{"id":26144,"date":"2022-04-15T18:00:08","date_gmt":"2022-04-15T18:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=26144"},"modified":"2022-04-15T18:00:56","modified_gmt":"2022-04-15T18:00:56","slug":"leonor-fini-segreta-ceramica-e-pittura-tra-note-e-profumi-al-museo-midec-di-laveno-mombello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/04\/15\/leonor-fini-segreta-ceramica-e-pittura-tra-note-e-profumi-al-museo-midec-di-laveno-mombello\/","title":{"rendered":"Leonor Fini segreta. Ceramica e pittura tra note e profumi al Museo MIDeC di Laveno Mombello."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/tempo-libero-generica-1291367.610x431.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-26145\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/tempo-libero-generica-1291367.610x431.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"173\" \/><\/a>Fino al 3 luglio 2022 sar\u00e0 possibile visitare\u00a0<\/strong>al\u00a0<strong>MIDeC &#8211; Museo Internazionale del Design Ceramico di Laveno Mombello (Varese)<\/strong>\u00a0<strong>la mostra multimediale di ceramica e pittura, musica e percezione olfattiva, intitolata\u00a0<em>Leonor Fini segreta. Ceramica e Pittura, Note e Profumi<\/em><\/strong>. <strong>La rassegna\u00a0<\/strong>\u00e8 realizzata in collaborazione con\u00a0<strong>l\u2019Assessorato alla Cultura del Comune di Laveno-<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/128085-13_b_Leonor_Fini_-_Figura_con_gatto_-_anni_70_-_litografia_-_cm_52x74_-_coll_privata_Trieste_-_Marianna_Accerboni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-26146 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/128085-13_b_Leonor_Fini_-_Figura_con_gatto_-_anni_70_-_litografia_-_cm_52x74_-_coll_privata_Trieste_-_Marianna_Accerboni.jpg\" alt=\"\" width=\"533\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/128085-13_b_Leonor_Fini_-_Figura_con_gatto_-_anni_70_-_litografia_-_cm_52x74_-_coll_privata_Trieste_-_Marianna_Accerboni.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/128085-13_b_Leonor_Fini_-_Figura_con_gatto_-_anni_70_-_litografia_-_cm_52x74_-_coll_privata_Trieste_-_Marianna_Accerboni-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 533px) 100vw, 533px\" \/><\/a> Mombello, ideata e curata sul piano critico da Marianna Accerboni<\/strong>\u00a0e promossa\u00a0<strong>dall\u2019Associazione\u00a0<em>Foemina\u00a0<\/em>APS con la sponsorizzazione tecnica di Ciaccio Arte<\/strong>, dell\u2019<strong>Associazione Amalago<\/strong>\u00a0per la promozione artistica e culturale del Lago Maggiore e\u00a0<strong>di Videoest Trieste.\u00a0<\/strong>E prosegue, a poco pi\u00f9 di 25 anni dalla morte di Leonor, anche attraverso opere mai esposte in assoluto, l\u2019indagine della curatrice sull\u2019arte e la personalit\u00e0 della grande pittrice surrealista, che fu anche costumista, scenografa, incisore, illustratrice e scrittrice di fama e frequentazioni internazionali (Buenos Aires 1907 &#8211; Parigi 1996).<\/p>\n<p><strong>Gi\u00e0 presentata\u00a0<\/strong>con grande successo e con accenti diversi\u00a0<strong>all\u2019Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles e di Parigi e al Polo museale del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste<\/strong>, la mostra\u00a0<strong>s\u2019inaugura domenica 10 aprile alle ore 10\u00a0<\/strong>&#8211; compendiata da una serie di opere non presenti nelle precedenti edizioni &#8211;\u00a0<strong>al MIDeC, l\u2019unico Museo al mondo che detiene le preziose ceramiche realizzate nel \u201951 con decori tratti da disegni della Fini, dalla S.C.I. &#8211; Societ\u00e0 Ceramica Italiana di Laveno-Mombello:\u00a0<\/strong>una storica fabbrica attiva\u00a0<em>in nuce<\/em>\u00a0sul territorio gi\u00e0 dal 1856 e dal 1953 con una filiale anche in Ar<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Leonor-Fini-Autoritratto-col-cappello-rosso-1968.