{"id":27305,"date":"2022-09-02T20:31:55","date_gmt":"2022-09-02T20:31:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=27305"},"modified":"2022-09-02T20:31:55","modified_gmt":"2022-09-02T20:31:55","slug":"arte-e-eros-klossowski-molinier-bellmer-rama-in-mostra-al-mart-di-rovereto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/09\/02\/arte-e-eros-klossowski-molinier-bellmer-rama-in-mostra-al-mart-di-rovereto\/","title":{"rendered":"Arte e Eros. Klossowski, Molinier, Bellmer, Rama in mostra al MART di Rovereto"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-2-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27306\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-2-1.jpg\" alt=\"\" width=\"456\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-2-1.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-2-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 456px) 100vw, 456px\" \/><\/a>Arte e Eros<\/strong>\u00a0prende le mosse da un consistente nucleo di disegni \u2013 il pi\u00f9 ampio mai presentato in Italia &#8211; di\u00a0<strong>Pierre Klossowski<\/strong>, fratello del pittore Balthus e intellettuale di spicco del Novecento. Filosofo, scrittore e traduttore, negli anni Cinquanta inizia a illustrare i suoi romanzi. Focalizzati sull\u2019immaginario sessuale, i suoi disegni si confrontano con parte della produzione erotica di\u00a0<strong>Pierre Molinier, Hans Bellmer e Carol Rama<\/strong>.La mostra \u00e8<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27307 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-4.jpg\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-4.jpg 513w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-4-257x300.jpg 257w\" sizes=\"(max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><\/a> aperta fino al 9 ottobre 2022.<\/p>\n<p>Nato nel 1905, Pierre Klossowski \u00e8 una delle figure chiave della Francia del Novecento, tra i protagonisti assoluti della riscoperta e rilettura dell\u2019opera del Marchese De Sade, al centro del suo Sade prossimo mio. Riferimento per importanti filosofi, tra cui Michel Foucault e Gilles Deleuze, Klossowski \u00e8 stato intellettuale, romanziere e traduttore.<br \/>\n\u00c8 a partire dagli anni Cinquanta che inizia a illustrare i suoi romanzi e dal 1965 \u2013 anno di pubblicazione de Il Bafometto \u2013 si dedica esclusivamente al disegno abbandonando l\u2019attivit\u00e0 letteraria. Prima a matita e poi a pastelli colorati, le sue illustrazioni oltre a riprendere scene gi\u00e0 presenti nelle sue opere letterarie approfondiscono quello che \u00e8 stato uno dei temi centrali della sua produzione: l\u2019erotismo. E questo accade per un motivo: la raffigurazione sfonda il limite imposto dallo scritto; il disegno supplisce con la sua immediatezza alla parola. L\u2019opera grafica di Klossowski sostiene una \u201cfilosofia scellerata\u201d che esplora impulsi sessuali implacabili: i personaggi, discostandosi dalle convenzioni sociali, sono rapiti da una condotta anomala e irriverente nei confronti della ragione.<\/p>\n<p>In mostra il pi\u00f9 ampio nucleo di opere di Klossowski mai presentato in Italia, 48 disegni di grande formato, instaura un confronto con la produzione di altri tre artisti &#8211;\u00a0<strong>Carol Rama, Hans Bellmer e Pierre Molinier<\/strong>\u00a0&#8211; coevi e profondamente influenzati dall\u2019esperienza surrealista.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-3-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27308\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-3-1.jpg\" alt=\"\" width=\"352\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-3-1.jpg 450w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-3-1-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/a>Per i Surrealisti l\u2019esplorazione e la pratica del sesso rappresentavano uno dei percorsi per arrivare alla conoscenza, in un clima di libert\u00e0, disuperamento dei confini collettivi e cognitivi, di sperimentazione degli eccessi, dalle droghe alle orge. Obiettivo: oltrepassare i vincoli morali socialmente imposti.<\/p>\n<p>Figli delle stesse geografie culturali e frequentatori degli stessi ambienti, Klossowski, Rama, Bellmer e Molinier esplorano il rapporto tra arte e eros con esiti del tutto differenti, tra provocazione pura e ricerca estetica. Eredi del Surrealimo, saranno a loro volta ispiratori delle artiste e degli artisti che nei decenni successivi indagheranno il corpo e la sua rappresentazione, la libert\u00e0 sessuale, la body art.