{"id":25511,"date":"2022-02-04T22:55:23","date_gmt":"2022-02-04T22:55:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=25511"},"modified":"2022-02-04T22:55:23","modified_gmt":"2022-02-04T22:55:23","slug":"emilio-tadini-e-il-suo-viaggio-in-italia-la-mostra-da-gio-marconi-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/02\/04\/emilio-tadini-e-il-suo-viaggio-in-italia-la-mostra-da-gio-marconi-a-milano\/","title":{"rendered":"Emilio Tadini e il suo viaggio in Italia. La mostra da Gi\u00f2 Marconi a Milano."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/124955-1970_Viaggio_in_Italia_1970_200x300.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25512\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/124955-1970_Viaggio_in_Italia_1970_200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"311\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/124955-1970_Viaggio_in_Italia_1970_200x300.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/124955-1970_Viaggio_in_Italia_1970_200x300-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 415px) 100vw, 415px\" \/><\/a>A vent\u2019anni dalla scomparsa di\u00a0<strong>Emilio Tadini<\/strong>, dal 4 febbraio al 5 marzo 2022 Gi\u00f3 Marconi ospita\u00a0<strong><em>Viaggio in Italia<\/em><\/strong>, una mostra con opere dell&#8217;omonima serie dei primi anni Settanta dell&#8217;artista milanese, esposte per la prima volta nel 1971 dallo Studio Marconi. In occasione della mostra, presentata la nuova pubblicazione\u00a0<em>Emilio Tadini. La re<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/1971_Viaggio-in-Italia_146x114-792x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-25513 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/1971_Viaggio-in-Italia_146x114-792x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/1971_Viaggio-in-Italia_146x114-792x1024-1.jpg 792w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/1971_Viaggio-in-Italia_146x114-792x1024-1-232x300.jpg 232w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/1971_Viaggio-in-Italia_146x114-792x1024-1-768x993.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 357px) 100vw, 357px\" \/><\/a>alt\u00e0 dell&#8217;immagine\u00a01968-1972<\/em>\u00a0di Francesco Guzzetti, edita da Fondazione Marconi \/ Mousse Publishing.<\/p>\n<p>L&#8217;intera opera di Emilio Tadini, apparentemente semplice e immediata, offre molteplici livelli di lettura: le immagini emergono in un procedimento freudiano di relazioni e associazioni tra elementi onirici, oggetti quotidiani, personaggi anonimi e spesso senza volto.<\/p>\n<p>Considerato una delle figure pi\u00f9 originali del dibattito culturale del secondo dopoguerra italiano, Tadini ha adottato aspetti del linguaggio Pop quando il movimento era gi\u00e0 in declino, ma il suo interesse per l&#8217;inconscio e l&#8217;irrazionale lo ha indotto a rappresentare scene di frammentazione e alienazione che ricordano il Surrealismo, con riferimenti tanto alla Metafisica di de Chirico quanto alla psicanalisi di Lacan e Freud. Nasceva cos\u00ec il suo Realismo Integrale. Tadini ha sempre avuto un approccio seriale alla pittura: da un\u2019immagine ne scaturiscono altre, per progressive modificazioni e alterazioni. Ogni volta l\u2019artista produce un racconto, tanto che la sua pittura cresce a cicli, come una serie di romanzi a puntate, in cui le leggi di spazio e tempo e quelle della gravit\u00e0 sono totalmente annullate.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/1972_Viaggio-in-Italia_100x81-829x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25514\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/1972_Viaggio-in-Italia_100x81-829x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"442\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/1972_Viaggio-in-Italia_100x81-829x1024-1.jpg 829w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/1972_Viaggio-in-Italia_100x81-829x1024-1-243x300.jpg 243w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/1972_Viaggio-in-Italia_100x81-829x1024-1-768x949.