{"id":26558,"date":"2022-06-04T20:01:22","date_gmt":"2022-06-04T20:01:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=26558"},"modified":"2022-06-04T20:01:45","modified_gmt":"2022-06-04T20:01:45","slug":"il-realismo-magico-di-renato-ballerini-in-mostra-alla-pinacoteca-cantonale-zust-di-rancate-mendrisio-cantone-ticino-ch","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/06\/04\/il-realismo-magico-di-renato-ballerini-in-mostra-alla-pinacoteca-cantonale-zust-di-rancate-mendrisio-cantone-ticino-ch\/","title":{"rendered":"Il Realismo magico di Renato Ballerini  in mostra  alla  Pinacoteca cantonale Z\u00fcst,  di Rancate (Mendrisio), Cantone Ticino (CH)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/60.Quai-Albertolli-e1654372239469.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-26559\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/60.Quai-Albertolli-e1654372239469.jpg\" alt=\"\" width=\"402\" height=\"264\" \/><\/a>A quasi settant\u2019anni dalla scomparsa, il nome di Renato Ballerini \u00e8 noto principalmente agli addetti ai lavori. La figura di questo artista, ravennate di nascita e luganese di adozione, \u00e8 praticamente scomparsa, nonostante egli abbia partecipato attivamente alla vita politica e culturale ticinese della prima met\u00e0 del Novecento. Diremo di pi\u00f9, <strong>Ballerini \u00e8 stato per Lugano un\u2019autentica<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/63.Foce-del-Cassarate-a-Lugano1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-26560 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/63.Foce-del-Cassarate-a-Lugano1.jpg\" alt=\"\" width=\"499\" height=\"339\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/63.Foce-del-Cassarate-a-Lugano1.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/63.Foce-del-Cassarate-a-Lugano1-300x204.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/63.Foce-del-Cassarate-a-Lugano1-768x522.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 499px) 100vw, 499px\" \/><\/a> personalit\u00e0<\/strong>. <strong>Pittore della borghesia locale, scultore di poche ma interessanti opere, giornalista per la carta stampata, illustratore di vignette satiriche e grande polemista <\/strong>in un\u2019epoca in cui le battaglie si facevano sulle pagine dei giornali, ha combattuto fino all\u2019ultimo la lotta del quotidiano, in un momento storico in cui vivere con l\u2019arte rappresentava una sfida impossibile.<\/p>\n<p>L\u2019idea di un\u2019esposizione dedicata a Renato Ballerini alla Pinacoteca Zunst di Rancate-Mendrisio(CH) \u00a0aperta fino \u00a0al 2 ottobre 2022, \u00a0nasce dall\u2019incontro con <strong>Frederik Poort, pronipote e depositario del fondo del pittore<\/strong>.<\/p>\n<p>La rassegna per\u00f2 non vuole essere unicamente una mostra dedicata ai lavori conservati in famiglia, ma desidera <strong>restituire un\u2019immagine completa di Ballerini, grazie alla ricerca di altre testimonianze presenti sul territorio<\/strong>. \u00c8 cos\u00ec l\u2019occasione di ripercorrere le tappe salienti del suo percorso attraverso una selezione di dipinti provenienti anche da musei e collezioni private.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/79.Natura-morta-con-mele1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-26561\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/79.Natura-morta-con-mele1.jpg\" alt=\"\" width=\"393\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/79.Natura-morta-con-mele1.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/79.Natura-morta-con-mele1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 393px) 100vw, 393px\" \/><\/a>Si spazia dai lavori giovanili di gusto liberty ai primi ritratti, autoritratti e paesaggi eseguiti nel Ticino, sino alla stagione pi\u00f9 felice dell\u2019artista, quella del Realismo magico, con opere che documentano l\u2019interesse di Ballerini per quello che accadeva nella vicina Milano. Si espone anche una selezione di manifesti, disegni e documenti inediti conservati nell\u2019archivio privato degli eredi.