{"id":26668,"date":"2022-06-18T19:44:34","date_gmt":"2022-06-18T19:44:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=26668"},"modified":"2022-06-18T19:44:34","modified_gmt":"2022-06-18T19:44:34","slug":"tadashi-kawamata-con-i-suoi-nidi-invade-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/06\/18\/tadashi-kawamata-con-i-suoi-nidi-invade-milano\/","title":{"rendered":"Tadashi Kawamata con i suoi nidi invade  Milano."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/tadashi-kawamata-nest-2022-cortile-della-magnolia-palazzo-di-brera-ph-daniele-perani.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-26669\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/tadashi-kawamata-nest-2022-cortile-della-magnolia-palazzo-di-brera-ph-daniele-perani.jpg\" alt=\"\" width=\"316\" height=\"474\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/tadashi-kawamata-nest-2022-cortile-della-magnolia-palazzo-di-brera-ph-daniele-perani.jpg 933w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/tadashi-kawamata-nest-2022-cortile-della-magnolia-palazzo-di-brera-ph-daniele-perani-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/tadashi-kawamata-nest-2022-cortile-della-magnolia-palazzo-di-brera-ph-daniele-perani-682x1024.jpg 682w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/tadashi-kawamata-nest-2022-cortile-della-magnolia-palazzo-di-brera-ph-daniele-perani-768x1152.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 316px) 100vw, 316px\" \/><\/a>BUILDING<\/strong> presenta fino al 23 luglio 2022 la mostra\u00a0<strong><em>Nests in Milan<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>dedicata all\u2019artista giapponese\u00a0<strong>Tadashi Kawamata<\/strong>, a cura di Antonella Soldaini. Conosciuto in tutto il mondo per i suoi progetti multidisciplinari, Tadashi Kawamata (Hokkaido, 1953) presenta a Milano una serie di installazioni concepite appositamente per questa occasione. Si tratta di\u00a0<strong>quattro interventi<\/strong>\u00a0che si svolgeranno sia negli spazi interni e sulla facciata di\u00a0<strong>BUILDING<\/strong>\u00a0che in quelli esterni di altri edifici posti nelle sue vicinanze:\u00a0<strong>Grand Hotel et de Milan<\/strong>,\u00a0<strong>Centro Congressi Fondazione<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/03-tk-nest-cortile-della-magnolia.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-26670 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/03-tk-nest-cortile-della-magnolia.jpg\" alt=\"\" width=\"391\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/03-tk-nest-cortile-della-magnolia.jpg 560w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/03-tk-nest-cortile-della-magnolia-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 391px) 100vw, 391px\" \/><\/a> Cariplo<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Cortile della Magnolia<\/strong>,\u00a0<strong>Palazzo di Brera<\/strong>.<\/p>\n<p>Kawamata si afferma molto giovane sulla scena artistica giapponese e internazionale. A 28 anni, dopo essersi laureato all&#8217;Universit\u00e0 di Belle Arti di Tokyo, viene invitato al padiglione giapponese della Biennale di Venezia del 1982. Da allora partecipa alla realizzazione di progetti site specific in tutto il mondo. La sua opera, realizzata principalmente con l\u2019uso del legno, implica una riflessione sul contesto sociale e le relazioni umane.<\/p>\n<p>Le sfide urbanistiche sono all\u2019origine del suo lavoro. I cantieri in costruzione o quelli in demolizione, le aree non edificate che restano nello spazio urbano sono al centro dell\u2019interesse di Kawamata che, nella realizzazione dei suoi progetti, utilizza i materiali presenti sul sito \u201criciclandoli\u201d. Cos\u00ec a Kassel, nel 1987, in occasione di documenta 8, l\u2019artista restituisce all&#8217;attenzione degli abitanti una chiesa in rovina, distrutta durante la seconda guerra mondiale e trascurata nella ricostruzione della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Oltrepassando i confini dei luoghi chiusi e delimitati, gli interventi di Kawamata, nati da una riflessione sulla relazione che le sue opere generano con il contesto sociale e le relazioni umane, mireranno non tanto a coinvolgere un singolo edificio, ma ad allargare l\u2019area di intervento in modo da inglobare una porzione del tessuto urbano della citt\u00e0. Si tratta in questo caso di architetture che, nell\u2019ambito della storia di Milano, racchiudono un particolare valore civile e culturale e che attraverso le installazioni dell\u2019artista saranno sottoposte a un delicato e nello stesso tempo spettacolare processo di trasformazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/tadashi-kawamata-nest-2022-fondazione-cariplo-ph-daniele-perani-courtesy-building.