{"id":25479,"date":"2022-01-31T21:38:24","date_gmt":"2022-01-31T21:38:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=25479"},"modified":"2022-01-31T21:38:24","modified_gmt":"2022-01-31T21:38:24","slug":"le-pagine-e-luniverso-di-davide-benati-esposti-alla-otto-gallery-di-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/01\/31\/le-pagine-e-luniverso-di-davide-benati-esposti-alla-otto-gallery-di-bologna\/","title":{"rendered":"Le pagine e l\u2019universo di Davide Benati esposti alla Otto Gallery di Bologna."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/1-M7eGoV0kpacqgGQpi7DlOw-e1592334516371.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-25480 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/1-M7eGoV0kpacqgGQpi7DlOw-e1592334516371.jpeg\" alt=\"\" width=\"392\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/1-M7eGoV0kpacqgGQpi7DlOw-e1592334516371.jpeg 460w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/1-M7eGoV0kpacqgGQpi7DlOw-e1592334516371-300x133.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 392px) 100vw, 392px\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/125291-unnamed-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25481\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/125291-unnamed-5.jpg\" alt=\"\" width=\"379\" height=\"284\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/125291-unnamed-5.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/125291-unnamed-5-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 379px) 100vw, 379px\" \/><\/a>\u201cPer noi uomini, la natura \u00e8 pi\u00f9 in profondit\u00e0 che in superficie\u201d (P. C\u00e9zanne,\u00a0<em>Lettera ad Emile Bernard<\/em>).<\/p>\n<p>\u201cLa bellezza \u00e8 la qualit\u00e0 per mezzo della quale l\u2019opera comunica con noi dandoci un piacere che \u00e8, anzitutto, conoscenza\u201d (L. Vergine).<\/p>\n<p><strong>Con la mostra <em>Pagine<\/em>\u00a0Davide Benati inaugura la sua prima personale alla OTTO Gallery di Bologna, aperta fino al 16 aprile 2022.<\/strong> \u00a0Da sempre legato alla raffinata e complessa tecnica dell\u2019acquerello di cui esplora ogni sfaccettatura attraverso un filtro che \u00e8 parte integrante della sua poetica, i fogli di carta di riso nepalese sovrapposti e incollati alla tela, l\u2019artista d\u00e0 vita a un universo di forme fluttuanti, transitorie e fugaci, espresse attraverso una pittura colta, fatta di suggestioni e di memorie letterarie e personali.\u00a0La mostra presenta il percorso storico dell\u2019artista: ripercorrendone i diversi periodi di produzione, si snoda in un percorso espositivo scandito da opere appartenenti a decenni diversi, dagli anni \u201980 fino ad oggi.\u00a0 Benati ha lavorato lungamente sulle componenti del segno-colore, perch\u00e9 ci\u00f2 che interessa all\u2019artista non \u00e8 tanto restituirci un\u2019immagine catturata alla natura quanto indagare i modi di apparizione dell\u2019immagine. Cos\u00ec \u201ci fiori e le foglie diventano un puro organismo pittorico, un microcosmo abitato da delicati e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/5bad0b8c02e58e69ca12a4d5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25482\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/5bad0b8c02e58e69ca12a4d5.jpg\" alt=\"\" width=\"436\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/5bad0b8c02e58e69ca12a4d5.jpg 640w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/01\/5bad0b8c02e58e69ca12a4d5-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 436px) 100vw, 436px\" \/><\/a> meravigliosi giochi cromatici, da ampie stesure tonali, da spazialit\u00e0 appena adombrate, in cui lo sguardo dello spettatore viene invitato ad entrare per smarrirsi nell\u2019incanto impalpabile della superficie\u201d(F. Poli). \u00a0Da\u00a0<em>Dedalus<\/em>\u00a0(1980) a\u00a0<em>Terrazze<\/em>\u00a0(1996), passando per\u00a0<em>Regina di Shangai<\/em>\u00a0(2003) fino alle diverse declinazioni di\u00a0<em>Cigno nero<\/em>\u00a0(2021), in mostra, come nelle pagine di un diario, scorrono forme dalla sostanza rarefatta o piena, definite ora dall\u2019evanescenza del colore ora dalla sua consistenza. Tra allusioni, citazioni e continue metamorfosi dell\u2019immagine vi \u00e8 \u201cun incessante misurarsi e interrogarsi su ogni possibile soluzione relativa alla consistenza dell\u2019immagine e alla sua presenza dentro il vuoto\u201d (S. Parmiggiani), quasi che ogni singola immagine non sia altro che un semplice pretesto, l\u2019apertura verso una polarit\u00e0 che in tutto il percorso pittorico dell\u2019artista oscilla tra rarefazione dei motivi e saturazione dello spazio da parte del colore.<\/p>\n<p><strong>Davide Benati\u00a0<\/strong>(Reggio Emilia, 1949).\u00a0Ha esposto il suo lavoro in importanti rassegne di gruppo e spazi espositivi privati in Germania, Svizzera, Belgio, Egitto, Svezia, Portogallo, Francia e Stati Uniti. Ha partecipato alla XI Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia, prima nella sezione \u201cAperto 82\u201d e poi con una sala personale nel 1990. La Galleria Civica di Modena e i Musei Civici di Reggio Emilia gli hanno dedicato mostre antologiche di rilievo, mentre tra le rassegne internazionali storiche si ricordano:\u00a0\u201cAnni Ottanta\u201d a Bologna e la III Triennale Internazionale al Kunsthalle di Norimberga nel 1985, \u201cDopo il Concettuale\u201d a Trento, \u201cItinerari di Arte Contemporanea\u201d a Lisbona nel 1986, Biennale Internazionale de Il Cairo nel 1995.\u00a0Sue opere sono presenti nelle collezioni di Banca Intesa San Paolo \u2013 Gallerie D\u2019Italia, Milano, Banca Unicredit, BPER, CSAC, Parma, GAM, Bologna, Galleria Civica, Modena, Civici Musei, Reggio Emilia.\u00a0Dal 2005 al 2015 ha lavorato con la Galleria Marlborough nelle sedi di Montecarlo e Madrid. E\u2019 stato titolare\u00a0delle cattedre di Anatomia e Pittura all\u2019Accademia di Brera a Milano.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cPer noi uomini, la natura \u00e8 pi\u00f9 in profondit\u00e0 che in superficie\u201d (P. C\u00e9zanne,\u00a0Lettera ad Emile Bernard). \u201cLa bellezza \u00e8 la qualit\u00e0 per mezzo della quale l\u2019opera comunica con noi dandoci un piacere che \u00e8, anzitutto, conoscenza\u201d (L. Vergine). 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