{"id":27202,"date":"2022-08-19T21:49:56","date_gmt":"2022-08-19T21:49:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=27202"},"modified":"2026-03-24T22:47:11","modified_gmt":"2026-03-24T22:47:11","slug":"ruota-a-ruota-storie-di-biciclette-manifesti-e-campioni-in-mostra-al-museo-collezione-salce-sede-di-santa-margherita-a-treviso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/08\/19\/ruota-a-ruota-storie-di-biciclette-manifesti-e-campioni-in-mostra-al-museo-collezione-salce-sede-di-santa-margherita-a-treviso\/","title":{"rendered":"Ruota a ruota. Storie di biciclette, manifesti e campioni, in mostra al Museo Collezione Salce sede di Santa Margherita a Treviso"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201c<\/strong><strong>Ruota a ruota. Storie di biciclette, manifesti e campioni\u201d, visitabile \u00a0fino al 30 ottobre 2022, \u00e8 in Santa Margherita, \u00a0nella nuova sede del Museo Nazionale Collezione Salce, a Treviso.<\/strong> La Direzione Regionale Musei Veneto del Ministero della Cultura propone la grande epopea della bicicletta cos\u00ec come raccontata dai preziosi manifesti patrimonio della Collezione Salce. A firmare le affiches che Elisabetta Pasqualin ha selezionato per questa ricca esposizione, sono <strong>artisti come Dudovich, Mazza, Malerba, Ballerio, Villa, Alberto Martini, Codognato, Boccasile. Vale a dire molti tra i maggiori protagonisti della storia dell\u2019illustrazione e dell\u2019arte italiana del secolo passato.<\/strong> Dalle bici illustrate a quelle che hanno scritto la storia recente del ciclismo. In mostra, infatti, ci saranno anche alcune delle biciclette della collezione Pinarello che hanno portato alla vittoria campioni in tutte le grandi classiche del ciclismo mondiale.<\/p>\n<p>Quando, poco pi\u00f9 di due secoli fa, il barone Karl von Drays invent\u00f2 la bici \u2013 all\u2019epoca di legno e senza pedali, dotando di sterzo un primo rudimentale modello del 1791 del conte francese De Sivrac \u2013 certo non immaginava che quel suo \u201cattrezzo\u201d sarebbe diventato il pi\u00f9 popolare mezzo di trasporto del pianeta. E ancora meno dovette supporlo Leonardo, che nel Codice Atlantico \u2013 correva l\u2019anno 1490 \u2013 schizz\u00f2 qualcosa di molto simile alla bicicletta. Di sicuro nessuno dei due poteva supporre che gli eredi di quei loro prototipi avrebbero avuto un peso cos\u00ec importante nella storia sociale del mondo, influendo sul costume, sui viaggi, sul turismo, sul processo di emancipazione della donna, sull\u2019economia. Valga, per fermarci all\u2019ambito trevigiano, il caso della Menon, \u201cFabbrica di velocipedi in acciaio su commissione\u201d e poi di vetturette, che agli inizi del \u2018900 valeva quanto la Fiat, segnando l\u2019inizio di una produzione che, passando poi per la Carnielli e la Bottecchia, porta oggi alla Pinarello, che in questa mostra allinea una illustre serie di sue creazioni. Ed \u00e8 proprio dagli albori del Novecento che la mostra prende il via. Antonella Stelitano, che dell\u2019esposizione curata da Elisabetta Pasqualin, \u00e8 la consulente storica e ha curato una parte dei testi del catalogo, sottolinea che \u201cLa bicicletta fa parte del patrimonio culturale del nostro Paese. La storia di questo mezzo \u00e8 un racconto di eroi che contribuiscono a creare quell\u2019identit\u00e0 nazionale che si esalta nelle imprese di campioni come Girardengo, Coppi e Bartali. Le grandi corse a tappe, prima tra tutte il Giro d\u2019Italia, sono state un collante che ha unito il Paese, mostrandone le bellezze mentre si raccontavano le gesta dei corridori. Gli italiani imparano la geografia leggendo i nomi dei luoghi attraversati dalla corsa, nascono giochi per bambini ispirati al Giro. Nessuno sfugge al fascino di questa manifestazione, nemmeno scrittori importanti come Buzzatti, Gatto, Pratolini, Campanile e Anna Maria Ortese, che al seguito del Giro d\u2019Italia ci regalano un racconto che non \u00e8 mai solo sportivo. E\u2019 il racconto di un Paese in movimento\u201d.<br \/>\nDue le sezioni principali del percorso espositivo: da una parte lo sport e l\u2019agonismo, con i suoi protagonisti, le produzioni, i marchi e l\u2019esposizione di pezzi storici della collezione Pinarello. Dall\u2019altra gli aspetti sociali: le donne, il costume, i viaggi, il turismo, appunto.