{"id":27391,"date":"2022-09-13T20:53:09","date_gmt":"2022-09-13T20:53:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=27391"},"modified":"2022-09-13T20:53:09","modified_gmt":"2022-09-13T20:53:09","slug":"alfredo-muller-il-trionfo-della-grafica-nella-parigi-della-belle-epoque-la-mostra-in-tre-sedi-a-sesto-fiorentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/09\/13\/alfredo-muller-il-trionfo-della-grafica-nella-parigi-della-belle-epoque-la-mostra-in-tre-sedi-a-sesto-fiorentino\/","title":{"rendered":"Alfredo M\u00fcller. Il trionfo della grafica nella Parigi della Belle \u00c9poque. La mostra in tre sedi a Sesto Fiorentino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/invito-Anteprima-Muller_11-sett_f-e1663101950167.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-27392\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/invito-Anteprima-Muller_11-sett_f-e1663101950167.jpg\" alt=\"\" width=\"395\" height=\"299\" \/><\/a>La mostra\u00a0<strong><em>Alfredo M\u00fcller. Il trionfo della grafica nella Parigi della Belle \u00c9poque<\/em><\/strong>, a cura di Emanuele Bardazzi ed H\u00e9l\u00e8ne Koehl, presidente dell\u2019associazione \u201cLes Amis d\u2019Alfredo M\u00fcller peintre et graveur\u201d (Strasburgo), presenta\u00a0<strong>la pi\u00f9 vasta raccolta di opere grafiche dell\u2019artista finora esposta in Italia e all\u2019estero<\/strong>, leggendo la sua produzione nel contesto artistico dell\u2019epoca e affiancando le sue opere a quelle dei pi\u00f9 grandi protagonisti dell\u2019et\u00e0 d\u2019oro della grafica e della stampa d\u2019arte in Francia, un fenomeno di cruciale importanza che ebbe ripercussioni in tutt\u2019Europa e oltreoceano. Il pittore livornese Alfredo M\u00fcller, emigrato con la famiglia a Parigi nel 1895 a seguito del crac finanziario del padre, fu per circa un decennio un abile incisore parigino, diventando presto un capofila del rinnovamento dell\u2019acquaforte a colori nella capitale della Belle \u00c9poque.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/La-Place-Blanche-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-27393 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/La-Place-Blanche-2.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"568\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/La-Place-Blanche-2.jpg 355w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/La-Place-Blanche-2-188x300.jpg 188w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Il progetto espositivo, visitabile fino al 27 novembre 2022 \u00a0\u00e8 strutturato in tre sedi<\/strong>: il\u00a0<strong>Rifugio Gualdo\u00a0<\/strong>(ex chiesa di San Giusto) alle pendici del Monte Morello, nel comune di Sesto Fiorentino, dove\u00a0<strong>aprir\u00e0 in anteprima domenica 11 settembre alle ore 11.00<\/strong>\u00a0la sezione dedicata dedicata alla\u00a0<strong>grafica parigina tra \u2018800 e \u2018900<\/strong>,<strong>\u00a0con oltre cento opere su carta di vari autori<\/strong>; il\u00a0<strong>Centro Espositivo Antonio Berti\u00a0<\/strong>(galleria comunale ed ex-studio dell\u2019omonimo scultore) di Sesto Fiorentino, che\u00a0<strong>introduce la figura e l\u2019operato di Alfredo M\u00fcller attraverso una selezione di opere sul tema del paesaggio<\/strong>\u00a0in gran parte realizzate durante la sua permanenza ad Osny;\u00a0<strong>La Soffitta Spazio delle Arti<\/strong>, presso il circolo Arci di Sesto Fiorentino, dove verranno presentate, divise in\u00a0<strong>sei sezioni tematiche<\/strong>,\u00a0<strong>le opere realizzate da M\u00fcller durante gli anni di Montmartre<\/strong>.<\/p>\n<p>Le mostre al Circolo Espositivo Antonio Berti e presso La Soffitta Spazio delle Arti inaugureranno al pubblico\u00a0<strong>domenica 16 ottobre 2022 alle ore 11.00<\/strong>.