<\/p>\n<p>Nato a <strong>Ravenna<\/strong> nel 1877, Renato Ballerini studia all\u2019Accademia di belle arti della sua citt\u00e0 e completa la formazione all\u2019Accademia libera del nudo a <strong>Roma<\/strong>. Nel 1898 sposa Adele Minguzzi, che gli dar\u00e0 cinque figli, spesso modelli per i suoi ritratti. Nel primo decennio del Novecento \u00e8 a <strong>Milano<\/strong> e lavora come<strong> disegnatore tecnico per l\u2019architetto Augusto Guidini<\/strong> (1853 &#8211; 1928), che nel 1910 gli chiede di trasferirsi a <strong>Lugano<\/strong>. Fra i suoi primi interventi nel Ticino vi \u00e8 probabilmente la collaborazione con il pittore Gioachimo Galbusera (1870 &#8211; 1944) per la realizzazione del ciclo di dipinti della <strong>vecchia birreria Gambrinus in centro a Lugano, gestita dalla famiglia Hunziker<\/strong>. Parallelamente Ballerini inizia a collaborare con il <strong>quotidiano <\/strong><strong>\u201cLibera Stampa\u201d in qualit\u00e0 di giornalista e illustratore<\/strong>, ma nel decennio successivo se ne distanzia. Sono questi gli anni in cui si afferma come ritrattista della borghesia luganese: fra le tante opere eseguite si annoverano i <strong>sette ritratti dei benefattori dell\u2019Ospedale di Lugano<\/strong>, datati dal 1920 al 1927 e oggi conservati nelle Collezioni della citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Molto intensa anche la sua attivit\u00e0 espositiva<\/strong>, con mostre alla Societ\u00e0 ticinese di Belle Arti, al Cenacolo italiano (di cui Ballerini \u00e8 tra i membri<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/51.Lugano-di-notte.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-26562 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/51.Lugano-di-notte.jpg\" alt=\"\" width=\"332\" height=\"485\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/51.Lugano-di-notte.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/51.Lugano-di-notte-205x300.jpg 205w\" sizes=\"(max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/><\/a> fondatori) e alla Fiera svizzera di Lugano. Riceve inoltre riconoscimenti a Ravenna, Milano e Lugano. Come illustratore Ballerini <strong>collabora con importanti personalit\u00e0 del mondo della cultura ticinese<\/strong>, come Giovanni Anastasi, insegnante, scrittore e direttore di testate come il \u201cCorriere del Ticino\u201d, Antonio Galli, docente, Consigliere di Stato, direttore di \u201cGazzetta Ticinese\u201d, o il pretore socialista Giacomo Alberti, redattore de \u201cIl Ragno\u201d e autore, con lo pseudonimo di Menelao Lemani, della divertentissima <em>La conferenza sudante<\/em>, in cui il testo ironico su Dante Alighieri si avvale del sostegno di disegni di Ballerini. Alberti era fratello di don Francesco, autore di <em>Il voltamarsina<\/em>, e della famosa maestra pedagogista Maria Boschetti Alberti. Le illustrazioni dell\u2019artista compaiono sia su periodici come \u201cLibera Stampa\u201d o come il giornale satirico \u201cIl Ragno\u201d, sia a corredo di pubblicazioni a sfondo educativo e pedagogico, di gran moda all\u2019epoca, sia per inserzioni pubblicitarie.<\/p>\n<p><strong>Ecco la testimonianza di Frederik Poort, <\/strong><strong>pronipote di Renato Ballerini. <\/strong><\/p>\n<p>La prima volta che sono venuto in vacanza a Lugano era il 1955, ospite di mia zia Johanna e di suo marito Stelio. Johanna, nata in Olanda, era la sorella di mia madre e Stelio era l\u2019ultimogenito del\u00a0 pittore Renato Ballerini. Avevo solo sei anni ma ricordo come se fosse ieri l\u2019appartamento in piazza Monte Ceneri a Lugano, che era nuovo e modernissimo, pieno di quadri di Renato e arredato con mobili disegnati da Stelio. Quei dipinti mi affascinavano, guardavo il ritratto di Adele Ballerini, la moglie del pittore, mi sembrava una donna bellissima, anche se poi forse non lo era, e mi perdevo nelle sfumature dello scialle, nei dettagli. Renato era presente con gli autoritratti, e provavo ad immaginare come poteva essere stata la vita di quell\u2019uomo che sentivo come importante, anche se non l\u2019avevo mai conosciuto. Poi c\u2019era il ritratto di Stelio dodicenne, e io mi identificavo in quel ragazzo magro di spalle, appeso nel salotto, sopra il divano.