{"id":25309,"date":"2022-01-13T21:18:02","date_gmt":"2022-01-13T21:18:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=25309"},"modified":"2022-01-13T21:18:02","modified_gmt":"2022-01-13T21:18:02","slug":"losteria-dei-pittori-a-la-nuova-pesa-a-roma-una-mostra-celebra-la-storica-trattoria-dei-menghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/01\/13\/losteria-dei-pittori-a-la-nuova-pesa-a-roma-una-mostra-celebra-la-storica-trattoria-dei-menghi\/","title":{"rendered":"L\u2019osteria dei pittori. A La Nuova Pesa a Roma, una mostra celebra la storica Trattoria dei Menghi."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/fl1-Osteria-dei-Pittori.-Foto-di-Claudio-Antonio-Presti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-25310\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/fl1-Osteria-dei-Pittori.-Foto-di-Claudio-Antonio-Presti.jpg\" alt=\"\" width=\"323\" height=\"242\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/fl1-Osteria-dei-Pittori.-Foto-di-Claudio-Antonio-Presti.jpg 323w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/fl1-Osteria-dei-Pittori.-Foto-di-Claudio-Antonio-Presti-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 323px) 100vw, 323px\" \/><\/a>\u201cL\u2019osteria dei pittori\u201d, il titolo della mostra che oggi propone La Nuova Pesa a Roma, da un\u2019idea di Roberto Gramiccia, prende volutamente a prestito quello del libro di Ugo Pirro <\/strong><strong>(Ugo Pirro \u201cOsteria dei pittori\u201d, 1994, Sellerio Editore Palermo).<\/strong> Questa<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/978-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-25311 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/978-3.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/978-3.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/978-3-219x300.jpg 219w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a> piccola perla letteraria, attraverso le vicende, gli incontri e gli scontri, presso la trattoria romana dei Fratelli Menghi in via Flaminia, di artisti che esprimevano il meglio della ricerca estetica degli anni Cinquanta e Sessanta getta un cono di luce su un periodo irripetibile della storia dell\u2019arte. Il re indiscusso di quella osteria \u2013 in realt\u00e0 un vero e proprio cenacolo di raffinati intellettuali (non solo pittori) \u2013 era senza dubbio Mario Mafai(osservate l\u2019opera qui proposta in copertina libro). Ebbene, Mafai usava disegnare o dipingere sui tovaglioli e sulle tovaglie dei Menghi, imitato da altri artisti quasi sempre squattrinati, come Turcato Dorazio e Consagra, i quali spesso con quei tovaglioli pagavano pranzi e cene innaffiati da un pessimo bianco dei Castelli romani. In questo progetto, la trattoria dei fratelli Menghi e il libro di Pirro sono uno spunto per alludere a una realt\u00e0 precisa che ha trovato in Roma, e nella cultura meridiana cara ad Albert Camus, una patria ideale. Una realt\u00e0 che rintraccia nella convivialit\u00e0, nel piacere della tavola e nello stimolo a un confronto umano e umanistico mai stanco. Un valore che il tempo in cui viviamo \u00a0-e lo vediamo\u00a0 bene- tende tristemente a disperdere. Sono cinquanta gli artisti, fra i migliori dell\u2019attuale panorama, che hanno accettato di utilizzare dei semplici tovaglioli di stoffa per realizzare le proprie opere. L\u2019insieme di esse fornir\u00e0 la mise in sc\u00e8ne di un cenacolo di artisti entro il quale ogni singolo tovagliolo pu\u00f2 essere il simbolo di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Verrelli-420x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-25312\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Verrelli-420x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Verrelli-420x420-1.jpg 420w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Verrelli-420x420-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Verrelli-420x420-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><\/a>chi,\u00a0mangiando