{"id":27367,"date":"2022-09-10T22:41:14","date_gmt":"2022-09-10T22:41:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=27367"},"modified":"2022-09-10T22:41:14","modified_gmt":"2022-09-10T22:41:14","slug":"collezione-tacchini-atto-primo-scultura-e-opere-di-carta-ai-musei-di-nervi-wolfsoniana-genova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/09\/10\/collezione-tacchini-atto-primo-scultura-e-opere-di-carta-ai-musei-di-nervi-wolfsoniana-genova\/","title":{"rendered":"Collezione Tacchini. Atto primo. Scultura e opere di carta ai Musei di Nervi-Wolfsoniana \/ Genova"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/9788894540710_0_536_0_75.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27368\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/9788894540710_0_536_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"378\" height=\"378\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/9788894540710_0_536_0_75.jpg 536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/9788894540710_0_536_0_75-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/9788894540710_0_536_0_75-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/><\/a>Inaugurata la prima di una serie di esposizioni realizzate con le opere della\u00a0<strong>Collezione Tacchini<\/strong>, visitabile fino al 25 settembre 2022 presso i Musei di Nervi \u2013 Wolsoniana, Genova. \u00a0Da oggi un percorso museale con i lavori in ferro battuto di\u00a0<strong>Umberto Bellotto. <\/strong>\u00c8 stata inaugurata \u201c<strong>Collezione Tacchini. Atto primo. Scultura e opere di carta<\/strong>\u201d, la prima di una serie di mostre che la Wolfsoniana di Nervi realizza grazie alle opere donate dalla Collezione Tacchini.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/1649025594.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27369 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/1649025594.jpg\" alt=\"\" width=\"386\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/1649025594.jpg 512w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/1649025594-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/1649025594-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 386px) 100vw, 386px\" \/><\/a><\/p>\n<p>A oltre quindici anni dal primo incontro tra\u00a0<strong>Micky Wolfson<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Francesco Tacchini<\/strong>, la Collezione Tacchini approda infatti alla Wolfsoniana, ufficializzando cos\u00ec la stipula di un Trust tra Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e il collezionista per la gestione e la promozione della sua cospicua e preziosa raccolta d\u2019arte. Insieme alla mostra, \u00e8 stato inaugurato anche un nuovo percorso museale dedicato alle opere di Umberto Bellotto, il maestro veneto del ferro battuto. Le opere provengono dalla\u00a0<strong>Galleria Giorgio Franchetti alla Ca\u2019 d\u2019Oro di Venezia<\/strong>.<\/p>\n<p>Curatori della mostra e del nuovo percorso museale sono\u00a0<strong>Matteo Fochessati e Gianni Franzone<\/strong>, da poco prematuramente scomparso. E questo doppio appuntamento alla Wolfsoniana di Nervi \u00e8 un\u2019occasione per ricordare lo studioso.<\/p>\n<p>La mostra delle Collezione Tacchini propone una se\u00adlezione di lavori su carta e di scultura che testimoniano la variegata identit\u00e0 e i principali caratteri della Collezione. Due sono i filoni che si sviluppano all\u2019interno di questo percorso: da un lato sono documentati alcuni aspetti delle ricerche grafiche e pittoriche in Liguria, negli anni a cavallo tra la seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento e la prima met\u00e0 del Novecento; dall\u2019altro si possono ammirare, attraverso un\u2019ampia panoramica internazionale, alcune tra le principali esperienze delle avanguardie storiche del ventesimo secolo.