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27309 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-6.jpg\" alt=\"\" width=\"332\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-6.jpg 389w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-6-195x300.jpg 195w\" sizes=\"(max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Consigliata ad un pubblico adulto<\/strong>, Arte e Eros contribuisce alla liberazione e alla sdrammatizzazione di un immaginario erotico gi\u00e0 molto noto agli studiosi e agli artisti. Il percorso espositivo inizia con alcuni tableaux vivants di Klossowski, disegni che raggiungono i due metri d\u2019altezza e che mettono in scena le vicende erotiche delle sue opere letterarie, in particolare di Roberte ce soir, cuore della trilogia Le leggi dell\u2019ospitalit\u00e0.<br \/>\nPersonaggio principale di questa serie di romanzi \u00e8 Roberte, alter ego della moglie di Klossowski e sposa di Octave. Sottoposta alle leggi del marito, la protagonista deve assecondare le perversioni degli ospiti della casa.<\/p>\n<p>I disegni rappresentano il punto di partenza da cui affiorano i temi chiave dell\u2019erotismo di Klossowski: il rito religioso, l\u2019aggressione, il feticismo e la curiosit\u00e0 adolescenziale.<br \/>\nA quest\u2019ultimo centrale soggetto \u00e8 dedicata un\u2019intera sala della mostra: la pubert\u00e0 rappresenta la scoperta del sesso in modo curioso, libero, voyeurista. L\u2019intera produzione di\u00a0<strong>Klossowski<\/strong>, se pur audace e provocatoria, resta controllata, intellettuale, come imbrigliata in una tensione che pare non risolversi mai. Al contrario, Rama, Molinier e Bellmer esplorano i propri mondi passionali in modo viscerale, psicologico, istintivo, irrazionale, persino deprecabile.<\/p>\n<p>La mostra prosegue con una sezione dedicata a\u00a0<strong>Carol Rama<\/strong>, Leone d\u2019Oro alla carriera nel 2003. Caratterizzati da una forte carica erotica dagli enigmatici risvolti psichici, pittura e disegno diventano strumenti per dare libero sfogo alla sessualit\u00e0 \u2212 altrimenti relegata nella sfera dell\u2019intimit\u00e0 \u2212 e all\u2019inconscio pi\u00f9 segreto. Tra le prime donne a dedicarsi a temi considerati scabrosi, rappresenta con una forza inedita il corpo femminile imperfetto, disfatto, impedito.<\/p>\n<p>Totalmente diversa \u00e8 la poetica di\u00a0<strong>Pierre Molinier<\/strong>: \u201cfluido\u201d edonista precursore della body art, rifugge attraverso la fotografia quelle che considera le coercizioni della morale. Al Mart sono esposte circa 50 opere: autoscatti e fotomontaggi nei quali l\u2019autore compare en travesti nella sua casa di Parigi. Qui la trasgressione vira verso il feticismo e il bdsm, tra tacchi a spillo, bambole e sex toys.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-1-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27310\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"495\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-1-1.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-1-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 495px) 100vw, 495px\" \/><\/a>Infine\u00a0<strong>Hans Bellmer<\/strong>\u00a0\u00e8 predatorio. La sua produzione \u00e8 pi\u00f9 organizzata e scientifica. Nelle fotografie e nei collage corpo e psiche si compenetrano con violenza, si fondono e mischiano rispondendo a pulsioni pi\u00f9 estreme e inquietanti. \u00c8 lui stesso a costruire una bambola sessuale da ritrarre con gusto surrealista e sguardo perverso, rappresentando il corpo abusato e la possessione. L\u2019esposizione presenta diversi volti dell\u2019eros, tra perversioni e libert\u00e0, capaci di mettere in forma alcune delle tensioni intrinseche dell\u2019immaginario erotico. Il progetto \u00e8 completato da preziosi contenuti video tra cui la proiezione di una selezione di scene tratte da Roberte ce soir, lungometraggio del 1979 interpretato dall\u2019artista stesso e dalla moglie Denise Marie Roberte Morin-Sinclaire.