{"id":25786,"date":"2022-03-09T20:50:51","date_gmt":"2022-03-09T20:50:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=25786"},"modified":"2022-03-09T20:50:51","modified_gmt":"2022-03-09T20:50:51","slug":"valerio-adami-tra-nuova-figurazione-e-arte-pop-alla-dep-art-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/03\/09\/valerio-adami-tra-nuova-figurazione-e-arte-pop-alla-dep-art-di-milano\/","title":{"rendered":"Valerio Adami tra Nuova Figurazione e arte Pop alla Dep Art di Milano."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/125921-unnamed.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25787\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/125921-unnamed.jpg\" alt=\"\" width=\"445\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/125921-unnamed.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/125921-unnamed-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 445px) 100vw, 445px\" \/><\/a>Attraverso 28 opere scelte fra tele recenti di grande formato e opere degli anni \u201970, la retrospettiva, visitabile fino al 14 aprile 2022, documenta la vitalit\u00e0 della ricerca visiva di\u00a0 Valerio Adami un protagonista dell\u2019arte italiana ed europea. La mostra voluta dalla Dep Art Gallery include una selezione di opere,<\/strong> viaggi, ritratti, miti greci, rappresentative di diversi momenti della ricerca di Valerio Adami, attivo gi\u00e0 dalla fine degli anni Cinquanta nell\u2019ambito di quella vasta tendenza artistica denominata Nuova Figurazione che, sulle ceneri dell\u2019Informale, trov\u00f2 i suoi fulcri di elaborazione in Inghilterra e negli Stati Uniti, fino a farsi largo per tutta Europa assumendo articolazioni ed esiti diversi e talvolta persino contradditori.<\/p>\n<p>La vicenda internazionale di quegli anni si ritrova nelle esperienze di Adami stesso, nato nel 1935 a Bologna, e oggi residente tra Parigi, sua citt\u00e0 d\u2019elezione e il Lago Maggiore. Diplomato all\u2019Accademia di Brera nel 1955 e poi in viaggio attraverso l\u2019Europa, gli Stati Uniti, l\u2019America Latina e l\u2019India, Adami unisce a questi stimoli la fascinazione per la pittura di Oskar Kokoschka e di Francis Bacon, del Surrealismo e di Giorgio De Chirico, attingendo all\u2019ondata pop inglese e americana e sviluppando presto una sua <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/licensed-image-e1646858577819.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-25788 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/licensed-image-e1646858577819.jpg\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"409\" \/><\/a>originale figurazione sintetica e frammentata, giocata su campiture piatte, definite attraverso un segno-disegno tagliente. Cos\u00ec Adami \u201critaglia\u201d netti contorni neri senza chiaroscuro e, come un montatore cinematografico, inserisce nell\u2019opera parole e sigle.<\/p>\n<p><strong>Secondo la definizione del filosofo Jacques Derrida sull\u2019arte di Valerio Adami: \u201cun viaggio del disegno\u201d presiede il lavoro dell\u2019artista,<\/strong> caratterizzato da quella tipica deflagrazione del pensiero nell\u2019immagine, della parola nel disegno, e viceversa. Il titolo della mostra, \u201cImmagine e pensiero\u201d, fa riferimento a questa apertura alla contaminazione tra processi mentali e inconscio, con le immagini della vita quotidiana e della cultura alta e bassa, attraverso procedimenti fotografici e filmici. Lo si nota nelle opere in mostra, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/333344fc-adb4-11e5-8919-b5107612a4f6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25790\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/333344fc-adb4-11e5-8919-b5107612a4f6.jpg\" alt=\"\" width=\"493\" height=\"368\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/333344fc-adb4-11e5-8919-b5107612a4f6.jpg 700w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/333344fc-adb4-11e5-8919-b5107612a4f6-300x224.