{"id":27060,"date":"2022-07-31T21:53:21","date_gmt":"2022-07-31T21:53:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=27060"},"modified":"2022-07-31T21:53:21","modified_gmt":"2022-07-31T21:53:21","slug":"gli-spazi-di-enzo-mari-in-mostra-alla-galleria-di-massimo-minini-di-brescia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/07\/31\/gli-spazi-di-enzo-mari-in-mostra-alla-galleria-di-massimo-minini-di-brescia\/","title":{"rendered":"Gli spazi di Enzo Mari in mostra alla Galleria di Massimo Minini di Brescia"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/1-1024x683-1-e1659303948150.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-27061\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/1-1024x683-1-e1659303948150.jpeg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"283\" \/><\/a>Il metodo germinato dalle prime ricerche sull\u2019ambiguit\u00e0 percettiva dello spazio tridimensionale<\/strong><\/p>\n<p><strong>Enzo Mari<\/strong>\u00a0\u00e8 stato un inventore di linguaggi, da lui considerati strumenti necessari a \u201c<em>migliorare la qualit\u00e0 e l\u2019efficacia di comunicazione della conoscenza<\/em>\u201d. Definirlo \u00e8 impossibile: un artista, un progettista, un architetto, un grafico, ma anche un teorico, un pedagogista, un intellettuale, forse un filosofo, un utopista, queste sono solo alcune delle tante sfaccettature di una personalit\u00e0 complessa e rivoluzionaria. La radice della sua metodologia progettuale, che<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/6-1024x683-1-e1659303978402.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-27062 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/6-1024x683-1-e1659303978402.jpeg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"283\" \/><\/a> caratterizza il processo di tutte le ricerche successive da lui praticate, ha origine nelle sue prime indagini nell\u2019ambito delle arti visive, quelle investigazioni sull&#8217;ambiguit\u00e0 percettiva dello spazio tridimensionale che ha condotto fin dai primi anni Cinquanta quando era ancora studente di scenografia all&#8217;Accademia di Belle Arti di Brera. Un metodo scientifico fatto di tesi, di costruzione di strumenti, di verifiche, di comparazioni di modelli e trascrizione dei risultati di queste osservazioni.<br \/>\nPer descrivere il proprio metodo, Mari scriveva: \u201c<em>Sono consapevole dei processi misteriosi dell\u2019intuito. Dopo una pausa inizia la decantazione, che procede per continue negazioni [\u2026] il progetto, come storicamente ogni altra attivit\u00e0 intellettuale, si realizza unicamente negando. Nego tutto ci\u00f2 che sembra ma non \u00e8. Potrei continuare all\u2019infinito, ma un progetto deve avere un termine. A quel punto, ci\u00f2 che rimane \u00e8 il progetto da realizzare, anche se si sono aperti nuovi orizzonti di domande e ipotesi<\/em>\u201d.<br \/>\nIl metodo che si articola in metodologia \u00e8 la radice comune a ogni suo progetto, la necessit\u00e0 prioritaria per Mari \u00e8 progettare gli strumenti di trasformazione utili al progredire della societ\u00e0. L\u2019intento di questo progetto espositivo che si terr\u00e0 negli spazi della Galleria di Massimo Minini \u00e8 di restituire al pubblico una mappatura utile alla comprensione delle sfumature di ricerca, che si sono tradotte in una programmazione dell\u2019arte, e, delle radici del metodo che caratterizza<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/13-1024x683-1-e1659304095686.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-27065\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/13-1024x683-1-e1659304095686.jpeg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"283\" \/><\/a> il processo di tutte le ricerche perseguite da Enzo Mari.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/7-1024x683-1-e1659304025167.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-27063 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/7-1024x683-1-e1659304025167.jpeg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"283\" \/><\/a>Prime ricerche e indagini sull\u2019ambiguit\u00e0 percettiva dello spazio tridimensionale interno<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<em>La percezione dello spazio tridimensionale (nell\u2019accezione di ambiente) \u00e8 una delle pi\u00f9 ambigue poich\u00e9 la sua comprensione pu\u00f2 essere data soltanto dalle complesse interrelazioni dei messaggi differentemente recepiti dai diversi sensi del nostro corpo. Tanto pi\u00f9 che il definirsi di ogni specifica conoscenza avviene quasi sempre tramite uno solo dei sensi, al quale si integrano poi le sole memorie delle esperienze degli altri<\/em>\u201d (E. Mari, Funzione della ricerca estetica, Edizioni di Comunit\u00e0, Milano 1970).