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-26149\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Leonor-Fini-Autoritratto-col-cappello-rosso-1968.jpg\" alt=\"\" width=\"383\" height=\"504\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Leonor-Fini-Autoritratto-col-cappello-rosso-1968.jpg 729w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Leonor-Fini-Autoritratto-col-cappello-rosso-1968-228x300.jpg 228w\" sizes=\"(max-width: 383px) 100vw, 383px\" \/><\/a>gentina, fino al 1965, anno in cui avviene la fusione con il gruppo Richard-Ginori e al 1975 con la Pozzi, per chiudere definitivamente nel 2000.<\/p>\n<p><strong>Di Leonor Fini, la rassegna vuole interpretare il temperamento anche approfondendo il suo fondamentale e intenso rapporto con<\/strong>\u00a0<strong>Trieste, luogo d\u2019origine della madre<\/strong>, dove Malvina Braun condusse la figlia all\u2019et\u00e0 di un anno. Qui la pittrice si sarebbe formata sul piano artistico culturale e su quello umano e personale fino all\u2019et\u00e0 di circa vent\u2019anni, rimanendo sempre molto legata alla citt\u00e0,\u00a0<strong>da cui provengono la maggior parte delle opere e dei materiali esposti<\/strong>. L\u2019interpretazione della personalit\u00e0 della Fini avviene nel contesto della mostra anche\u00a0attraverso\u00a0la creazione di\u00a0<strong>due importanti profumi inediti, prodotti per l\u2019occasione e ispirati<\/strong>\u00a0<strong>al temperamento e alla straordinaria esistenza condotta dalla Fini<\/strong>, che amava molto le fragranze e nel 1937 aveva disegnato a Parigi un flacone antesignano e iconico per il\u00a0profumo\u00a0<em>Shocking\u00a0<\/em>della grande\u00a0<em>couturi\u00e9re<\/em>\u00a0Elsa Schiapparelli. Il carattere e l\u2019arte della Fini sono interpretati anche attraverso le\u00a0<strong>note musicali di\u00a0<em>Notturno, solitudine surrealista\u00a0<\/em>e\u00a0<em>Sonata Meditation<\/em>, brani composti per l\u2019esposizione dal musicista italo-brasiliano Paolo Troni, che ne rappresentano la colonna sonora<\/strong>\u00a0e saranno diffusi in mostra per tutta la sua durata.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/leonor-fini-ritratto-parigi-anni-cinquanta.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-26147 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/leonor-fini-ritratto-parigi-anni-cinquanta.jpg\" alt=\"\" width=\"487\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/leonor-fini-ritratto-parigi-anni-cinquanta.jpg 945w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/leonor-fini-ritratto-parigi-anni-cinquanta-300x222.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/leonor-fini-ritratto-parigi-anni-cinquanta-768x567.