{"id":25654,"date":"2022-02-21T19:23:27","date_gmt":"2022-02-21T19:23:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=25654"},"modified":"2022-02-21T19:23:27","modified_gmt":"2022-02-21T19:23:27","slug":"il-carnevale-di-venezia-2022-con-remember-the-future-i-musei-si-vestono-a-festa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/02\/21\/il-carnevale-di-venezia-2022-con-remember-the-future-i-musei-si-vestono-a-festa\/","title":{"rendered":"Il Carnevale di Venezia 2022. Con Remember the future  i musei si vestono a festa."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/Longhi-Colloquio-Baute-806x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25656\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/Longhi-Colloquio-Baute-806x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"328\" height=\"417\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/Longhi-Colloquio-Baute-806x1024-1.jpg 806w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/Longhi-Colloquio-Baute-806x1024-1-236x300.jpg 236w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/Longhi-Colloquio-Baute-806x1024-1-768x976.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 328px) 100vw, 328px\" \/><\/a>Venezia \u2013 Anche i musei di Venezia si vestono a festa per il Carnevale di Venezia 2022, che quest\u2019anno si intitola \u201cRemember the future\u201d ispirandosi a una frase di Salvador Dal\u00ec.<\/strong> Da venerd\u00ec 18 febbraio 2022 a marted\u00ec 1 marzo 2022 <strong>aperture serali<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/Tiepolo-Pulcinella-innamorato-774x1024-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-25657 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/Tiepolo-Pulcinella-innamorato-774x1024-1.jpg\" alt=\"\" width=\"330\" height=\"437\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/Tiepolo-Pulcinella-innamorato-774x1024-1.jpg 774w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/Tiepolo-Pulcinella-innamorato-774x1024-1-227x300.jpg 227w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/Tiepolo-Pulcinella-innamorato-774x1024-1-768x1016.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 330px) 100vw, 330px\" \/><\/a> straordinarie<\/strong>\u00a0fino alle ore 22 dei\u00a0<strong>Musei di Piazza San Marco<\/strong>\u00a0(Palazzo Ducale e Museo Correr) e del circuito con biglietto cumulativo dei\u00a0<strong>Musei del Settecento Veneziano<\/strong>\u00a0(Ca\u2019 Rezzonico &#8211; Museo del Settecento Veneziano, Museo di Palazzo Mocenigo &#8211; Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo, Casa di Carlo Goldoni)<\/p>\n<p><em>Abbiamo creato un Carnevale diffuso<\/em>\u00a0&#8211; spiega il Sindaco di Venezia\u00a0<strong>Luigi Brugnaro<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<em>con una serie di iniziative nelle strade e nei luoghi della cultura, nonostante la pandemia. Il Carnevale di Venezia \u00e8 cos\u00ec antico e importante da stare anche nei musei, la nostra bauta \u00e8 conosciuta in tutto il mondo, \u00e8 un evento culturale che porta grande divertimento e gioia, i sentimenti giusti con cui affrontare il futuro, che \u00e8 qui e ora. Abbiamo lavorato coinvolgendo tutte le attivit\u00e0, commerciali, turistiche e culturali, nella citt\u00e0 di mare e nella citt\u00e0 di terra, per offrire a grandi e bambini eventi e bellezza, la gioia della festa e il piacere dell&#8217;arte, con il dono dell&#8217;accoglienza che da sempre ci contraddistingue.<\/em><\/p>\n<p><em>A Venezia anche il Carnevale ha una storia magnifica<\/em>\u00a0&#8211; aggiunge\u00a0<strong>Mariacristina Gribaudi<\/strong>\u00a0presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia &#8211;\u00a0<em>con usanze che si sono stratificate anno dopo anno nelle feste popolari e hanno prodotto i dipinti e i racconti che oggi i Musei custodiscono, a partire da quel gioiello che \u00e8 Ca&#8217; Rezzonico, il nostro Museo del Settecento Veneziano. Il Carnevale \u00e8 festa di strada e pu\u00f2 sembrare strano invitare a festeggiarlo nei musei, ma il Carnevale di Venezia \u00e8 anche festa antica, le sue immagini sono famose nel mondo e ammirarle \u00e8 sempre una gioia. Grandi artisti veneziani del passato ci hanno lasciato opere