{"id":26171,"date":"2022-04-19T22:32:27","date_gmt":"2022-04-19T22:32:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=26171"},"modified":"2022-04-19T22:33:32","modified_gmt":"2022-04-19T22:33:32","slug":"le-poesie-industriali-di-marcel-broodthaers-al-museo-darte-della-svizzera-italiana-lugano-masi-lac","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/04\/19\/le-poesie-industriali-di-marcel-broodthaers-al-museo-darte-della-svizzera-italiana-lugano-masi-lac\/","title":{"rendered":"Le Poesie industriali di Marcel Broodthaers  al  Museo d\u2019arte della Svizzera italiana, Lugano MASI | LAC"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Schermata-2022-04-14-alle-15.11.41.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-26173\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Schermata-2022-04-14-alle-15.11.41.png\" alt=\"\" width=\"427\" height=\"324\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Schermata-2022-04-14-alle-15.11.41.png 930w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Schermata-2022-04-14-alle-15.11.41-300x227.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Schermata-2022-04-14-alle-15.11.41-768x582.png 768w\" sizes=\"(max-width: 427px) 100vw, 427px\" \/><\/a>La mostra \u00e8 organizzata in collaborazione con WIELS, Bruxelles. A cura di Dirk Snauwaert e Charlotte Friling, presentazione al MASI Lugano a cura di Francesca Benini in collaborazione con Maria Gilissen Broodthaers, Marie-Puck Broodthaers e Succession Marcel Broodthaers.<\/p>\n<p>La mostra, visitabile fino al 13 novembre \u00e8 articolata in un percorso fluido, che tocca i diversi temi, momenti e ossessioni dell&#8217;universo artistico di Marcel Broodthaers: dalle prime Poesie industriali al progetto del suo personale Mus\u00e9e d&#8217;Art Moderne, D\u00e9partement des Aigles,\u00a0dal cinema ai riferimenti a Magritte e Mallarm\u00e9, fino agli esperimenti al confine tra parola scritta e arti visive.<\/p>\n<p>Le prime placche create da Broodthaers nascono nella primavera del &#8217;68 e riflettono appieno il clima socio politico dell&#8217;epoca, segnato dai\u00a0<strong>movimenti di contestazione<\/strong>. In questo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Schermata-2022-04-14-alle-15.09.53-e1650407178649.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-26174 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Schermata-2022-04-14-alle-15.09.53-e1650407178649.png\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"257\" \/><\/a> senso,\u00a0Acad\u00e9mie I\u00a0e\u00a0Acad\u00e9mie II, primo soggetto della serie di 36 placche, porta un titolo volutamente incongruo e provocatorio rispetto a un periodo caratterizzato dall&#8217;anti-accademismo. Creare rebus, contraddizioni e ossimori, giocando con il linguaggio e la percezione \u00e8 una costante nelle opere di Broodthaers. Le due placche\u00a0Multiple (Multipli\u00e9) illimit\u00e9\u00a0e\u00a0Multiple (Multipli\u00e9) inimitableriportano al tema della\u00a0<strong>riproducibilit\u00e0 dell&#8217;arte attraverso il multiplo<\/strong>, creando vertigini concettuali fin nel titolo.<\/p>\n<p>Anche\u00a0<strong>svelare il funzionamento e le dinamiche del museo<\/strong>\u00a0senza quasi mai esporre opere d\u2019arte suona come un gioco contraddittorio, che Broodthaers mette in atto in uno dei suoi progetti pi\u00f9 noti, il\u00a0<em><strong>Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne, D\u00e9partement des Aigles<\/strong><\/em>, istituito nel settembre del &#8217;68. Si tratta di un museo fittizio, situato presso l\u2019abitazione di Broodthaers a Bruxelles, di cui si autoproclama direttore e curatore. Diverse opere in mostra sono legate a questo progetto, tra cui\u00a0<em>Museum, enfants non admis<\/em>, in cui l\u2019avvertimento in rosso \u201cenfants non admis\u201d si ispira al linguaggio della segnaletica stradale o delle regole e istruzioni rivolte agli utenti delle istituzioni pubbliche. La placca\u00a0<em>Mus\u00e9e d&#8217;Art Moderne, Les Aigles, Section XIXe si\u00e8cle (Les Portes)<\/em>\u00a0\u2013 unico soggetto realizzato in questo grande formato \u2013 ha le proporzioni di una vera porta e presenta invece il museo come promessa di rifugio da una fittizia pioggia battente.\u00a0<em>Chez votre fournisseur (Le Vinaigre des Aigles)<\/em>\u00a0riporta a una poesia dell&#8217;artista e alla figura dell\u2019aquila, soggetto ricorrente nella sua opera visiva.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Schermata-2022-04-14-alle-14.48.131.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-26175\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Schermata-2022-04-14-alle-14.48.131.png\" alt=\"\" width=\"485\" height=\"351\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Schermata-2022-04-14-alle-14.48.131.png 996w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Schermata-2022-04-14-alle-14.48.131-300x217.