<\/p>\n<p><strong>Arte e Eros<\/strong>\u00a0\u00e8 il primo capitolo di una trilogia Eretica e Erotica dedicata ad alcuni tra i principali \u201ceretici\u201d del Novecento: artisti che, con la loro vita e con le loro scelte, hanno messo in dubbio, discostandosi, i canoni morali del proprio tempo. A questa prima tappa seguiranno a novembre Eresia e l\u2019anno prossimo una mostra di approfondimento sulla figura di Leonor Fini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pierre Klossowski (1905-2001)<\/strong>. Pierre Klossowski \u00e8 un pensatore, traduttore, scrittore e pittore nato a Parigi nel 1905 da una stirpe di artisti. Il padre Erich \u00e8 pittore e storico dell\u2019arte. La madre, Elizabeth Dorothea Spiro, dipinge ad acquerello e, dopo la separazione dal marito, intreccia una relazione con il poeta Rainer Maria Rilke. Sin dall\u2019adolescenza, insieme al fratello minore Balthasar \u2013 che diverr\u00e0 il pittore internazionalmente noto come Balthus \u2013, entra in contatto con alcuni dei protagonisti dell\u2019arte e del pensiero del Novecento. Ancora ragazzino, Pierre si fa notare dallo scrittore Andr\u00e9 Gide e partecipa alle attivit\u00e0 dei surrealisti. Negli anni Trenta studia i testi libertini del Marchese De Sade e, affascinato dalla vita monastica, \u00e8 novizio presso un convento domenicano. Abbandonata la vocazione religiosa, sposa nel 1947 Denise Marie Roberte Morin-Sinclaire, che diventer\u00e0 uno dei soggetti principali del suo immaginario erotico e artistico. Tra le sue opere narrative spicca la trilogia intitolata Le leggi dell\u2019ospitalit\u00e0. A partire dal 1953 inizia a illustrare i suoi romanzi con disegni di grande formato e a ritrarre alcuni degli amici pi\u00f9 cari. Il 1965, anno di pubblicazione de Il Bafometto, segna la conclusione della sua attivit\u00e0 letteraria e l\u2019avvio di una lunga fase dedicata esclusivamente al disegno. Nelle sue opere a matita e pastello Klossowski rilegge e rielabora le scene in precedenza narrate con le parole, continuando a esplorare le tensioni del suo immaginario erotico.<\/p>\n<p><strong>Hans Bellmer (1902-1975).<\/strong> Hans Bellmer nasce a Katowice, in Slesia, nel 1902. Trasferitosi prima a Karlsruhe e poi a Kassel, il giovane Bellmer manifesta uno spirito ribelle che collide con l\u2019austera educazione familiare. Stravagante e incline al travestismo, negli anni Venti si trasferisce a Berlino dove frequenta<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27312 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-5.jpg\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"463\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-5.jpg 468w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-5-234x300.jpg 234w\" sizes=\"(max-width: 361px) 100vw, 361px\" \/><\/a>\u00a0l\u2019irriverente scena artistica Dada. Nel 1933 interrompe i rapporti con il padre, divenuto un orgoglioso sostenitore del nazismo, fa voto di astenersi da qualsiasi attivit\u00e0 lavorativa per opporsi al nuovo stato tedesco e d\u00e0 vita a una bambola di metallo, gesso e legno che ritrae in un ciclo di scatti fotografici, con i quali esprime il suo immaginario erotico e contesta il culto del corpo perfetto che contraddistingue la Germania nazista. Nel 1934 Andr\u00e9 Breton pubblica sulla rivista Il Minotauro le fotografie della bambola di Bellmer, facendone una delle icone del Surrealismo. Nel 1935 l\u2019artista approfondisce gli aspetti pi\u00f9 oscuri delle sue fantasie erotiche con la serie fotografica Jeux de la Poup\u00e9e, in cui utilizza una bambola pi\u00f9 carnosa ambientata in interni domestici, parchi e giardini. Nel 1938 lascia la Germania e si rifugia a Parigi, dove prosegue la ricerca sul tema dell\u2019erotismo femminile, interpretato secondo una logica di fusione e decostruzione dei corpi. Nel 1959 incontra la pittrice Unica Z\u00fcrn, con la quale avvia un\u2019inquietante storia d\u2019amore e pornografia che mette a nudo i dettagli pi\u00f9 intimi del corpo della donna. Dopo un decennio di ripetuti internamenti in manicomio, nel 1970 Unica si suicida gettandosi da una finestra del loro appartamento parigino, segnando, cos\u00ec, la fine di una delle storie d\u2019amore pi\u00f9 eretiche del Novecento.<\/p>\n<p><strong>Carol Rama (1918-2015)<\/strong>. Olga Carolina Rama nasce a Torino nel 1918 da una agiata famiglia borghese. A partire dai tardi anni Trenta si dedica, da autodidatta, alla pittura. I suoi primi soggetti sono ritratti famigliari o figure dalla esplicita connotazione sessuale. Rama dipinge giovani nude, prive di arti o in sedia a rotelle che esibiscono un erotismo irriverente e provocatorio.<br \/>\nDopo essersi iscritta senza successo all\u2019Accademia di Belle Arti, frequenta la famiglia del pittore Casorati, che la incoraggia a proseguire la sua ricerca artistica, e partecipa attivamente al dibattito intellettuale torinese.