{"id":26627,"date":"2022-06-12T20:17:51","date_gmt":"2022-06-12T20:17:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=26627"},"modified":"2022-06-12T20:21:10","modified_gmt":"2022-06-12T20:21:10","slug":"il-linguaggio-artistico-di-vincenzo-agnetti-alla-gam-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/06\/12\/il-linguaggio-artistico-di-vincenzo-agnetti-alla-gam-di-torino\/","title":{"rendered":"Il linguaggio artistico di Vincenzo Agnetti alla GAM di Torino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/Agnetti-documentario_n2_md-jpg-696x523-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-26628\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/Agnetti-documentario_n2_md-jpg-696x523-1.jpg\" alt=\"\" width=\"444\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/Agnetti-documentario_n2_md-jpg-696x523-1.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/Agnetti-documentario_n2_md-jpg-696x523-1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 444px) 100vw, 444px\" \/><\/a>La GAM di Torino presenta la mostra dedicata a Vincenzo Agnetti (Milano, 1926 &#8211; 1981), quinto appuntamento del ciclo espositivo nato dalla collaborazione tra l\u2019Archivio Storico della Biennale di Venezia e la <strong>VideotecaGAM<\/strong>\u00a0e volto a testimoniare la stagione iniziale del video d\u2019artista italiano tra anni Sessanta e Settanta.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione a cura di\u00a0<strong>Elena Volpato<\/strong>\u00a0affronta attraverso poche, irrinunciabili opere un aspetto centrale del lavoro di Agnetti: la sostituzione tra parola e numero come ultimo grado di analisi critica e azzeramento del linguaggio. Il tema emerge nelle sue opere a partire dal 1968 con la realizzazione della\u00a0<em>Macchina drogata<\/em>, una calcolatrice che traduce i numeri digitati in sequenze di lettere che si combinano senza alcun significato.<\/p>\n<p>Una delle pi\u00f9 note frasi di fulminante ma paradossale chiarezza che Agnetti ci abbia consegnato afferma:\u00a0<em>Una parola vale l\u2019altra ma tutte tendono all\u2019ambiguit\u00e0<\/em>. Sulla via dell\u2019azzeramento di ogni strutturato sistema culturale, il passaggio successivo non pu\u00f2 che essere la verifica di un ancor pi\u00f9 radicale ipotesi: un codice vale l\u2019altro ma nessuno veicola significati. La parola \u00e8 ambigua e ogni esercizio di traduzione ne \u00e8 la riprova. E i numeri, che comunemente ci appaiono come un alfabeto universale e come elementi di un linguaggio esatto, si mostrano nel lavoro di Agnetti altrettanto deserti di ogni capacit\u00e0 di comunicare significati.<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019esposizione un\u2019opera della serie Assiomi<\/strong>, realizzata nel 1969, mostra sotto una sequenza di lettere rovesciate ed elevate a diversi valori numerici, una frase incisa:\u00a0<em>Quando le parole si elevano a valori di numeri i numeri valgono le parole<\/em>. L\u2019uno e l\u2019altro codice, lettere e numeri, si trovano in posizione di simmetrico rispecchiamento, visivo e concettuale. Se sussiste una promessa di intensit\u00e0, un sentore di dimenticato fondamento, pu\u00f2 trovarsi solo nello spazio tra di loro, in quel nero compatto della bachelite che sembra arretrare nel tempo, come volesse sottrarsi alla funzione di supporto agli instabili segni bianchi. Il nero che occupa il centro e la maggior estensione dell\u2019opera \u00e8 una delle molteplici forme di quel vuoto attorno al quale si raduna tutta l\u2019intelligenza dell\u2019opera di Agnetti. Un vuoto nato dal voluto collasso di tutti i linguaggi e tuttavia aperto alla ricerca di qualcosa, forse un\u2019eco, un rimbombo sonoro che abbia a che fare<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/Agnetti-Quando-le-parole-si-elevano-a-valori-di-numeri-i-numeri-valgono-le-parole-1969-768x767-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-26629 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/Agnetti-Quando-le-parole-si-elevano-a-valori-di-numeri-i-numeri-valgono-le-parole-1969-768x767-1.jpg\" alt=\"\" width=\"429\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/Agnetti-Quando-le-parole-si-elevano-a-valori-di-numeri-i-numeri-valgono-le-parole-1969-768x767-1.