{"id":27264,"date":"2022-08-28T21:31:16","date_gmt":"2022-08-28T21:31:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=27264"},"modified":"2022-08-28T21:31:16","modified_gmt":"2022-08-28T21:31:16","slug":"le-ricerche-di-eva-barto-sullarte-contemporanea-in-mostra-al-macro-museum-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/08\/28\/le-ricerche-di-eva-barto-sullarte-contemporanea-in-mostra-al-macro-museum-di-roma\/","title":{"rendered":"Le ricerche di Eva Barto sull\u2019arte contemporanea in mostra al MACRO Museum di Roma"},"content":{"rendered":"<p><strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/130777-unnamed-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27265\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/130777-unnamed-2.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/130777-unnamed-2.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/08\/130777-unnamed-2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a>Sharp Smile<\/em>\u00a0\u00e8 un progetto espositivo concepito per il MACRO dall\u2019artista Eva Barto (1987) insieme e in antitesi a una mostra che ne costituisce la controparte a Parigi,\u00a0<em>Weak Tongue\u00a0<\/em>presso Le Plateau \u2013 Frac \u00eele-de-France. Entrambe le mostre, che si svolgono una dopo l\u2019altra, portano avanti ed espandono le ricerche di Eva Barto sulle relazioni che governano i codici della propriet\u00e0 e della produzione e, in particolare, su quelle infrastrutture legali ed economiche che regolano i rapporti di filantropia e mecenatismo nel sistema dell\u2019arte contemporanea.\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<em>Weak Tongue\u00a0<\/em>ruota attorno all\u2019ambiguit\u00e0 dell\u2019omissione \u2013 quindi si riferisce alle manipolazioni, interpretazioni e deviazioni di leggi e norme che proteggono sia chi le ha create sia chi le aggira.\u00a0<em>Sharp Smile<\/em>, al contrario, si fa carico di svelare i meccanismi celati nella mostra parigina adottando una strategia formalmente opposta: l\u2019ostentazione compiaciuta di una serie di virt\u00f9.<\/p>\n<p><em>Sharp Smile <\/em>ingigantisce ed esalta intenzionalmente lo scambio di visibilit\u00e0 richiesto in ogni rapporto di partenariato, sponsorship o accordo siglato per supportare finanziariamente una mostra. L\u2019artista ha proposto un oggetto di negoziazione, intitolato\u00a0<em>Maecenas 1\u201311<\/em>*, a una serie di sostenitori privati e istituzionali. Ha chiesto loro di finanziarne la produzione in cambio dell\u2019esposizione negli spazi del museo di una serie di elementi selezionati da loro stessi in rappresentanza del proprio gesto filantropico, cos\u00ec da attuare lo scambio di visibilit\u00e0.\u00a0L\u2019oggetto prodotto grazie al contributo dei mecenati non viene esposto. Piuttosto, \u00e8 la negoziazione economica a essere messa in mostra attraverso gli elementi di scambio richiesti dai sostenitori e collocati in diversi spazi del museo come segno tangibile della loro presenza all\u2019interno dell\u2019istituzione. Per Eva Barto, infatti, materializzare i processi di mutua compensazione nel campo dell\u2019arte oggi significa sfidare una nozione idealizzata di indipendenza economica enfatizzando cos\u00ec la rete di relazioni \u2013 spesso interdipendenti e consequenziali \u2013 che definiscono i codici della propriet\u00e0 e le condizioni di produzione in ambito artistico e culturale. Per portare alla luce questi meccanismi l\u2019artista si \u00e8 dunque spinta fino alla rinuncia della facolt\u00e0 di decidere cosa mostrare all\u2019interno dello spazio in cui \u00e8 stata invitata a esporre.<\/p>\n<p>SCAMBIO DI VISIBILIT\u00c0:<br \/>\n<em>Maecenas 1\/11<\/em><br \/>\nSostenitore: Fondation Pernod Ricard<br \/>\nLuogo di produzione dell\u2019oggetto di negoziazione: uffici, Cour Paul Ricard, Parigi<br \/>\nScambio negoziato: pubblicazioni edite dalla Fondazione nei trent\u2019anni passati<br \/>\nLuogo d\u2019esposizione: Bookshop MACRO, Roma<\/p>\n<p><em>Maecenas 2\/11<\/em><br \/>\nSostenitori: Lorenzo Paini ed Enea Righi<br \/>\nLuogo di produzione dell\u2019oggetto di negoziazione: muro esterno della sezione PALESTRA, MACRO, Roma<br \/>\nScambio negoziato: esposizione dell\u2019opera di Jiri Kovanda,\u00a0<em>Golden<\/em>\u00a0<em>Ring<\/em>, 2008, Collezione Enea Righi<br \/>\nLuogo d\u2019esposizione: sezione espositiva PALESTRA, MACRO, Roma<br \/>\n<em>Maecenas 3\/11<\/em><br \/>\n\u2026.<\/p>\n<p>* L\u2019oggetto di negoziazione,\u00a0<em>Maecenas 1\u201311<\/em>, \u00e8 un affresco concepito da Eva Barto insieme a un gruppo di esperti. L\u2019affresco \u00e8 realizzato in diverse sezioni da un pittore specializzato nella tecnica rinascimentale. Ogni sezione \u00e8 finanziata da un sostenitore differente, nella maggior parte dei casi realizzata nelle loro rispettive propriet\u00e0 e rimossa dopo alcuni giorni (ripristinando il muro) con la tecnica dello \u201cstrappo\u201d. Alcune di queste sezioni d\u2019affresco, oggetti di negoziazione, sono presentate, arrotolate, a Le Plateau, Parigi.\u00a0<em>Maecenas 1\u201311<\/em>\u00a0\u00e8 per Eva Barto un progetto in corso, che proseguir\u00e0 oltre le mostre di Parigi e Roma.<\/p>\n<p><strong>EVA BARTO<\/strong>\u00a0(Nantes, 1987) \u00e8 un\u2019artista di base a Parigi. Il suo lavoro \u00e8 stato protagonista di numerose mostre personali in gallerie e istituzioni internazionali, tra cui Villa Arson (Nizza, 2016), Kunstverein N\u00fcrnberg e K\u00fcnstlerhaus Stuttgart (Norimberga e Stoccarda, 2021) e Le Plateau \u2013 Frac \u00eele-de-France (Parigi, 2022). Suoi progetti sono stati inoltre presentati presso Kadist Foundation (Parigi, 2016), Fondation Pernod Ricard (Parigi, 2017 e 2019), Wattis Art Center (San Francisco, 2017) e Secession (Vienna, 2018). Vincitrice della borsa Etant Donn\u00e9, in collaborazione con SculptureCenter, New York, a settembre 2022 proseguir\u00e0 oltreoceano le sue ricerche riguardo i vuoti legislativi. Nel 2016 Eva Barto ha creato il progetto editoriale Buttonwood Press. \u00c8 tra i fondatori del collettivo per i diritti dei lavoratori dell\u2019arte La Buse e co-conduce il programma\u00a0<em>ForTune<\/em>\u00a0su *Duuu Radio. <strong>Dal 2019 insegna presso l\u2019\u00c9cole nationale sup\u00e9rieure des beaux-arts di Lione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sharp Smile\u00a0\u00e8 un progetto espositivo concepito per il MACRO dall\u2019artista Eva Barto (1987) insieme e in antitesi a una mostra che ne costituisce la controparte a Parigi,\u00a0Weak Tongue\u00a0presso Le Plateau \u2013 Frac \u00eele-de-France. 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