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 487px) 100vw, 487px\" \/><\/a>L\u2019esposizione<\/strong>\u00a0&#8211; accompagnata da un esaustivo catalogo dall\u2019elegante veste grafica, con foto e contributi inediti, realizzato dall\u2019Istituto Italiano di Cultura di Parigi e curato da Marianna Accerboni &#8211;\u00a0<strong>propone un\u2019attenta selezione di opere della Fini per la maggior parte inedite e rare, a partire dalla sezione dedicata alle<\/strong>\u00a0<strong>ceramiche<\/strong>\u00a0decorate mediante decalcomanie tratte dai disegni di Leonor o con suoi motivi impressi a stampa: una vera chicca, poich\u00e9 finora tali manifatture\u00a0non erano mai state citate nei numerosi cataloghi e volumi d\u2019arte dedicati all\u2019artista. Si tratta perci\u00f2 una sezione di grande interesse, che comprende pi\u00f9 di una trentina di\u00a0<strong>rare porcellane e terraglie forti e fogli di lavoro della S.C.I. raffiguranti motivi di figure femminili mascherate, Maschere carnevalesche policrome, Gatti, Sfingi e Pagliacci<\/strong>\u00a0e prodotte intorno al \u201951 dalla Societ\u00e0 Ceramica Italiana (S.C.I.) di Laveno- Mombello. Accanto a tali preziosi materiali<strong>, viene esposta anche una matrice in rame per stampa su ceramica con disegni della Fini, incisa a bulino da Marco Costantini, abile artista per anni collaboratore della fabbrica lavenese<\/strong>. Tali oggetti vengono\u00a0messi in gran parte a disposizione, oltre che dal\u00a0<strong>MIDeC<\/strong>, dai collezionisti\u00a0<strong>Enrico Brugnoni, Marco Lis\u00e8, Francesca Bellorini,\u00a0Giuseppe Beltrami, Daniela Brisotto e Vincenzo Sogaro,\u00a0Lena Costantini,\u00a0Amelia Pozzi<\/strong>: sono\u00a0pezzi oggi per lo pi\u00f9 introvabili perch\u00e8, essendo caratterizzati da uno stile assai moderno per l\u2019epoca, allora non furono molto apprezzati dal pubblico, abituato a gusti pi\u00f9 classici, e perci\u00f2 furono presto tolti dalla produzione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-26150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"179\" height=\"282\" \/><\/a>Accanto alle ceramiche, verranno esposti\u00a0 anche\u00a0<strong>rari e per lo pi\u00f9 inediti disegni, dipinti, acquerelli, incisioni,\u00a0 illustrazioni, documenti, libri, lettere, foto, video interviste, abiti appartenuti all\u2019artista e un approfondimento sul piano letterario e grafologico della sua personalit\u00e0<\/strong>, rivelando, oltre al risvolto pi\u00f9 intimo e privato della Fini,\u00a0<strong>anche un affondo sul clima culturale della Trieste del Novecento<\/strong>, che tanto avrebbe influenzato la sua arte e i motivi decorativi per le ceramiche stesse, presenti per altro in molti altri suoi lavori: figure muliebri mascherate, gatti e sfingi popolano infatti molti dei vasi, dei piatti e dei servizi da tavola, da caff\u00e8 e da t\u00e8 presenti in mostra, inseriti nelle forme innovative create dal designer di origine triestina\u00a0<strong>Guido Andloviz\u00a0<\/strong>(Trieste 1900 &#8211; Grado 1970), per pi\u00f9 di trent\u2019anni direttore di produzione della S.C.I.; ma rappresentano pure dei\u00a0<em>leitmotiv\u00a0<\/em>ricorrenti in molti dipinti, disegni e illustrazioni dell\u2019artista.<\/p>\n<p><strong>Tali decori si riferiscono all\u2019immaginario tratto dalla Fini negli anni dell\u2019infanzia e della giovinezza a Trieste.<\/strong>\u00a0Una citt\u00e0 allora avanzatissima e cosmopolita, sospesa tra pensiero mitteleuropeo e suggestioni italiane, dove Leonor visse con la madre e lo zio nella casa dei nonni materni, sempre in compagnia di un\u00a0<strong>gatto<\/strong>, che sarebbe divenuto poi un soggetto principe della sua arte. E anche il concetto del\u00a0<strong>mascheramento\u00a0<\/strong>e l\u2019interesse per le\u00a0<strong>sfingi<\/strong>\u00a0trovano radici nella sua infanzia trascorsa a Trieste, citt\u00e0 natale della madre, che aveva abbandonato a Buenos Aires il marito, Erminio Fini, facoltoso imprenditore di origini beneventane, tiranno e infedele, che avrebbe tentato pi\u00f9 volte di riprendersi la figlia, cercando, senza successo, di rapirla a Trieste. Per<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Ritratto-della-madre2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-26148 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Ritratto-della-madre2.jpg\" alt=\"\" width=\"374\" height=\"456\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Ritratto-della-madre2.