{"id":27449,"date":"2022-09-22T21:22:16","date_gmt":"2022-09-22T21:22:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=27449"},"modified":"2022-09-22T21:27:32","modified_gmt":"2022-09-22T21:27:32","slug":"larte-senese-dal-medioevo-al-novecento-in-mostra-a-siena-in-santa-maria-della-scala","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/09\/22\/larte-senese-dal-medioevo-al-novecento-in-mostra-a-siena-in-santa-maria-della-scala\/","title":{"rendered":"L\u2019arte senese dal Medioevo al Novecento in mostra a Siena in Santa Maria della Scala"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/save_the_date_conferenza.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-27452\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/save_the_date_conferenza.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/save_the_date_conferenza.jpg 827w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/save_the_date_conferenza-300x214.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/save_the_date_conferenza-768x549.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/><\/a>La Fondazione Monte dei Paschi di Siena, attraverso la cura scientifica di Vernice Progetti Culturali ha ideato un progetto di mostra con opere d\u2019arte provenienti dal patrimonio artistico di Banca Monte dei Paschi di Siena, la quale ha avuto, fin dalle sue origini, un rapporto molto stretto con l\u2019arte e la cultura del suo territorio di riferimento.<\/p>\n<p><strong>Raccontare la storia dell\u2019arte senese dal tardo Medioevo al Novecento, presentando al pubblico una serie di capolavori conservati nelle collezioni della Banca Monte dei Paschi di Siena: questo l\u2019obiettivo della mostra che si terr\u00e0 dal 15 settembre 2022 all\u20198 gennaio 2023 presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala a Siena. Opere di\u00a0 riconosciuti maestri \u00a0come Pietro Lorenzetti, Tino di Camaino, Stefano di Giovanni detto il Sassetta, Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Domenico Beccafumi, Bernardino Mei, Cesare Maccari e Fulvio Corsini<\/strong> permetteranno di ripercorrere il secolare amore di Siena per le arti figurative, attraverso alcune grandi personalit\u00e0 artistiche capaci di affermarsi in patria e non solo, dando conto dello straordinario valore delle collezioni della Banca Monte dei Paschi di Siena, indissolubilmente legate alla citt\u00e0, alla sua memoria e ai suoi valori.<\/p>\n<p>Le collezioni sono costituite da un numero impressionante di dipinti, sculture e arredi, per lo pi\u00f9 di scuola senese dal XIV al<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/sassetta-adorazione-santamaria-2-e1663881032628.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-27451 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/sassetta-adorazione-santamaria-2-e1663881032628.jpg\" alt=\"\" width=\"402\" height=\"251\" \/><\/a> XIX secolo, non senza interessanti incursioni sul Novecento italiano. Esse sono il frutto di una prolungata sedimentazione storica, avviata con vere e proprie committenze da parte di una pubblica istituzione fondata nel 1472, e proseguita in tempi pi\u00f9 vicini a noi con importanti acquisizioni e con l\u2019allestimento, negli anni Ottanta del secolo scorso, di veri e propri spazi museali nell\u2019antica chiesa di San Donato, all\u2019interno della sede storica di Piazza Salimbeni. <strong>La raccolta \u00e8 stata peraltro incrementata grazie a nuclei di opere provenienti dalle banche incorporate nel corso degli anni e, particolarmente, con l\u2019acquisizione di una parte della celebre Collezione Chigi Saracini di Siena<\/strong>: una delle pi\u00f9 importanti collezioni private italiane che ancora oggi si conserva nel palazzo di Via di Citt\u00e0. Di tutto ci\u00f2 la mostra offrir\u00e0 una ponderata selezione, focalizzata sulle maggiori testimonianze di quella scuola senese che, per merito soprattutto dei grandi maestri del Trecento, \u00e8 celebre in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Prodotta dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, dal Comune di Siena e dalla Fondazione \u201cAntico Ospedale Santa Maria della Scala\u201d con il progetto scientifico e l\u2019organizzazione a cura di Vernice Progetti Culturali-Impresa Sociale, la mostra \u00e8 stata realizzata da Opera Laboratori con un allestimento sostenibile orientato su materiali e tecniche che limitano al massimo l\u2019impatto sull\u2019ambiente.<\/p>\n<p>La selezione di opere presentate nella prestigiosa sede del Santa Maria della Scala, luogo identitaria e strategico di Siena, vuole rendere conto di un&#8217;impresa lungimirante che vede protagonista una delle banche pi\u00f9 antiche del mondo.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/Allestimento9.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-27453\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/Allestimento9.jpeg\" alt=\"\" width=\"323\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/Allestimento9.