<\/p>\n<p>Nell\u2019ex chiesa di San Giusto, oggi divenuta il\u00a0<strong>Rifugio Gualdo<\/strong>, viene presentata\u00a0<strong>un\u2019ampia rassegna di oltre cento opere su carta, in cornici prevalentemente d\u2019epoca, che racconta il mondo della grafica parigina tra \u2018800 e \u2018900<\/strong>: dalle\u00a0<em>affiches\u00a0<\/em>alle riviste illustrate, dalle incisioni d\u2019\u00e9lite a quelle pi\u00f9 popolari, realizzate dai migliori artisti attivi nel periodo in cui avvenne la straordinaria e irripetibile fioritura della stampa\u00a0<em>fin-de-si\u00e8cle<\/em>. L\u2019intento \u00e8 quello di offrire un\u2019immersione totale nel mondo della grafica e della pubblicit\u00e0 del periodo, toccando i suoi aspetti pi\u00f9 effervescenti e gioiosi fino a quelli pi\u00f9 inquietanti e oscuri. Nel comporre questo caleidoscopio, una precisa scelta di campo \u00e8 stata quella di non limitarsi ad offrire della cosiddetta\u00a0<em>Belle \u00c9poque<\/em>\u00a0solo il lato superficiale e festaiolo dei balli al\u00a0<em>Moulin Rouge<\/em>, oppure mettere in luce soprattutto gli aspetti pi\u00f9 modernisti della rivoluzione grafica come \u00e8 avvenuto in varie mostre sul tema allestite all\u2019estero negli ultimi anni, ma di esplorarne anche lati che rimanevano pi\u00f9 nell\u2019ombra e per questo meno noti oggi all\u2019immaginario collettivo, come un certo filone simbolista e decadente legato al gusto per le sensazioni rare tipico degli esteti ultra-raffinati come Huysmans e Lorrain o a quel concetto di bellezza irregolare e stravagante di filiazione baudelairiana e ropsiana che seguiva l\u2019assunto \u201cle beau est toujours bizarre\u201d. Esempi di questo genere sono rintracciabili nelle opere di artisti come Albert Besnard con il suo capolavoro\u00a0<em>Les morphinomanes<\/em>, Louis Legrand con\u00a0<em>Prostitution<\/em>, Georges de Feure con\u00a0<em>L\u2019amour libre<\/em>\u00a0e Marcel Lenoir con\u00a0<em>Le Monstre<\/em>\u00a0e\u00a0<em>L\u2019\u00c9ducation<\/em>.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/les-lampions-2-e1663102058610.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-27394\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/les-lampions-2-e1663102058610.jpg\" alt=\"\" width=\"331\" height=\"386\" \/><\/a>Al\u00a0<strong>Centro Espositivo Antonio Berti<\/strong>,\u00a0<strong>la mostra entra nel vivo della produzione di Alfredo M\u00fcller<\/strong>,\u00a0<strong>presentando una selezione di opere legate al tema del paesaggio, con scene di campagna e vedute cittadine<\/strong>\u00a0eseguite ad acquaforte in nero e a colori soprattutto nel periodo tra il 1902 e il 1903, quando l\u2019artista si trasfer\u00ec da Parigi a Osny. Tra esse risalta la scenografica serie di sei grandi litografie decorative a colori dette\u00a0<em>Frises<\/em>\u00a0e destinate all\u2019arredo delle case secondo i principi di William Morris, due delle quali,\u00a0<em>Les Paons<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Les Cygnes<\/em>, manifestano pienamente l\u2019adesione allo stile Art Nouveau. Furono commissionate dal famoso mercante di stampe parigino Edmond Sagot e vengono esposte per la prima volta nella loro completezza. Esposta per la prima volta completa \u00e8 anche la suite, di straordinaria rarit\u00e0 e importanza, de\u00a0<em>La Vie heureuse de Dante Alighieri\u00a0<\/em>ispirata alla Vita Nuova, costituita da sei soggetti danteschi incisi ad acquaforte e acquatinta, pubblicati a Parigi nel 1898 in soli 12 esemplari dal grande gallerista ed editore Ambroise Vollard, famoso per i suoi legami con gli impressionisti e i Nabis. La serie, ispirata liberamente ai quadri di Dante Gabriel Rossetti, ne offre un\u2019interpretazione molto originale, prossima al Simbolismo esoterico di marca rosacrociana. Venne pubblicizzata sulle pagine dell\u2019<em>Almanach du P\u00e8re Ubu<\/em> del 1901, annuario illustrato d\u2019avanguardia creato dalla poetica sovversiva di Alfred Jarry, in collaborazione con Pierre Bonnard per la parte grafica, nella cave di Rue Laffitte dove Vollard aveva la sua galleria. Dedicato a questa suite sar\u00e0 l\u2019evento del 23 ottobre con brani di musica-lettura dalla\u00a0<em>Vita Nuova<\/em>\u00a0di Dante e un approfondimento delle incisioni che la compongono.