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/04\/Schermata-2022-04-14-alle-14.48.131-768x555.png 768w\" sizes=\"(max-width: 485px) 100vw, 485px\" \/><\/a>Molte placche e lettere aperte sono legate a\u00a0<strong>Ren\u00e9 Magritte<\/strong>, che Broodthaers considerava un modello di riferimento. L&#8217;antitesi tra oggetto reale e la sua \u201ctraduzione\u201d in parole o immagini, al centro della ricerca magrittiana, \u00e8 ripresa da Broodthaers anche nel film\u00a0<em>La Pipe (Gestalt, Abbildung, Figur, Bild)<\/em>, in cui gli oggetti appaiono e scompaiono dietro una nuvola di fumo, a sottolineare\u00a0<strong>quanto sia ambigua e \u201cfumosa\u201d la rappresentazione di un oggetto attraverso le immagini.<\/strong>\u00a0La pipa torna come soggetto anche dell&#8217;opera sonora\u00a0<em>Intervista al gatto<\/em>\u00a0del 1970, in cui l&#8217;artista interroga il felino sull&#8217;arte contemporanea (che il pubblico pu\u00f2 ascoltare in mostra attraverso delle cuffie in loco o con il proprio cellulare tramite QR code).<\/p>\n<p><strong>Portare la poesia, il linguaggio e la scrittura nelle arti visive<\/strong>\u00a0\u00e8 un altro tema cardine che attraversa l&#8217;opera di Broodthaers. In questo campo, il poeta Stephan\u00e9 Mallarm\u00e9 \u00e8 per lui un riferimento costante, per aver aperto la poesia alla musicalit\u00e0, allo spazio e al ritmo e averle conferito \u201cqualit\u00e0 visive\u201d. Diverse opere legate a queste ricerche si concentrano sui segni di punteggiatura, come\u00a0<em>L&#8217;Alphabet\u00a0<\/em>e<em>\u00a0Mod\u00e8le : la virgule<\/em>, in cui la virgola \u00e8 protagonista come espressione di una pausa,\u00a0<em>contropartita del silenzio<\/em>. Anche le parole raccolte nella placca\u00a0<em>Soci\u00e9t\u00e9<\/em>\u00a0si rifanno alla poesia associativa e simbolista: per quanto evocative e suggestive, non formano infatti un significato chiaro, ma sembrano associate in base alla loro sonorit\u00e0 e al loro effetto tipografico. Mirano invece a produrre un certo\u00a0<strong>disorientamento<\/strong>\u00a0le frecce che puntano in direzioni opposte in\u00a0<em>Museum &#8211; Mus\u00e9e, Section Cin\u00e9ma<\/em>, in riferimento alla sezione omonima del suo museo, inaugurata nel gennaio 1971 a D\u00fcsseldorf. Il progetto del museo, e con esso la produzione delle Poesie industriali, terminer\u00e0 nel 1972, con il riconoscimento ufficiale alla documenta 5 di Kassel.<\/p>\n<p>Da allora, le\u00a0<em>Poesie industriali<\/em> continuano a testimoniare il contributo di Broodthaers all&#8217;estetica contemporanea: le sue manipolazioni giocose e poetiche del linguaggio con i diversi livelli di percezione\u00a0e lettura sanno ancora andare controcorrente rispetto ai segni universali, standardizzati e banalmente univoci della nostra epoca, segnata dalla tecnologia e dall&#8217;informatica. In occasione della mostra viene pubblicato un catalogo \u201cMarcel Broodthaers. Lettere aperte e conversazioni\u201d, a cura di Francesca Benini. Il volume contiene le traduzioni in italiano di alcune lettere aperte e conversazioni con Marcel Broodthaers, in coedizione Casagrande e MASI Lugano.<\/p>\n<p><strong>Marcel Broodthaers (Saint-Gilles, 1924 \u2013 Colonia, 1976) \u00e8 una delle<\/strong><strong> personalit\u00e0 artistiche pi\u00f9 complesse e poliedriche del Novecento. Considerato tra i massimi rappresentanti dell&#8217;arte concettua<\/strong>le, con occhio d&#8217;artista, mente da poeta e sguardo da sociologo, Broodthaers ha esplorato criticamente non solo il rapporto tra arte, linguaggio e comunicazione, ma anche i meccanismi, compresi quelli economici, che ruotano intorno ai musei e all&#8217;arte. Il MASI Lugano dedica a questo maestro del Novecento \u201cMarcel Broodthaers \u2013 Poesie industriali\u201d. In una mostra senza precedenti, ospitata nella sede espositiva del LAC, sono presentati i principali motivi delle celebri serie di placche create da Broodthaers tra il 1968 e il 1972. Ispirandosi ai materiali, all&#8217;estetica e ai metodi di produzione dei cartelli stradali, l&#8217;artista realizz\u00f2 infatti una serie di insegne in plastica con enigmatiche combinazioni di parole, lettere, segni e forme, chiamate\u00a0<em>Poesie industriali<\/em>. Nonostante l&#8217;apparente somiglianza con i cartelli stradali, le placche non comunicano per\u00f2 un messaggio chiaro, ma giocano a disorientare chi le osserva. Con la produzione delle\u00a0<em>Poesie industriali\u00a0<\/em>ed il modo in cui sono concepite e presentate, Broodthaers riesce inoltre a sottolineare l&#8217;ambivalenza tra oggetto industriale riproducibile e opera d&#8217;arte originale e unica. L&#8217;esposizione, elaborata dal museo WIELS di Bruxelles e in stretta collaborazione con gli eredi di Marcel Broodthaers, include 72 placche, con diverse versioni e variazioni meno conosciute. La mostra presenta anche prototipi unici, oltre a un nutrito gruppo di disegni o schizzi preparatori per le placche, tre film, un\u2019opera audio\u00a0<em>Intervista al gatto<\/em>, il tutto in relazione a una selezione di \u2018Lettere aperte\u2019 dell&#8217;artista.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra \u00e8 organizzata in collaborazione con WIELS, Bruxelles. A cura di Dirk Snauwaert e Charlotte Friling, presentazione al MASI Lugano a cura di Francesca Benini in collaborazione con Maria Gilissen Broodthaers, Marie-Puck Broodthaers e Succession Marcel Broodthaers. 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