{"id":27352,"date":"2022-09-08T21:46:25","date_gmt":"2022-09-08T21:46:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=27352"},"modified":"2022-09-08T21:46:25","modified_gmt":"2022-09-08T21:46:25","slug":"lultima-guerra-di-mario-schifano-1988-1998-la-mostra-al-castello-gamba-museo-darte-moderna-e-contemporanea-di-chatillon-ao","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/09\/08\/lultima-guerra-di-mario-schifano-1988-1998-la-mostra-al-castello-gamba-museo-darte-moderna-e-contemporanea-di-chatillon-ao\/","title":{"rendered":"L\u2019ultima guerra di Mario Schifano 1988-1998. La mostra al Castello Gamba-Museo d\u2019arte moderna e contemporanea di  Ch\u00e2tillon (AO)"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-1-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-27353\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-1-2.jpg\" alt=\"\" width=\"328\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-1-2.jpg 328w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-1-2-300x217.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 328px) 100vw, 328px\" \/><\/a>L\u2019ultima guerra di\u00a0Mario Schifano 1988-1998<\/strong>\u00a0\u00e8 la mostra che il\u00a0<strong>Castello Gamba-Museo di arte moderna e contemporanea<\/strong>\u00a0della Regione autonoma Valle d\u2019Aosta dedica al grande protagonista della pittura del Novecento\u00a0<strong>fino al 25 settembre 2022<\/strong>. L\u2019artista (1934-1998) \u00e8 una delle presenze pi\u00f9 importanti nella collezione permanente del Museo con Calore locale, Collinare, Per vedere, Orizzontale e Vista interrotta<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-2-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-27354 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-2-2.jpg\" alt=\"\" width=\"311\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-2-2.jpg 311w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-2-2-300x229.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 311px) 100vw, 311px\" \/><\/a> opere che sono il frutto di un periodo di residenza di Schifano in Valle D\u2019Aosta tra il febbraio e il marzo del 1988 e che vengono presentate in mostra con un allestimento inedito, in rapporto con il paesaggio che le ha ispirate. Schifano lavor\u00f2 febbrilmente in un\u2019ala dell\u2019antico priorato di Saint-B\u00e9nin producendo decine e decine di quadri, insieme a opere su carta, che vennero esposte alla Tour Fromage nella mostra Mario Schifano. Verde fisico, svoltasi dal 30 aprile al 24 luglio del 1988.<\/p>\n<p>La mostra\u00a0<strong>L\u2019ultima guerra di Mario Schifano 1988-1998<\/strong>\u00a0\u2013 nata da un progetto di\u00a0Casa Testori curata da\u00a0<strong>Davide Dall\u2019Ombra<\/strong>\u00a0e realizzata dalla Regione autonoma Valle d\u2019Aosta, Assessorato ai Beni culturali, Turismo, Sport e Commercio \u2013 ha come punto di partenza l\u2019episodio valdostano del 1988 e vuole approfondire gli ultimi straordinari anni del percorso di Schifano, fino alla morte del 1998. Un decennio irripetibile per l\u2019artista: anni febbrili e prolifici, magari contraddittori, di lotta corpo a corpo con le opere, di ritorno alla pittura e di \u201cguerra\u201d con la pittura stessa, come con le proprie dipendenze e ossessioni, anni segnati dalla consueta e inarrestabile urgenza creativa.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-3-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-27355\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-3-2.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-3-2.jpg 355w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-3-2-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><\/a>In principio fu \u201cChimera\u201d<\/strong>. Le grandi opere degli anni \u201880 e\u00a0 \u201890 in mostra, sono introdotte da un video, curato da Casa Testori, che racconta la nascita di Chimera, l\u2019opera monumentale realizzata da Schifano durante la performance di una sola notte a Firenze, nel 1985. Un momento cardine per comprendere la forza del gesto pittorico di Schifano e la natura comunicativa della sua opera, che ben spiegano il clima in cui nasce la disponibilit\u00e0 dell\u2019artista all\u2019esperienza di residenza valdostana di pochi anni dopo. Un episodio cardine per comprendere il confronto di Schifano con l\u2019archeologia, fondamentale per la sua formazione e centrale anche nelle tele valdostane.<\/p>\n<p><strong>Capolavori per uno sguardo<\/strong>. Nei mesi drammatici che l\u2019Europa sta vivendo oggi, appaiono di dolorosa attualit\u00e0 i \u201critratti\u201d della guerra in senso proprio che Schifano dedica alla crisi del Golfo. \u00c8 un periodo, dalla fine degli anni \u201980, in cui l\u2019artista \u00e8 particolarmente segnato dai media e dalla multimedialit\u00e0. In anni di reclusione volontaria nella sua casa-studio, la televisione diviene per lui una finestra sul mondo e fonte ossessiva d\u2019ispirazione. Rivolgendo la sua attenzione ai principali fatti di cronaca dell\u2019epoca, della guerra ci restituisce uno sguardo proprio e struggente, declinato in opere imprescindibili del suo percorso. Nella sala principale dedicata alle esposizioni temporanee, sono presentate due opere monumentali dedicate al dramma della guerra in Iraq: Tearful [In lacrime] del 1990, diventata una sorta di autoritratto ideale dell\u2019artista, e Sorrisi Scomparsi del 1991, l\u2019unico volto possibile della tragedia in Kuwait. In Tearful il dramma della guerra \u00e8 visto dall\u2019interno del rapporto padre-figlio, partendo da una foto ritagliata dal \u00abTime\u00bb del 10 dicembre 1990, dove un bambino ci guarda smarrito mentre il padre soldato, in partenza per il fronte, china la testa coprendosi il volto in lacrime. In Sorrisi scomparsi una folla di nuovi volti senza volto sono sovrastati dalla traduzione in arabo del titolo dell\u2019opera e danno corpo al dramma collettivo del Kuwait.