<\/p>\n<p>Nel primo ambito sono protagonisti nomi di rilievo come Edoardo Alfieri, Eugenio Baroni, Edoardo De Albertis, Francesco Falcone e Adolfo Lucarini, posti a confronto con scultori di livello nazionale come Leonardo Bistolfi e Francesco Messina che lavorarono in Liguria contribuirono a rav\u00advivare il gi\u00e0 effervescente contesto di ricerca locale. Questa selezione di bronzi e di gessi si integra con i disegni e i dipinti su carta di alcuni tra i pi\u00f9 celebri pittori liguri, documentando in tal modo le principali correnti espressive dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>Nella sequenza delle opere delle avanguardie, oltre ai lavori artistici di esponenti del primo e del secondo futurismo, come\u00a0<strong>Cesare Andreoni, Giacomo Balla, \u00a0Tullio Crali,\u00a0Fortunato Depero, Gerardo Dottori e\u00a0Gino Severini <\/strong>si espongono anche pitture e disegni di alcuni celebri protagonisti internazionali, tra i quali\u00a0<strong>Salvador Dali&#8217;, Sonia Delaunay, Natalja Gonc\u02c7arova, Julio Gonza\u00b4les, George Grosz e Fernand Le\u00b4ger<\/strong>. A tali maestri del Novecento si affiancano alcune figure meno note in Italia, come\u00a0<strong>Sandor Bortnyik, Paul Joostens e Marie Vassilieff<\/strong>, che pure svolsero, tuttavia, un\u2019attivit\u00e0 di primo piano all\u2019interno dei nuovi sperimentali fenomeni artistici dell\u2019epoca<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-8.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27370\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-8.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-8.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-8-300x288.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a>Avanguardie<\/strong>. Ampia e articolata si presenta in mostra la panoramica delle esperienze avanguardistiche del Novecento. Tra i principali fenomeni artistici emergenti spicca per variet\u00e0 e numero di opere il futurismo, di cui \u00e8 possibile ripercorrere le principali tappe storiche e le con\u00adnessioni internazionali, come documentato dalla presenza di una china su carta di Delmarle del 1913 (anno in cui pubblic\u00f2 il Manifesto Futurista contro Montmartre), nel quale si possono riconoscere l\u2019influenza del dinamismo boccioniano e delle opere di Severini dedicate alla danza. Quest\u2019ultimo \u00e8 presente con due opere, tra cui una maternit\u00e0 che, coeva al celebre dipinto di analogo soggetto che nel 1916 segn\u00f2 la sua clamorosa adesione al clima del \u201critorno all\u2019ordine\u201d, appare ancora caratterizzata da un senso geometrico delle proporzioni e da una rigorosa visione dello spazio di matrice cubo futurista. Nella fase di passaggio tra primo e secondo futurismo si possono invece collocare il carboncino di Dottori e le opere di Balla e Depero, firmatari nel 1915 del manifesto Ricostruzione futurista dell\u2019universo, considerato uno spartiacque tra le due fasi del movi\u00admento; mentre le opere di Andreoni, Benedetto e Crali testimoniano le diverse sensibilit\u00e0 del futurismo pi\u00f9 maturo. Se una dimensione fantastica caratterizza il collage di Franz Roh, cui si deve la prima definizione critica del fenomeno del Realismo magico, e lo studio di Dali&#8217; per il cortometraggio Destino che, frutto della sua collaborazione con Walt Disney, fu realizzato solo nel 2003 dal nipote Roy Edward Disney, le opere di diversi artisti in mostra rimandano invece allo sperimentale clima di ricerca artistica della capitale francese. Provenienti entrambe dalla Russia, Marie Vassilieff, considerata una tra le pi\u00f9 originali interpreti del cubismo, e Sonia Delaunay che, riprendendo l\u2019intensa gamma cromatica dei suoi dipinti, guid\u00f2 un radicale rinnovamento nell\u2019arte tessile, trionfarono infatti a Parigi, dove furono pure operanti L\u00e8ger, autore di una felice sintesi espressiva cubo-futurista, Herbin, uno tra i pi\u00f9 secondo dopoguerra fu uno dei membri del gruppo dei \u201cJeunes peintres de tradition fran\u00e7aise\u201d. Legati agli insegnamenti del Bauhaus appaiono infine gli esiti artistici di Florence Henri, nota per le sue innovative sperimentazioni fotografiche, e di Sandor Bortnyik, promotore del moderno graphic design in Ungheria. Contro l\u2019ideologia del nazismo, che nel 1933 decret\u00f2 la chiusura della pi\u00f9 celebre scuola d\u2019arte del Novecento, a lungo si oppose George Grosz, che proprio attraverso opere come Gas Mask reag\u00ec con fermezza all\u2019aggressiva e militarista retorica dell\u2019emergente regime.