{"id":2736,"date":"2014-07-21T22:55:47","date_gmt":"2014-07-21T22:55:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=2736"},"modified":"2014-07-21T23:53:00","modified_gmt":"2014-07-21T23:53:00","slug":"ugo-nespolo-un-pilastro-della-nuova-immagine-italiana-in-mostra-ad-acqui-terme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/07\/21\/ugo-nespolo-un-pilastro-della-nuova-immagine-italiana-in-mostra-ad-acqui-terme\/","title":{"rendered":"Ugo Nespolo. Un pilastro della nuova immagine italiana in mostra  ad Acqui Terme."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/10831.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2739\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/10831.jpg\" alt=\"\" width=\"303\" height=\"290\" \/><\/a>Al Palazzo del Liceo Saracco ad Acqui Terme <\/strong>(finanziata dalla Regione Piemonte e dal Gruppo EGEA, divenuto negli ultimi anni principale sostenitore<br \/>\ndelle iniziative culturali cittadine) <strong>con il titolo \u201cLe stanze dell&#8221;immagine\u201d \u00e8 aperta l&#8217;antologica\u00a0 che quest\u2019anno rende omaggio ad Ugo Nespolo, uno dei protagonisti dell\u2019arte italiana contemporanea.<\/strong> L\u2019artista, nato nel 1941 a Mosso (BI), si \u00e8 diplomato\u00a0 all\u2019Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e si \u00e8\u00a0 laureato\u00a0 in Lettere Moderne. Il suo \u00e8 un curriculum significativo che parte fin dagli anni Sessanta. E&#8217;\u00a0 vissuto a New York negli anni\u00a0 della nascente Pop Art, mentre negli anni Settanta ha militato negli ambienti concettuali e poveristi. Vivace la sua passione per il cinema che ha dato luogo a retrospettive a lui dedicate in importanti musei stranieri (Philadelphia, New York, Londra, Parigi, Colonia, Pechino, Shanghai). Ha fondato\u00a0 con Mario Schifano il <em>Cinema degli Artisti <\/em>e tra il 1967 e il 1968 realizzato numerosi film che hanno avuto come protagonisti gli amici e colleghi Enrico Baj, Michelangelo Pistoletto e Lucio Fontana. A guardare la sua arte eccone le contaminazioni americane, gli insegnamenti delle Avanguardie europee,\u00a0 senza tralasciare certe cadenze futuriste ad iniziare da Depero\u00a0\u00a0 <strong>Il concetto di arte e vita (che \u00e8 anche il titolo di un libro pubblicato dall\u2019artista nel 1998) sta alla base dell\u2019espressivit\u00e0 di Nespolo ed \u00e8 eredit\u00e0 del movimento Futurista. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/img06.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-2740\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/img06.jpg\" alt=\"\" width=\"485\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/img06.jpg 1608w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/img06-300x104.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/img06-1024x355.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 485px) 100vw, 485px\" \/><\/a>Ci\u00f2 spiega bene l&#8217;interesse\u00a0 a largo raggio\u00a0 e la propensione a vivere\u00a0 il design, l\u2019arte applicata e la sperimentazione creativa in disparati ambiti, quali la grafica pubblicitaria, l\u2019illustrazione, <\/strong><strong>l\u2019abbigliamento, <\/strong><strong>l\u2019allestimento di scenografie e la creazione di costumi per opere liriche.<\/strong> Una\u00a0 ricerca che spazia anche su diversi materiali e \u00a0su molteplici supporti e con tecniche differenziate: legno, metallo, vetro, ceramica, stoffa, pietre preziose. La sua arte \u00e8, quindi, strettamente legata al vivere quotidiano ed \u00e8 carica di apporti concettuali, senza dimenticare il passato, che rivisita e reinterpreta. L\u2019oggetto \u00e8 al centro delle sue ricerche, \u00e8 mezzo espressivo, linguaggio creativo: viene estrapolato dal suo uso comune e acquista valore di opera d\u2019arte. <strong>\u201cL\u2019universo di Nespolo \u00e8 quello della ricostruzione oggettiva\u2026La realt\u00e0 di Nespolo non s\u2019impone come una rivelazione immediata, totale, illuminante: essa appare come una zona intermedia e sottile, a mezza strada tra la singolarizzazione dell\u2019oggetto e la sua appropriazione diretta\u2026 Oggetti e forme di Nespolo vivono al condizionale e non all\u2019indicativo. Essi affermano la loro presenza, non si impongono in quanto tali\u201d. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/7394D.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2741\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/7394D.jpg\" alt=\"\" width=\"334\" height=\"363\" \/><\/a>Parole del critico del <\/strong><strong><em>Nouveau Realisme <\/em><\/strong><strong>Pierre Restany, che consacrano l\u2019arte di Nespolo, cos\u00ec come le prestigiose partecipazioni a rassegne pubbliche e le innumerevoli presenze espositive ne testimoniano la personale interpretazione dell\u2019eclettismo dell\u2019artista di oggi. <\/strong>La Mostra squaderna l\u2019esposizione di quaranta significative opere che datano\u00a0, dagli inizi degli anni Sessanta fino all\u2019ultimo attuale periodo, tra le quali &#8220;<em>Novantiqua 1&#8243; <\/em>del 2009, &#8220;<em>Reconstitution&#8221; <\/em>e &#8220;<em>Vivre au Conditionnel&#8221; <\/em>del 2011,\u00a0 soffermandosi poi\u00a0 anche