<br \/>\n\u201cLa \u201cterrazza\u201d \u2013 anticipa la curatrice Elisabetta Pasqualin \u2013 accoglier\u00e0 la sezione dedicata allo sport: verranno esposti i manifesti della collezione Salce, che abbracciano un arco temporale che va dai primi del \u2018900 al 1955 circa e che illustrano la nascita delle principali industrie: Cicli Maino, con Costante Girardengo, Torpedo con Alfredo Binda e Georges Ronsse, Olympia, Maino, Atala con Ganna, Pavesi e Galletti, poi Piave, Prinetti e Stucchi poi solo Stucchi, Bianchi con Gaetano Belloni, Menon di Roncade, ed altri. Una parte sar\u00e0 dedicata alle gare ciclistiche locali e nazionali: dal Trofeo Rinascente (1949) ai Campionati del mondo (1939 e 1951), alla cartina del Giro d\u2019Italia (1922) con le immagini dei pi\u00f9 grandi ciclisti (e cos\u00ec gli italiani impararono la geografia della propria nazione!)\u201d.<br \/>\nSeguir\u00e0 una sezione speciale sulla storia dell\u2019industria ciclistica italiana con l\u2019esposizione di biciclette della collezione Pinarello: biciclette che hanno scritto una pagina di storia del ciclismo italiano, accompagnandosi a molti prestigiosissimi successi. Saranno esposte 15 biciclette, con relativi pannelli esplicativi e immagini del campione a esse legato\u201d.<br \/>\nA piano terra trover\u00e0 spazio una sezione dedicata alla societ\u00e0 e alla socialit\u00e0, che abbraccia un arco temporale che va dalla fine dell\u2019800 agli anni \u201940 del Novecento. Sono rappresentate anche le prime industrie straniere, come Townend Cycles (1896), Rambler Bicycles (1900) oltre a quelle italiane, come Maino, Stucchi, Dei, e molte altre.<br \/>\n\u201cSono manifesti che raccontano la novit\u00e0 e le sfide del futuro: le nuove libert\u00e0 di muoversi in autonomia, un nuovo tipo di turismo, il divertimento all\u2019aria aperta, una nuova socializzazione, la nuova moda e, per le donne, un nuovo modo di percepire i propri spazi e di emanciparsi\u201d, sottolinea Alberto Fiorin, autore di un saggio su \u201cBicicletta e turismo\u201d nel catalogo edito da Silvana.<br \/>\n\u201cCon questa nuova proposta, il Museo Salce si conferma una fucina di iniziative in cui l\u2019arte, attraverso la comunicazione pubblicitaria, diventa uno specchio delle trasformazioni culturali e di costume della societ\u00e0\u201d, afferma il Direttore Regionale Musei Veneto, Daniele Ferrara.<br \/>\nIn mostra, accanto ai manifesti, anche alcune delle le bici di casa Pinarello che hanno segnato momenti magici della storia del ciclismo degli ultimi decenni. Infatti Il valore aggiunto della mostra \u00e8 proprio l\u2019unione imprenditoriale e culturale, che fa ben capire il legame profondo che unisce i protagonisti che hanno scritto pagine di storia dello sport su due ruote al ricco patrimonio anche culturale della citt\u00e0.<br \/>\nNel 1951 Giovanni Pinarello vince la Maglia Nera del 34^ Giro d\u2019Italia. Le 100 mila lire di compenso per quel Giro le invest\u00ec nella creazione di una azienda che costruisse biciclette. E\u2019 nata cos\u00ec la Pinarello, che gi\u00e0 10 anni dopo ha una sua squadra. C\u2019\u00e8 in mostra anche la Pinarello con cui Guide de Rosso vinse il Tour de l\u2019Avenir, e ancora la Pinarello di Bertoglio vincitore del tappone dello Stelvio (1975), e quelle di Franco Chioccioli, Miguel Indurain, Andrea Colinelli, Jan Ullrich, Alessandro Petacchi, Sir Bradle Wiggins, Elia Viviani, Chris Froome, Egan Bernal, Richard Carapaz. Una sfilata di campioni che su bici Pinarello hanno marcato momenti unici della storia del ciclismo. Oggi \u00e8 Filippo Ganna a cavalcare la Bolide, simbolo di aerodinamica, tecnologia, velocit\u00e0 e vittoria. Nella tradizione Pinarello. \u201cRuota a ruota. Storie di bici, manifesti e campioni\u201d gode del sostegno di Assindustria Venetocentro, Imprenditori Padova Treviso, del patrocinio di Comune di Treviso e della Provincia di Treviso ed \u00e8 inserita nel calendario degli eventi del progetto \u201cCapitale della Cultura d\u2019 Impresa 2022\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cRuota a ruota. Storie di biciclette, manifesti e campioni\u201d, visitabile \u00a0fino al 30 ottobre 2022, \u00e8 in Santa Margherita, \u00a0nella nuova sede del Museo Nazionale Collezione Salce, a Treviso. 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