importantissime che oggi con orgoglio custodiamo perch\u00e9 tutti ne possano godere, e scoprire anche cos\u00ec perch\u00e9 a Venezia il Carnevale ha da sempre trovato l\u2019ambiente culturale pi\u00f9 idoneo alla sua travolgente manifestazione: non c&#8217;\u00e8 luogo migliore, a Venezia, dove &#8220;ricordare il futuro&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>I Musei del Settecento Veneziano sono visitabili con biglietto cumulativo con una tariffa particolarmente vantaggiosa. Per chi \u00e8 residente o nato a Venezia l&#8217;ingresso nei Musei Civici \u00e8 come sempre gratuito. Alle aperture straordinarie si aggiunge un evento gratuito dedicato a bimbi e famiglie a Ca&#8217; Pesaro, nella Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/Guardi-Ridotto-1024x640-1-e1645470669265.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-25658\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/Guardi-Ridotto-1024x640-1-e1645470669265.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"265\" \/><\/a>Speciale Carnevale &#8211; Una Casetta Pop-up<\/strong><\/p>\n<p>Ca\u2019 Pesaro \u2013 Galleria Internazionale d\u2019Arte Moderna<br \/>\nDomenica 27 febbraio ore 11 e 14.30 Con la guida di un importante artista del settore si gioca con le infinite possibilit\u00e0 creative della carta, in particolare con la creazione di pop-up. Attivit\u00e0 nell\u2019ambito della mostra Due mesi di carta in corso a Ca&#8217; Pesaro.<br \/>\nDai 6 ai 14 anni, evento gratuito con prenotazione dal 21 al 25 febbraio.<\/p>\n<p><strong>I Musei del Settecento Veneziano<\/strong><\/p>\n<p>Ca\u2019 Rezzonico &#8211; Museo del Settecento Veneziano.<br \/>\nMuseo di Palazzo Mocenigo &#8211; Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo Casa di Carlo Goldoni. Il Settecento fu l\u2019ultima grande stagione di fioritura di ogni arte a Venezia e forse la pi\u00f9 iconica. Con un unico biglietto \u00e8 possibile \u201cpercorrerla\u201d, spaziando in tre musei. In primo luogo l\u2019imperdibile Ca\u2019 Rezzonico, uno dei pi\u00f9 bei palazzi del Canal Grande, strepitoso scrigno di capolavori di quest\u2019epoca, con importantissime opere pittoriche e preziosi mobili, suppellettili, ambienti. Nella dimora patrizia dei Mocenigo a San Stae si conservano invece raccolte tessili, costumi originali e un\u2019 interessante sezione dedicata all\u2019arte della profumeria, mentre la graziosa casa natale di Carlo Goldoni, protagonista a livello internazionale della rivoluzione teatrale del Settecento, ospita un importante centro studi sul tema. Il costo del biglietto cumulativo \u00e8 di 16 euro, ridotto 13 euro (Biglietto famiglia, ragazzi da 6 a 14 anni, studenti dai 15 ai 25 anni, titolari di Carta Rolling Venice) si acquista nel sito della Fondazione MUVE<\/p>\n<p>Il Museo del Settecento Veneziano di Ca&#8217; Rezzonico custodisce opere note anche per la rappresentazione del Carnevale che restituiscono. E&#8217; soggetto di molti dipinti di Pietro Longhi qui custoditi, il pi\u00f9 celebre \u00e8 forse quello con il rinoceronte Clara, che ci ricorda come nel Settecento per il carnevale, che durava ben tre mesi, in Piazza San Marco venivano allestiti dei \u2018casotti\u2019 con curiosit\u00e0 e venditori di vario genere &#8211; burattinai, maghi, astrologi, ciarlatani &#8211; e anche animali esotici come leoni, elefanti e, in questo caso, il Rinoceronte. Sempre il Longhi rappresenta la bauta, la celebre maschera veneziana, uno dei travestimenti pi\u00f9 comuni nel Carnevale antico, soprattutto a partire dal XVIII secolo, rimasto in voga fino a oggi. Una tra le pi\u00f9 celebri maschere della commedia dell\u2019arte, il Pulcinella, \u00e8 il soggetto dei magnifici affreschi di Giandomenico Tiepolo, dipinti per la villa di famiglia a Zianigo vicino a Venezia e oggi custoditi a Ca&#8217; Rezzonico.