<\/p>\n<p>La rielaborazione pittorica delle immagini televisive si affianca a quella fotografica. Schifano manda a stampare decine di rullini al giorno: foto scattate agli schermi TV che si accumulano nel suo studio a mazzi e sono coinvolte in un processo divorante e germinativo insieme.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27356 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-7.jpg\" alt=\"\" width=\"435\" height=\"455\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-7.jpg 573w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-7-287x300.jpg 287w\" sizes=\"(max-width: 435px) 100vw, 435px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>In mostra vengono presentate quattro grandi composizioni in pannello incorniciate in plexiglass (293 x 186 cm cad.) che presentano oltre 1300 fotografie 10&#215;15 cm ritoccate ad olio e pennarello, realizzate tra la fine degli anni Ottanta e il principio degli anni Novanta<\/strong>. Sono il frutto dell\u2019occhio e della personalit\u00e0 vorace dell\u2019artista: \u201cIo mi sento come un media\u2026 Attraverso questa finestra [la TV] io catturo le immagini che pi\u00f9 mi colpiscono, i messaggi provenienti dalla realt\u00e0 drammatica che ci incalza. Ma non sono uno spettatore passivo. Mentre seguo sul video il susseguirsi vertiginoso degli avvenimenti, penso, rifletto, creo\u201d. Una produzione sterminata che Emilio Mazzoli ha definito il \u201crosario di Schifano\u201d, snocciolato durante il giorno ad ogni occasione libera, nel tentativo di lasciare un\u2019impronta su quello che accadeva intorno a lui.<\/p>\n<p><strong>Omaggio a Emilio Mazzoli<\/strong>. La mostra nasce anche con l\u2019intento di festeggiare gli 80 anni di una personalit\u00e0 cardine per la vicenda di Schifano come Emilio Mazzoli, tra i pi\u00f9 importanti galleristi italiani, suo appassionato sostenitore in quegli anni. Per l\u2019occasione, Mazzoli ha generosamente messo a disposizione del Castello Gamba, grazie al rapporto di collaborazione e stima con Casa Testori, le opere germinali di Schifano presentate e sar\u00e0 eccezionalmente in mostra con il suo doppio ritratto, mai esposto prima d\u2019ora, eseguito da Schifano tra il 1994 e il 1995: CARO EMILIO CONTINUA\u2026 (stampa e tecnica mista su carta applicata su tavola, 180 x 135 cm cad.). Un omaggio a un personaggio chiave per la cultura artistica italiana del dopoguerra, capace di cogliere il valore dell\u2019artista ai suoi esordi e deciso nel sostenerlo e accompagnarlo, anche grazie al coinvolgimento delle penne critiche pi\u00f9 rivoluzionarie del suo tempo, come Giovanni Testori e Achille Bonito Oliva.<\/p>\n<p><strong>Schifano tra la sua natura<\/strong>. L\u2019altana del castello \u00e8 dedicata alla puntuale ricostruzione, attraverso opere, documenti, immagini e testimonianze inedite, della vicenda della residenza di Schifano ad Aosta nel 1988, grazie al ritrovamento di un\u2019inedita campagna fotografica della mostra e a bellissime foto di Schifano al lavoro nel suo studio aostano. Un episodio cardine che si inserisce in un momento culturale vivacissimo della Valle d\u2019Aosta, con l\u2019istituzione dell\u2019Ufficio Mostre della Regione nel 1986 e una particolare attenzione alle attivit\u00e0 espositive di carattere internazionale. L\u2019energia della committenza e l\u2019impegno di critici d\u2019arte come Janus (Roberto Gianoglio 1927-2020), portarono, infatti, alla realizzazione di eventi espositivi originali, spesso di taglio monografico, con un flusso continuo di decine di mostre l\u2019anno, tra il 1986 e il 1995, per oltre cento in totale. Gli artisti venivano invitati ad esporre i loro lavori, a condividerli con la collettivit\u00e0, e le mostre permisero anche un importante arricchimento delle collezioni della Regione. Lo documenta in mostra la collana Fabbri \u201cValle d\u2019Aosta Cultura\u201d, presentata nella sala del Museo Gamba dedicata alle committenze della Valle.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019ultima guerra di\u00a0Mario Schifano 1988-1998\u00a0\u00e8 la mostra che il\u00a0Castello Gamba-Museo di arte moderna e contemporanea\u00a0della Regione autonoma Valle d\u2019Aosta dedica al grande protagonista della pittura del Novecento\u00a0fino al 25 settembre 2022. L\u2019artista (1934-1998) \u00e8 una delle presenze pi\u00f9 importanti nella collezione permanente del Museo con Calore locale, Collinare, Per vedere, Orizzontale e Vista interrotta opere che sono il frutto di un periodo di residenza di Schifano in Valle D\u2019Aosta tra il febbraio e il marzo del 1988 e che vengono presentate in mostra con un allestimento inedito, in rapporto con il paesaggio che le ha ispirate. 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