<br \/>\nNegli anni Cinquanta Rama condivide con il pittore Albino Galvano l\u2019adesione al ramo torinese del Movimento di Arte Concreta. La sua pittura si sposta quindi verso una geometria di particolare sensibilit\u00e0 lirica. Negli anni Sessanta ritorna allo spirito selvaggio delle origini con disegni e dipinti dalla forte carica erotica e psichica. \u00c8 questo il periodo dei Bricolage: una serie di opere in cui l\u2019artista incolla occhi di bambole, denti e unghie su una base pittorica carica di espressivit\u00e0 materica. Negli anni Settanta si dedica a grandi tele che uniscono pittura e gomme di camere d\u2019aria, un materiale povero e industriale di cui esplora il potenziale espressivo e che presenta come un simulacro dell\u2019intestino o, pi\u00f9 genericamente, del corpo abbandonato. A partire dagli anni Ottanta l\u2019opera di Carol Rama \u00e8 oggetto di un interesse sempre maggiore. Mentre l\u2019artista recupera alcuni dei suoi principali stilemi espressivi, si moltiplicano le mostre e i riconoscimenti, tra cui il Leone d\u2019oro alla carriera alla Biennale di Venezia nel 2003.<\/p>\n<p><strong>Pierre Molinier (1900-1976). <\/strong>Noto in vita a una ristretta cerchia di cultori dell\u2019arte erotica, oggi Pierre Molinier \u00e8 considerato un precursore dell\u2019edonismo sessuale e della fluidit\u00e0. Molinier nasce ad Agen nel 1900 e diventa imbianchino seguendo le orme del padre. Dal 1919 lavora come decoratore a Bordeaux e nel tempo libero si dedica alla pittura figurativa. La svolta nella carriera di Molinier avviene nel 1951, quando un suo dipinto dal forte carattere erotico viene censurato in occasione dell\u2019annuale Salone d\u2019Arte di Bordeaux. Interrompe quindi i rapporti con gli artisti locali e avvia nuovi contatti a Parigi, trovando un sostenitore in Andr\u00e9 Breton, padre del Surrealismo, che lo definisce \u201cmaestro delle vertigini\u201d. Negli anni Cinquanta lascia il suo lavoro per dedicarsi completamente all\u2019arte e comincia a praticare con assiduit\u00e0 la fotografia. Intrattiene un rapporto epistolare con Emmanuelle Arsan, autrice del romanzo erotico Emmanuelle, e inizia a ritrarre in dipinti e fotomontaggi la feticista e sadomasochista tedesca Hanel Koeck. Nel 1972 lo scrittore e pornografo Peter Gorsen pubblica a Monaco un libro di fotografie di Molinier. Protagonista di molte delle sue immagini trasgressive \u00e8 l\u2019artista stesso che indossa biancheria femminile. Nel 1975 realizza una serie di scatti sul tema dell\u2019indecenza e sulla figura dell\u2019androgino che ritraggono gli artisti Luciano Castelli e Thierry Agullo. Pierre Molinier muore suicida il 3 marzo 1976.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Arte e Eros\u00a0prende le mosse da un consistente nucleo di disegni \u2013 il pi\u00f9 ampio mai presentato in Italia &#8211; di\u00a0Pierre Klossowski, fratello del pittore Balthus e intellettuale di spicco del Novecento. Filosofo, scrittore e traduttore, negli anni Cinquanta inizia a illustrare i suoi romanzi. Focalizzati sull\u2019immaginario sessuale, i suoi disegni si confrontano con parte della produzione erotica di\u00a0Pierre Molinier, Hans Bellmer e Carol Rama.La mostra \u00e8 aperta fino al 9 ottobre 2022. Nato nel 1905, Pierre Klossowski \u00e8 una delle figure chiave della Francia del Novecento, tra i protagonisti assoluti della riscoperta e rilettura dell\u2019opera del Marchese De Sade, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/09\/02\/arte-e-eros-klossowski-molinier-bellmer-rama-in-mostra-al-mart-di-rovereto\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,59281,53889,53888,74779,53709,53710,66803,66558,9894,10357,44441,87,35351,35224,26,17505,35188,64,28369],"tags":[459405,59309,459403,459407,339789,459404,459406,355195],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27305"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27305"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27305\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27313,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27305\/revisions\/27313"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27305"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27305"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27305"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}