{"id":26910,"date":"2022-07-13T21:20:18","date_gmt":"2022-07-13T21:20:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=26910"},"modified":"2022-07-13T21:24:35","modified_gmt":"2022-07-13T21:24:35","slug":"marco-bagnoli-e-il-suo-progetto-settantadue-nomi-italian-garden-al-centro-pecci-di-prato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/07\/13\/marco-bagnoli-e-il-suo-progetto-settantadue-nomi-italian-garden-al-centro-pecci-di-prato\/","title":{"rendered":"Marco Bagnoli e il suo progetto \u201cSettantadue nomi \u2013 Italian Garden\u201d al Centro Pecci di Prato."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/Catalogo-Marco-Bagnoli_Cover-e1657745672474.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-26911\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/Catalogo-Marco-Bagnoli_Cover-e1657745672474.jpg\" alt=\"\" width=\"307\" height=\"452\" \/><\/a>Mercoled\u00ec <strong>29 giugno 2022, alle 18, <\/strong>presso la sede del <strong>Centro per l\u2019Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato<\/strong>,\u00a0 si \u00e8 aperto\u00a0 al pubblico il progetto di <strong>\u201cSettantadue nomi \u2013 Italian Garden\u201d<\/strong>, <strong>l\u2019opera <em>site-specific<\/em> di Marco Bagnoli<\/strong> recentemente inaugurata nel parco che circonda la Villa Medicea dell\u2019Ambrogiana di Montelupo Fiorentino. L\u2019evento, durante il quale sono stati\u00a0 presentati il catalogo e il video d\u2019arte che costituisce parte integrante dell\u2019opera, \u00e8 il primo di una serie di appuntamenti che si svolgeranno\u00a0 nei musei partner del progetto: oltre al Centro per l\u2019Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, il <strong>Museo della Ceramica di Montelupo<\/strong> e <strong>Magazzino Italian Art Center a Cold Spring (NY)<\/strong>.<\/p>\n<p>Con l\u2019opera<strong> \u201cSettantadue nomi \u2013 Italian Garden\u201d <\/strong>il Museo della Ceramica di Montelupo, con un progetto della Fondazione Museo Montelupo Onlus, ha vinto l\u2019edizione 2020 di Italian Council, il bando internazionale promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/09-Marco-Magnoli\u00a9photo-Ela-Bialkowska-OKNO-studio-bassa-e1657745775890.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-26912 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/09-Marco-Magnoli\u00a9photo-Ela-Bialkowska-OKNO-studio-bassa-e1657745775890.jpg\" alt=\"\" width=\"389\" height=\"259\" \/><\/a> Ministero della Cultura per sostenere, promuovere e valorizzare l\u2019arte contemporanea italiana nel nostro paese e nel mondo.<\/p>\n<p>La serata al <strong>Centro per l\u2019Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato<\/strong> si\u00a0 \u00e8 aperta\u00a0 con la presentazione del catalogo dell\u2019opera, curato da <strong>Giuliano Serafini<\/strong> e edito da <strong>Fondazione Museo Montelupo.<\/strong> Il catalogo \u00e8 arricchito da un testo critico di Pier Luigi Tazzi che \u00e8 stato \u2013 fino alla sua triste scomparsa \u2013 parte attiva nella concezione del progetto.<\/p>\n<p>A seguire la proiezione del video <strong>Settantadue nomi &#8211; Italian Garden<\/strong>, che su un\u2019idea dell\u2019artista, documenta l\u2019intero processo di creazione dell\u2019opera. La regia del video \u00e8 di <strong>Giulia Lenzi<\/strong> con <strong>Okno Studio<\/strong>, la fotografia di <strong>Ela Bialkowska<\/strong>, la coreografia, infine, \u00e8 di <strong>Ca<\/strong><strong>therine Galasso<\/strong>, che ha saputo magistralmente interpretare nel gesto le musiche vibranti del padre Michael e asse portante del video. La presenza densa e simbolica dei luoghi di produzione, del fare stesso e degli artigiani sono tutti elementi che contribuiscono a rendere <strong>\u201cSettantadue nomi \u2013 Italian Garden\u201d<\/strong> un\u2019opera scenica &#8211; termine coniato da Alessandro Magini per raccontare i tanti livelli di espressione e la molteplicit\u00e0 di linguaggi attraverso cui si esplica e si compie l\u2019opera di Bagnoli.