{"id":25459,"date":"2022-01-28T20:20:35","date_gmt":"2022-01-28T20:20:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=25459"},"modified":"2022-01-28T20:20:35","modified_gmt":"2022-01-28T20:20:35","slug":"franca-cecere-e-il-respiro-potente-dei-versi-de-la-luce-che-resiste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/01\/28\/franca-cecere-e-il-respiro-potente-dei-versi-de-la-luce-che-resiste\/","title":{"rendered":"Franca Cecere e il respiro potente dei versi de \u201cla luce che resiste\u201d."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/9791280202192_0_424_0_75.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25460\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/9791280202192_0_424_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"446\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/9791280202192_0_424_0_75.jpg 424w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/9791280202192_0_424_0_75-188x300.jpg 188w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/a>&#8220;La luce che resiste&#8221; (Musicaos Editore, Neviano, pp. 372, 2021) \u00e8 il volume che raccoglie la produzione poetica di Franca Cecere, salentina del Capo di Leuca, amica di vecchia data, fin dagli anni Settanta del Novecento, tempo certo lontano ma pi\u00f9 che vivo\u00a0 per i trascorsi di cultura\u00a0 e le vivaci colloquialit\u00e0; raccolta scandita dal tempo che attraversa la vita di ogni uomo, snocciolata in tre capitoli, tre fasi del vivere e del vissuto, tre momenti temporali che sono Smarrimento (1995-2009), Accettazione (2009-2013) e Convivenza (2013-2021). La scelta dei sottotitoli della raccolta coincide con le esperienze e il vissuto della poetessa, momenti in parte riferiti agli eventi della sua vita, e in parte legati al mondo del lavoro in cui la poetessa si \u00e8 misurata -tra insegnamento e psicoterapeuta nelle strutture pubbliche-, per cui la scrittura raccoglie l\u2019uomo immerso nella propria storia individuale come storia di fatti,\u00a0 e partecipe della storia\u00a0 e della vita quotidiana di noi tutti. Tensione e contemplazione, versi autobiografici che hanno sposato il predicato della liricit\u00e0, e altalenanti fra una dimensione frammentaria e decisamente espressionista e uno spazio crepuscolare e in parte \u201cvociano\u201d per via di mille metafore dell\u2019intimit\u00e0. \u00a0Il lettore di poesia non faticher\u00e0 d\u2019avvertire queste pagine di intenso valore, di cogliere l\u2019interiorit\u00e0 esplosa in mille frammenti, la condizione di assoluta precariet\u00e0 esistenziale (<strong>La mia vita \u00e8 colma\/ di solitudine e pianto\/ come la campagna nuda\/\u2026)<\/strong>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/OIP.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-25461 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/OIP.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/OIP.jpg 474w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/OIP-300x157.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Gli elementi autobiografici si rincorrono lungo tutto il libro, muovendo spesso una scintilla di cortocircuito con il tempo e l\u2019esperienza contingente, talvolta estrema dinanzi al dolore e alla morte, innervando poi quella traiettoria storica in cui si snocciolano gli eventi inscindibili dalla scrittura e dalla memoria. Rigorosa identificazione di immagini e memoria, poesia elegiaca, una poesia che esprime la sua irreparabile tristezza, il diario di un amore di madre (<strong>Brillano le stelle nel firmamento\/ la luna espande\/la sua luce bianca\/ Io ti cullo dolcemente\/ fra le braccia.\/). <\/strong>La stessa metrica frantumata in scansioni spazio-temporali accentua il respiro potente che emerge da questi versi de \u201cla luce che resiste\u201d <strong>(Giorno dopo giorno \/ piano piano\/ sono passate le voci\/ tutte le voci dei miei anni \/ ora forti come neve \/ ora leggere come petali \/ nel silenzio che mi circonda\/ sento il loro eco lontano\/ ma non posso pi\u00f9 rispondere\/ sono passate le voci\/\u2026).<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/franca2.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25462\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/franca2.png\" alt=\"\" width=\"441\" height=\"283\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/franca2.png 871w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/franca2-300x193.