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Ritratto-della-madre2-246x300.jpg 246w\" sizes=\"(max-width: 374px) 100vw, 374px\" \/><\/a> sventare tali gesti, Leonor da bambina veniva abbigliata da maschietto ed ecco il suo gusto per il mascheramento e il travestimento. Per non parlare della sfinge, che l\u2019arciduca Massimiliano d\u2019Austria aveva fatto collocare intorno al 1860 sul moletto prospiciente il Castello di Miramare a Trieste, e a cavalcioni della quale Leonor appare fotografata da bambina. Era una figura mitologica che la Fini amava molto, da piccola voleva spesso darle da mangiare, invece che ai cigni del laghetto nel parco del Castello. E pi\u00f9 tardi le avrebbe ispirato molte opere.<\/p>\n<p>Nel capoluogo giuliano la sua personalit\u00e0 si form\u00f2 a stretto contatto con quel colto\u00a0<em>milieu<\/em>\u00a0internazionale e d\u2019avanguardia che connotava la citt\u00e0 all\u2019epoca, nel cui contesto la giovane pittrice ebbe modo di frequentare assiduamente personaggi triestini suoi coetanei, che sarebbero divenuti famosi a livello mondiale. Tra questi, per esempio, il futuro gallerista\u00a0<strong>Leo Castelli<\/strong>, il famoso critico, estetologo e artista\u00a0<strong>Gillo Dorfles, Bobi Bazlen<\/strong>, il grande traghettatore della letteratura dell\u2019Est europeo in Italia, e il pittore\u00a0<strong>Arturo Nathan<\/strong>, accanto a\u00a0<strong>Italo Svevo e Umberto Saba<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/images666i.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-26151\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/images666i.jpg\" alt=\"\" width=\"197\" height=\"256\" \/><\/a>Di particolare interesse, in mostra, saranno il\u00a0<strong>video con le interviste inedite della curatrice<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>parenti e amici\u00a0triestini della Fini<\/strong>, tra cui Gillo Dorfles e Daisy Nathan, sorella del pittore, e ad altri personaggi che la conobbero, e un\u00a0<strong>video con l\u2019ultima intervista in italiano alla celebre pittrice<\/strong>.<\/p>\n<p>La rassegna, oltre che a Trieste, \u00e8 gi\u00e0 stata presentata con successo\u00a0<strong>all\u2019Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles e di Parigi<\/strong>, dove la Fini \u00e8 molto nota, essendo stata legata ai Surrealisti francesi, il cui linguaggio vanta per altro in Belgio protagonisti internazionali quali Magritte e Delvaux. Nella capitale francese, dov\u2019era chiamata l\u2019<em>Italienne de Paris<\/em>, Leonor si era trasferita appena ventitreenne, guadagnando rapidamente largo consenso e rimanendovi fino alla morte. Come nelle altre sedi,\u00a0<strong>la mostra sar\u00e0 sottolineata da un intreccio multimediale di musica e percezione olfattiva<\/strong>, ispirato alla Fini e ideato\u00a0<em>site speci\ufb01c<\/em>\u00a0da Accerboni.\u00a0<strong>Per tutta la durata della rassegna alcune composizioni surrealiste inedite, create ed eseguite al pianoforte dal musicista italo-brasiliano Paolo Troni<\/strong>,\u00a0<strong>ispirate a Leonor e concepite espressamente per l\u2019esposizione, saranno infatti diffuse quale colonna sonora all\u2019interno del MIDeC.