dirigere il Department of Fine Arts dell\u2019University of the South nel Tennessee fino al 1961 quando ritorna a Genova. Nella XXXII Biennale di Venezia del 1964, espone il grandissimo dipinto Dall\u2019alto del patibolo Antonio Lorenzo Lavoisier dimostra e proclama l\u2019indistruttibilit\u00e0 della materia che subisce la censura del Patriarca di Venezia, oggi di propriet\u00e0 dell&#8217;Archivio Fieschi.<\/strong> Nel maggio del 1965 una importante personale a Roma, a La Nuova Pesa, accresce il dibattito critico intorno al suo lavoro. Negli anni Sessanta e Settanta la sua attivit\u00e0 di mostre personali in Italia \u00e8 molto intensa. Del suo lavoro si interessano tra gli altri Francesco Arcangeli, Antonio Del Guercio, Enrico Crispolti, Gillo Dorfles, Renato Barilli, Mario De Micheli, Francesco Vincitorio, Carlo Franza, Raffaele De Grada, Renato Guttuso, Giuliano Briganti.<br \/>\n<strong>Nel 1972 prende parte alla X Quadriennale Nazionale d\u2019Arte a Roma e a Immagine per la citt\u00e0, in Palazzo Reale, a Genova, con i sei riquadri pittorici gigantografici del Leviatano. Nel 1980 gli \u00e8 assegnata la cattedra di Tecniche dell\u2019incisione all\u2019Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, che ricoprir\u00e0 fino al 1995.<\/strong> Esposizione Antologica alla Galleria Comunale d&#8217;Arte Moderna di Forte dei Marmi (Lu) nel 1981 a cura di Andrea Del Guercio e nel 1983 Rossana Bossaglia lo invita alla mostra Il Pop Art e l\u2019Italia al Castello Visconteo di Pavia. Tre anni dopo una grande antologica del suo lavoro \u00e8 proposta a Genova, nel Museo di Villa Croce e nel Museo di Sant\u2019Agostino, e prende parte alla XI Quadriennale Nazionale d\u2019Arte, a Roma. Nel 1992 Enrico Crispolti ripropone la Via Crucis nell\u2019ambito della Quinta Biennale d\u2019Arte Sacra. Beata Passio, a San Gabriele (Teramo). Nel 1996 nasce il progetto di una consistente donazione di dipinti per il Museo Civico di San Remo e nel 1999 nuova grande donazione per la Galleria Comunale d\u2019Arte Contemporanea di San Gimignano. Muore a Genova il 15 marzo 2010.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra \u201cGiannetto Fieschi. L\u2019esperienza della pittura\u201d ospitata presso il Palazzo Ducale di Genova dal 18 dicembre 2021 al 16 gennaio 2022, costituisce la seconda tappa del grande progetto espositivo \u201cGiannetto Fieschi. Un\u2019esposizione antologica\u201d. Nel centenario della nascita dell\u2019illustre pittore ed incisore nato a Zogno nel 1921 e morto a Genova nel 2010, la mostra, promossa dal Comune di Genova e dall\u2019Archivio Giannetto Fieschi, \u00e8 stata da poco inaugurata. 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