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/tiepolo-pulcinella-saltimbanchi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25659\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/tiepolo-pulcinella-saltimbanchi.jpg\" alt=\"\" width=\"324\" height=\"402\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/tiepolo-pulcinella-saltimbanchi.jpg 451w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/tiepolo-pulcinella-saltimbanchi-242x300.jpg 242w\" sizes=\"(max-width: 324px) 100vw, 324px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Fondazione Musei Civici di Venezia<\/strong><\/p>\n<p>Piazza San Marco 52 &#8211; 30124 Venezia<br \/>\n+39 041 2405211<\/p>\n<p><strong>Pietro Longhi (1701-1785)<\/strong>. <strong>Il Rinoceronte<\/strong> <strong>Venezia, Ca\u2019 Rezzonico, Museo del Settecento veneziano.<\/strong><\/p>\n<p>Nel Settecento, durante il carnevale, che durava ben tre mesi, nei vari \u2018casotti\u2019 allestiti nell\u2019area marciana si susseguivano curiosit\u00e0 e venditori di vario genere: burattinai, maghi, astrologi, ciarlatani: tutti raffigurati da Pietro Longhi in molti dei quadri esposti a Ca\u2019 Rezzonico, Museo del Settecento veneziano. Fra le attrazioni principali c\u2019erano anche animali esotici come leoni, elefanti e, in questo caso, il Rinoceronte. In occasione del carnevale del 1751 arriv\u00f2 a Venezia, dopo una fortunatissima tourn\u00e9e europea, un rinoceronte indiano femmina chiamato Clara. Il proprietario, Douwe Mout van der Meer, un capitano della compagnia delle indie olandesi, l\u2019aveva portato con s\u00e9 dal Bengala facendone ben presto un\u2019attrazione che fece tappa in tutte le principali citt\u00e0 europee fino al 1758, anno della morte dell\u2019animale. Il dipinto, raffigurante il Rinoceronte durante la sua esposizione veneziana, fu eseguito dall\u2019artista per il nobiluomo Giovanni Grimani, come recita il cartiglio sulla destra del dipinto, che non a caso possedeva nella sua villa in terraferma una specie di zoo privato con molti animali esotici. Si tratta senza dubbio di uno dei capolavori di Pietro Longhi, che allo spunto curioso di questo insolito arrivo in citt\u00e0 coniuga magicamente l\u2019intimo e il mondano, collocando l\u2019animale nell\u2019affascinante atmosfera del carnevale veneziano cui associa un fresco dato di verit\u00e0 storica. Al centro della composizione, non troviamo, infatti, un visitatore qualunque ma il committente del nostro dipinto (all\u2019epoca ventitreenne) accanto alla sua bellissima e sfortunata sposa, Caterina Contarini, che sarebbe morta di l\u00ec a poco dopo aver dato alla luce la loro unica figlia.<\/p>\n<p><strong>Pietro Longhi (1701-1785)<\/strong>. <strong>Colloquio tra baute<\/strong><br \/>\n<strong>Venezia, Ca\u2019 Rezzonico, Museo del Settecento veneziano<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019originale produzione di Pietro Longhi, ci consente di entrare nella vita quotidiana della Venezia settecentesca. Il suo percorso artistico \u00e8 lungo e complesso e tocca numerosi generi artistici. Dopo una non brillante carriera di pittore storico si converte alla pittura di genere, nella quale riprende contadini e pastori in atteggiamenti di tenera e festante complicit\u00e0 come nella Polenta oppure<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/longhi-rinoceronte.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-25660 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/longhi-rinoceronte.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"402\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/longhi-rinoceronte.jpg 446w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/longhi-rinoceronte-239x300.jpg 239w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a> nella Furlana (Ca\u2019 Rezzonico, Museo del Settecento veneziano). Dopo queste opere verso la met\u00e0 del secolo egli volge lo sguardo verso la citt\u00e0, mutando argomento e stile. Sar\u00e0 il suo successo. I soggetti diventano i membri del patriziato veneziano raffigurati, non in aulici ritratti da parata, ma ripresi nelle loro occupazioni quotidiane: Il parrucchiere, la Cioccolata del mattino, oppure la Visita di un cavaliere in bauta o la Lettera del moro (Ca\u2019 Rezzonico, Museo del Settecento veneziano). \u00c8 la prima volta che la riservata aristocrazia veneziana si mostra nell\u2019intimit\u00e0, indaffarata nei propri passatempi. Nel descrivere questo mondo privato Pietro Longhi si serve di una tecnica delicatissima, costruita su tenere impasti di colore, lavorati con minuti e continui tocchi di pennello che esaltano la resa delle