<br \/>\nQueste sono le premesse che hanno suggerito all\u2019autore diversi tipi di ricerca, verificati ed esemplificati attraverso la realizzazione di disegni, studi e modelli.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/26-1024x683-1-e1659304134401.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-27066\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/26-1024x683-1-e1659304134401.jpeg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"283\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Serie auree o sinestetiche<\/strong><\/p>\n<p>In queste prime ricerche l\u2019intento dell\u2019autore \u00e8 di realizzare un\u2019opera che possa essere fruita diacronicamente (nello spazio e nel tempo), come avviene per la<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/22-1024x683-1-e1659304063877.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-27064 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/07\/22-1024x683-1-e1659304063877.jpeg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"283\" \/><\/a> musica; la superficie pittorica \u00e8 scandita da successioni di moduli aurei.<\/p>\n<p><strong>Prime ricerche sui rapporti fra colore e volume: strumenti e sequenze di modelli<\/strong><\/p>\n<p>Per approfondire l\u2019indagine sulla fenomenologia dello spazio tridimensionale e sui rapporti con ci\u00f2 che lo circonda, l\u2019ambiente, Mari crea gli Strumenti per le ricerche sui rapporti fra colore e volume (1952), utili all\u2019analisi dei rapporti esistenti tra colore e volume; costruisce modelli ambientali uguali, dei quali colora in modo diverso le superfici interne, annotando le variazioni rilevate dall\u2019osservazione e dalla comparazione degli stessi.<\/p>\n<p><strong>Prime ricerche sulle relazioni di profondit\u00e0 o dimensione<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<em>Variando la profondit\u00e0 di uno spazio tridimensionale, se ne varia la percezione ambientale<\/em>\u201d. Per ampliare questa ricerca, l\u2019autore crea un nuovo Strumento per le relazioni di profondit\u00e0 o dimensione (1965). I modelli di comparazione risultanti variano progressivamente le dimensioni che si riferiscono alla profondit\u00e0 generando sequenze di memorie visive.<\/p>\n<p><strong>Variazioni tematiche<\/strong><\/p>\n<p>In fase di verifica delle ricerche Mari scopre la potenzialit\u00e0 di relazioni impreviste insite nell\u2019aggregazione programmata di elementi modulari prefabbricati che esemplifica realizzando una serie di modelli costituiti da diverse programmazioni modulari.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il metodo germinato dalle prime ricerche sull\u2019ambiguit\u00e0 percettiva dello spazio tridimensionale Enzo Mari\u00a0\u00e8 stato un inventore di linguaggi, da lui considerati strumenti necessari a \u201cmigliorare la qualit\u00e0 e l\u2019efficacia di comunicazione della conoscenza\u201d. Definirlo \u00e8 impossibile: un artista, un progettista, un architetto, un grafico, ma anche un teorico, un pedagogista, un intellettuale, forse un filosofo, un utopista, queste sono solo alcune delle tante sfaccettature di una personalit\u00e0 complessa e rivoluzionaria. La radice della sua metodologia progettuale, che caratterizza il processo di tutte le ricerche successive da lui praticate, ha origine nelle sue prime indagini nell\u2019ambito delle arti visive, quelle investigazioni [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/07\/31\/gli-spazi-di-enzo-mari-in-mostra-alla-galleria-di-massimo-minini-di-brescia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,59281,53889,53888,53709,53710,9894,44441,87,35351,35266,26,17505,28369],"tags":[317744,459268,459267,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27060"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27060"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27060\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27067,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27060\/revisions\/27067"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27060"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27060"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27060"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}