sull\u2019aspetto pi\u00f9 particolare della sua attivit\u00e0, il cinema. <strong>Tant&#8217;\u00e8\u00a0 che l\u2019antologica bene dedica quindi, oltre alla grande sala centrale ed alle due laterali, nelle quali \u00e8 presentata una esaustiva carrellata di opere rappresentative dell\u2019intero percorso artistico di Nespolo<\/strong> (arricchita da numerosi oggetti e sculture come \u201c<em>Acrobati al Tempio\u201d <\/em>del 1971 o \u201c<em>Recording Device\u201d <\/em>del 1989 e da una grande installazione tridimensionale dal titolo \u201c<em>Avanguardia Educata\u201d <\/em>del 1995), <strong>anche un ambiente appositamente allestito ed attrezzato per la visione dei film prodotti e diretti dall\u2019Artista fin dal 1966, corredata alle pareti da una storica documentazione di manifesti e fotografie e da alcuni lavori in\u00a0tecnica mista (fotografia, serigrafia, acrilici)<\/strong> come \u201c<em>Neonmerzare 1\u201d <\/em>del 1967 o \u201c<em>Michael\u201d <\/em>del 1994. Si potranno cos\u00ec apprezzare alcuni dei ventidue film (tra i quali <em>Grazie<\/em>, <em>Mamma Kodak <\/em>del 1966, <em>Tucci-Ucci <\/em>del 1968, <em>Andare a Roma <\/em>del 1976 e <em>Time After Time <\/em>del 1994) che hanno visto Ugo Nespolo come autore della fotografia, spesso della sceneggiatura ed alcune volte anche come protagonista.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/24681.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2742\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/24681.jpg\" alt=\"\" width=\"309\" height=\"298\" \/><\/a>Sono pellicole che fanno parte di quella sperimentazione cinematografica<br \/>\nsviluppatasi nella seconda met\u00e0 degli anni Sessanta in Italia (Torino ne \u00e8 uno dei centri pi\u00f9 attivi), effettuata sia da artisti visivi sia da appassionati di cinema esterni al circuito produttivo e che racchiudono quel concetto celebrativo del gesto dell\u2019artista, qualunque esso sia, caricato di una valenza concettuale ed estetica. In questo meccanismo di autoriconoscimento della propria attivit\u00e0 operativa, nei primi film di Nespolo le persone, gli eventi, gli oggetti, erano mostrati come realt\u00e0 in s\u00e9 senza particolari articolazioni discorsive con una certa casualit\u00e0 quasi ludica, mentre nella seconda fase essi sono inseriti in una dinamica di rappresentazione e di micro narrazione in un orizzonte comunicativo segnato da regole consolidate, pur restando del tutto anomale. <strong>Nella quarta sala sono \u00a0inoltre presentati, insieme ad alcuni oggetti in ceramica, anche una serie di grandi opere su carta realizzate con tecniche miste e collage come \u201c<\/strong><strong><em>Still Life\/Siberiana\u201d <\/em><\/strong><strong>del 1985 o \u201c<\/strong><strong><em>Free Time\u201d <\/em><\/strong><strong>del 2012.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/7431D.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2743\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/07\/7431D.jpg\" alt=\"\" width=\"345\" height=\"315\" \/><\/a>L\u2019iconografia scelta per la promozione della rassegna, riprodotta anche sul catalogo della Mostra, volume arricchito dall\u2019antologia di testi critici di noti professionisti del settore, ben evidenzia il sottotitolo della rassegna \u201cLe stanze dell\u2019immagine\u201d. Essa infatti rappresenta la vista di un\u2019opera dedicata al museo, tema ricorrente nei lavori di Nespolo e sintetizza il concetto stesso della mostra, ovvero una collezione di immagini, sebbene fisicamente diverse, racchiuse in alcune stanze.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Al Palazzo del Liceo Saracco ad Acqui Terme (finanziata dalla Regione Piemonte e dal Gruppo EGEA, divenuto negli ultimi anni principale sostenitore delle iniziative culturali cittadine) con il titolo \u201cLe stanze dell&#8221;immagine\u201d \u00e8 aperta l&#8217;antologica\u00a0 che quest\u2019anno rende omaggio ad Ugo Nespolo, uno dei protagonisti dell\u2019arte italiana contemporanea. L\u2019artista, nato nel 1941 a Mosso (BI), si \u00e8 diplomato\u00a0 all\u2019Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e si \u00e8\u00a0 laureato\u00a0 in Lettere Moderne. Il suo \u00e8 un curriculum significativo che parte fin dagli anni Sessanta. E&#8217;\u00a0 vissuto a New York negli anni\u00a0 della nascente Pop Art, mentre negli anni Settanta ha [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/07\/21\/ugo-nespolo-un-pilastro-della-nuova-immagine-italiana-in-mostra-ad-acqui-terme\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,16568,28386,44441,18229,35351,35224,28340,35407,17505,35188,28369],"tags":[53638,53640,28307,53641,53639,44624],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2736"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2736"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2736\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2749,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2736\/revisions\/2749"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2736"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2736"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2736"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}