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 493px) 100vw, 493px\" \/><\/a>nelle lettere e nelle parole alla deriva sulla tela, nelle immagini dilatate, nelle tracce iconiche, nei transfert e nelle ripetizioni. <strong>L\u2019integrit\u00e0 del rigore di Adami, ha saputo fare della fertile dispersione del suo linguaggio un momento imprescindibile dell\u2019arte internazionale.<\/strong><strong><br \/>\nValerio Adami\u00a0<\/strong>nasce a Bologna il 17 marzo 1935. Trasferitosi poi a Milano, si iscrive nel 1952 all\u2019Accademia di Brera, dove avr\u00e0 come docente di disegno Achille Funi. Terminati gli studi si sposta momentaneamente a Parigi e qui conosce i pittori Wilfredo Lam e Roberto Sebastian Matta. Ritornato in Italia, nel 1959 tiene la prima mostra personale presso la Galleria del Naviglio. Dal 1960 iniziano per Adami una serie di lunghi soggiorni che lo porteranno in tantissime nazioni: da Cuba all\u2019India, fino all\u2019Israele e all\u2019Argentina. Questi viaggi saranno fondamentali poich\u00e9 fonte inesauribile di amicizie, come quella con il filosofo Jacques Deridda e i pittori Saul Steinberg e Richard Lindner. Adami lavora tra Londra e Parigi dal 1961 al 1964, anno in cui sar\u00e0 presente con una sala personale a Documenta 3 di Kassel. La sua pittura \u00e8 caratterizzata da un cromatismo e da un disegno marcato, che nel 1961-1964, periodo del soggiorno londinese e complice anche il confronto con la pop art, si rafforzer\u00e0 ancora di pi\u00f9 con l\u2019utilizzo di una cromia caratterizzata da colori vivaci e forti contrasti di luce. Lo stile si distingue nell\u2019uso di una materia cromatica in stesure piatte, dentro i netti contorni neri del disegno.Dal 1964 utilizza come campo di indagine il fumetto, sfruttandone il linguaggio conciso e sintetico, tipico delle opere di Roy Lichtenestein. Caratteristica della sua pittura sono i contorni netti, le larghe campiture e l\u2019ambientazione in scenari fantastici o ambienti della vita quotidiana: camere da letto e saloni. Le tecniche utilizzate sono: l&#8217;olio, l&#8217;acquerello, l&#8217;acrilico e la serigrafia.<br \/>\nNumerose nel corso degli anni le mostre personali, come quella tenuta presso lo Studio Marconi di Milano nel 1969, al Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne de la Ville de Paris nel 1970 e l\u2019ampia antologica tenutasi al Centre Pompidou nel 1985. Ha partecipato inoltre alle Biennali di Venezia nel 1968 e nel 1986, e a Documenta III di Kassel con una sala personale. Valerio Adami attualmente vive e lavora tra Parigi e Meina, sul Lago Maggiore.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Attraverso 28 opere scelte fra tele recenti di grande formato e opere degli anni \u201970, la retrospettiva, visitabile fino al 14 aprile 2022, documenta la vitalit\u00e0 della ricerca visiva di\u00a0 Valerio Adami un protagonista dell\u2019arte italiana ed europea. La mostra voluta dalla Dep Art Gallery include una selezione di opere, viaggi, ritratti, miti greci, rappresentative di diversi momenti della ricerca di Valerio Adami, attivo gi\u00e0 dalla fine degli anni Cinquanta nell\u2019ambito di quella vasta tendenza artistica denominata Nuova Figurazione che, sulle ceneri dell\u2019Informale, trov\u00f2 i suoi fulcri di elaborazione in Inghilterra e negli Stati Uniti, fino a farsi largo per [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/03\/09\/valerio-adami-tra-nuova-figurazione-e-arte-pop-alla-dep-art-di-milano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,53889,53888,9894,10357,180472,44441,87,35351,35266,17505,28369,4625,409394],"tags":[328322,451750,17520,339941,355195,51679],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25786"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25786"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25786\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25791,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25786\/revisions\/25791"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25786"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25786"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25786"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}