{"id":2685,"date":"2014-07-13T18:06:01","date_gmt":"2014-07-13T18:06:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=2685"},"modified":"2014-07-13T18:09:32","modified_gmt":"2014-07-13T18:09:32","slug":"%e2%80%9ci-misteri-dellabbazia-la-verita-sul-tesoro-di-montecassino%e2%80%9d-fu-frido-von-senger-und-etterlin-il-vero-salvatore-di-montecassino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/07\/13\/%e2%80%9ci-misteri-dellabbazia-la-verita-sul-tesoro-di-montecassino%e2%80%9d-fu-frido-von-senger-und-etterlin-il-vero-salvatore-di-montecassino\/","title":{"rendered":"\u201cI misteri dell&#8217;Abbazia. La verit\u00e0 sul tesoro di Montecassino\u201d. Fu Frido von Senger und Etterlin il vero salvatore di Montecassino."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/images4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2686\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/images4.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/01_motecassino.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2689\" style=\"width: 251px;height: 235px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/01_motecassino.jpg\" alt=\"\" width=\"567\" height=\"457\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/01_motecassino.jpg 567w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/01_motecassino-300x241.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/9_Goering-and-Matisse-paintings-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2690\" style=\"width: 345px;height: 263px\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/9_Goering-and-Matisse-paintings-3.jpg\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"409\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/9_Goering-and-Matisse-paintings-3.jpg 556w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/9_Goering-and-Matisse-paintings-3-300x220.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 556px) 100vw, 556px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/imagesMDTVCWYQ.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2691\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/imagesMDTVCWYQ.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/salvataggio-biblioteca.gif\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2692\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/salvataggio-biblioteca.gif\" alt=\"\" width=\"383\" height=\"272\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/salvataggio-biblioteca.gif 383w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/salvataggio-biblioteca-300x213.gif 300w\" sizes=\"(max-width: 383px) 100vw, 383px\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un libro di storia,\u00a0\u00a0 nuovo, avvincente e originale \u00e8 quello scritto da\u00a0\u00a0\u00a0 Benedetta Gentile e Francesco Bianchini per la casa editrice Le Lettere di Firenze; ha titolo e sottotitolo da romanzo che ti lascia con il fiato sospeso: \u201cI Misteri dell&#8217;Abbazia. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>La verit\u00e0 sul tesoro di Montecassino\u201d. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Ma \u00e8 anche un rigoroso saggio storico portato avanti intanto con una scrittura chiara e invitante, ma \u00e8 soprattutto ricco di documenti capaci di ribaltare, come ribaltano, talune versioni fin qui credute per vere, riguardanti i fatti e il salvataggio delle opere d&#8217;arte conservate nell&#8217;Abbazia di Montecassino prima dei bombardamenti alleati che la rasero al suolo il 18 febbraio 1944, settant&#8217;anni fa esatti. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Un libro documento che fa onore alla storia dei beni culturali italiani.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> Si sapeva fino ad oggi che la salvezza dei cimeli e delle opere d&#8217;arte conservate nell&#8217;Abbazia era stata opera di due nazisti &#8220;buoni&#8221;, il tenente colonnello Julius Schlegel e il capitano Maximilian Becker, entrambi appartenenti alla famigerata Divisione Hermann G\u00f6ring. Sarebbero stati loro a organizzare l&#8217;esodo dei tesori conservati nell&#8217;Abbazia per portarli al sicuro in Vaticano, poco prima che i &#8220;barbari alleati&#8221; radessero al suolo il faro della civilt\u00e0 benedettina, l&#8217;Abbazia di Montecassino, cuore d&#8217;Europa, allora retta dall&#8217;abate Gregorio Diamare. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Si convenne che le propriet\u00e0 dell&#8217;Abbazia sarebbero state portate a Roma a San Paolo fuori le mura e quelle dello Stato a Spoleto, sede del Comando della Goering. Terminati gli imballaggi, il 17 ottobre part\u00ec da Montecassino il primo convoglio con gli archivi e la biblioteca, il 19 il secondo con padre Leccisotti incaricato di avvertire il Vaticano e le autorit\u00e0 italiane. L&#8217;ultimo convoglio part\u00ec da Montecassino il 3 novembre con le opere della Galleria Nazionale e del Museo Archeologico di Napoli, ancora settantamila documenti dell&#8217;Abbazia e le reliquie di di San Benedetto e di Santa Scolastica. Ma le casse non si fermarono nella capitale, proseguirono a nord ovvero a Spoleto. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Gi\u00e0 qui a Spoleto dalle casse <strong>spar\u00ec la \u201cDanae\u201d di Tiziano<\/strong> che, nel giorno del suo 51mo compleanno, Goering aveva mostrato con orgoglio ai suoi ospiti. Il povero abate Diomare fu costretto a rilasciare una lettera di elogi a Schlegel e a firmare una pergamena in dono per il comandante della Goering, generale Conrath. Il 18 febbraio del &#8217;44 il vecchio abate Diomare fu portato a Roma ma gi\u00e0 tre giorni prima gli aerei alleati avevano bombardato Montecassino. Le cose andarono poi diversamente. Da decenni si dubitava di questa versione dei fatti, anche se il tenente colonnello Schlegel \u00e8 stato ufficialmente celebrato come il &#8220;salvatore&#8221; dei tesori di Montecassino. Quando mor\u00ec, nel 1958, tutte le campane dei monasteri benedettini d&#8217;Europa suonarono contemporaneamente in suo onore, e Vienna, la sua citt\u00e0 natale, gli dedic\u00f2 un monumento in un parco, una targa sulla casa di residenza e addirittura una via. A Montecassino, invece, gli anziani monaci testimoni diretti degli avvenimenti, pur avvallando la versione ufficiale del salvataggio, si opposero sempre all&#8217;affissione sui muri dell&#8217;abbazia ricostruita di una targa a ricordo del &#8220;salvatore Schlegel&#8221;. Ma allora, che cosa accadde veramente attorno al tesoro di Montecassino? E a chi si deve la sua salvezza dalla furia della guerra? Atri colleghi storici come Sergio Romano e Carlo Gustavo di Groppello avevano avanzato il sospetto che il merito del salvataggio dei tesori di Montecassino non potesse essere assegnato a Julius Schlegel e a Maxilimian Becker, in quanto essi appartenevano alla Divisione G\u00f6ring, e dunque alle dirette dipendenze del potentissimo Feldmaresciallo, uno dei pi\u00f9 attivi ladri di opere d&#8217;arte in quegli anni in Europa. E pur se i due ufficiali trascorsero la vita a mentire sui fatti e cogliere le benemerenze di \u00absalvatori dei tesori di Montecassino\u00bb, sia <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Schlegel che Becker (anzi ambedue fornirono sempre diverse versioni dei fatti), in realt\u00e0 <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">e<\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>vacuarono Montecassino con l&#8217;intento nascosto di spedire in Germania il meglio dei &#8220;capolavori salvati&#8221;<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> presso il loro potente Feldmaresciallo. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Chi svent\u00f2 invece questo piano di furto? Un altro tedesco,ovvero il comandante del XIV Corpo d&#8217;Armata corazzato tedesco in Italia, il barone Frido von Senger und Etterlin, personaggio e signore d&#8217;altri tempi, un nobiluomo poliglotta che aveva studiato ad Oxford, che proveniva dalla cavalleria e mal digeriva\u00a0\u00a0i nazisti. Per di pi\u00f9 cattolicissimo e vestiva le insegne dell&#8217;ordine terziario benedettino.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> Appena giunto in Italia, nell&#8217;autunno del 1943, svent\u00f2 il piano di G\u00f6ring accorgendosi che le 180 casse di opere prelevate con autocarri a Montecassino da Schlegel e Becker<\/span> <span style=\"font-size: medium\">tra l&#8217;ottobre e il novembre del 1943 avevano gi\u00e0 oltrepassato Roma per essere nascoste in un deposito della Divisione G\u00f6ring a Spoleto, pronte per venir spedite &#8220;al sicuro&#8221; a casa del Feldmaresciallo a Carinhall in Germania. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Fu dunque Frido von Senger und Etterlin il vero salvatore di Montecassino perch\u00e9 intim\u00f2 perentoriamente a Schlegel di consegnare a Roma e al Vaticano il tesoro di Montecassino, secondo i piani stabiliti. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">Senger ha sempre taciuto sul reale andamento dei fatti, da nobile e anziano militare, ha evitato di gettare fango sulle truppe tedesche, tendendo conto che l&#8217;esito della vicenda fu comunque positiva e fu forse l&#8217;unico punto a favore dei tedeschi in Italia: il fatto di aver oggettivamente svuotato Montecassino per tempo, evitando che tutto andasse distrutto del disastro del bombardamento alleato. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>La figlia di Frido von Senger ha consegnato pochi anni fa all&#8217;Imperial War Museum di Londra le carte appartenute a suo padre, e in una di esse \u00e8 contenuta la prova scritta di quanto gi\u00e0 si sospettava: che fu il barone von Senger il responsabile del salvataggio del tesoro di Montecassino. A guerra finita <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">von Senger pot\u00e9 contare su numerose testimonianze che confermarono il suo corretto operato durante la guerra,tra cui quella di Achim Oster (un oppositore del nazismo, la cui famiglia era stata decima da Hitler), il quale parl\u00f2 del ruolo diretto rivestito da von Senger nello sventare la rapina dei tesori di Montecassino, e dell&#8217;ordine impartito da lui stesso a Schlegel di consegnare la maggior parte degli oggetti artistici dell&#8217;Abbazia ai Musei Vaticani. Cos\u00ec fu in effetti, e tutto fu portato a Castel Sant&#8217;Angelo a Roma. Le casse di Spoleto su sollecitazione di monsignor Montini, allora sostituto della Segretaria di Stato Vaticana, vennero consegnate il 5 gennaio, mancavano due autocarri di quanti erano partiti dall&#8217; Umbria. Fu detto che erano fermi per guasti e che sarebbero arrivati il giorno successivo. Non arrivarono mai. Con gli autocarri non arrivarono 15 casse che avevano proseguito il viaggio fino a Berlino. Il maggiore Evers, della divisione Goering, per avere diretto in piazza Venezia il 5 gennaio la cerimonia della restituzione parziale dei tesori di Montecassino, ricevette il 20 aprile 1944 la croce di ferro di seconda classe con le spade. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Il generale Senger, comandante del Corpo d&#8217; armata, e il generale Conrath ebbero molti elogi dalla stampa e dalla radio tedesche, e poterono mostrare con compiacimento le lettere di ringraziamento dell&#8217; abate Diomare<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> il quale, ottantunenne, torno&#8217; a rivedere Montecassino nel 1945, poco prima di morire, in lacrime dinanzi alle macerie di quello storico luogo di culto. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Carlo Franza<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un libro di storia,\u00a0\u00a0 nuovo, avvincente e originale \u00e8 quello scritto da\u00a0\u00a0\u00a0 Benedetta Gentile e Francesco Bianchini per la casa editrice Le Lettere di Firenze; ha titolo e sottotitolo da romanzo che ti lascia con il fiato sospeso: \u201cI Misteri dell&#8217;Abbazia. 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