<\/p>\n<p><strong>Scultura<\/strong>. Il percorso dedicato alla scultura ligure prende avvio da un\u2019opera paradigmatica delle atmosfere simboliste: la versione in gesso della testa de L\u2019Alpe, il monumento a Giovanni Segantini di Bistolfi che, tra i principali interpreti del rinnovamento delle ricerche plastiche in Italia a cavallo tra Otto e Novecento, lasci\u00f2 alcune significative testimonianze della sua opera a Genova, al Cimitero di Staglieno, e a Sanremo, con il monumento dedicato a Garibaldi. Nello stesso ambito si possono collocare le coeve prove scul\u00adtoree di Merello e di De Albertis il quale, tuttavia, sin dai primi anni venti abbandon\u00f2 le componenti bistolfiane per una dram\u00admatizzazione della materia ispirata, attraverso la lezione di Rodin, al neomichelangiolismo, come evidente nel progetto per il Monumento ai caduti di Genova o nel pi\u00f9 tardo gesso Paolo e Francesca. Uno sviluppo espressivo altrettanto marcato si co\u00adglie nell\u2019opera di Baroni che, autore nel 1911 circa di un Cristo in gesso caratterizzato da una lirica morbidezza del modellato, gi\u00e0 nei primi anni venti sperimenta nei bozzetti delle statue per la Galleria Nino Bixio un\u2019incisiva arcaizzante stilizzazione.<br \/>\nIl passaggio dal linearismo liberty a una semplificazione volu\u00admetrica d\u00e8co determin\u00f2 nuovi percorsi di ricerca, come quelli intrapresi con marcata autonomia linguistica da Lucarini. Allo stesso tempo, a una generale affermazione negli anni Trenta del gusto Novecento \u2013 declinato da Messina con solide volumetrie, atte a saldare la compiuta sintesi tra realismo e classicismo, e da Morera attraverso un monumentalismo celebrativo impre\u00adgnato di enfasi retorica \u2013 si<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-1-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27371 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-1-3.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-1-3.jpg 489w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/blob-1-3-245x300.jpg 245w\" sizes=\"(max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a> contrappose una tensione espres\u00adsionista, ravvisabile sia in alcune tra le pi\u00f9 felici opere di Falcone a cavallo tra gli anni Venti e Trenta, sia nell\u2019esperienza plastica di Maine del dopoguerra, in stretta connessione con la poetica informale. Fondamentale in questa cruciale fase di passaggio fu il ruolo giocato da Alfieri che, interpretando il dominante linguaggio classicista degli anni Trenta attraverso uno stilizzato arcaismo, presente nel purismo formale del Giovane efebo e del Ritratto di Mario Arcuri, speriment\u00f2 nel decennio successivo, in risposta alla drammaticit\u00e0 dell\u2019epoca, un\u2019inquieta e vibrante intensit\u00e0 espressiva, esemplarmente risolta nella torsione del busto in bronzo del 1944.<\/p>\n<p><strong>Grafica<\/strong>. Il percorso dedicato alle opere su carta di pittori liguri tende a incrociarsi con quello proposto dalla sequenza delle sculture in esposizione, come testimoniato, ad esempio, dalla confluenza dei disegni e dell\u2019esperienza plastica di Merello all\u2019interno di un comune alveo simbolista, ispirato da suggestioni sia letterarie (derivanti dalla sua stretta amicizia con lo scrittore, poeta, critico e drammaturgo Sem Benelli, di cui illustr\u00f2 nel 1915 il poema Le nozze dei Centauri), sia artistiche, come evidenziato dalle sue tangenze stilistiche e iconografiche con le esperienze di Arnold Bocklin, Max Klinger e Franz von Stuck. Altrettanto stimolante risulta il raffronto tra le due teste dei pittori Allosia e Arcuri plasmate da Alfieri e i ritratti di alcuni artisti genovesi: il giovanissimo Messina raffigurato da Giarrusso, l\u2019ironica effigie di Borella tratteggiata da Maccari o l\u2019autoritratto di Scanavino, qui presente anche con due opere del suo esordio informale.