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/Allestimento9-225x300.jpeg 225w\" sizes=\"(max-width: 323px) 100vw, 323px\" \/><\/a>Dalla seconda met\u00e0 del XIII secolo <\/strong>Siena dette vita a una propria e peculiare <strong>scuola artistica, <\/strong>capace di identificarsi attraverso una certa cifra stilistica nel corso dei secoli e fino al Novecento. Attraverso un&#8217;accorta selezione delle testimonianze artistiche di propriet\u00e0 della Banca Monte dei Paschi, <strong>opere di maestri senesi eseguite per Siena, per il<\/strong> <strong>suo territorio <\/strong>e anche per centri ubicati al di fuori dei suoi antichi e recenti<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/IMG20220914160309358_1000-e1663881939401.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-27458 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/IMG20220914160309358_1000-e1663881939401.jpeg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a> confini amministrativi. <strong>Il tardo Medioevo fu il tempo della grande scuola senese della fine del Duecento e del Trecento, capace di affermarsi fino ad Avignone, grazie a Simone Martini, ma nei secoli successivi non mancarono grandi interpreti capaci di confrontarsi con le novit\u00e0 del Rinascimento, della Maniera e del Barocco, finch\u00e9 Siena seppe riscoprire nell&#8217;Ottocento le radici medievali, affermandosi come una delle roccaforti del linguaggio purista.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;esposizione si apre con il bozzetto in terracotta del monumento dedicato a Sallustio Bandini (1878) e realizzato da Tito Sarrocchi in occasione del rifacimento di piazza Salimbeni ove ancora oggi \u00e8 la sede storica della Banca Monte dei Paschi di Siena. La Piazza, ristrutturata su disegno di Giuseppe Partini, ha rappresentato uno degli interventi pi\u00f9 significativi di grande impatto voluti dall&#8217;ente bancario. Nella stanza successiva si apre il vero e proprio percorso espositivo cronologico con <strong>due rarissimi dipinti duecenteschi <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/IMG20220914160623901_1000-e1663881970143.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-27459\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/IMG20220914160623901_1000-e1663881970143.jpeg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a>della raccolta Chigi Saracini <\/strong>una delle collezioni\u00a0 private pi\u00f9 famose d&#8217;Italia in parte acquistata dalla banca nel 1955 e conservata nel palazzo senese oggi sede dell&#8217;Accademia Chigiana: la <em>Madonna col Bambino e santi <\/em>del Maestro di T ressa e il <em>Christus Triumphans <\/em>di Margarito d&#8217;Arezzo. Per il Trecento spiccano le opere di un pittore di grido come <strong>Pietro Lorenzetti, <\/strong>le cui tavolette databili al 1335 circa &#8211; ovvero il pannello centrale e il laterale destro di un trittico portatile furono acquistate dalla Banca Monte dei Paschi nel 1986 e di due grandi scultori come <strong>Tino di Camaino <\/strong>di cui si presenta in mostra il celebre &#8220;altarolo&#8221;, forse richiesto da un ricco personaggio gravitante nell&#8217;orbita della corte angioina e permette di ricostruire, la produzione tinesca di opere di estrema elezione destinate alla devozione personale e l&#8217;altro di <strong>Giovanni d&#8217;Agostino <\/strong>che il Conte Chigi acquist\u00f2 nel 1950<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/Allestimento10-e1663881155250.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27454 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/Allestimento10-e1663881155250.jpeg\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"311\" \/><\/a> dall&#8217;antiquario fiorentino Ariodante Riccardi nel 1950.<\/p>\n<p>A seguire dipinti di maestri essenzialmente tardogotici, che seppero traghettare la stagione trecentesca al secolo successivo, come <strong>Martino di Bartolomeo, Benedetto di Bindo e Andrea di Bartolo. <\/strong>In tal senso la tavola di Martino\u00a0 di Bartolomeo ha un valore particolare, perch\u00e9 illustra un brano della Siena di\u00a0 <strong>primo Quattrocento,\u00a0 <\/strong>mostrando la miracolosa apparizione della Vergine al di sopra della chiesa di San Pietro alla Magione. Straordinarie, per la <strong>prima met\u00e0 del Quattrocento, <\/strong>sono le testimonianze di Stefano di Giovanni detto il Sassetta: il primo pittore senese che seppe confrontarsi col mondo nuovo e prospettico di Masaccio e Donatello, pur conservando tutta la preziosit\u00e0 del Gotico senese. Si guardino, dalla Collezione Chigi Saracini, la fiabesca <em>Adorazione dei Magi <\/em>e i tre frammenti superstiti di una colossale croce dipinta nel 1433 per la chiesa di San Martino, giunti fino perch\u00e9 un paio di secoli\u00a0 fa Galgano Saracini seppe salvarli dalla distruzione. E si osservi pure il rude, ma tenero, <em>Sant&#8217;Antonio Abate, <\/em>acquistato nel 1979 dalla Banca e proveniente da un\u00a0 polittico\u00a0 in\u00a0 cui stava pure un San Nicola finito al Mus\u00e9e du Louvre di Parigi.