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/30.-Lettura-a-lume-di-candela-e1654372351420.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-26563\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/30.-Lettura-a-lume-di-candela-e1654372351420.jpg\" alt=\"\" width=\"336\" height=\"661\" \/><\/a>Ogni tanto a casa venivano a trovarci Ilda e Cadira, le altre due figlie di Renato, che ormai erano anziane, e io guardavo i loro ritratti appesi al muro, e poi guardavo loro, e mi sembrava che quei dipinti si animassero per entrare a far parte del mio mondo. In quella casa ci sono tornato molte volte, sempre accolto con affetto e calore, ed erano estati bellissime. \u00a0Nel mio paese, l\u2019Olanda, lasciavo pioggia e vento, mentre in Ticino c\u2019erano il sole, le luci, i colori, che ora ritrovo nei miei ricordi e nei paesaggi di Ballerini. Mia zia Johanna parlava con grande ammirazione di Renato. Non era solo l\u2019affetto sincero per il suocero, ma una viva stima per quello che aveva rappresentato. Rammento in particolare un ritratto a matita e una poesia che Renato le aveva dedicato e che vennero pubblicati sulla \u201cRivista di Lugano\u201d. L\u2019artista auspicava che anche in Svizzera venisse presto concesso il voto alle donne, possibilit\u00e0 che in Olanda esisteva gi\u00e0 dal 1920. Il progetto di questa monografia (e la relativa mostra alla Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst di Rancate, Cantone Ticino, Svizzera) nasce come omaggio a mia zia Johanna. Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2015, ho pian piano iniziato a metter ordine nell\u2019archivio di famiglia immaginando un giorno di poter restituire a Renato un posto, il suo posto, nella storia di questo Cantone e della Citt\u00e0 di Lugano. Un luogo che mi ha accolto anni fa, che ho sempre amato e nel quale mi trovo molto bene. Sono grato a Mariangela Agliati Ruggia, direttrice della Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst, a tutto il suo <em>team <\/em>e in particolare a Simona Ostinelli, curatrice della monografia, per questa opportunit\u00e0, che documenta la figura di Ballerini come pittore, scultore, illustratore e giornalista.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Ecco i temi della Pittura di Ballerini <\/strong><\/p>\n<p>La &#8220;Sala delle capriate&#8221; raccoglie, per nuclei tematici, le opere di Renato Ballerini dagli anni dieci del Novecento fino alla fine degli anni Quaranta. L\u2019artista, che la critica dell\u2019epoca salutava come \u201cabile disegnatore\u201d, \u201cesimio ritrattista\u201d, \u201cesperto pastellista\u201d e pittore dotato di \u201cmaturit\u00e0 tecnica e di potenza di espressione\u201d, ha frequentato generi diversi, trovando nel paesaggio e nel ritratto le sue migliori cifre stilistiche, ma dedicandosi anche alla natura morta e a scene di genere eseguite con tecniche diverse.<\/p>\n<p>I <strong>paesaggi<\/strong>, che l\u2019artista dipinge <em>en plein air<\/em>, sono dedicati a Lugano e ai suoi dintorni. Opere fresche, piacevoli, dai timbri squillanti, che restituiscono l\u2019immagine di una citt\u00e0 turistica, con la cattedrale, il lungolago in un giorno d\u2019estate, il bus bianco pronto a partire, Parco Ciani e i bagnanti che prendono il sole alla <strong>Realismo magico<\/strong>,A questa Lugano \u201cdel bel tempo che fu\u201d, che \u00e8 ancora possibile riconoscere passeggiando per le vie del centro, fa da contraltare una serie di paesaggi dei comuni limitrofi, con i profili delle montagne appena accennati e uomini e donne al lavoro.