<br \/>\nUn altro significativo ambito di ricerca \u00e8 rappresentato dalla pittura di paesaggio. Tra i primi esempi di pittura en plein air in Liguria, le opere di Rayper risentirono inizialmente l\u2019influenza della cultura romantica del ginevrino Alexandre Calame, per ac\u00adquisire poi un\u2019autonoma e matura coscienza del dato naturalistico e, grazie a tagli orizzontali desunti dalla pittura di Charles Francois Daubigny, un\u2019inedita impostazione spaziale e una mo\u00adderna sensibilit\u00e0 introspettiva nei confronti del paesaggio. Sempre in tale ambito, se la veduta agreste di Barabino sembra risentire ancora la lezione della pittura divisionista, i disegni di Peluzzi e di Picollo manifestano invece, attraverso differenti declinazioni espressive, una matura adesione al clima novecentista; mentre la marina da cui emerge la sirenetta di Geranzani appare decisamente improntata agli stilemi del gusto d\u00e8co. Al termine di questo percorso espositivo si propone infine, at\u00adtraverso alcuni disegni di guerra, un antitetico approccio espres\u00adsivo e tematico: quello che contrapponeva la cruda e diretta te\u00adstimonianza bellica dei carboncini di Cominetti che, da tempo residente a Parigi, combatte\u00b4 sul fronte francese tra il 1914 e il 1918, e la retorica celebrazione del conflitto degli studi preparatori di Santagata per i cicli di affreschi che gli furono commissionati in tutta Italia dall\u2019Associazione nazionale dei mutilati e invalidi.<\/p>\n<p><strong>Umberto Bellotto \u2013 Un percorso tra i ferri battuti<\/strong>. In occasione dell\u2019acquisto da parte del Ministero della Cultura e della consegna in deposito temporaneo alla Wolfsoniana di alcune opere di Umberto Bellotto di pertinenza della collezione della Galleria Gior\u00adgio Franchetti alla Ca\u2019 d\u2019Oro di Venezia, si propone alla Wolfsoniana un percorso dedicato al maestro veneto del ferro battuto e ad al\u00adcune significative testimonianze della coeva produzione italiana in tale specifico ambito artistico. Le opere giunte in deposito \u2013 tra cui due esemplari dei celebri \u201ccon\u00adnubi\u201d nei quali Bellotto, con eleganza e leggerezza, faceva dialogare le sue mosse ed energiche volute in ferro con le creazioni in vetro degli Artisti Barovier e dei Fratelli Toso \u2013 si integrano, lungo tutte le sale del museo, con alcuni suoi lavori conservati presso la Wolfsoniana. Tra essi la nave in ferro, poggiante su un supporto a stelo, che nella sua leggera struttura metallica rimanda al coronamento in lamina del tripode in esposizione, raffigurante un ramo e un gallo. Quest\u2019ultima opera risulta proveniente dalla collezione personale dell\u2019artista, come anche il piatto Leda e il cigno, realizzato alla met\u00e0 degli anni Venti dalla manifattura ceramica A. Benedettelli &amp; C. di Venezia, con cui Bellotto inizi\u00f2 a collaborare nel 1921, dando avvio a una nuova produzione artistica. Nel 1927 fond\u00f2 infatti ad Ascoli Piceno la Manifattura S.P.A.D.A., per la quale cre\u00f2 numerosi vasi e ciotole in ceramica di gusto d\u00e8co. A corredo del percorso dedicato ai ferri battuti di Bellotto si espon\u00adgono inoltre due piastre in ferro traforato e forgiato dell\u2019Officina Matteucci di Faenza che, attiva sin dal XVII secolo, si distinse nel corso del Novecento per un rinnovamento in chiave moderna della propria produzione. Significativa, in tale contesto di aggiornamento stilistico, appare anche la Fontana con uccellini di Carlo Rizzarda che, con i suoi raggelati zampilli metallici, riprendeva un tema ico\u00adnografico \u2013 quello della \u201cfontana gelata\u201d \u2013 paradigmatico del gusto d\u00e8co.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Inaugurata la prima di una serie di esposizioni realizzate con le opere della\u00a0Collezione Tacchini, visitabile fino al 25 settembre 2022 presso i Musei di Nervi \u2013 Wolsoniana, Genova. \u00a0Da oggi un percorso museale con i lavori in ferro battuto di\u00a0Umberto Bellotto. \u00c8 stata inaugurata \u201cCollezione Tacchini. Atto primo. Scultura e opere di carta\u201d, la prima di una serie di mostre che la Wolfsoniana di Nervi realizza grazie alle opere donate dalla Collezione Tacchini. 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