{"id":25876,"date":"2022-03-19T21:53:12","date_gmt":"2022-03-19T21:53:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=25876"},"modified":"2022-03-19T21:53:12","modified_gmt":"2022-03-19T21:53:12","slug":"scoperto-un-van-dyck-in-casa-dello-storico-dellarte-inglese-christopher-wright-annuncio-sensazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/03\/19\/scoperto-un-van-dyck-in-casa-dello-storico-dellarte-inglese-christopher-wright-annuncio-sensazionale\/","title":{"rendered":"Scoperto un Van Dyck in casa dello storico dell\u2019arte inglese Christopher Wright. Annuncio sensazionale."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/Anthony_van_Dyck_-_Isabella_Clara_Eugenia_as_nun_Liechtenstein.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-25877\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/Anthony_van_Dyck_-_Isabella_Clara_Eugenia_as_nun_Liechtenstein.jpg\" alt=\"\" width=\"378\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/Anthony_van_Dyck_-_Isabella_Clara_Eugenia_as_nun_Liechtenstein.jpg 439w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/Anthony_van_Dyck_-_Isabella_Clara_Eugenia_as_nun_Liechtenstein-244x300.jpg 244w\" sizes=\"(max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/><\/a><strong>Uno storico dell\u2019arte inglese, esperto in Old Masters, ha avuto e conservato in casa sua per decenni un dipinto che si pensa possa essere attribuito al grande <\/strong><strong>Antoon van Dyck. Ch<\/strong><strong>ristopher Wright, riconosciuto Storico dell\u2019Arte che si \u00e8 spesso adoperato in expertise e catalogazioni di opere di old masters, ha scoperto un nuovo dipinto che potrebbe essere attribuito al grande maestro fiammingo Antoon van Dyck.<\/strong> \u00a0Ma il bello \u00e8 che l\u2019opera non era nascosta in qualche oscura collezione privata o conservata nel deposito di uno sperduto museo, ma era sempre stata l\u00ec, sotto i suoi occhi, a casa sua, in bell\u2019evidenza Si tratta di un ritratto di Isabella Clara Eugenia, infanta di Spagna e arciduchessa d\u2019Austria, principessa sovrana dei Paesi Bassi spagnoli dal 1621 al 1633 e tra le delle donne pi\u00f9 potenti d\u2019Europa. Wright acquist\u00f2 l\u2019opera nel 1970 da un commerciante londinese per \u00a365 (circa $88) sterline, stimandola, almeno fino a oggi, solo come una copia di van Dyck. Certo, solo un\u2019ottima copia. A cinquant\u2019anni di distanza, il colpo di scena. Il dipinto, che raffigura l\u2019infanta di Spagna nonch\u00e9 principessa sovrana dei Paesi Bassi spagnoli, ha catturato l\u2019attenzione di un amico di Wright, Colin Harrison, senior curator di Arte Europea presso l\u2019Ashmolean Museum di Oxford, in Inghilterra. Dopo un\u2019attenta analisi, Harrison ha rilevato alcuni segni che ricondurrebbero al pennello di van Dyck. In particolare a colpirlo \u00e8 stata la rigorosa rappresentazione delle mani, tipica dell\u2019artista olandese. Molti si sono chiesti come mai Wright non se ne fosse accorto prima? \u201cI figli del calzolaio sono i peggiori calzati&#8221;, ha commentato laconicamente Wright al Guardian.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-25878 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/christopher-wright.jpg\" alt=\"\" width=\"309\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/christopher-wright.jpg 742w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/03\/christopher-wright-236x300.jpg 236w\" sizes=\"(max-width: 309px) 100vw, 309px\" \/>Per Wright, a questo punto, il dipinto potrebbe valere circa 40mila sterline, una cifra piuttosto esigua, considerando che le opere di Van Dyck raggiungono anche somme decisamente pi\u00f9 alte. Per esempio, il doppio ritratto di Jacob de Witte e di Maria \u00e8 stata venduto in asta da Sotheby\u2019s Londra, nel dicembre 2021, a 8.2 milioni di sterline.