<\/p>\n<p><strong>S<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/Marco-Bagnoli\u00a9photo-Ela-Bialkowska-OKNO-studio-bassa-e1657745858437.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-26913\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/Marco-Bagnoli\u00a9photo-Ela-Bialkowska-OKNO-studio-bassa-e1657745858437.jpg\" alt=\"\" width=\"417\" height=\"278\" \/><\/a>ettantadue nomi \u2013 Italian Garden<\/strong> ha un&#8217;origine lontana: sorge nell\u2019immaginario dell\u2019artista nel 2010, dopo un viaggio in Iran e passa attraverso gradi di trasformazione. Se nella prima creazione, pensata per il giardino del Padiglione Italiano di Auroville (citt\u00e0 indiana nata dalla visione del filosofo e mistico Sri Aurobindo) sono le piante a circondare una fontana che sta al centro, nella sua evoluzione pensata per il giardino ad Isfah\u0101n, in Persia, gi\u00e0 i vasi sostituiscono le piante.<\/p>\n<p>Pur cambiando nel suo aspetto formale l\u2019opera si fonda sempre sul quinconce: gruppo di cinque unit\u00e0, di cui quattro son vertici di un quadrato e la quinta \u00e8 il suo centro. Da questa disposizione armonica &#8211; spesso utilizzata da Bagnoli &#8211; nasce nell\u2019opera per la Villa Ambrogiana un giardino originario: rappresentazione simbolica della terra nel momento della sua creazione; sospensione in un luogo in cui le cose ancora non emanano alcuna ombra e ci sono restituite in tutta la loro purezza.<\/p>\n<p><strong>Settantadue nomi &#8211; Italian Garden<em> &#8211;<\/em><\/strong> \u00e8 costituita da 72 vasi in ceramica smaltata blu, verde e rame a terzo fuoco; il centro del quinconce &#8211; che rimane apparentemente vuoto &#8211; ospita la forma ideale di un vaso asimmetrico che nella sua rotazione d\u00e0 origine ai 72 profili dei vasi torniti. Posti a quinconce nel giardino.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Settantadue nomi &#8211; Italian Garden<\/strong> ha inoltre una componente sonora fondamentale: quasi una voce che emana dai vasi stessi e che intona le parole del persiano poeta Rumi: A completare la presentazione, infatti, sar\u00e0 un proprio reading poetico di Bagnoli e di Sara Fruner, di fronte a <em>La Citt\u00e0 del Sole<\/em> (1988), opera di Marco Bagnoli presente nella Collezione Pecci.<\/p>\n<p>Il catalogo e il video d\u2019arte saranno presentati, in seguito, negli altri musei partner del progetto: il <strong>15 luglio, <\/strong>alle 21.30, presso la <strong>Fornace del Museo di Montelupo Fiorentino<\/strong>, in via Giro delle Mura 88, e il <strong>18 agosto<\/strong>, alle 18.00 ore italiane, presso il <strong>Magazzino Italian Art Center <\/strong>a Cold Spring (NY), che metter\u00e0 online sul suo sito il video della performance di inaugurazione dell\u2019opera.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mercoled\u00ec 29 giugno 2022, alle 18, presso la sede del Centro per l\u2019Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato,\u00a0 si \u00e8 aperto\u00a0 al pubblico il progetto di \u201cSettantadue nomi \u2013 Italian Garden\u201d, l\u2019opera site-specific di Marco Bagnoli recentemente inaugurata nel parco che circonda la Villa Medicea dell\u2019Ambrogiana di Montelupo Fiorentino. 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