<\/p>\n<p>Il talento del vercellese <strong>Giovanni Antonio Bazzi detto <\/strong>il <strong>Sodoma, <\/strong>e del senese Domenico Beccafumi. L&#8217;Allegoria dell&#8217;amore celeste del primo e le giovanili Eroine <em>Giuditta, Artemisia e Cleopatra <\/em>del secondo aprono una sezione giocata su opere della Collezione Chigi Saracini, arricchita da dipinti del raffaellesco Andrea del Brescianino e di Bartolomeo Neroni detto il Riccio che del Sodoma fu genero ed erede. Alle invenzioni di Leonardo e Michelangelo allude ancora un grazioso gruppo scultoreo con <em>Venere e Amore <\/em>di <strong>secondo Cinquecento. <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/banner_convention-e1660225188205-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-27455\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/banner_convention-e1660225188205-2.jpg\" alt=\"\" width=\"463\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/banner_convention-e1660225188205-2.jpg 1772w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/banner_convention-e1660225188205-2-300x135.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/banner_convention-e1660225188205-2-1024x462.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/banner_convention-e1660225188205-2-768x347.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/banner_convention-e1660225188205-2-1536x693.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 463px) 100vw, 463px\" \/><\/a>Nelle stanze successive si possono ammirare opere di una generazione di <strong>pittori vissuti a cavallo <\/strong>fra il <strong>XVI e <\/strong>il <strong>XVII secolo <\/strong>come l&#8217;estroso <strong>Francesco Vann<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/IMG20220914160346971_1000-e1663882005205.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27461 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/09\/IMG20220914160346971_1000-e1663882005205.jpeg\" alt=\"\" width=\"287\" height=\"493\" \/><\/a>i <\/strong>abbagliato dai colori di Federico Barocci, e poi, ormai nel secolo successivo, <strong>Rutilio Manetti <\/strong>e <strong>Francesco Rustici <\/strong>che accolsero e divulgarono la lezione del naturale di Caravaggio e taluni dipinti di <strong>Bernardino Mei, Raffaello Vanni <\/strong>e <strong>Domenico Manetti <\/strong>\u00a0o come le <em>Quattro stagioni <\/em>che il bolognese <strong>Antonio Ugolini <\/strong>destin\u00f2 a una villa dei dintorni di Siena.<\/p>\n<p><strong>Quanto al secolo dei lumi, il Settecento, \u00a0<\/strong>\u00e8 proprio l&#8217;interesse per le testimonianze del territorio ad avere giustificato da parte del Monte dei Paschi l&#8217;acquisto di due bellissime\u00a0 tele raffigurante\u00a0 la piazza del Campo in festa dipinte tra il 1748 e il 1749 dall&#8217;illustre vedutista fiorentino <strong>Giuseppe Zocchi <\/strong>per la dimora fiorentina del senese Orazio Sansedoni, bal\u00ec dell&#8217;ordine di Malta.<\/p>\n<p>Il tema ricorre nella tela di Francesco Nenci con la <em>Passeggiata storica del Palio del 18 agosto 1833, <\/em>voluta dalla famiglia Ricasoli per celebrare le nozze di Leopoldo II e donata nel 1880 dagli eredi della nobile casata al cavalier Ferdinando Rubini di Siena. In parallelo la <strong>cultura accademica e purista toscana dell&#8217;Ottocento, <\/strong>che a Siena trov\u00f2 un centro motore nell&#8217;Istituto di Belle Arti, risalta grazie a maestri come <strong>Luigi Mussini, Cesare Maccari e Giovanni Dupr\u00e9, <\/strong>avviando verso l&#8217;epilogo del percorso espositivo, chiuso dai bozzetti di <strong>Fulvio Corsini. <\/strong>Si tratta di una <em>Figura maschile <\/em>eseguita dall&#8217;artista in giovane et\u00e0 e del modello scultoreo per la <em>Fontana dell&#8217;Abbondanza, <\/em>detta popolarmente &#8220;della granocchia&#8221;, e situata nella piazzetta adiacente via Montanini, a tamponare l&#8217;ingresso all&#8217;antica chiesa di San Donato.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Fondazione Monte dei Paschi di Siena, attraverso la cura scientifica di Vernice Progetti Culturali ha ideato un progetto di mostra con opere d\u2019arte provenienti dal patrimonio artistico di Banca Monte dei Paschi di Siena, la quale ha avuto, fin dalle sue origini, un rapporto molto stretto con l\u2019arte e la cultura del suo territorio di riferimento. Raccontare la storia dell\u2019arte senese dal tardo Medioevo al Novecento, presentando al pubblico una serie di capolavori conservati nelle collezioni della Banca Monte dei Paschi di Siena: questo l\u2019obiettivo della mostra che si terr\u00e0 dal 15 settembre 2022 all\u20198 gennaio 2023 presso il [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/09\/22\/larte-senese-dal-medioevo-al-novecento-in-mostra-a-siena-in-santa-maria-della-scala\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,53747,53794,41640,44759,28386,44441,87,35351,44697,26,17505,35188,51708,28369,53819,17494,53611,44504,409394,44598],"tags":[462539,462538,462534,41725,462536,462530,53723,462528,462535,462533,462537,328108,355195,66770,462532,462529,462531],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27449"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27449"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27449\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27462,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27449\/revisions\/27462"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27449"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27449"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27449"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}