stoffe. Il pittore segue l\u2019aristocrazia anche fuori dalle mura domestiche, dove si reca non per prendere parte alle cerimonie pubbliche ma per godere degli svaghi del Carnevale. I punti di stazione sono i palchi dei ciarlatani o dei venditori presso i quali l\u2019artista ritrae i nobili veneziani con il volto mascherato, come prescritto dalle leggi della Serenissima, cos\u00ec da preservarne l\u2019anonimato. L\u2019alibi della maschera permetteva infatti alle classi sociali di mescolarsi: le gerarchie venivano temporaneamente abolite e ogni licenza era legalizzata. In questo dipinto il pittore pare celebrare la bauta, tipica maschera veneziana. Si trattava di uno dei travestimenti pi\u00f9 comuni nel Carnevale antico, soprattutto a partire dal XVIII secolo, rimasto in voga e utilizzato talvolta anche nel Carnevale moderno. Tale travestimento, prettamente veneziano e indossato sia dagli uomini che dalle donne, si compone di tre elementi: una particolare maschera bianca denominata larva, da porre sotto un cappello a tricorno nero, e un avvolgente mantello scuro chiamato tabarro. La bauta era utilizzata diffusamente durante il periodo del Carnevale, ma anche a teatro, in altre feste, negli incontri galanti e ogni qualvolta si sentisse la necessit\u00e0 di corteggiare o di essere corteggiati, garantendosi reciprocamente il totale anonimato. A questo scopo la particolare forma della maschera sul volto assicurava la possibilit\u00e0 di bere e mangiare senza doverla togliere.<br \/>\nLegittimo discendente dei lupercali, licenziosissimi giochi in onore del dio Pan, il Carnevale trova a Venezia l\u2019ambiente culturale pi\u00f9 idoneo alla sua proliferazione. Non per nulla, un papa veneziano, Pietro Barbo, eletto col nome di Paolo II nel 1464, \u201clo trasse a Roma nel 1467, o poco prima, dai labirinti del medio evo e dai prati di Testaccio, per condurlo a rumoreggiare nella via Lata, la quale dal precipuo spettacolo carnevalesco prese appunto il nome di Corso\u201d.<br \/>\nScrostato dal suo aspetto infantilizzato e degradato, esso si rivela come un grande rito, la grande e attesa festa di passaggio dall\u2019inverno alla primavera, in cui si compie la sospensione delle leggi e si attua il rovesciamento dei ruoli e delle priorit\u00e0. Durante il Carnevale, l\u2019io sparisce nella maschera per un viaggio nel mondo dell\u2019oscuro: camminare e ballare compiendo un viaggio calmo e frenetico nel regno dell\u2019ombra, nel buio della luna nuova. Dentro il recinto del rito la licenza di trasgredire \u00e8 concessa (ogni scherzo vale), ossia ogni recita, ogni gioco. Le feste costellano l\u2019annata degli uomini e nelle Venezia del Settecento il Carnevale \u00e8 una delle pi\u00f9 estese: un popolo intero che si cerca e si maschera per rincorrersi, nascondersi e giocare insieme, mediante una teatrale e festiva dignit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/tiepolo-altalena-pulcinella.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25661\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/tiepolo-altalena-pulcinella.jpg\" alt=\"\" width=\"363\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/tiepolo-altalena-pulcinella.jpg 470w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/02\/tiepolo-altalena-pulcinella-252x300.jpg 252w\" sizes=\"(max-width: 363px) 100vw, 363px\" \/><\/a>Francesco Guardi (1712-1793)<\/strong>. <strong>Il Ridotto di palazzo Dandolo a San Mois\u00e9<\/strong> <strong>Venezia, Ca\u2019 Rezzonico, Museo del Settecento veneziano.<\/strong><\/p>\n<p>Luogo di vizio e di perdizione, in cui si poteva mantenere l\u2019anonimato indossando la maschera, il Ridotto di palazzo Dandolo a Venezia, divenne presto un importante polo di attrazione per i nobili locali e per quanti giungevano dall\u2019estero con l\u2019intenzione di frequentare il celebre Carnevale veneziano. Pubblica sala da gioco gestita dallo Stato, il Ridotto rimaneva aperto nei mesi dell\u2019interminabile carnevale veneziano, che andava dal 26 dicembre al giorno delle Ceneri, ma furono concesse molte deroghe. Quanti vi si recavano \u2013 veneziani o forestieri che fossero \u2013 erano tenuti a portare la maschera. Gli unici esenti da quest\u2019obbligo erano i nobili che