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/franca2-768x493.png 768w\" sizes=\"(max-width: 441px) 100vw, 441px\" \/><\/a>Fatto straordinario della poesia\u00a0 della Cecere \u00e8\u00a0 intanto il suo incipit, il \u201cgiorno dopo giorno\u201d, che sta a significare\u00a0 l\u2019impegno esistenziale e conoscitivo, prendendo le mosse \u00a0da un simbolismo\u00a0 non vago n\u00e9 mitologizzante,\u00a0 alla luce anche della poetica espressionistica\u00a0 in cui\u00a0 vivono\u00a0 avvolti soggetti\u00a0 e oggetti, attraverso vista, udito e olfatto, sinestesie che si intrecciano,\u00a0 in una disposizione riflessiva <strong>(Aspetto che venga qualcuno\/ dal fondo della strada\/\u00a0 come quando eravate ragazze\/ e la casa era piena di voci\/ pu\u00f2 darsi che prima di sera\/ dalla strada \u00a0qualcuno chiami\/ mescolando\u00a0 il mio nome\/ e il grido dei gabbiani\/\u2026). <\/strong>I versi svelano paesaggi, marine, orti, campagne, alberi, scorci di paese, tutto avvolto in una dolcezza inquieta, secondo un moto di progressione percettiva, uno stupor primigenio tra la cornice tutta romantica del cuore e la constatazione cruda oggettiva che il mondo esiste. La poesia \u00e8 come sospesa tra la vita e la morte, logiche e filosofie che accompagnano l\u2019esistenza dell\u2019uomo, certezze qui vissute dalla poetessa in una procedura dove il tempo taglia la luce del vivere, la luce che resiste appunto, la vita che si aggrappa oltre la morte e il dolore, oltre i sacrifici dell\u2019esistenza, e del procedere sempre, attraverso una dissezione e frantumazione delle fisionomie, degli oggetti e dei fenomeni. Lo sguardo e la mente, il senso della poesia come pane e manna giornaliera, il tedio e la stanchezza, in questa condizione limbale e purgatoriale che la Franca Cecere affida in parte \u00a0\u00a0a felici cromatismi paesistico-naturali, in parte a una storia domestica catturata e inserita in una cornice tra istinto narrativo, capacit\u00e0 di riflessione e realismo e teatralit\u00e0. Il mistero della parola, svolta salvifica\u00a0 per la sua poesia di sposa e madre, e poi madre orfana (Donna\/ madre\/ figlia\/ sposa\/ genitrice\/ d\u2019Amore e di gioie\/ Riflesso dell\u2019Universo\/ il suo cuore\/ sublime sinfonia\/dei Sentimenti\/della Vita.\/ La tua presenza:\/ scrigno\/ d\u2019immenso Amore\/ e d\u2019infinito Dolore.\/ \u00c8 Arcobaleno\/ su ogni sofferenza.\/ L\u2019Amore \u00e8 la condizione angelica\/ dell\u2019Uomo.\/ ), che muove l\u2019amore\u00a0 come un germoglio\u00a0 avvolto di ambizioni spiritualistiche mettendo in luce un paesaggio dell\u2019anima. La morte di una figlia \u00e8 per lei \u00a0sintesi del ricordo, \u00a0un paesaggio nella notte, mossa da una memoria in senso ungarettiano <strong>(<\/strong><strong>La tua stretta di mano\u2026\/ <\/strong><strong>e ritrovarci un giorno\/non so quando\/ in un altro mondo!\u201d). <\/strong><\/p>\n<p>Natura e paesaggio nel libro \u201cLa luce che resiste\u201d di Franca Cecere si sciolgono continuamente \u00a0\u00a0\u00a0in sentimento, un paesaggio che svela le qualit\u00e0 e i colori dell\u2019anima; si coglie ampiamente il momento impegnato proprio laddove l\u2019idillio descrittivo e sentimentale si apre la strada verso le esperienze drammatiche. E se quell\u2019amaro discorso interiorizzato\u00a0\u00a0 di estrema solitudine che si coglie, si immerge in uno scheletro di luce, \u00e8 proprio quella \u201cluce che resiste\u201d a farsi strada e speranza nei simboli oscuri dell\u2019umana incertezza.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;La luce che resiste&#8221; (Musicaos Editore, Neviano, pp. 372, 2021) \u00e8 il volume che raccoglie la produzione poetica di Franca Cecere, salentina del Capo di Leuca, amica di vecchia data, fin dagli anni Settanta del Novecento, tempo certo lontano ma pi\u00f9 che vivo\u00a0 per i trascorsi di cultura\u00a0 e le vivaci colloquialit\u00e0; raccolta scandita dal tempo che attraversa la vita di ogni uomo, snocciolata in tre capitoli, tre fasi del vivere e del vissuto, tre momenti temporali che sono Smarrimento (1995-2009), Accettazione (2009-2013) e Convivenza (2013-2021). 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