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-26671\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/tadashi-kawamata-nest-2022-fondazione-cariplo-ph-daniele-perani-courtesy-building.jpg\" alt=\"\" width=\"362\" height=\"542\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/tadashi-kawamata-nest-2022-fondazione-cariplo-ph-daniele-perani-courtesy-building.jpg 934w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/tadashi-kawamata-nest-2022-fondazione-cariplo-ph-daniele-perani-courtesy-building-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/tadashi-kawamata-nest-2022-fondazione-cariplo-ph-daniele-perani-courtesy-building-683x1024.jpg 683w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/tadashi-kawamata-nest-2022-fondazione-cariplo-ph-daniele-perani-courtesy-building-768x1151.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 362px) 100vw, 362px\" \/><\/a>Appropriandosi via via degli spazi interni ed esterni &#8211; come facciate, balconi, tetti &#8211; degli edifici, tramite una serie di costruzioni ottenute con l\u2019intreccio di assi di legno che vanno a formare un\u2019inestricabile griglia, apparentemente leggera ma dalla solida struttura, Kawamata<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/Tadashi-Kawamata-Nests-in-Milan-2020-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-26673 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/Tadashi-Kawamata-Nests-in-Milan-2020-1.jpg\" alt=\"\" width=\"254\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/Tadashi-Kawamata-Nests-in-Milan-2020-1.jpg 619w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/06\/Tadashi-Kawamata-Nests-in-Milan-2020-1-213x300.jpg 213w\" sizes=\"(max-width: 254px) 100vw, 254px\" \/><\/a> solleciter\u00e0 una diversa lettura e interpretazione del loro aspetto e significato.<\/p>\n<p>Ad accomunare i quattro interventi sar\u00e0 la scelta di un unico tema, quello del nido, soggetto ricorrente delle diverse installazioni. Un tema dal forte carattere simbolico che Kawamata ha cominciato a indagare a partire dal 1998 quando le sue costruzioni lignee, che spesso in passato avevano forme astratte, si sono visualmente avvicinate a raffigurare dapprima una baracca e a seguire un nido. Installato nei punti pi\u00f9 disparati: sul palo della luce a Bonn (2007), sulla facciata del Centre Georges Pompidou a Parigi (2010) e sulla facciata di Palazzo Strozzi a Firenze (2013), questa figura, la cui funzione primaria \u00e8 di fornire un rifugio per i volatili appena nati, rimanda alla necessit\u00e0 universale di costruire, sia nel mondo animale che in quello umano, un luogo in cui trovare riparo. Tale struttura veicola una sensazione positiva e rassicurante, che si rafforza nel momento in cui la sua forma, assemblata con elementi naturali come il legno, \u00e8 messa a confronto con la ben pi\u00f9 complessa costruzione architettonica su cui viene posta, risultato di una serie di sovrapposizioni sociali e culturali. Le forme dei nidi di Kawamata ci riportano ai valori e alle necessit\u00e0 primarie; ci spingono a riconfigurare mentalmente lo scenario architettonico che ci circonda e a ripensare il nostro rapporto con lo spazio che quotidianamente viviamo.<\/p>\n<p>Privati di ogni sovrastruttura ideologica e ridotti al loro significato essenziale, senza per questo diventare esperimenti sociologici, i nidi di Kawamata, a met\u00e0 tra l\u2019apparire il frutto di un casuale assemblaggio e l\u2019essere il risultato di una preordinata costruzione, rimangono in realt\u00e0 fortemente legati al linguaggio artistico. Il loro aspetto \u00e8 elegante e delicato e rimanda a una sofisticata concettualit\u00e0, le cui origini sono da individuarsi nella visione di una realt\u00e0 in continuo movimento, transitoria, fluttuante e soggetta al passare del tempo. Un modo di concepire la vita che ha la sua fonte primaria nella cultura giapponese di cui Kawamata