<br \/>\nSi prosegue presso\u00a0<strong>La Soffitta Spazio delle Arti<\/strong>, dove\u00a0<strong>una panoramica di opere ricca e affascinante illustra l\u2019attivit\u00e0 incisoria di M\u00fcller quando viveva a Montmartre<\/strong>, nella culla artistica parigina per eccellenza, frequentata dagli artisti pi\u00f9 importanti e innovativi del tempo. Divisa in<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/k-2-e1663102089487.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-27395 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/k-2-e1663102089487.jpg\" alt=\"\" width=\"481\" height=\"195\" \/><\/a> <strong>sei\u00a0sezioni<\/strong>\u00a0\u2013\u00a0<strong><em>Sguardo sul palco<\/em><\/strong>,\u00a0<strong><em>Musica<\/em><\/strong>,\u00a0<strong><em>Letture<\/em><\/strong>,\u00a0<strong><em>Scene infantili<\/em><\/strong>,\u00a0<strong><em>Scene femminili<\/em><\/strong>,\u00a0<strong><em>Visioni simboliste<\/em><\/strong>\u00a0\u2013 presenta i ritratti di Paul Verlaine, delle stelle della danza e del teatro Jane Avril, Cl\u00e9o de M\u00e9rode, Sada Yacco, Sarah Bernhardt, Edouard De Max, Marthe Mellot e Suzanne Despr\u00e8s, e il porfolio con i grandi musicisti Johann Sebastian Bach, Christoph Gluck, Ludwig van Beethoven, Richard Wagner. Altre incisioni ritraggono la piccola Colette, che era la figlia dell\u2019amico collega Steinlen e giocava spesso nel giardino con i gatti, grande amore del padre che li disegnava in ogni dove a partire dal celeberrimo manifesto del cabaret\u00a0<em>Le Chat Noir<\/em>. La bambina era praticamente di casa anche da M\u00fcller che di lei fece la sua modella preferita, anche moltiplicandone l\u2019immagine per due e per tre nelle scene infantili. Le due amiche inseparabili St\u00e9phanie Nantas e Marguerite Thomann, futura sposa di Alfredo, sono le protagoniste di varie lastre che le raffigurano separatemente o insieme. Oltre ai ritratti, figurano alla \u201cSoffitta\u201d altri soggetti importanti come le <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/louis-2-e1663102167907.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-27396\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/louis-2-e1663102167907.jpg\" alt=\"\" width=\"481\" height=\"347\" \/><\/a>bagnanti, tipico tema francese dell\u2019epoca interpretato da M\u00fcller nella propria maniera soave e malinconica, i gatti in omaggio all\u2019amico Steinlen e alcune visioni simboliste tra cui<em>\u00a0L\u2019\u00cele heureuse<\/em>, un paesaggio di sogno alla maniera di Puvis de Chavannes.<br \/>\nA completare questo escursus ricco e vario di soggetti con soluzioni grafiche post-impressioniste, giapponiste, simboliste e Art Nouveau di grande maestria, \u00e8 stata creata una sezione complementare con una scelta mirata di fogli eseguiti dagli artisti particolarmente vicini, amici e sodali, \u00a0insieme ad altri legati all\u2019ambiente della danza e del teatro a partire dalla diva pi\u00f9 iconica in assoluto, Sarah Bernhardt, ai programmi teatrali d\u2019avanguardia, all\u2019editoria e alla bibliofilia con alcuni libri illustrati di Octave Uzanne, il manifesto de \u201cLa Revue blanche\u201d e le pubbicit\u00e0 dell\u2019editore Edmond Sagot con incisioni di Paul Berthon, Pierre Bonnard, Leonetto Cappiello, Jules Ch\u00e9ret, Eug\u00e8ne Del\u00e2tre, Maxime Dethomas, Marie-Charles Dulac, Maurice Dumont, Eug\u00e8ne Grasset, Francis Jourdain, Alexandre Lunois, Gustave Marie, Alfons Mucha, Manuel Robbe, Th\u00e9ophile-Alexandre Steinlen, Jan Toorop, Henri de Toulouse-Lautrec e F\u00e9lix Vallotton.