{"id":26388,"date":"2022-05-16T10:46:40","date_gmt":"2022-05-16T10:46:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=26388"},"modified":"2022-05-16T10:46:40","modified_gmt":"2022-05-16T10:46:40","slug":"il-maestro-torinese-marco-gastini-e-la-sua-ricerca-fra-segno-spazio-colore-alla-otto-gallery-di-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/05\/16\/il-maestro-torinese-marco-gastini-e-la-sua-ricerca-fra-segno-spazio-colore-alla-otto-gallery-di-bologna\/","title":{"rendered":"Il maestro torinese Marco Gastini e la sua ricerca fra segno\/spazio\/colore alla Otto Gallery di Bologna"},"content":{"rendered":"<h4><strong>Dopo le mostre\u00a0Materica\u00a0(2003),\u00a0Il disegno della scultura\u00a0(2004),\u00a0Il respiro e l\u2019<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/Grande-nero-1982_39-e1652697842784.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-26391\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/Grande-nero-1982_39-e1652697842784.jpg\" alt=\"\" width=\"318\" height=\"289\" \/><\/a>aria\u00a0(2006) e\u00a0\u2026settanta\u00a0(2011), a quattro anni di distanza dalla scomparsa dell\u2019artista, con la mostra\u00a0Marco Gastini\u00a0 OTTO Gallery rende omaggio all\u2019indimenticato maestro torinese con il quale la galleria nel corso del tempo si \u00e8 identificata profondamente. La mostra, visitabile fino al 30 luglio 2022 realizzata in collaborazione con l\u2019Archivio Marco Gastini (Torino) e curata da Nino Castagnoli, presenta un percorso espositivo scandito da tre sole grandi opere di carattere museale.\u00a0Gastini si era affermato in pieno clima informale, sviluppando poi uno stile sempre pi\u00f9 libero dalla materia, sintetizzando la sua ricerca fra segno, spazio e azzeramento cromatico.<\/strong><\/h4>\n<p>\u201c<em>Dipingere \u00e8 un lavoro che sto facendo. Il fatto di usare la tela, e solo di certe dimensioni, quasi al limite dell\u2019arco dello sguardo, \u00e8<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/Nel-volo-Roma-2003_12.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-26392\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/Nel-volo-Roma-2003_12.jpg\" alt=\"\" width=\"326\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/Nel-volo-Roma-2003_12.jpg 909w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/Nel-volo-Roma-2003_12-273x300.jpg 273w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/Nel-volo-Roma-2003_12-768x845.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>stato causato tra l\u2019altro proprio da un bisogno di concentrazione, cio\u00e8 dal far coincidere al massimo l\u2019azione, lo spazio, il pensiero, il tempo, il gesto e il bianco, che non \u00e8 vuoto<\/em>\u201d. Poche parole, tratte da un\u2019intervista di qualche anno fa, ma che tratteggiano con profondit\u00e0 l\u2019approccio alla pittura e alla scultura di <strong>Marco Gastini<\/strong>, il grande artista torinese scomparso all\u2019et\u00e0 di 80 anni nel 2018.<\/p>\n<p>Emblematicamente rappresentative delle istanze che hanno attraversato l\u2019opera di Gastini in tutto il suo percorso artistico, esse incarnano nozioni quali spazio, energia, tensione, coinvolgimento, grado di immersione, attrazione e repulsione, riflettendo le qualit\u00e0 di una ricerca artistica orientata al coinvolgimento dello spazio come luogo di azione della pittura.<\/p>\n<p>Apre la mostra in prima sala <em>Grande nero<\/em>\u00a0(1982), esposto per la prima volta alla Galleria Civica, Palazzina dei Giardini di Modena nel 1983, opera che diventa sinonimo di quell\u2019immersione che il colore, in questo caso il pigmento blu oltremare sormontato dal nero, rende possibile,<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/Oriens-1983_36.