{"id":25523,"date":"2022-02-06T20:58:41","date_gmt":"2022-02-06T20:58:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=25523"},"modified":"2022-02-06T20:58:41","modified_gmt":"2022-02-06T20:58:41","slug":"lautoritratto-di-lucio-fontana-la-mostra-alla-fondazione-magnani-rocca-a-mamiano-di-traversetolo-parma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/02\/06\/lautoritratto-di-lucio-fontana-la-mostra-alla-fondazione-magnani-rocca-a-mamiano-di-traversetolo-parma\/","title":{"rendered":"L\u2019autoritratto di Lucio Fontana. La mostra alla Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo\/Parma."},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/mascherina2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25524\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/mascherina2.jpg\" alt=\"\" width=\"404\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/mascherina2.jpg 850w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/mascherina2-300x257.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/mascherina2-768x659.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 404px) 100vw, 404px\" \/><\/a>La scoperta del cosmo \u00e8 una dimensione nuova, \u00e8 l\u2019infinito, allora buco questa tela, che era alla base di tutte le arti e ho creato una dimensione infinita, un\u2019x che, per me, \u00e8 la base di tutta l\u2019arte contemporanea.<\/em> <em>Senn\u00f2 continua a dire che l\u2019\u00e8 un b\u00fcs, e ciao.<\/em> (dall\u2019intervista a Lucio Fontana di Carla Lonzi in\u00a0<em>Autoritratto,<\/em>\u00a01969).<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/lonzi3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-25525 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/lonzi3.jpg\" alt=\"\" width=\"235\" height=\"377\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/lonzi3.jpg 235w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/lonzi3-187x300.jpg 187w\" sizes=\"(max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>La mostra\u00a0Lucio Fontana. Autoritratto\u00a0si origina dal rapporto tra l\u2019artista, maestro assoluto dello Spazialismo e dell\u2019arte del XX secolo, e la storica dell\u2019arte Carla Lonzi, allieva del grande Roberto Longhi, che ha rivoluzionato l\u2019idea della critica militante con il suo volume di interviste\u00a0<em>Autoritratto.<\/em><\/strong><em> Accardi Alviani Castellani Consagra Fabro Fontana Kounellis Nigro Paolini Pascali Rotella Scarpitta Turcato Twombly<\/em>\u00a0edito da De Donato, Bari, nel 1969. <strong>Composta di circa cinquanta opere, la mostra si tiene alla Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo presso Parma, dal 12 marzo al 3 luglio 2022<\/strong>, ed \u00e8 curata da Walter Guadagnini, Gaspare Luigi Marcone, Stefano Roffi.<\/p>\n<p>Carla Lonzi (Firenze 1931 \u2013 Milano 1982) inizia il proprio percorso collaborando con celebri gallerie e periodici, presentando poi il lavoro di Carla Accardi alla Biennale di Venezia del 1964. Nello stesso periodo, inizia a raccogliere interviste ad artisti con l\u2019ausilio di un registratore (strumento innovativo per la critica d\u2019arte dell\u2019epoca) poi trascritte e riassemblate per essere edite appunto nel volume\u00a0<em>Autoritratto<\/em> del 1969. Ogni artista parla in prima persona &#8211; vi sono discorsi colloquiali senza filtri e quasi senza vincoli \u2013 esponendo articolate riflessioni sulle proprie ricerche, sul sistema dell\u2019arte nonch\u00e9 sulla propria vita privata. Emerge l\u2019idea di partecipazione e di complicit\u00e0 tra il critico e l\u2019artista, che scardina la visione della critica ufficiale del tempo, con giudizi molto schietti da parte di Fontana su grandi artisti come Jackson Pollock e Robert Rauschenberg.\u00a0<em>Autoritratto<\/em>\u00a0\u00e8 anche una soglia che segna l\u2019uscita di Carla Lonzi dal sistema dell\u2019arte per fondare, l\u2019anno seguente, il gruppo Rivolta Femminile.L\u2019esposizione dunque <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/fontana-mulas-attesa-2-e1644180682388.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25526\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/fontana-mulas-attesa-2-e1644180682388.jpg\" alt=\"\" width=\"315\" height=\"464\" \/><\/a>segue, narrativamente, la conversazione tra Fontana e Lonzi, permettendo la realizzazione di un percorso antologico, ma non dogmatico, con lavori che toccano i momenti salienti e peculiari della ricerca fontaniana<em>, un itinerario nel pensiero e nella pratica di un artista che riteneva che l\u2019arte dovesse essere vissuta attraverso una nuova dimensione, all\u2019interno della quale entravano anche nuove tecnologie e materiali.<\/em>\u00a0Vengono esposte opere di vari periodi, dalle sculture degli anni Trenta ai \u201cConcetti spaziali\u201d (\u201cBuchi\u201d e \u201cTagli\u201d) dagli anni Quaranta ai Sessanta, oltre ai \u201cTeatrini\u201d e alle \u201cNature\u201d bronzee; spettacolari sono l\u2019enorme\u00a0<em>New York 10<\/em>\u00a0del 1962, pannelli di rame con lacerazioni e graffiti, in dialogo con la luce a evocare la sfavillante modernit\u00e0 della metropoli, e la potentissima\u00a0<em>La fine di Dio<\/em>, 1963, grande opera realizzata a olio, squarci, buchi, graffiti e lustrini su tela, emblematica della concezione spazialista e insieme religiosa dell\u2019artista. Il percorso si chiude con opere di Enrico Baj, Alberto Burri, Enrico Castellani, Luciano Fabro, Piero Manzoni, Giulio Paolini, Paolo Scheggi, provenienti dalla collezione personale di Fontana, artisti pi\u00f9 giovani da lui seguiti e promossi. Particolarmente suggestive le serie fotografiche <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/lucio-fontana-biennale-1966.