{"id":27180,"date":"2022-08-16T21:53:36","date_gmt":"2022-08-16T21:53:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=27180"},"modified":"2022-08-16T21:53:36","modified_gmt":"2022-08-16T21:53:36","slug":"la-collezione-strada-di-oggetti-archeologici-esposti-al-museo-di-vigevano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/08\/16\/la-collezione-strada-di-oggetti-archeologici-esposti-al-museo-di-vigevano\/","title":{"rendered":"La Collezione Strada di oggetti archeologici esposti  al Museo di Vigevano."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/3.Balsamario-biansato-in-vetro-soffiato-blu.-e1660686222390.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27181\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/3.Balsamario-biansato-in-vetro-soffiato-blu.-e1660686222390.jpg\" alt=\"\" width=\"321\" height=\"377\" \/><\/a>Dal collezionismo privato al patrimonio pubblico.<\/strong><br \/>\nA partire da luglio \u00a0\u00a0e fino al 30 settembre 2022 nel Museo Archeologico Nazionale della Lomellina a Vigevano sar\u00e0 esposta una selezione di quarantacinque oggetti archeologici appartenenti alla collezione Strada. Formata<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/2.-Anforetta-in-vetro-soffiato-porpora.-e1660686261803.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27182 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/2.-Anforetta-in-vetro-soffiato-porpora.-e1660686261803.jpg\" alt=\"\" width=\"238\" height=\"362\" \/><\/a> da Antonio Strada (1904-1968) a partire da un nucleo di reperti rinvenuti nei terreni di famiglia gi\u00e0 nel XIX secolo e arricchita anche con successivi acquisti da altre collezioni, raccoglie 269 pezzi appartenenti ad un arco cronologico che si estende per oltre diciotto secoli, dalla preistoria all\u2019et\u00e0 longobarda, con particolare concentrazione di oggetti databili tra l\u2019et\u00e0 della romanizzazione (II-I secolo a.C.) e la prima epoca imperiale romana (I-II secolo d.C.).Il nucleo pi\u00f9 prezioso \u00e8 costituito dagli oggetti in vetro di et\u00e0 romana tra i quali spicca la splendida coppa firmata da Aristeas, databile al secondo quarto del I secolo d. C., un vero e proprio unicum per la qualit\u00e0 e l\u2019eccezionale stato di conservazione.<\/p>\n<p>Si tratta di un\u2019anteprima, preludio all\u2019esposizione dell\u2019intera collezione che avverr\u00e0 entro l\u2019anno. Anteprima doverosa perch\u00e9 conclude, garantendo la fruizione pubblica, una azione di tutela da parte del Ministero della Cultura che ha inizio nel 1999, quando la collezione fu dichiarata di eccezionale interesse culturale. Conservata nel castello di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/4.Brocca-piriforme-monoansata.-e1660686301789.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27183\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/4.Brocca-piriforme-monoansata.-e1660686301789.jpg\" alt=\"\" width=\"299\" height=\"395\" \/><\/a>famiglia a Scaldasole, la collezione Strada era nota agli studiosi gi\u00e0 a partire dagli anni \u201960 del Novecento, soprattutto per la ricchezza e la qualit\u00e0 del vasellame in vetro. Tuttavia l\u2019importanza dell\u2019insieme, la ricchezza in relazione al contesto lomellino, la qualit\u00e0 e l\u2019eccezionalit\u00e0 di alcuni oggetti consigliavano l\u2019acquisizione a favore di un museo pubblico, per garantirne una pi\u00f9<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/6.Balsamario-sferico-in-vetro-soffiato-blu.-e1660686336672.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27184 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/6.Balsamario-sferico-in-vetro-soffiato-blu.-e1660686336672.jpg\" alt=\"\" width=\"289\" height=\"271\" \/><\/a> ampia fruibilit\u00e0, favorirne lo studio e diffonderne la conoscenza.<br \/>\nIl Ministero della Cultura ha perci\u00f2 deciso di avviare la procedura di esproprio per pubblica utilit\u00e0 con assegnazione al Museo Archeologico Nazionale della Lomellina. Il museo avrebbe cos\u00ec ampliato le proprie collezioni con un nucleo importante, significativo anche per la storia del collezionismo locale, mentre la raccolta, dialogando con il patrimonio del museo, avrebbe trovato un pi\u00f9 articolato contesto storico. Il lungo iter di acquisizione si \u00e8 concluso di recente ed \u00e8 importante offrire al pubblico la possibilit\u00e0 di ammirare un nucleo di oggetti particolarmente significativi, in attesa che, dopo i necessari interventi di restauro, si giunga ad una mostra complessiva prima e a un allestimento permanente poi.<\/p>\n<p><strong>Caratteri della collezione.<\/strong> Pur comprendendo oggetti riferiti ad un vasto arco cronologico, la Collezione Strada si caratterizza soprattutto per la ricchezza e la particolarit\u00e0 degli oggetti in vetro di et\u00e0 romana, che ne costituiscono indubbiamente il punto di forza. Quasi tutti i reperti provengono della Lomellina, territorio noto a livello archeologico proprio per l\u2019abbondanza, la variet\u00e0 e la raffinatezza della produzione vetraria.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/6a.Balsamario-sferico-in-vetro-soffiato-blu_dettaglio.-e1660686403579.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27186\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/6a.Balsamario-sferico-in-vetro-soffiato-blu_dettaglio.-e1660686403579.jpg\" alt=\"\" width=\"309\" height=\"263\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/5.Coppa-costolata-in-vetro-azzurro.-e1660686370330.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-27185 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/5.Coppa-costolata-in-vetro-azzurro.