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-26393\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/Oriens-1983_36.jpg\" alt=\"\" width=\"526\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/Oriens-1983_36.jpg 1000w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/Oriens-1983_36-300x218.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/Oriens-1983_36-768x558.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 526px) 100vw, 526px\" \/><\/a><\/p>\n<p>consentendo lo smarrimento dell\u2019osservatore nell\u2019ambiente. Mentre le carrube disseminate insieme al carbone sulla superficie pittorica creano un rapporto dialettico col colore, stabilendo un campo di tensione nell\u2019opera.\u00a0 I materiali pi\u00f9 differenti entrano infatti a far parte dell\u2019opera con tutta la loro forza generativa in Marco Gastini, come in\u00a0<em>Oriens<\/em>\u00a0(1983), grande opera esposta alla Galleria d\u2019Arte Moderna di Bologna nel 1984 che campeggia in seconda sala, dove l\u2019accostamento di piombo, ferro, carbone, plexiglas, legno e tela forma polarit\u00e0 diverse che danno origine a intensi flussi energetici. L\u2019opera si trasforma cos\u00ec in una \u201cpolifonia di cui l\u2019artista detiene il registro complessivo formale, con accurata calibratura e gestione dei pesi cromatici, ritmici e spaziali\u201d. (B. Cor\u00e0)<\/p>\n<p>La pittura si frammenta e si espande nello spazio in terza sala con l\u2019opera\u00a0<em>Nel volo\u2026Roma<\/em>\u00a0(2003), presentata alla Fondazione VOLUME! di Roma nello stesso anno. E\u2019 una pittura che prende corpo nello spazio tridimensionale e ne determina la metamorfosi. Le tele sembrano sostenersi da s\u00e9 nel vuoto in una sospensione aerea che si riflette nel titolo. \u201cLa pittura si irradia, carica di tensione, in tutte le direzioni spaziali\u201d e il supporto si \u201cmoltiplica in sequenze ritmiche di infinite variazioni: non pi\u00f9 un solo \u2018quadro\u2019, ma decine, di varie dimensioni, colori, altezze, proprio come le note di una partitura musicale\u201d. (S. Pegoraro)<\/p>\n<p><strong>Marco Gastini\u00a0<\/strong>(Torino, 1938-2018).\u00a0Ha esposto il suo lavoro in mostre personali in spazi espositivi privati e pubblici inGermania, Polonia, Svezia, Finlandia, Belgio, Olanda, Francia, Svizzera, Brasile e Stati Uniti. Ha presentato il suo lavoro alla Biennale di Venezia (1976, 1982) e in numerosi musei nazionali ed esteri, tra i quali: la St\u00e4dtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco di Baviera, la Galleria Civica di Modena, il PAC di Milano, la Galleria Civica d\u2019Arte Moderna di Bologna, la Galleria Civica d\u2019Arte Contemporanea di Trento, i Kunstverein di Francoforte e San Gallo, l\u2019Orangerie im Schlosspark Belvedere di Weimar, la GAM di Torino, il CAMeC di La Spezia, la Kunsthalle di G\u00f6ppingen, il MAMbo di Bologna, Ca\u2019 Pesaro di Venezia. Sue opere sono conservate in collezioni private, di fondazioni e istituzioni pubbliche, tra le quali si contano la GAM di Torino, il Museo del Novecento di Milano, il MAMbo di Bologna, il Mart di Rovereto (VAF-Stiftung), Il Centro per l\u2019Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, il Moderna Museet di Stoccolma e la St\u00e4dtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dopo le mostre\u00a0Materica\u00a0(2003),\u00a0Il disegno della scultura\u00a0(2004),\u00a0Il respiro e l\u2019aria\u00a0(2006) e\u00a0\u2026settanta\u00a0(2011), a quattro anni di distanza dalla scomparsa dell\u2019artista, con la mostra\u00a0Marco Gastini\u00a0 OTTO Gallery rende omaggio all\u2019indimenticato maestro torinese con il quale la galleria nel corso del tempo si \u00e8 identificata profondamente. 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