<\/p>\n<p><strong>Alfredo M\u00fcller<\/strong> nasce a Livorno il 30 giugno 1869 in una famiglia benestante dedita al commercio originaria del Canton Appenzello Esterno, in Svizzera. Dopo gli anni del collegio, frequenta l\u2019Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 1886 espone assieme a pittori quali Giovanni Fattori e Silvestro Lega alla Prima Esposizione di Belle Arti di Livorno. Trascorre gli anni 1888-1890 a Parigi dove due tele sue partecipano alla mostra di Belle Arti dell\u2019Esposizione Universale del 1889. In quel periodo scopre la pittura impressionista e la voga del Giapponismo. Al suo ritorno in Italia dopo il crac della Banca di Livorno che rovina la ditta M\u00fcller, dipinge tele alla Monet che suscitano un ampio dibattito tra la critica e i colleghi pittori avversari per il loro carattere \u201cfilo-francese\u201d. Nel 1895, con la famiglia, emigra a Parigi e vive per un periodo a Montmartre con la compagna Marguerite Thomann. Diventa amico del disegnatore Th\u00e9ophile Alexandre Steinlen e ha stretti legami con Camille Pissarro, Pierre Auguste Renoir, Paul C\u00e9zanne e Henri de Toulouse-Lautrec. Trova inoltre un accogliente gruppo di artisti innovativi nello studio di Eug\u00e8ne Del\u00e2tre, dove si applica all\u2019incisione a colori e diventa presto un capofila di questa tecnica tornata di moda in Francia sull\u2019onda dell\u2019Art Nouveau e del Giapponismo. La sua prima mostra personale parigina si tiene nel 1898 nella galleria dell\u2019editore Ambroise Vollard che alla fine dell\u2019anno pubblicher\u00e0 un\u2019edizione limitata a dodici esemplari di una serie di incisioni ispirate alla\u00a0<em>Vita Nuova\u00a0<\/em>di Dante Alighieri pervase da un intenso simbolismo mistico. M\u00fcller rende immortali luoghi d\u2019eccellenza della Parigi montmartroise come la Place Blanche, il Moulin Rouge o La Rue Saint-Vincent e i suoi stretti legami con il mondo del teatro si esprimono attraverso i suoi eccellenti ritratti del palcoscenico parigino, con le effigi dei grandi artisti del tempo che vengono pubblicati.\u00a0 Dal 1901 al 1903, la coppia M\u00fcller si trasferisce al Petit-Moulin di Osny, vicino a Pontoise, dove Alfredo concepisce, litografa e stampa per Edmond Sagot sei grandi motivi di fregi murali in pieno stile Art Nouveau. Poi, sollecitato da Jean Fran\u00e7ois Raffa\u00eblli, M\u00fcller diventa uno dei fondatori della Societ\u00e0 della Stampa originale a colori che espone le opere dei suoi membri alla galleria Georges Petit nel novembre 1904. Questa prima mostra riceve un\u2019accoglienza entusiastica e una prima acquaforte di M\u00fcller \u00e8 acquisita dallo Stato Francese per il Museo del Lussemburgo.\u00a0 Dal 1907 al 1911 si trasferisce con Marguerite a Vernouillet, in una casa con giardino dove Alfredo ritorna a dipingere. Dopo essersi sposati, per decreto del 21 aprile 1910, Alfredo M\u00fcller diventer\u00e0 il cittadino francese \u2018Alfred Muller\u2019. Ritorna a Firenze all\u2019inizio del 1913 e viaggia in Sicilia dove dipinge grandi tele che all\u2019inizio del 1914 espone nella sezione francese della Seconda mostra della Secessione di Roma. In seguito ritorna a Firenze e, sempre con la moglie, si stabilisce per pi\u00f9 di due decenni a Settignano, nella villa Colombaia. Dipinge molto, sempre attento a cogliere il movimento della luce. Ritrova i suoi amici Libero Andreotti, Gino Carlo Sensani, Umberto Brunelleschi, Gian Gualberto Parenti, con i quali si dedica alle arti decorative. Sono famose le sue Arlecchinate con pantomime di maschere in cui si esprime un fascino paragonabile a quello del teatro kabuki ammirato a Parigi vent\u2019anni prima. Nel 1930 tiene una mostra personale alla Saletta Gonnelli di Firenze prima di lasciare l\u2019Italia e trascorrere in Francia gli ultimi anni di vita fino alla morte, avvenuta a Parigi il 7 febbraio 1939.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra\u00a0Alfredo M\u00fcller. 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