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Leonor-Fini_LAlcove_1941_Courtesy-of-Weinstein-Gallery.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-26152\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Leonor-Fini_LAlcove_1941_Courtesy-of-Weinstein-Gallery.jpg\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Leonor-Fini_LAlcove_1941_Courtesy-of-Weinstein-Gallery.jpg 720w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Leonor-Fini_LAlcove_1941_Courtesy-of-Weinstein-Gallery-300x223.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/><\/a>In occasione della rassegna sono stati inoltre\u00a0<strong>ideati da Accerboni due profumi esclusivi in edizione limitata, dedicati all\u2019artista e ispirati alla sua complessa personalit\u00e0<\/strong>. Una fragranza intitolata\u00a0<strong><em>Lol\u00f2<\/em><\/strong>, il soprannome con cui i famigliari e gli amici chiamavano a Trieste la pittrice nel suo periodo giovanile, impreziosita da\u00a0<em>glitter<\/em>\u00a0in riferimento alla luminosit\u00e0 della sua pittura, verr\u00e0 diffusa in mostra durante tutto il periodo espositivo, rappresentandone la \u201ccolonna olfattiva\u201d. Ispirato al suo &#8220;doppio maschile&#8221;, \u00e8 stato poi creato\u00a0<strong><em>Kot<\/em><\/strong>, profumo che interpreta quella traccia sottilmente androgina che s&#8217;intuisce nella personalit\u00e0 della Fini e che in polacco significa gatto: era il soprannome con cui l&#8217;artista chiamava Costantin Jelenski, scrittore e giornalista polacco incontrato a Roma nel &#8217;52, che, con Stanislao Lepri, fu una presenza fondamentale e costante nella sua vita fino alla morte di lui, avvenuta nel 1987.<\/p>\n<p>Nata a Buenos Aires nel 1907 da Erminio Fini di origini beneventane e dalla triestina Malvina Braun di ascendenza tedesca, slava e veneziana, si forma culturalmente e artisticamente fino a vent\u2019anni nel vivace\u00a0<em>milieu<\/em>\u00a0culturale di Trieste, dov\u2019era giunta a un anno, a contatto con i pittori Arturo Nathan, Edmondo Passauro, Carlo Sbis\u00e0. Pittrice autodidatta, illustratrice (pi\u00f9 di 50 libri), costumista, scenografa e scrittrice, dopo aver eseguito molti ritratti secondo uno stile ancora tradizionale, assimila a Milano, non ancora ventenne, l\u2019influenza novecentista grazie all\u2019incontro con il classicismo di\u00a0<strong>Achille Funi<\/strong>\u00a0e il tonalismo di\u00a0<strong>Carlo Carr\u00e0 e Arturo Tosi<\/strong>.<br \/>\nTrasferitasi nel 1931 a Parigi, abbandona tale stile per divenire rapidamente una delle pi\u00f9\u00a0<strong>significative e originali rappresentanti del Surrealismo<\/strong>, cui pervenne in seguito anche al contatto con\u00a0<strong>de Chirico, Savinio, de Pisis, Campigli e i Surrealisti d\u2019oltralpe.<\/strong><\/p>\n<p>Nel \u201836 espone a New York alla\u00a0<em>Julien Levy\u00a0<\/em>Gallery e alla rivoluzionaria mostra\u00a0<em>Arte fantastica, Dada e Surrealismo<\/em> al MOMA. E poi a Roma, Parigi e Londra, pi\u00f9 volte alle Biennali di Venezia e San Paolo; presente, tra le altre, nelle permanenti di MOMA, Tate Modern, Centre Georges Pompidou.\u00a0Fino ai primi anni \u201960 dipinge molti ritratti, tra cui quelli degli amici Genet, Moravia, Carrington, Oppenheim, Morante.