rappresenta una delle figure pi\u00f9 interessanti. Non \u00e8 un caso che le opere dell\u2019artista (e cos\u00ec accadr\u00e0 anche a Milano), una volta finita la mostra, saranno smontate e gli elementi del legno con cui sono state costruite saranno utilizzati per un diverso scopo. In questa ottica \u00e8 il tempo, inteso come indicatore della grandezza o del declino di un monumento o di un sito, l&#8217;elemento chiave nella sua attivit\u00e0. Gli interventi di Kawamata creano dei ponti tra il passato e il presente rivelando la componente affettiva e invisibile delle cose, ma anche la loro realt\u00e0 materiale. La condivisione del lavoro con assistenti, studenti, artigiani, volontari e cittadini comuni, nelle varie fasi costruttive dell\u2019opera e la riflessione sulla vita comunitaria che anima e fonda ogni progetto, favoriscono il risveglio di questa memoria. Il\u00a0<strong>catalogo<\/strong>, edito da BUILDING, comprender\u00e0 testi di Antonella Soldaini, curatrice della mostra, Emilia Giorgi, critica e curatrice di arti visive e architettura, Chiara Rita Contin, psicologa e docente di letteratura italiana e storia contemporanea, e un\u2019intervista inedita all\u2019artista realizzata dalla curatrice in occasione della mostra.<\/p>\n<p><strong>Tadashi Kawamata<\/strong>\u00a0\u00e8 nato a Hokkaido nel 1953. Si afferma molto giovane sulla scena artistica giapponese e internazionale. A 28 anni, dopo essersi laureato all&#8217;Universit\u00e0 di Belle Arti di Tokyo, viene invitato al padiglione giapponese della 40. Biennale di Venezia (1982). Partecipa in seguito a documenta 8 (1987) e 9 (1992). Dal 1999 al 2005 \u00e8 stato professore all\u2019Universit\u00e0 di Belle Arti di Tokyo, mentre dal 2007 al 2019 ha insegnato all\u2019Accademia Nazionale di Belle Arti di Parigi. Nel 2005 \u00e8 stato nominato direttore artistico della seconda Triennale di Yokohama in Giappone. Tra i principali interventi site-specific si ricordano quelli al Madison Square Park a New York (2008), al Centre Pompidou a Parigi (2010), a Place Vend\u00f4me a Parigi (2013) e a Palazzo Strozzi a Firenze (2013). Ha esposto nei maggiori musei internazionali come il Meguro Museum of Art a Tokyo (1993), la Kunsthalle a Recklinghausen (1995), la Serpentine Gallery a Londra (1997), il Centre Pompidou Metz, Francia (2016), il Pushkin Museum, Mosca (2018) e il MAAT Museum of Art Architecture and Technology, Lisbona (2019), Japan House, San Paolo, Brasile (2020). Nel 2021 ha partecipato alla prima edizione della Biennale di Helsinki con l\u2019installazione site specific Vallisaari Lighthouse. Attualmente Tadashi Kawamata vive e lavora tra Parigi e Tokyo.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>BUILDING presenta fino al 23 luglio 2022 la mostra\u00a0Nests in Milan\u00a0dedicata all\u2019artista giapponese\u00a0Tadashi Kawamata, a cura di Antonella Soldaini. Conosciuto in tutto il mondo per i suoi progetti multidisciplinari, Tadashi Kawamata (Hokkaido, 1953) presenta a Milano una serie di installazioni concepite appositamente per questa occasione. Si tratta di\u00a0quattro interventi\u00a0che si svolgeranno sia negli spazi interni e sulla facciata di\u00a0BUILDING\u00a0che in quelli esterni di altri edifici posti nelle sue vicinanze:\u00a0Grand Hotel et de Milan,\u00a0Centro Congressi Fondazione Cariplo\u00a0e\u00a0Cortile della Magnolia,\u00a0Palazzo di Brera. Kawamata si afferma molto giovane sulla scena artistica giapponese e internazionale. A 28 anni, dopo essersi laureato all&#8217;Universit\u00e0 di Belle [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/06\/18\/tadashi-kawamata-con-i-suoi-nidi-invade-milano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,9894,10357,44441,87,28308,26,17505,28369,17494],"tags":[414611,406619,456540,355195,456539],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26668"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26668"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26668\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26674,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26668\/revisions\/26674"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26668"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26668"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26668"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}