{"id":27373,"date":"2022-09-11T20:45:39","date_gmt":"2022-09-11T20:45:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=27373"},"modified":"2022-09-11T20:46:51","modified_gmt":"2022-09-11T20:46:51","slug":"pedro-reyes-con-zero-armi-nucleari-ora-in-mostra-al-museo-nivola-di-orani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/09\/11\/pedro-reyes-con-zero-armi-nucleari-ora-in-mostra-al-museo-nivola-di-orani\/","title":{"rendered":"PEDRO REYES con  Zero Armi Nucleari, ora in mostra al Museo Nivola di Orani."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/40-e1662928679828.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-27374\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/40-e1662928679828.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"254\" \/><\/a>Il Museo Nivola presenta la mostra\u00a0<em>Pedro Reyes. Zero Armi Nucleari<\/em>, prima personale dell\u2019artista messicano in una istituzione italiana., visitabile fino al 22 febbraio 2023.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/art21-reyes-bio-450x450-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27375 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/art21-reyes-bio-450x450-1.jpg\" alt=\"\" width=\"375\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/art21-reyes-bio-450x450-1.jpg 450w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/art21-reyes-bio-450x450-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/art21-reyes-bio-450x450-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>La mostra lascia vedere gli sviluppi della campagna Zero Nukes, lanciata dall\u2019artista in collaborazione con numerose istituzioni e figure del mondo dell\u2019arte e della scienza, per portare all\u2019attenzione del pubblico la minaccia nucleare e fare pressione sui governi per la riduzione della produzione e il disarmo.<\/p>\n<p>Zero Nukes (2020) \u00e8 una scultura gonfiabile creata nell\u2019ambito del progetto Amnesia At\u00f3mica, promosso dal Bulletin of the Atomic Scientists, associazione non profit creata pi\u00f9 di 70 anni fa, all\u2019indomani delle bombe su hiroshima e Nagasaki, per diffondere la consapevolezza relativa alle tecnologie potenzialmente letali per l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Alla caduta del muro di Berlino nel 1989 sono seguiti decenni di disattenzione e \u201camnesia collettiva\u201d. La minaccia nucleare, per\u00f2, non \u00e8 mai realmente scomparsa, e con l\u2019invasione russa del\u2019Ucraina \u00e8 tornata al centro delle preoccupazioni globali.<\/p>\n<p>Il progetto di Reyes si riallaccia, anche iconograficamente, alle immagini e alle simbologie utilizzate nel Novecento dai gruppi di attivisti e organizzazioni impegnati sul tema del disarmo, come appunto il Bulletin e la Campagna internazionale per l&#8217;abolizione delle armi nucleari (ICAN).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/ATOMIC-AMNESIA.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-27376\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/ATOMIC-AMNESIA.jpg\" alt=\"\" width=\"325\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/ATOMIC-AMNESIA.jpg 729w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/ATOMIC-AMNESIA-247x300.jpg 247w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/a>Reyes si concentra sullo \u201cZero\u201d come elemento grafico, visivo e concettuale comune a tutte le lingue, utilizzato come simbolo dell&#8217;unit\u00e0 globale per l\u2019unica causa condivisibile a livello universale: evitare la distruzione della vita sulla terra, e si ispira al design dell\u2019iconico Doomsday Clock del Bulletin of the Atomic Scientists, creato nel 1947 dall&#8217;artista paesaggista Martyl Langsdorf (1917 &#8211; 2013), moglie del fisico e membro fondatore del Bulletin Alexander Langsdorf. L&#8217;orologio \u00e8 diventato un indicatore universalmente riconosciuto della vulnerabilit\u00e0 del mondo alla catastrofe causata dalle armi nucleari, dai cambiamenti climatici e dalle tecnologie dirompenti. In mostra, \u00e8 visualizzato sotto forma di segno luminoso e impostato a 100 secondi a mezzanotte secondo i calcoli degli scienziati: il punto pi\u00f9 vicino all\u2019apocalisse dalla sia creazione alla fine della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Lo slogan &#8220;Zero Nuclear Weapons&#8221;, tradotto in una miriade di lingue, viene presentato\u00a0 in cartelli di protesta dipinti a mano, confondendo il confine tra arte e attivismo. Il riferimento \u00e8 alla protesta globale contro la corsa agli armamenti iniziata nel 1958, che durante trent\u2019anni di resistenza di massa, dagli anni Sessanta agli Ottanta, ha spinto i governi a ridurre drasticamente gli arsenali nucleari.