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-25527 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/lucio-fontana-biennale-1966.jpg\" alt=\"\" width=\"446\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/lucio-fontana-biennale-1966.jpg 880w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/lucio-fontana-biennale-1966-300x188.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/lucio-fontana-biennale-1966-768x480.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 446px) 100vw, 446px\" \/><\/a>scattate da Ugo Mulas a Fontana, del quale sono esposte anche due opere appartenute al grande fotografo; di una di esse \u00e8 esposta la documentazione fotografica dell\u2019intera genesi, dal primo \u201cbuco\u201d all\u2019opera compiuta, un\u00a0<em>unicum<\/em> sia nella storia del fotografo sia in quella dell\u2019artista. Una peculiarit\u00e0 del progetto \u00e8 l\u2019aver recuperato il file audio della conversazione originale e integrale, dove si pu\u00f2 ascoltare la diretta voce di Fontana che parla del suo lavoro, della sua vita d\u2019artista, della sua attivit\u00e0 di collezionista ma anche di esperienze e avventure quotidiane (Lonzi pubblicher\u00e0 nel volume del 1969 solo una parte della lunga intervista). Le parole di Fontana vengono utilizzate sia come installazione sonora sia come filo narrativo lungo tutto il percorso della mostra\u00a0<em>Autoritratto<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Lucio Fontana (Rosario di Santa F\u00e8 1899 \u2013 Comabbio 1968) \u00e8 tra i pionieri e maestri indiscussi dell\u2019arte del XX secolo, figura carismatica radicale e dirompente, costante punto di riferimento per gli artisti delle generazioni successive.<\/strong> Promotore di numerosi manifesti del Movimento Spazialista, a cominciare dal\u00a0<em>Manifiesto Blanco<\/em>\u00a0del 1946 &#8211; dove si afferma che<strong>\u00a0<\/strong>\u201cla materia, il colore e il suono in movimento sono i fenomeni, lo sviluppo simultaneo dei quali sostanzia la nuova arte<strong>\u201d<\/strong>\u00a0&#8211; avvia un\u00a0processo che lo porter\u00e0 all\u2019idea di introdurre una nuova, inedita dimensione nelle sue opere. Egli \u00e8 uno sperimentatore totale; dopo i lavori in marmo, gesso e ceramica del primo periodo e la costante attivit\u00e0 di dialogo con prestigiosi architetti, nel 1949 inizia i suoi rivoluzionari lavori con i \u201cBuchi\u201d che perforano la tela; nel 1951 realizza la celebre\u00a0<em>Struttura al neon per la IX Triennale di Milano<\/em>, passando, pionieristicamente, dai lavori concepiti appositamente per trasmissioni televisive sperimentali (1952) e approdando ai celeberrimi \u201cTagli\u201d nel 1958. Nel suo complesso e proficuo percorso ha esposto nelle pi\u00f9 autorevoli sedi museali e istituzionali internazionali, partecipando a numerose edizioni della Biennale di Venezia e di Documenta di Kassel.<\/p>\n<p>La mostra si fregia del supporto e del prestito di un importante nucleo di opere della Fondazione Lucio Fontana di Milano. Altre opere di grande rilievo vengono prestate dal Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, dal Museo Novecento di Firenze, dallo CSAC, Universit\u00e0 di Parma, dalla Collezione Intesa Sanpaolo, dal Patrimonio Artistico del Gruppo Unipol, dalla Collezione Barilla di Arte Moderna, dall\u2019Archivio Ugo Mulas, dalla Biblioteca Fondazione Cariparma, Donazione Corrado Mingardi e da altri prestigiosi Archivi e collezioni private. Il catalogo (Silvana Editoriale) \u00e8 curato, come la mostra, da Walter Guadagnini (gi\u00e0 curatore di due prestigiose mostre presso la Villa dei Capolavori), Gaspare Luigi Marcone (storico e curatore di numerosi progetti sugli artisti italiani del XX secolo), Stefano Roffi (direttore scientifico della Fondazione Magnani-Rocca). Oltre a quelli dei curatori, contiene contributi di Paolo Campiglio, Mauro Carrera, Lara Conte, Maria Villa, con la riproduzione di tutte le opere esposte.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La scoperta del cosmo \u00e8 una dimensione nuova, \u00e8 l\u2019infinito, allora buco questa tela, che era alla base di tutte le arti e ho creato una dimensione infinita, un\u2019x che, per me, \u00e8 la base di tutta l\u2019arte contemporanea. Senn\u00f2 continua a dire che l\u2019\u00e8 un b\u00fcs, e ciao. (dall\u2019intervista a Lucio Fontana di Carla Lonzi in\u00a0Autoritratto,\u00a01969). La mostra\u00a0Lucio Fontana. Autoritratto\u00a0si origina dal rapporto tra l\u2019artista, maestro assoluto dello Spazialismo e dell\u2019arte del XX secolo, e la storica dell\u2019arte Carla Lonzi, allieva del grande Roberto Longhi, che ha rivoluzionato l\u2019idea della critica militante con il suo volume di interviste\u00a0Autoritratto. 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