-e1660686370330.jpg\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"208\" \/><\/a>I manufatti, rinvenuti in gran parte durante lavori agricoli tra l\u2019Ottocento e i primi anni del Novecento provengono per la maggior parte da corredi funerari, come prova l\u2019integrit\u00e0 di molti di essi. I materiali comprendono diverse tipologie, dalla ceramica di uso comune a quella pi\u00f9 raffinata, dai vetri alla coroplastica, dagli oggetti d\u2019ornamento agli utensili in metallo. Nel tempo, Antonio Strada arricch\u00ec la raccolta di reperti ereditati con l\u2019acquisizione di altre collezioni private: tra queste le pi\u00f9 consistenti sono la Steffanini, composta di oggetti rinvenuti a Mortara e nei dintorni, e la collezione Volpi-Nigra di Lomello, costituita principalmente da reperti della necropoli delle Brelle. Non mancano pezzi di provenienza extra territoriale (Magna Grecia ed Etruria), probabili acquisti di viaggio o frutto di doni e scambi, e oggetti falsi o di dubbia antichit\u00e0, come spesso si riscontra nelle collezioni.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/7.Brocca-in-ceramica-comune.-e1660686449663.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27187\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/7.Brocca-in-ceramica-comune.-e1660686449663.jpg\" alt=\"\" width=\"333\" height=\"356\" \/><\/a>Il percorso espositivo. <\/strong>Il nucleo di oggetti presentato in questa anteprima \u00e8 esposto in due vetrine, collocate nella sala II del museo, dedicata all\u2019et\u00e0 romana, situata nella cosiddetta terza scuderia del castello visconteo -sforzesco di Vigevano.<br \/>\nNella prima vetrina sono esposti reperti databili tra la tarda et\u00e0 del Bronzo (XIII secolo a.C.) e l\u2019epoca<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/IMG_0838.-e1660686484616.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-27188 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/IMG_0838.-e1660686484616.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"249\" \/><\/a> longobarda (VII secolo d.C.). In alcuni casi si tratta di testimonianze rare nel territorio ma per lo pi\u00f9 sono manufatti che trovano ampio riscontro negli oggetti esposti in museo, sia nelle tipologie che negli ambiti culturali. Fra le testimonianze di et\u00e0 romana predomina per quantit\u00e0 la ceramica, con il vasellame di uso comune e prodotti pi\u00f9 raffinati di importazione<br \/>\nPurtroppo, come spesso accade nelle collezioni, la perdita dei contesti originari rende talora difficile precisare le datazioni.<\/p>\n<p><strong>Il gioiello della raccolta<\/strong>. La seconda vetrina raccoglie una selezione di manufatti in vetro: l\u2019oggetto pi\u00f9 noto \u00e8 l\u2019eccezionale coppa biansata in vetro soffiato in stampo, decorata a rilievo, che reca la firma di Aristeas, databile al secondo quarto del I secolo d. C. La coppa, in vetro verde chiaro, con decorazioni a girali d\u2019acanto e tralci di vite, fu rinvenuta ad Albonese alla fine dell\u2019Ottocento ed entr\u00f2 a far parte della collezione Steffanini, successivamente acquisita da Antonio Strada. L\u2019eccezionalit\u00e0 di questo reperto non risiede per\u00f2 soltanto nell\u2019alta qualit\u00e0 esecutiva e nella raffinatezza della decorazione, ma si deve soprattutto al fatto che si tratta dell\u2019unico esemplare firmato da Aristeas giunto a noi integro. Di questo artigiano del vetro sono conosciuti infatti solo altri cinque manufatti, tutti pervenutici in condizioni frammentarie. La coppa, insieme ad altri esemplari firmati dal pi\u00f9 noto Ennione, \u00e8 stata esposta recentemente in due prestigiose occasioni al Metropolitan Museum di New York e al Corning Museum of Glass, acquistando fama internazionale tra gli studiosi.<br \/>\nLa coppa apparteneva ad una produzione di vasellame pregiato e destinato alle \u00e9lites, opera di artigiani probabilmente mediorientali, di cui sono stati ritrovati alcuni esemplari in territorio pavese e piemontese: la loro presenza testimonia l\u2019esistenza di vivaci scambi commerciali nell\u2019area nel corso della prima et\u00e0 imperiale.<br \/>\n<strong>Altre rarit\u00e0, sempre tra gli oggetti in vetro, sono la pisside in vetro blu e un\u2019anforetta porpora con decorazione piumata in bianco, mentre altri manufatti trovano riscontro nella ricca documentazione vitrea del territorio lomellino.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dal collezionismo privato al patrimonio pubblico. A partire da luglio \u00a0\u00a0e fino al 30 settembre 2022 nel Museo Archeologico Nazionale della Lomellina a Vigevano sar\u00e0 esposta una selezione di quarantacinque oggetti archeologici appartenenti alla collezione Strada. Formata da Antonio Strada (1904-1968) a partire da un nucleo di reperti rinvenuti nei terreni di famiglia gi\u00e0 nel XIX secolo e arricchita anche con successivi acquisti da altre collezioni, raccoglie 269 pezzi appartenenti ad un arco cronologico che si estende per oltre diciotto secoli, dalla preistoria all\u2019et\u00e0 longobarda, con particolare concentrazione di oggetti databili tra l\u2019et\u00e0 della romanizzazione (II-I secolo a.C.) e la [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/08\/16\/la-collezione-strada-di-oggetti-archeologici-esposti-al-museo-di-vigevano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44662,77048,9894,44441,87,26,17505,35188],"tags":[459333,459335,28388,459332,459334,406669,59664],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27180"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27180"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27180\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27189,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27180\/revisions\/27189"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}