<\/p>\n<p>La mostra comprende degli indumenti di protesta prodotti dalla designer messicana Carla Fern\u00e1ndez, gi\u00e0 usati in una performance dalla compagnia di danza Nohboards, un elemento che ribadisce lo sforzo collaborativo per il disarmo globale.<\/p>\n<p>Il movimento popolare \u00e8 ricordato anche attraverso un murale fotografico realizzato in collaborazione con la Campagna per il Disarmo Nucleare (CND)<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/Pedro-Reyes_Iris-Humm_Vogue-Living_3-e1662928774756.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27377 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/Pedro-Reyes_Iris-Humm_Vogue-Living_3-e1662928774756.jpeg\" alt=\"\" width=\"319\" height=\"399\" \/><\/a> utilizzando immagini d\u2019archivio relative a quella mobilitazione globale.<\/p>\n<p><strong>Ricorrente nei cartelli \u00e8 il simbolo della pace, oggi usato in ogni contesto pacifista, ma originariamente concepito come simbolo di opposizione alle armi nucleari. Fu infatti creato dal designer e attivista Gerald Holtom nel 1958, rielaborando il linguaggio semaforico per indicare le lettere D e N: disarmo nucleare.<\/strong><\/p>\n<p>Il simbolo appare anche su Stockpile, una scultura composta da palloncini a forma di missile, firmati e numerati, che fanno riferimento alle 12.705 testate nucleari esistenti al mondo. Un certo numero di palloncini in edizione limitata sar\u00e0 regalato al pubblico in cambio di un post sui social media, per invitare il pubblico a smantellare simbolicamente le scorte nucleari globali, alimentando al contempo l&#8217;attenzione sulle minacce nucleari.<\/p>\n<p>Reyes si ispira anche al simbolo della colomba, di origine biblica (la colomba che torna all\u2019arca di No\u00e8, dopo il Diluvio, portando un ramo di ulivo, segno della presenza della terra ferma e della rinnovata pace fra Dio e gli Uomini) ma diventato nei secoli un\u00a0 emblema laico e universale. In particolare, Reyes si riallaccia alla scultura di Costantino Nivola Uomo di Pace (Hombre de Paz), realizzata dall\u2019artista sardo nel 1968 per la Ruta de l\u2019Amistad, complesso monumentale comprendente 19 sculture di artisti internazionali chiamati a collaborare in occasione delle Olimpiadi di Citt\u00e0 del Messico. Collocata a poca distanza dalla Torres de los Vientos di Gonzalo Fonseca, costruita nella stessa occasione e trasformata da Reyes in spazio artistico indipendente dal 1996 al 2002, la scultura di Nivola \u00e8 stata negli anni una presenza importante sia dal punto di vista concettuale che stilistico. Lo spirito dell\u2019Uomo di Pace, con il suo braccio alzato \u00abin atto di protesta e di avvertimento contro la scelleratezza dei governi bellicosi\u00bb, come scrisse Nivola, rivive in una grande scultura lignea dalle forme androgine che leva al cielo una mano-colomba realizzata da Reyes, omaggio a Nivola cos\u00ec come a quegli artisti, da Picasso a Le Corbusier a Niemeyer, che si sono misurati con questo simbolo tanto semplice quanto potente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/mano-paloma-bn.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-27378\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/mano-paloma-bn.jpg\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/mano-paloma-bn.jpg 540w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/mano-paloma-bn-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/a>Nell\u2019antico lavatoio di Orani, oggi sede delle mostre temporanee del Museo Nivola, il fungo atomico e la mano-colomba si contrappongono come simboli delle paure e delle speranze dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Completa il progetto una serie di manifesti di Artists Against the Bomb, una campagna globale per il promossa da Reyes e tutt\u2019ora in corsa. All\u2019interno del museo e per le strade di Orani sar\u00e0 possibile vedere le stampe di Harrell Fletcher, Tsubasa Kato, Santiago Sierra, M\u00f3nica de la Torre e Monica Bonvicini, lavori che riflettono sulla nostra rinnovata paura collettiva e documentano il contributo della comunit\u00e0 creativa per il disarmo nucleare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pedro Reyes (Citt\u00e0 del Messico, 1972) vive e lavora a Citt\u00e0 del Messico<\/strong>. Si \u00e8 affermato a livello internazionale con i suoi progetti su larga scala che affrontano questioni sociali e politiche attraverso media differenti come scultura, performance, video e attivismo. Reyes esplora, spesso in collaborazione con associazioni e