{"id":25799,"date":"2022-03-11T11:53:06","date_gmt":"2022-03-11T11:53:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=25799"},"modified":"2022-03-11T11:53:06","modified_gmt":"2022-03-11T11:53:06","slug":"carlo-ciussi-e-la-metamorfosi-del-colore-la-mostra-alla-fondazione-ghisla-di-locarno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/03\/11\/carlo-ciussi-e-la-metamorfosi-del-colore-la-mostra-alla-fondazione-ghisla-di-locarno\/","title":{"rendered":"Carlo Ciussi e la metamorfosi del colore. La mostra alla Fondazione Ghisla di Locarno."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/index.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-25800\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/index.jpg\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"172\" \/><\/a>La Fondazione Ghisla Art Collection in collaborazione con l\u2019Archivio Carlo Ciussi organizza, nel decimo anniversario della scomparsa dell\u2019artista, la mostra <strong>Carlo Ciussi. La metamorfosi del colore<\/strong>, prima retrospettiva internazionale a lui dedicata dopo la morte. L\u2019esposizione inaugurer\u00e0 <strong>sabato 19 marzo 2022 alle ore 17.30<\/strong> e sar\u00e0 visitabile dal 20 marzo al 21 agosto 2022 negli spazi espositivi della Fondazione.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/index2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-25801 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/index2.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"238\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Carlo Ciussi (Udine, 1930 &#8211; 2012) \u00e8 fra i protagonisti dell\u2019arte italiana del XX secolo<\/strong>: il suo lavoro, che attraversa tutta la seconda met\u00e0 del secolo scorso e giunge all\u2019inizio del nuovo millennio, ha mantenuto una coerenza di fondo pur nella grande diversit\u00e0 degli esiti raggiunti nei vari periodi della sua attivit\u00e0 artistica, rimanendo tanto vicino alle correnti a lui contemporanee quanto autonomo nella sua ricerca incessante. La mostra offre l\u2019occasione per una lettura complessiva dell\u2019opera dell\u2019artista permettendo di tracciarne la storia.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo \u00e8 articolato in senso cronologico, in modo da offrire una visione complessiva dei diversi periodi del suo fare arte dal 1965, dopo la sua prima partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1964, al 2012. <strong>Le ventisette opere esposte sono rappresentative degli snodi cruciali nella storia di Ciussi,<\/strong> dai primi lavori in cui l\u2019attenzione si rivolge all\u2019impaginazione geometrica del quadro in toni grigio-neri, fra i quali <em>III.65<\/em> (1965), appartenente alla collezione della Fondazione Ghisla, poi riempita di colori, e, in uno sviluppo pluridecennale, sino agli esiti degli ultimi lavori. Alcuni dei dipinti erano stati esposti nelle prime mostre milanesi della Galleria Stendhal negli anni Sessanta; altri, come <em>XLI<\/em> (1967), nell\u2019importante mostra dedicata a Ciussi dalla Galerie Paul Facchetti nella sede di Parigi nel 1967 (e, poi, nella sede della galleria a Zurigo nel 1971) o, ancora nel 1967, alla IX\u2008Biennale di San Paolo del Brasile (<em>XXIII<\/em>, 1967), per essere di nuovo presentate insieme nel 1974 in occasione della prima retrospettiva dedicata all\u2019artista a Palazzo Torriani di Gradisca d\u2019Isonzo. Dopo un ventennio in cui l\u2019attenzione di Ciussi sembra prevalentemente rivolta alla geometria, negli anni \u201870 \u00e8 il colore ad assumere un ruolo centrale nel suo lavoro, con una semplificazione della geometria a figure rettangolari fluttuanti, come nelle <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/index6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-25803\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/index6.jpg\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"189\" \/><\/a>opere <em>XXIV<\/em> (1976) e <em>XXX<\/em>\u2008(1979);\u2008ma questo passaggio permette di prendere coscienza di quanto il colore, per l\u2019artista, fosse gi\u00e0 decisivo nelle ricerche precedenti. Negli anni Ottanta e Novanta emerge l\u2019energia dinamica di un segno pittorico serpentinato, come si osserva nei dipinti in mostra del 1990, o angolare, a partire dal 1995, che arriva a invadere l\u2019ambiente in lavori come <em>Struttura<\/em> (1995), opera tridimensionale autoportante. Dopo aver partecipato alla Biennale di Venezia del 1986 con due sculture, un importante momento di sintesi \u00e8 costituito dalla mostra antologica al Museo Revoltella di Trieste nel 1997 e, nel 1998, dalla personale alla Esslinger Kunstverein Villa Merkel di Esslingen in Germania.<\/p>\n<p>Nel nuovo millennio il lavoro di Ciussi riprende \u2013 anche se in modo radicalmente nuovo, carico di tutti gli anni dedicati allo studio del colore e all\u2019analisi dei mezzi pittorici \u2013 i quadrati disassati che apparivano nei quadri del 1965, come in <em>Senza titolo<\/em> del 2005, anch\u2019essa appartenente alla collezione della Fondazione Ghisla. All\u2019inizio degli anni Duemila si sono moltiplicate grandi mostre antologiche e retrospettive, tanto in Italia quanto all\u2019estero. Importanti mostre si sono tenute nel 2005 a Palazzo Isimbardi a Milano, nello storico Palazzo dei Sette di Orvieto nel 2007 e, nel 2009, in Germania, al Neuer Kunstverein di Aschaffenburg e in Austria, alle Stadtgalerien di Klagenfurt. Nello stesso anno \u00e8 stato invitato con sue opere alla mostra <em>Temi &amp; Variazioni<\/em> presso la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, mentre gi\u00e0 nel 2005, a Milano, aveva esposto una scultura di grandi dimensioni in Piazza della Scala. La sua ricerca si \u00e8 infine estesa ad approfondimenti sulla possibilit\u00e0 di riempire i quadrati stessi, nei \u201cSenza titolo\u201d del 2009, o di graffiare la superficie del quadro, negli ultimissimi lavori del 2011 e 2012, presentati per la prima volta nella mostra antologica al Museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea nella sede di Casa Cavazzini, a Udine.