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/Agnetti-Quando-le-parole-si-elevano-a-valori-di-numeri-i-numeri-valgono-le-parole-1969-768x767-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/Agnetti-Quando-le-parole-si-elevano-a-valori-di-numeri-i-numeri-valgono-le-parole-1969-768x767-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 429px) 100vw, 429px\" \/><\/a> con l\u2019interiorit\u00e0 del senso e non con la formulazione di un significato.<\/p>\n<p>Il tema della permutabilit\u00e0 di parole e numeri giunge a compiuta espressione nel 1973, anno di realizzazione del video presentato in mostra,\u00a0<strong>Documentario N.2<\/strong>, girato da Vincenzo Agnetti presso il suo studio a Milano. Nell\u2019arco di pochi minuti si assiste al passaggio dalla messa in scena dei pi\u00f9 tipici codici didascalici del linguaggio documentario all\u2019ermetico prodursi della voce dell\u2019artista che pronuncia un discorso fatto unicamente di numeri e diverse intonazioni espressive, mentre le immagini passano dalla ripresa fissa di una sequenza numerica trasformata in pattern visivo allo schermo nero fino a che, in quel buio, il suono si interrompe come per l\u2019improvviso incepparsi di un nastro audio.<\/p>\n<p>Il video, come e ancor pi\u00f9 del libro d\u2019artista, offre ad Agnetti la possibilit\u00e0 di sovrapporre, e cos\u00ec elidere, pi\u00f9 linguaggi e pi\u00f9 elementi: immagini e buio, testo parlato e scritto, lingua italiana e inglese, numeri arabi e forme geometriche, nitide riprese in movimento e immagini sfocate a camera fissa, dettagli di opere dell\u2019artista inframmezzati a oggetti e strumenti di lavoro. Tutto si mescola, tutto si contraddice e nello stacco tra l\u2019uno e l\u2019altro elemento contrapposto, si fa largo la percezione del vuoto sottostante.<\/p>\n<p>Il 1973 \u00e8 anche l\u2019anno di realizzazione di\u00a0<strong>Frammento di Tavola di Dario<\/strong> tradotto in tutte le lingue, dove l\u2019evocazione di un passato abissale si presenta con i caratteri della scrittura cuneiforme per confrontarsi con una sequenza numerica, linguaggio del presente tecnologico. La linea di confine tra l\u2019una e l\u2019altra immagine \u00e8 uno iato nel tempo che rende ancor pi\u00f9 profondo l\u2019evidente tradimento che si nasconde nella promessa di una traduzione universale. L\u2019opera nella sua semplice ieraticit\u00e0 \u00e8 la rovesciata Stele di Rosetta che l\u2019artista ci consegna per scardinare di ogni passato e futuro linguaggio la presunzione illusoria di possedere le chiavi del significato. Si desidera ringraziare Fondazione per l\u2019Arte Moderna e Contemporanea CRT a cui si deve l\u2019acquisizione dei libri d\u2019artista esposti in mostra, parte del Fondo Giorgio Maffei presso la GAM, l\u2019Archivio Storico della Biennale di Venezia, l\u2019Archivio Vincenzo Agnetti, Emilio e Luisa Marinoni.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La GAM di Torino presenta la mostra dedicata a Vincenzo Agnetti (Milano, 1926 &#8211; 1981), quinto appuntamento del ciclo espositivo nato dalla collaborazione tra l\u2019Archivio Storico della Biennale di Venezia e la VideotecaGAM\u00a0e volto a testimoniare la stagione iniziale del video d\u2019artista italiano tra anni Sessanta e Settanta. 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