istituzioni, i modi in cui il cambiamento pu\u00f2 essere incoraggiato attraverso la comunicazione, la creativit\u00e0, la felicit\u00e0 e l\u2019umorismo. Negli ultimi anni Reyes si \u00e8 dedicato alla scultura, con opere in pietra vulcanica, marmo, bronzo e acciaio che guardano al modernismo e alle antiche culture sud americane in una variet\u00e0 che va dall\u2019intimo al monumentale, dall\u2019antico al moderno, dal sacro al funzionale. Ha avuto mostre personali a MARTa Herford, Herford, Germany (2022); Museum of Contemporary Art of Monterrey, Monterrey, Mexico (2022); Museum Tinguely, Basel, Switzerland (2020); SCAD, Georgia, USA (2019); Creative Time, New York, USA (2016); Dallas Contemporary, TX, USA (2016); La Tallera, Cuernavaca, Mexico (2016); Hammer Museum, Los Angeles, CA, USA (2015); ICA, Miami, FL, USA (2014); The Power Plant, Toronto, Canada (2014); Walker Art Center, Minneapolis,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/reyes-mexicocity-still-424-e1662928867665.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-27379 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/reyes-mexicocity-still-424-e1662928867665.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a> MN, USA (2011); Guggenheim Museum, New York, NY, USA (2011); CCA Kitakyushu, Japan (2009); Bass Museum, Miami, FL, USA (2008;) and San Francisco Art Institute, CA, USA (2008). Ha preso inoltre parte a numerose mostre collettive tra cui Beijing Biennale, China (2014); dOCUMENTA (13), Kassel, Germany (2012); Liverpool Biennial, UK (2012); Gwangju Biennial, South Korea (2012); Lyon Biennale, France (2009); and la 50\u00b0 Biennale di Venezia (2003). Nel 2016 \u00e8 stato il primo Dasha Zhukova Distinguished Visiting Artist al Center for Art, Science &amp; Technology (CAST) del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, Massachusetts.<\/p>\n<p>Museo Nivola. Il Museo Nivola di Orani \u00e8 gestito dalla Fondazione Costantino Nivola, istituzione culturale non profit dedicata alla promozione dell\u2019eredit\u00e0 artistica e umana di Costantino Nivola, al supporto dell\u2019arte contemporanea in tutte le sue forme, e allo sviluppo culturale e sociale del centro della Sardegna. Il museo, un complesso di padiglioni immersi nel verde di un parco urbano, possiede la pi\u00f9 importante collezione europea di opere di Costantino Nivola (Orani, 1911 \u2013 East Hampton, 1988), grafico, art director e scultore attivo nel campo dell\u2019integrazione tra arti visive e architettura, e personaggio cruciale nel quadro degli scambi culturali tra Italia e Stati Uniti del secondo Novecento. Il museo organizza mostre dedicate all\u2019arte contemporanea, con una attenzione particolare per il design, la scultura, la relazione tra le arti e il rapporto fra esseri umani e ambiente. Porta inoltre avanti un programma di eventi pubblici, attivit\u00e0 educative e ricerca, agendo come forza culturale orientata all\u2019innovazione e alla promozione sociale al centro del Mediterraneo.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Museo Nivola presenta la mostra\u00a0Pedro Reyes. Zero Armi Nucleari, prima personale dell\u2019artista messicano in una istituzione italiana., visitabile fino al 22 febbraio 2023. La mostra lascia vedere gli sviluppi della campagna Zero Nukes, lanciata dall\u2019artista in collaborazione con numerose istituzioni e figure del mondo dell\u2019arte e della scienza, per portare all\u2019attenzione del pubblico la minaccia nucleare e fare pressione sui governi per la riduzione della produzione e il disarmo. Zero Nukes (2020) \u00e8 una scultura gonfiabile creata nell\u2019ambito del progetto Amnesia At\u00f3mica, promosso dal Bulletin of the Atomic Scientists, associazione non profit creata pi\u00f9 di 70 anni fa, all\u2019indomani [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/09\/11\/pedro-reyes-con-zero-armi-nucleari-ora-in-mostra-al-museo-nivola-di-orani\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,9894,10357,28308,26,17505,35188,17494,4625],"tags":[459463,459466,459460,459461,459465,355195,459464,459462],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27373"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27373"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27373\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27381,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27373\/revisions\/27381"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27373"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27373"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27373"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}