<br \/>\nLegatissima a Trieste e alla figura materna, donna dai molti amori, mantenne per decenni una triangolazione affettiva stabile con il diplomatico e pittore\u00a0<strong>Stanislao Lepri<\/strong>\u00a0e con l\u2019intellettuale polacco\u00a0<strong>Kostantin Jelenski<\/strong>, con i quali condivise la propria abitazione parigina fino alla loro morte. Da allora si isol\u00f2 volontariamente in una\u00a0<strong>fattoria a St-Dy\u00e9 sur Loire<\/strong>, dove oggi riposa accanto a loro.<\/p>\n<p>\u00c8 disponibile in mostra anche il catalogo dall\u2019elegante veste grafica\u00a0<strong>edito dall\u2019Istituto Italiano di Cultura di Parigi per la rassegna.\u00a0<\/strong>Curato da\u00a0<strong>Marianna Accerboni<\/strong>, \u00e8 composto da 80 pagine e contiene un centinaio\u00a0di immagini per la maggior parte inedite mentre i testi sono tutti inediti: l&#8217;introduzione \u00e8 firmata dal Direttore dell&#8217;Istituto, lo scrittore e glottoteta\u00a0<strong>Diego Marani<\/strong>\u00a0(l\u2019ultimo suo libro\u00a0<em>La citt\u00e0 celeste<\/em>, pubblicato da La Nave di Teseo, \u00e8 un affascinante atto d\u2019amore per Trieste), gli altri approfondimenti sono di Marianna Accerboni.\u00a0<strong>Maria Grazia Spirito<\/strong>, gi\u00e0 direttrice del MIDeC, firma il testo dedicato alle ceramiche e\u00a0<strong>Mauro Galli<\/strong>, direttore dell&#8217;AGI &#8211; Associazione Grafologica Italiana, Sezione di Trieste, analizza la grafia della Fini accanto a quella degli amici Arturo Nathan, raffinato e importante pittore triestino noto internazionalmente, e Gillo Dorfles, famoso critico, estetologo e artista.\u00a0 Il volume \u00e8 piuttosto esaustivo per quanto riguarda la vita, la personalit\u00e0 e l&#8217;arte di Leonor e riporta varie notizie inedite su tali temi, derivanti dalle ricerche di Accerboni. \u00c8 suddiviso in pi\u00f9 sezioni:\u00a0<em>Ritratti e personaggi<\/em>,\u00a0<em>Sua Maest\u00e0 il gatto<\/em>,\u00a0<em>L&#8217;illustrazione<\/em>,\u00a0<em>Le ceramiche<\/em>,\u00a0<em>Gli abiti di Leonor<\/em>,\u00a0<em>Leonor Fini Arturo Nathan Gillo Dorfles<\/em>,\u00a0<em>Un profumo per Leonor<\/em>\u00a0e una biografia illustrata da immagini inedite.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fino al 3 luglio 2022 sar\u00e0 possibile visitare\u00a0al\u00a0MIDeC &#8211; Museo Internazionale del Design Ceramico di Laveno Mombello (Varese)\u00a0la mostra multimediale di ceramica e pittura, musica e percezione olfattiva, intitolata\u00a0Leonor Fini segreta. Ceramica e Pittura, Note e Profumi. La rassegna\u00a0\u00e8 realizzata in collaborazione con\u00a0l\u2019Assessorato alla Cultura del Comune di Laveno- Mombello, ideata e curata sul piano critico da Marianna Accerboni\u00a0e promossa\u00a0dall\u2019Associazione\u00a0Foemina\u00a0APS con la sponsorizzazione tecnica di Ciaccio Arte, dell\u2019Associazione Amalago\u00a0per la promozione artistica e culturale del Lago Maggiore e\u00a0di Videoest Trieste.\u00a0E prosegue, a poco pi\u00f9 di 25 anni dalla morte di Leonor, anche attraverso opere mai esposte in assoluto, l\u2019indagine della [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/04\/15\/leonor-fini-segreta-ceramica-e-pittura-tra-note-e-profumi-al-museo-midec-di-laveno-mombello\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[451914,451915,451917,451916,451918,451913,355195,59576],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26144"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26144"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26144\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26155,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26144\/revisions\/26155"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}