{"id":26467,"date":"2022-05-26T21:44:10","date_gmt":"2022-05-26T21:44:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=26467"},"modified":"2022-05-26T21:44:10","modified_gmt":"2022-05-26T21:44:10","slug":"giorgio-griffa-tra-i-principi-dellarte-analitica-in-mostra-al-centre-pompidou-di-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/05\/26\/giorgio-griffa-tra-i-principi-dellarte-analitica-in-mostra-al-centre-pompidou-di-parigi\/","title":{"rendered":"Giorgio Griffa tra i principi dell\u2019arte analitica in mostra al Centre Pompidou di Parigi"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/1653231992604.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-26468\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/1653231992604.jpg\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/1653231992604.jpg 711w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/1653231992604-281x300.jpg 281w\" sizes=\"(max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><\/a>&#8221;Io non rappresento nulla, io dipingo&#8221;. Parola di Giorgio Griffa, \u00e8 molto, ed \u00e8 tutto chiaro e condensato.\u00a0 E\u2019 la poetica che ha ispirato la lunga carriera di Giorgio Griffa, tra i protagonisti della pittura italiana ed europea della seconda met\u00e0 del Novecento, al quale il Centre Pompidou di Parigi dedica fino al 27 giugno 2022 la mostra aperta in questi giorni. Curata da Christine Macel, capo del dipartimento creazione contemporanea del Museo Nazionale d&#8217;Arte Moderna, con la<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/20220302_exp_giorgio-griffa_affiche.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-26469 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/20220302_exp_giorgio-griffa_affiche.jpg\" alt=\"\" width=\"246\" height=\"369\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/20220302_exp_giorgio-griffa_affiche.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/20220302_exp_giorgio-griffa_affiche-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 246px) 100vw, 246px\" \/><\/a> collaborazione di Aur\u00e9lien Bernard e Roxane Ilias, l&#8217;esposizione presenta nello Spazio Focus un gruppo di 18 opere donate dall&#8217;artista torinese e punta alla riscoperta di questo maestro dell&#8217;arte italiana ed europea \u201cancora troppo poco conosciuto dal grande pubblico\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Griffa, accostato spesso al movimento dell&#8217;Arte Povera, \u00e8 stato impegnato costantemente nella ricerca di un linguaggio totalmente autonomo, dalle tele minimaliste degli anni &#8217;70 ai lavori pi\u00f9 recenti influenzati dalla poesia modernista e dalla musica d&#8217;avanguardia.<\/p>\n<p>Nel 2012, in occasione di una sua mostra in una galleria di New York, il New York Times ha scritto che \u201cla sua arte merita un posto nella storia mondiale dell&#8217;astrattismo&#8217;\u201d. In questi mesi alla mostra parigina si \u00e8 aggiunta quella a Roma, alla Galleria Lorcan O&#8217;Neill, che ha presentato 19 dipinti del maestro, tre dei quali del suo primo periodo e mai esposti in Italia. \u201cAssociato al movimento italiano della Pittura analitica degli anni Settanta, esposto con artisti francesi dei gruppi BMPT (Buren, Mosset, Parmentier, Toroni) e Support\/Surfaces, Giorgio Griffa &#8211; spiega la curatrice &#8211; ha sempre conservato una grande autonomia e originalit\u00e0. La sua opera, a volte austera a volte gioiosa, oscilla in un equilibrio sottile tra l&#8217;apollineo e il dionisiaco\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/1653231991619.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-26470\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/1653231991619.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/1653231991619.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/1653231991619-188x300.jpg 188w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a>La mostra parigina \u00a0presenta vari cicli dal 1969 al 2021 e svela un&#8217;opera inedita, realizzata nel 2021 appositamente per il Centre Pompidou, intitolata \u201cLa Recherche\u201d richiamandosi a Proust. Composta da 24 tele trasparenti sospese al muro con sovrapposizioni parziali, La Recherche<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/1653231996341-e1653601203665.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-26471 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/1653231996341-e1653601203665.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"236\" \/><\/a> \u201crivela una pittura sempre pi\u00f9 libera e gioiosa\u201d. Nato nel 1936 a Torino, dove vive e lavora, Giorgio Griffa \u00e8 uno dei pittori pi\u00f9 importanti della sua generazione.<\/p>\n<p>Parallelamente alla professione di avvocato, che ha esercitato per tutta la vita, ha realizzato a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni Sessanta opere astratte riconoscibili per le loro tele vergini, non preparate e non tese, lavorate a terra, poi fissate al muro con una serie di chiodi lungo il bordo superiore. Successivamente le sue composizioni elementari uniscono liberamente e senza gerarchie linee, segni, numeri e lettere dipinte che non hanno altra funzione che esistere di per s\u00e9. \u201cAffermando la natura concreta della pittura &#8211; osserva Macel &#8211; le ricerche di Giorgio Griffa riducono gli elementi pittorici all&#8217;essenziale e mettono in luce le propriet\u00e0 delle trame dell&#8217;intera pittura a riprova di una grande sensibilit\u00e0 per il colore\u201d.<\/p>\n<p>La mostra riunisce nove tele della serie I Segni Primari (1969-1970) che rivelano le sue prime ricerche astratte e svelano le costanti delle sue opere successive: colori diluiti, segni grafici anonimi, tele lavorate grezze e lasciate allentate che trasmettono una sensazione di incompiutezza. Verticale (1977) \u00e8 formata da legni colorati<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/1653231997129-e1653601229220.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-26472 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/05\/1653231997129-e1653601229220.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"233\" \/><\/a> disposti verticalmente in modo tale che sembrano occupare la totalit\u00e0 della superficie pittorica. Le tre opere Campi Rosa (1986), Campo Rosa e Campo Viola (1988) esplorano i campi di colore e le loro capacit\u00e0 nel delineare figure. E ancora, Tre linee con arabesco, del 1991, propone una variazione sul tema della linea e dell&#8217;arabesco e introduce per la prima volta i numeri. \u201cIo non rappresento nulla &#8211; ha detto l&#8217;artista recentemente riferendosi alle parole che furono anche il titolo della sua prima personale in una galleria romana nel 1972 &#8211; vuol dire anche non datemi troppa importanza. Fare pittura significava continuare una storia lunghissima, scommettere sulla capacit\u00e0 di questo antico strumento di raccontare la mostra modernit\u00e0, di continuare ad essere viva. Non penso che oggi sia cambiato molto\u201d.\u00a0 Colore, pittura, numeri parole, la vita, il mondo, il sentire\u00a0 e il percepire, ecco Griffa.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8221;Io non rappresento nulla, io dipingo&#8221;. Parola di Giorgio Griffa, \u00e8 molto, ed \u00e8 tutto chiaro e condensato.\u00a0 E\u2019 la poetica che ha ispirato la lunga carriera di Giorgio Griffa, tra i protagonisti della pittura italiana ed europea della seconda met\u00e0 del Novecento, al quale il Centre Pompidou di Parigi dedica fino al 27 giugno 2022 la mostra aperta in questi giorni. 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