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/indexvv.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-25804\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/indexvv.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"238\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Fondazione Ghisla Art Collection &#8211; Locarno<\/strong><\/p>\n<p>La Fondazione Ghisla Art Collection, ente senza scopo di lucro, \u00e8 stata istituita nell\u2019aprile del 2014, con l\u2019intento di mettere a disposizione della collettivit\u00e0 un patrimonio artistico di valore internazionale, per essere condiviso da tutti coloro che riconoscono nell\u2019arte una ricchezza indelebile. La collezione \u00e8 stata creata dai coniugi Ghisla, spinti da una crescente ed eclettica passione per l\u2019espressivit\u00e0 artistica. La sua sede occupa uno stabile di fattura futuristica realizzato su progetto dello studio d\u2019architettura Moro &amp; Moro di Locarno e si trova nel centro citt\u00e0, a pochi metri dal porto turistico.<\/p>\n<p>Nel 2022, nelle prime sei sale dell\u2019iconico cubo rosso, si presenta una selezione di opere appartenenti alla collezione di arte moderna e contemporanea di Martine e Pierino Ghisla. Come sempre l\u2019allestimento non segue un rigore cronologico o una suddivisione per movimenti o tendenze, ma il visitatore si immerge nei capolavori della Pop Art, dell\u2019Informale, dell\u2019Arte Concettuale, dell\u2019Astrattismo e del New Dada. Al secondo piano della Fondazione \u00e8 situata la collezione permanente tra cui sono presenti importanti opere di <strong>Pablo Picasso<\/strong>,<strong> Ren\u00e9 Magritte<\/strong>,<strong> Joan Mir\u00f2<\/strong>,<strong> Roy Lichtenstein<\/strong>,<strong> Christo &amp; Jeanne-Claude<\/strong>,<strong> Jean-Michel Basquiat<\/strong>,<strong> Cy Twombly<\/strong>,<strong> Agostino Bonalumi<\/strong>,<strong> Lucio Fontana<\/strong>,<strong> Fernando Botero<\/strong>. Come ogni anno, a completare l\u2019allestimento e seguendo una rotazione annuale, sono presentati alcuni interessanti lavori tra cui spiccano i nomi degli americani<strong> Robert Kushner <\/strong>e<strong> Allan McCollum<\/strong>, il giapponese <strong>Tadashi Kawamata<\/strong>, i belgi<strong> Maurice Wykaert <\/strong>e<strong> Georges Collignon<\/strong>, il francese<strong> Jean Miotte<\/strong>, lo svizzero <strong>Urs L\u00fcthi <\/strong>e gli italiani<strong> Piero Dorazio e Giuseppe Penone.<\/strong><\/p>\n<p>Tenendo fede alla sua primaria missione di condivisione artistica, la Fondazione Ghisla Art Collection, all\u2019interno dei suoi spazi, organizza anche diverse attivit\u00e0 ispirate e legate alle opere in mostra. Durante la stagione di apertura, da marzo a dicembre, si pu\u00f2 cos\u00ec assistere a performance di danza e concerti in dialogo diretto con le opere in esposizione. Particolare attenzione viene inoltre prestata alla mediazione culturale sia proponendo programmi didattici adattabili alle esigenze di et\u00e0 e curriculum di studio di scuole e bambini, sia offrendo la possibilit\u00e0 di visitare la collezione accompagnati da audioguide, incluse nel prezzo d\u2019ingresso, in italiano, tedesco, inglese e francese, sia organizzando visite guidate su appuntamento, in quattro lingue. Molto apprezzate sono le visite presentate dal Signor Ghisla in persona che, con molta disponibilit\u00e0 e passione, racconta le opere con gli occhi del collezionista.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Fondazione Ghisla Art Collection in collaborazione con l\u2019Archivio Carlo Ciussi organizza, nel decimo anniversario della scomparsa dell\u2019artista, la mostra Carlo Ciussi. La metamorfosi del colore, prima retrospettiva internazionale a lui dedicata dopo la morte. L\u2019esposizione inaugurer\u00e0 sabato 19 marzo 2022 alle ore 17.30 e sar\u00e0 visitabile dal 20 marzo al 21 agosto 2022 negli spazi espositivi della Fondazione. Carlo Ciussi (Udine, 1930 &#8211; 2012) \u00e8 fra i protagonisti dell\u2019arte italiana del XX secolo: il suo lavoro, che attraversa tutta la seconda met\u00e0 del secolo scorso e giunge all\u2019inizio del nuovo millennio, ha mantenuto una coerenza di fondo pur nella [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/03\/11\/carlo-ciussi-e-la-metamorfosi-del-colore-la-mostra-alla-fondazione-ghisla-di-locarno\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,53709,53710,9894,10357,44441,87,17505,35188,28369],"tags":[288249,451754,376966,136880,451755],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25799"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25799"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25799\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25805,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25799\/revisions\/25805"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25799"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25799"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25799"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}