bevendo parlando, magari progetta una rivoluzione che\u00a0cambier\u00e0 il mondo o inaugura una nuova Avanguardia artistica. Non pensiamo solo ai Menghi ma al Cabaret Voltaire di Zurigo, a Le Chat noir di Parigi, ai caff\u00e8 Aragno e Greco nella Roma del primo-Novecento, al Jamaica di Milano, a Rosati, a Canova, al Bar della Pace, a Pommidoro. Oltre alla raccolta di \u201copere su tovagliolo\u201d, ci sono altre sorprese non di poco conto&#8230;Converr\u00e0 farci una capatina. Pagarsi il pasto\u2026 con un disegno, questa \u00e8 stata \u00a0una pratica di tantissimi artisti che ha portato i ristoranti di mezza Italia a ritrovarsi con delle grandi collezioni. <strong>Voglio qui ricordare le trattorie di Palazzolo Sull\u2019Oglio (in primis L\u2019Osteria La Villetta) \u00a0\u00a0\u00a0con i tovaglioli disegnati (Perilli, Soul\u00e8, Marisa Settembrini, Pistoletto, Keizo, Bricalli, Tony Tedesco, Garcia Rossi, De Marco, Le Parc, Bonalumi, Tadini, ecc. ) grazie a me \u00a0e a Franco Rossi dello Studio F22; o a Loreto nella trattoria Da Norma sempre con la mia supervisione (Rachele Bianchi, Marisa Settembrini, Bruno<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Lotito-425x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-25313 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Lotito-425x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"344\" height=\"340\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Lotito-425x420-1.jpg 425w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Lotito-425x420-1-300x296.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 344px) 100vw, 344px\" \/><\/a> Mangiaterra, una poesia di Carlo Franza, Maria Cristina Carlini, ecc.) <\/strong>\u00a0\u00c8 proprio a questa tradizione \u00a0-un vero e proprio rito- che vuole omaggiare la mostra collettiva organizzata alla galleria della\u00a0<strong>Nuova Pesa di Roma<\/strong>, dedicando un\u2019intera esposizione al disegno su tovagliolo.\u00a0<em>L\u2019Osteria dei pittori<\/em>, cos\u00ec si chiama la mostra ideata e curata da\u00a0<strong>Roberto Gramiccia<\/strong>: il nome riprende l\u2019omonimo libro di\u00a0<strong>Ugo Pirro<\/strong>\u00a0e la sua atmosfera di met\u00e0 secolo, informale e intellettuale allo stesso tempo. Questo storico libro e una preziosa materia letteraria narra infatti le vicende che ruotavano attorno alla trattoria romana dei\u00a0<strong>Fratelli Menghi in via Flaminia<\/strong>, dove si riunivano grandi personalit\u00e0 della cultura e dell\u2019arte degli anni Cinquanta e Sessanta, primo tra tutti\u00a0<strong>Mario Mafai<\/strong>, ma anche\u00a0<strong>Giulio Turcato, Dorazio, Consagra, Scarpitta, Sanfilippo, Accardi, Leoncillo, Attardi<\/strong>\u00a0e ancora\u00a0<strong>Fellini, Flaiano, Monicelli, Moravia\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0il poeta Sandro Penna<\/strong>. Sulle tovaglie e i tovaglioli dei Menghi, Mafai e gli altri improvvisavano piccole opere d\u2019arte per pagarsi da mangiare e da bere, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Di-Stasio-411x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25314\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Di-Stasio-411x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"304\" height=\"311\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Di-Stasio-411x420-1.jpg 411w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Di-Stasio-411x420-1-294x300.jpg 294w\" sizes=\"(max-width: 304px) 100vw, 304px\" \/><\/a>un gesto che riassumeva questo ambiente creativo e affettuoso, unico nel suo genere. \u00c8 proprio questo spirito che Gramiccia ha voluto replicare negli spazi di via del Corso \u2013 a due passi da Piazza del Popolo e quella via Flaminia dove si trovava l\u2019osteria \u2013 coinvolgendo ben cinquanta artisti in