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><\/a>Onnipresenti nella serie\u00a0<em>Viaggio in Italia\u00a0<\/em>sono le figure solitarie e senza testa, gi\u00e0 protagoniste di alcuni suoi primi cicli di lavori, come\u00a0<em>L&#8217;uomo dell&#8217;organizzazione\u00a0<\/em>(1968) o\u00a0<em>Vita di Voltaire\u00a0<\/em>(1967). Le creature di Tadini sono costituite da corpi, movimenti e gesti ma non hanno n\u00e9 volti n\u00e9 teste: ricordando il teatro epico di Brecht, aggiungono un effetto di alienazione delle sue opere. Per un intellettuale come Tadini sembra quasi impossibile guardare\u00a0Viaggio in Italia\u00a0senza pensare all&#8217;omonimo diario di viaggio di Johann Wolfgang Goethe, in cui l&#8217;autore descrive il suo soggiorno italiano dal settembre 1786 al maggio 1788. Una notevole somiglianza tra i due\u00a0Viaggi in Italia\u00a0\u00e8 che Goethe, cos\u00ec come Tadini, fa molto affidamento sulle immagini autoprodotte e sui<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/1971_Viaggio-in-Italia_200x300.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-25515 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/1971_Viaggio-in-Italia_200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"429\" height=\"284\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/1971_Viaggio-in-Italia_200x300.jpg 1000w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/1971_Viaggio-in-Italia_200x300-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/1971_Viaggio-in-Italia_200x300-768x508.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 429px) 100vw, 429px\" \/><\/a> propri repertori visivi: mentre visita l&#8217;Italia, Goethe disegna e produce numerosi acquerelli, mentre Tadini per i suoi quadri si rif\u00e0 a una miriade di immagini fotografiche che ha scattato e archiviato ordinatamente. I disegni preparatori e le fotografie sono i primi riferimenti di ci\u00f2 che alla fine sar\u00e0 tradotto in testo e su tela.<\/p>\n<p><strong>In uno dei dipinti di grandi dimensioni della serie\u00a0Viaggio in Italia,\u00a0Tadini cita il noto acquerello di Johann Heinrich Wilhelm Tischbein\u00a0Goethe am Fenster der r\u00f6mischen Wohnung am Corso, raffigurante Goethe in piedi di spalle che guarda fuori dalla finestra. La versione di Tadini mostra sia le finestre aperte che quelle chiuse e conferisce alla figura, in piedi senza testa, lo stesso identico\u00a0outfit\u00a0dell\u2019originale \u2013 calze lunghe, un paio di pantaloni alla zuava e camicia.<\/strong> Nel suo diario, Goethe \u00e8 stato particolarmente attento all&#8217;architettura antica italiana, alla geografia, geologia e botanica della penisola, e ha riportato molteplici osservazioni mineralogiche. Tadini sembra rispecchiare quell&#8217;interesse nelle sue rappresentazioni ricorrenti di forme architettoniche, cilindri, cubi e piramidi di diversi tipi di marmi e rocce. Come in precedenti lavori, Tadini utilizza motivi ricorrenti: un elemento piramidale a strisce bianche e nere, una figura femminile in piedi senza testa, un telefono, un cappello coloniale o un rossetto rosso. Attraverso la scelta degli oggetti rende il suo viaggio pi\u00f9 concreto. Il suo viaggio italiano riguarda la vita quotidiana contemporanea, come suggeriscono il telefono, le lettere\u00a0(ci)nema, gli eleganti abiti femminili, i vari oggetti di design o la scultura di Calder.<\/p>\n<p><strong>Pur includendo riferimenti all&#8217;antichit\u00e0,\u00a0<em>Viaggio in Italia\u00a0<\/em>di Tadini tocca anche i campi del design, dell&#8217;arte, della cultura, della moda e dello stile. La sua visione italiana unisce il passato con la modernit\u00e0. Questo punto di vista strettamente oggettuale, in cui la riflessione su diversi tipi di oggetti porta a una migliore conoscenza di s\u00e9, avvicina il\u00a0Viaggio in Italia\u00a0di Goethe a quello di Tadini che sosteneva \u201cL&#8217;arte come mezzo per intensificare la percettibilit\u00e0 delle cose\u201d.<\/strong> Georg F. Schwarbaner lo riassume in poche parole: \u201cOgni oggetto, ogni simbolo, ogni frammento di una frase e di una parola ha il suo significato specifico. Le opere di Tadini somigliano a un&#8217;enciclopedia di immagini del nostro secolo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A vent\u2019anni dalla scomparsa di\u00a0Emilio Tadini, dal 4 febbraio al 5 marzo 2022 Gi\u00f3 Marconi ospita\u00a0Viaggio in Italia, una mostra con opere dell&#8217;omonima serie dei primi anni Settanta dell&#8217;artista milanese, esposte per la prima volta nel 1971 dallo Studio Marconi. In occasione della mostra, presentata la nuova pubblicazione\u00a0Emilio Tadini. La realt\u00e0 dell&#8217;immagine\u00a01968-1972\u00a0di Francesco Guzzetti, edita da Fondazione Marconi \/ Mousse Publishing. L&#8217;intera opera di Emilio Tadini, apparentemente semplice e immediata, offre molteplici livelli di lettura: le immagini emergono in un procedimento freudiano di relazioni e associazioni tra elementi onirici, oggetti quotidiani, personaggi anonimi e spesso senza volto. 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