tenevano i banchi da gioco, scelti tra quelli appartenenti alle famiglie meno abbienti, i cosiddetti Barnabotti. Personaggi singolari, i croupiers moderni o i tagliatori come si diceva allora, che dovevano rigorosamente indossare la parrucca e la toga, solitamente nera. La presenza continua nelle sale di usurai e prostitute, il serio problema della dissipazione dei capitali delle famiglie veneziane e i non precisati rapporti d\u2019affari che intercorrevano tra gli usurai e i Barnabotti, spinsero la Serenissima Repubblica a decretarne la chiusura per ragioni sostanzialmente morali nel 1774. A ben vedere, il dipinto di Francesco Guardi sottolinea tale promiscuit\u00e0. Ad esempio, a destra, appare un Barnabotto, con al fianco una donna che tiene in mano un fuso e una conocchia (nella pittura olandese del Seicento gli elementi distintivi delle streghe e delle prostitute), colto mentre si fa consegnare da un altro uomo una chiave, tratta da un grosso mazzo: un fatto di facile interpretazione. Oppure la scenetta sull\u2019estrema sinistra, dove un altro Barnabotto pare intento a prestare del denaro ad un nobiluomo mascherato. Un ambiente in cui re, prostitute, ambasciatori, avventurieri, nobili e usurai giocavano fianco a fianco, dando vita a quella mescolanza e promiscuit\u00e0 tipica del Carnevale veneziano e che in gran parte alimenta il mito di Venezia, di quella Venezia licenziosa, che ha inevitabilmente affascinato generazioni di viaggiatori e artisti.<\/p>\n<p><strong>Giandomenico Tiepolo (1727-1804)<\/strong>. <strong>L\u2019altalena dei Pulcinella, Pulcinella e i saltimbanchi, Pulcinella innamorato<\/strong> <strong>Venezia, Ca\u2019 Rezzonico, Museo del Settecento veneziano<\/strong><\/p>\n<p>A Ca\u2019 Rezzonico, si conserva una delle pi\u00f9 straordinarie testimonianze dell\u2019arte del Settecento. Si tratta del ciclo di affreschi realizzato da Giandomenico Tiepolo per la villa di famiglia a Zianigo vicino a Venezia. L\u2019edificio era stato acquistato dal padre Giambattista nel 1757, con l\u2019intento di farne l\u2019estremo rifugio per la vecchiaia dopo una carriera lunga e fortunata. Purtroppo per lui, non ne ebbe il tempo. Compiuti da subito alcuni lavori di ristrutturazione, egli part\u00ec alla volta della Spagna nel 1762 per dar vita alla sua ultima grande impresa: la decorazione del Palazzo Reale. Com\u2019\u00e8 noto non avrebbe pi\u00f9 fatto ritorno in Italia: Giambattista Tiepolo, infatti, mor\u00ec a Madrid il 27 marzo 1770. La villa, quindi, pass\u00f2 al figlio Giandomenico che la elesse a propria residenza e, nel corso di oltre trent\u2019anni, ne decor\u00f2 gli ambienti con scene sorprendenti e originali. Tra questi, spicca la cosiddetta Stanza dei Pulcinella, sicuramente una delle sale pi\u00f9 affascinanti e pi\u00f9 celebri dell\u2019intero ciclo. Si tratta di composizioni non eseguite per uno specifico mecenate ma per il piacere dell\u2019artista nella dimensione privata della propria dimora. Proprio questa circostanza liber\u00f2 l\u2019autore da convenzioni tematiche e figurative, consentendogli di assecondare la propria intima natura, volta a descrivere con sarcasmo e disincanto la realt\u00e0 circostante. Gli ultimi anni di vita, Giandomenico li trascorre infatti ritirato nella villa di famiglia a Zianigo, realizzando serie di disegni con scene di vita quotidiana e proseguendo, sempre per diletto personale, ad affrescarne le stanze. Ne scaturirono raffigurazioni in cui si condensa lo spirito di una civilt\u00e0, quella veneziana di secondo Settecento, che si riflette nei libretti d\u2019opera licenziati proprio in quegli anni da Lorenzo da Ponte \u2013 altro illustre esponente di quella cultura \u2013 per la celebre trilogia di Mozart: Le Nozze di Figaro, andate in scena nel 1786, il Don Giovanni del 1787 e soprattutto il Cos\u00ec fan tutte del 1790. Narrazioni permeate d\u2019una atmosfera tra l\u2019ironico e il licenzioso, che nella variazione del medium si ritrova nei disegni e negli affreschi che Giandomenico andava ideando in quegli stessi anni. Opere in cui il pittore interpreta beffardamente lo spettacolo offertogli dall\u2019umanit\u00e0 contemporanea, di cui non condivide la condotta: \u201cun\u2019umanit\u00e0 presa da smanie