una mostra aperta al pubblico fino al 25 febbraio 2022. Eccoli: \u201cAlfani, Aquilanti, Basso, Bulzatti, Cademartori, Calabria, Calignano, Capogrosso, Caporossi, Ceccobelli, Ciuffetelli, Colagrossi, Crudi, Dess\u00ec, Di Stasio,\u00a0 Dormino, Filippetta, Florescu, Fusj, Galizia, Gandolfi, Gironda, Grosso, Levini, Limoni, Lotito, Magni, Modica, Mulas, Nalli, Nonnis, Nunzio, Padroni, Palmieri,\u00a0 Pietrosanti, Politi, Pulvirenti, Rotiroti, Ruffo, Salvatori, Sanna,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Magni-696x711-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-25315 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Magni-696x711-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"407\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Magni-696x711-1.jpeg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Magni-696x711-1-294x300.jpeg 294w\" sizes=\"(max-width: 407px) 100vw, 407px\" \/><\/a> Sarra, Savini, Schirripa, Scolamiero, Solendo, Soscia, Stuchy, Turco, Verrelli. \u00a0Per capire l\u2019aria che si respirava in trattoria, ecco cosa dice Pirro della Roma dal dopoguerra fino alle prime luci del miracolo economico: \u201cLa sera andavano da Menghi, osteria di via Flaminia. I fratelli Menghi, osti avidi soprattutto di notti avventurose e interminabili discussioni, facevano credito senza garanzie a tutti i giovani talenti dell\u2019arte astratta e d\u2019avanguardia, alle loro compagne e ai loro amici. Salvavano cos\u00ec dalla triplice censura (del mercato, del governo, del realismo socialista) un pezzo dell\u2019arte italiana. E proteggevano il fluire, insieme al vino tra i loro tavoli, di un frammento della storia\u201d; la discussione, come spesso capitava, era accesa; e ancora: \u201cMentre parlava Mafai disegnava sulla tovaglia di carta macchiata dal vino di Frascati tante facce in fila, una processione; poi le cancellava. All\u00b4altro capo del tavolo anche Consagra parlava e disegnava: figure geometriche. Al momento di pagare il conto, poi, ebbi una sorpresa. Nessuno tir\u00f2 fuori una lira\u201d. Da Menghi, all\u00b4epoca, si mangiava a credito. E proprio questo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Sarra-415x420-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-25316\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Sarra-415x420-1.jpg\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Sarra-415x420-1.jpg 415w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/LOsteria-dei-pittori-Sarra-415x420-1-296x300.jpg 296w\" sizes=\"(max-width: 415px) 100vw, 415px\" \/><\/a>aveva fatto la fortuna del locale, frequentato da schiere di artisti squattrinati. La storia culturale della Roma degli anni Cinquanta sembra scandita dalla vita di bar e ristoranti: da Rosati a piazza del Popolo (Canova non aveva ancora aperto) a Otello in via della Croce, fino ai tavolini di via Veneto e, per l\u00b4appunto, a Menghi. Dice Pirro: \u201cIn effetti a Roma hanno fatto pi\u00f9 i caff\u00e8 e le trattorie che non i giornali e i circoli culturali. Ti sedevi e ti trovavi accanto a tanta gente interessante, da Moravia a Cardarelli. I tavoli erano come le sedi di vari clan. Non che non ci si mischiasse. <strong>Da Menghi eravamo quasi tutti di sinistra; ma veniva pure qualche democristiano. E, con i pittori, incontravi giornalisti, cineasti, attori. Ogni locale, tuttavia, aveva una sua identit\u00e0; anche se, di anno in anno le frequentazioni potevano cambiare.