<\/p>\n<p>La<strong> figura umana<\/strong>, e in particolare il ritratto, \u00e8 il soggetto che appare costantemente nella produzione e nella poetica di Ballerini, che si afferma infatti abile ritrattista. Sperimenta tecniche diverse, l\u2019olio o il pastello. Dipinge ritratti di uomini politici, giornalisti, pittori, figure appartenenti alla borghesia luganese, ma non solo, cercando di raffigurare l\u2019intima essenza del soggetto. Riconosciamo Guglielmo Canevascini, leader del Partito Socialista Ticinese, il Consigliere federale Giuseppe Motta e Marietta Crivelli Torricelli, anche nota come la \u201cmamma dei poveri\u201d per aver dedicato la sua esistenza ad aiutare i meno fortunati. Alle storie di questi personaggi, che siamo riusciti a documentare, se ne aggiungono altre di figure che non hanno un nome e che rimangono impigliate nel silenzio. Il pittore ha inoltre grande facilit\u00e0 nel ritrarre i bambini, mostrandone a volte i tratti severi, altre volte tutta la dolcezza.<\/p>\n<p>Il periodo pi\u00f9 felice di Renato Ballerini \u00e8 quello del <strong>Realismo magico<\/strong>, in cui la pittura compatta le forme, schiarisce i toni e lamina i contorni: <strong>la vicinanza con i pittori italiani Ubaldo Oppi, Mario Sironi e Cagnaccio di San Pietro, che Ballerini vede a Milano gi\u00e0 negli anni venti quando espone nelle sale della Permanente<\/strong>, si ritrova soprattutto e ancora nella ritrattistica e nelle composizioni di pi\u00f9 ampio respiro, che raccontano di una ricerca che tenta di valicare il dato della verit\u00e0, da sempre inseguito dall\u2019artista, per un ritorno a una classicit\u00e0 raggiunta con esiti diversi.<\/p>\n<p>La mostra mette in evidenza l\u2019interesse di Ballerini per <strong>varie tecniche e forme espressive<\/strong>, quali la scultura (qui documentata grazie all\u2019unica opera che siamo riusciti a rintracciare), il manifesto, un genere che all\u2019epoca riscontrava grande successo, e il pastello, utilizzato non solo nella ritrattistica, ma anche nella composizione di scene di sapore domestico, con giovani intenti alla lettura o all\u2019esercizio della musica.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A quasi settant\u2019anni dalla scomparsa, il nome di Renato Ballerini \u00e8 noto principalmente agli addetti ai lavori. La figura di questo artista, ravennate di nascita e luganese di adozione, \u00e8 praticamente scomparsa, nonostante egli abbia partecipato attivamente alla vita politica e culturale ticinese della prima met\u00e0 del Novecento. Diremo di pi\u00f9, Ballerini \u00e8 stato per Lugano un\u2019autentica personalit\u00e0. Pittore della borghesia locale, scultore di poche ma interessanti opere, giornalista per la carta stampata, illustratore di vignette satiriche e grande polemista in un\u2019epoca in cui le battaglie si facevano sulle pagine dei giornali, ha combattuto fino all\u2019ultimo la lotta del quotidiano, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/06\/04\/il-realismo-magico-di-renato-ballerini-in-mostra-alla-pinacoteca-cantonale-zust-di-rancate-mendrisio-cantone-ticino-ch\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,80688,59281,53889,53888,74779,53709,53710,66803,66558,9894,44441,87,35351,17505,35188,53939,44805,28369,7576,409394],"tags":[317574,456463,28323,35330,456462,355195,80233,456461,386726],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26558"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26558"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26558\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26564,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26558\/revisions\/26564"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26558"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26558"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}