d\u2019evasione, stolida e svagata, che sembra vivere nel tempo di un\u2019eterna vacanza\u201d. Come notato da Antonio Morassi gi\u00e0 nel 1941, tali composizioni sono \u201csenz\u2019ombra di dubbio, tra i pi\u00f9 corrosivi documenti d\u2019una societ\u00e0 in disfacimento, che trovano riscontro, d\u2019altronde, anche nelle satire di Parini, del Gozzi, e in particolare nei \u2018pamphlets\u2019 della \u2018Frusta letteraria\u2019 del Baretti: caricature d\u2019uno spirito acuto che notava causticamente i segni dell\u2019interiore rovina d\u2019una societ\u00e0 ormai infrollita\u201d. Dalla satira di costume Tiepolo passa infine all\u2019ideazione di un mondo popolato da Pulcinella, una tra le pi\u00f9 celebri maschere della commedia dell\u2019arte. A questi bizzarri personaggi riserva un\u2019intera stanza della sua dimora. \u201cSulle pareti e sul soffitto della camera innumerevoli Pulcinella, sbucati improvvisamente dalle viscere della terra, servendosi di una scala, compiono le stesse azioni della nobilt\u00e0 oppure fanno il verso ai protagonisti delle favole e delle mitologie celebrate dal padre: si divertono con l\u2019altalena, corteggiano le donne nel corso del carnevale, si ubriacano, vanno in passeggiata. Il futuro immaginato dal pittore appare quindi tragico e comico allo stesso tempo, agghiacciante e attuale nel suo pessimismo: al fatuo Mondo Novo egli contrappone un altro mondo nuovo di zecca, abitato da un popolo irriverente, sboccato, composto di personaggi liberi ed eguali, in ossequio alle parole d\u2019ordine che provenivano allora dalla Francia rivoluzionaria. Non irrilevante segnalare come la data che segna il termine degli affreschi sia proprio il 1797, lo stesso anno \u2018fatale\u2019 della caduta della Repubblica di Venezia\u201d (Mariuz). Tramite questa maschera, l\u2019artista emula l\u2019esperienza umana in una nuova dimensione, e nelle storie di Pulcinella sembra talvolta riflettersi anche quella degli uomini: cos\u00ec facendo il passaggio da una civilt\u00e0 all\u2019altra appare compiuto. Morto Giandomenico la villa pass\u00f2 pi\u00f9 volte di propriet\u00e0. Nel 1906 l\u2019allora possessore Angelo Duodo vendette gli affreschi all\u2019antiquario Antonio Salvadori al fine di trasferirli all\u2019estero, ma un\u2019indignata campagna di stampa spinse il Comune di Venezia, di concerto con lo Stato italiano, ad acquistarli per trattenerli a Venezia e renderli visibili al pubblico. Dapprima esposti nelle sale del Museo Correr presso l\u2019antica sede del Fondaco dei Turchi, furono poi trasferiti nel nascituro Museo del Settecento veneziano, inaugurato a Ca\u2019 Rezzonico nel 1936. Qui ancora oggi si ammirano in piccoli ambienti, atti a riproporne in qualche modo la collocazione originaria.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Venezia \u2013 Anche i musei di Venezia si vestono a festa per il Carnevale di Venezia 2022, che quest\u2019anno si intitola \u201cRemember the future\u201d ispirandosi a una frase di Salvador Dal\u00ec. Da venerd\u00ec 18 febbraio 2022 a marted\u00ec 1 marzo 2022 aperture serali straordinarie\u00a0fino alle ore 22 dei\u00a0Musei di Piazza San Marco\u00a0(Palazzo Ducale e Museo Correr) e del circuito con biglietto cumulativo dei\u00a0Musei del Settecento Veneziano\u00a0(Ca\u2019 Rezzonico &#8211; Museo del Settecento Veneziano, Museo di Palazzo Mocenigo &#8211; Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo, Casa di Carlo Goldoni) Abbiamo creato un Carnevale diffuso\u00a0&#8211; spiega il Sindaco [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/02\/21\/il-carnevale-di-venezia-2022-con-remember-the-future-i-musei-si-vestono-a-festa\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,9894,44545,44441,87,35351,44697,26,17505,35188,64,28369,44504,18066],"tags":[451686,451683,451685,108250,451680,451687,451684,451682,451681,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25654"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25654"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25654\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25662,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25654\/revisions\/25662"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}