<\/strong> I pittori, ad esempio, erano approdati sulla Flaminia, una vera migrazione, dopo che il loro vecchio ritrovo -Il re degli amici di via della Croce, dove con Guttuso e Carlo Levi potevi imbatterti in una tavolata con Orson Welles, Togliatti e Tyron Power- aveva assunto un\u00b4aria pi\u00f9 mondana, alzando i prezzi. Ma c\u00b4erano molti altri ritrovi, anche se meno famosi, come un\u00b4osteriola di piazza San Carlo, che poi \u00e8 diventata La Capricciosa, o una rosticceria di piazza Barberini dove Turcato, quando aveva venduto un quadro e si ritrovava qualche lira in tasca, andava ad abbuffarsi di pollo arrosto e filetto di baccal\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>E ancora Pirro: \u201cL\u00b4osteria negli anni Cinquanta era un vero punto di riferimento non solo per i giri degli intellettuali, ma anche per la vita popolare. In molti casi c\u00b4erano gruppi di amici che facevano capo a una trattoria tassandosi regolarmente: le quote servivano a creare dei fondi comuni ai quali attingere per pagare pantagrueliche cene sociali, o per prestare soldi ai soci che avevano bisogno di qualche lira extra. All\u2019 osteria si discuteva. Ci si divertiva, con certe battute fulminanti, stile \u2018Guttuso? La picassata alla siciliana\u00b4. Oppure si litigava. A volte si cominciava per questioni ideologiche, anche se a dibattere erano pittori comunisti contro pittori comunisti. Ricordo la lotta degli astrattisti contro i neorealisti. C\u2019era aria di cambiamento. Levi, Afro, Cagli, Accardi, tanti altri erano pieni di progetti, ma non sapevano dove mettersi, per\u00f2 ci provavano. Poi entravano in gioco i temperamenti. E magari finiva pure a botte. Ogni tanto si organizzava una mostra; ma non si vendeva niente. Piazzare un quadro era un\u00b4 impresa. <strong>Una volta Turcato aveva un appuntamento alle nove di mattina per vendere un quadro: mi ha tenuto in piedi tutta la notte perch\u00e9 aveva paura di non svegliarsi e di arrivare in ritardo all\u00b4 appuntamento\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>E ancora: \u201cLa maggior parte di noi viveva attorno a Piazza del Popolo. Ma era un altro mondo. In via della Fontanella, qui di fronte a dove abito adesso, c\u00b4era uno dei bordelli pi\u00f9 cari di Roma. In via Margutta, prima che aumentassero gli affitti, c\u00b4erano gli studi di Consagra, Perilli, Turcato\u2026 Tutti stentavano a vivere, non avevamo alcuna possibilit\u00e0 economica. Anche andare al cinema era un lusso. Ma stare senza un soldo in tasca allora era normale. Ce ne stavamo sempre in giro ed era facile farsi degli amici. Si formavano legami molto forti: un senso dell\u00b4amicizia che del resto in quegli anni attraversava non solo Roma, ma tutta l\u00b4Italia. Il modo di stare assieme oggi \u00e8 molto cambiato. Il benessere ha creato delle isole. Allora invece vivevamo in tanti vasi comunicanti, animati da un forte spirito di collaborazione. Bisognava ricostruire, cercare nuove strade, rifare tutto da capo: i negozi, le strade, i vestiti, l\u00b4arte\u2026 Senza programmi precisi. Anche il lavoro era molto diverso. Tutto era abbastanza occasionale; ma le opportunit\u00e0 non mancavano. E c\u00b4era una grande mobilit\u00e0 delle idee. Non \u00e8 che uno che si svegliava la mattina e decideva di fare qualcosa. Il mutamento, per\u00f2, era nelle cose\u201d. <strong>Ecco ora questa mostra a La Nuova Pesa a Roma che rievoca \u00a0quei rapporti, quel luogo magico che \u00e8 stata la trattoria dei \u00a0Fratelli Menghi; altra aria, altra storia, bei tempi che non ci sono pi\u00f9.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza \u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cL\u2019osteria dei pittori\u201d, il titolo della mostra che oggi propone La Nuova Pesa a Roma, da un\u2019idea di Roberto Gramiccia, prende volutamente a prestito quello del libro di Ugo Pirro (Ugo Pirro \u201cOsteria dei pittori\u201d, 1994, Sellerio Editore Palermo). Questa piccola perla letteraria, attraverso le vicende, gli incontri e gli scontri, presso la trattoria romana dei Fratelli Menghi in via Flaminia, di artisti che esprimevano il meglio della ricerca estetica degli anni Cinquanta e Sessanta getta un cono di luce su un periodo irripetibile della storia dell\u2019arte. 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