<\/p>\n<p><strong>Si ritiene che l\u2019opera sia stata realizzata tra il 1628 e il 1632, periodo in cui van Dyck lavor\u00f2 come il ritrattista per l\u2019aristocrazia spagnola e inglese. Nel 1632 van Dyck si trasfer\u00ec a Londra, dove il re Carlo I lo nomin\u00f2 pittore di corte, insignendolo del titolo di Cavaliere. La sua influenza come ritrattista in Europa fu enorme e le copie del suo lavoro, in quel periodo, proliferarono non poco. Di conseguenza, l\u2019attribuzione delle sue opere rappresenta ancora un nodo da sciogliere. Proprio dello stesso soggetto, con Isabella nelle vesti monacali, infatti, sono pervenute numerose versioni realizzate da altri autori.<\/strong> Quando nel 1621 mor\u00ec il marito Alberto d\u2019Austria, Isabella si un\u00ec all\u2019ordine delle Suore di Santa Chiara, abbandonando i gioielli e gli abiti sontuosi con i quali era stata dipinta in giovent\u00f9. In ogni copia del ritratto,\u00a0<strong>Isabella Clara Eugenia appare sempre in abito da suora<\/strong>. L\u2019abito pio e lo sfondo cupo e sommesso riconducono al lutto vissuto dalla donna dopo la morte di suo marito, l\u2019arciduca Alberto VII d\u2019Austria, nel 1621. In seguito tocc\u00f2 a lei guidare il paese fino al 1633, anno della sua morte. Un periodo considerato l\u2019et\u00e0 d\u2019oro dei Paesi Bassi spagnoli. Wright ha portato l\u2019opera al\u00a0Courtauld Institute of Art di Londra, dove \u00e8 stata esaminata e restaurata. Gli esperti hanno confermato la presenza di molte copie del ritratto, fattore che rende complesso determinare l\u2019autore principale di ciascuna versione. Nonostante questo, <strong>hanno affermato che: \u201c<em>Le analisi ci portano per\u00f2 a proporre provvisoriamente che [esso] possa essere attribuito al laboratorio di Van Dyck e che sia stato completato durante la sua vita e sotto la sua supervisione<\/em>\u201c.<\/strong><\/p>\n<p>Naturalmente\u00a0Wright ha accolto benevolmente il risultato, tanto che ora ha in programma di esporre il dipinto in un\u2019istituzione pubblica. Il quadro andr\u00e0 quindi in prestito permanente al\u00a0Cannon Hall Museum di Cawthorne, Barnsley, che ospita una rinomata collezione di dipinti olandesi e fiamminghi del XVII secolo.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Uno storico dell\u2019arte inglese, esperto in Old Masters, ha avuto e conservato in casa sua per decenni un dipinto che si pensa possa essere attribuito al grande Antoon van Dyck. Christopher Wright, riconosciuto Storico dell\u2019Arte che si \u00e8 spesso adoperato in expertise e catalogazioni di opere di old masters, ha scoperto un nuovo dipinto che potrebbe essere attribuito al grande maestro fiammingo Antoon van Dyck. \u00a0Ma il bello \u00e8 che l\u2019opera non era nascosta in qualche oscura collezione privata o conservata nel deposito di uno sperduto museo, ma era sempre stata l\u00ec, sotto i suoi occhi, a casa sua, in [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/03\/19\/scoperto-un-van-dyck-in-casa-dello-storico-dellarte-inglese-christopher-wright-annuncio-sensazionale\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,9894,51669,53794,41640,44441,87,35351,44684,17505,35188,28369,7576,53611,4625,409394],"tags":[451782,255775,451785,414014,451787,451786,451779,451780,444151,451783,3752,355195,451781,28359,451784],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25876"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25876"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25876\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25881,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25876\/revisions\/25881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25876"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25876"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25876"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}