{"id":27618,"date":"2022-10-13T17:45:31","date_gmt":"2022-10-13T17:45:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=27618"},"modified":"2022-10-13T17:46:36","modified_gmt":"2022-10-13T17:46:36","slug":"marisa-zattini-al-circolo-esteri-di-roma-con-linstallazione-alberi-si-conquista-il-titolo-di-eccellenza-dellarte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/10\/13\/marisa-zattini-al-circolo-esteri-di-roma-con-linstallazione-alberi-si-conquista-il-titolo-di-eccellenza-dellarte\/","title":{"rendered":"Marisa Zattini al Circolo Esteri di Roma con l\u2019installazione \u201cAlberi\u201d si conquista il titolo di \u201cEccellenza dell\u2019Arte\u201d."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_183336.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-27620\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_183336.jpg\" alt=\"\" width=\"430\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_183336.jpg 661w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_183336-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 430px) 100vw, 430px\" \/><\/a>Un pubblico colto, curioso e selezionato, ha invaso i grandi e aperti spazi del Circolo degli Esteri a Roma. Erano l\u00ec per<strong> \u201cMONDI\u201d<\/strong> un progetto appositamente ideato per il Circolo Esteri del Ministero Affari Esteri di Roma nel ventennale della Collezione Farnesina di Arte Contemporanea, per una mostra -l\u2019ottava del progetto- dell\u2019artista Marisa Zattini.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_184447.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27621 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_184447.jpg\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_184447.jpg 661w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_184447-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 361px) 100vw, 361px\" \/><\/a> Nella bellissima sala della prestigiosa sede romana, <strong>a tagliare il nastro inaugurale, oltre al sottoscritto\u00a0 curatore della mostra dal titolo \u201cAlberi-La prosa del mondo- a dare il benvenuto\u00a0 anche la Ministra Plenipotenziaria del Ministero degli Esteri e Vicepresidente\u00a0 del Circolo Esteri Laura Carpini che si \u00e8 complimentata per l\u2019alto profilo delle mostre messe in atto fino ad oggi e maggiormente per quella che si accingeva ad inaugurare, e a seguire gli interventi sia dell\u2019 illustrissimo Ambasciatore Gaetano Cortese gi\u00e0 conosciuto per la bellissima Collana di Libri dell\u2019Editore Colombo di Roma sulle Ambasciate Italiane nel mondo, che <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_184635.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-27622\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_184635.jpg\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"344\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_184635.jpg 661w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_184635-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/><\/a>dell\u2019Ambasciatore Umberto Vattani, intellettuale politico come pochi per essere stato non solo per ben due mandati Segretario Generale della Farnesina, ma ideatore e propositore della Collezione Farnesina, \u00a0\u00a0che ha tenuto una vera e propria lectio magistralis sull\u2019albero nella storia del mondo.<\/strong>\u00a0 Il mio intervento fortemente specialistico ha toccato l\u2019innesto di questo capitolo della Marisa Zattini con la storia dell\u2019arte del Secondo Novecento, e soprattutto l\u2019arte povera, l\u2019arte concettuale e la land art.\u00a0 Con <strong>\u201cMONDI\u201d (2020-2021-2022-2023) <\/strong>infatti si porgono dodici mostre personali di dodici artisti contemporanei, molti \u00a0di chiara fama. Questa mostra dal titolo \u201c<strong>La prosa del mondo<\/strong>\u201d \u00e8 la ottava del percorso, ed \u00e8 gi\u00e0 una novit\u00e0 in quanto si veicolano a Roma nomi dell\u2019arte contemporanea di significativo rilievo, che evidenziano e mettono in luce gli svolgimenti pi\u00f9 intriganti del fare arte nel terzo millennio. L\u2019esposizione \u00a0da me curata come Storico dell\u2019Arte Moderna e Contemporanea, \u00a0\u00a0che \u00a0ho firmato \u00a0anche il testo in catalogo dal titolo \u201cLa prosa del mondo\u201d, riunisce una serie di opere dell&#8217;artista Marisa Zattini, gi\u00e0 apparsa agli occhi della critica italiana e internazionale come una figura delle pi\u00f9 interessanti e propositive dell\u2019arte contemporanea, e ricordata come chiara e significante interprete. Alla mostra inaugurale erano presenti notabili illustri della Capitale, Architetti, Giornalisti, Economisti, Industriali, \u00a0Ambasciatori, Diplomatici come Enrico Vattani figlio dell\u2019Ambasciatore Umberto Vattani, le Ambasciatrici Isabella Vattani e Sidsel Hover, le Artiste Professoresse Marisa Settembrini ed Eugenia Serafini, l\u2019Archeologo Nicol\u00f2 Brancato, \u00a0il dottor Sandro Sbarro dell\u2019Ufficio Legale della Sede Centrale dell\u2019Ufficio delle Entrate, l\u2019ingegnere Dino Sbarro delle<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_185700.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27623 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_185700.jpg\" alt=\"\" width=\"418\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_185700.jpg 661w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_185700-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 418px) 100vw, 418px\" \/><\/a> Ferrovie dello Stato e tantissime altre personalit\u00e0. Dopo gli interventi delle personalit\u00e0 che hanno aperto la mostra, a seguire un concerto tenuto dalla pianista Gaia Vazzoler. \u00a0\u00a0<strong>E veniamo alla mostra: <\/strong>Pietre, rocce, sassi, alberi, sono gli infiniti purissimi frammenti del bello. Dall\u2019antichit\u00e0 ai nostri giorni, filosofi, storici dell\u2019arte, poeti, pittori, scultori, artisti, hanno raccontato il proprio stupore, l\u2019incantamento di fronte all\u2019universo della bellezza naturale. Marguerite Yourcenar rinviene una parva poetica degli elementi, tesa a decifrare i segni misteriosi nascosti nell\u2019aria, nell\u2019acqua, nella luce, nei colori, negli alberi; e se il colore \u00e8 l\u2019espressione di una virt\u00f9 nascosta, un triangolo nudo che punta\u00a0 verso l\u2019alto\u00a0 \u00e8 il segno ermetico dell\u2019aria;\u00a0 cos\u00ec infatti osserva la scrittrice: \u201cnei giorni di quiete, la piramide dell\u2019albero si sostiene\u00a0 nell\u2019aria in perfetto equilibrio. Nei giorni di vento i rami agitati accentuano l\u2019inizio di un volo\u201d. E tra suggestioni cosmologiche\u00a0 e arcaiche presenze naturalistiche, Marisa Zattini muove tra \u201carte povera\u201d e \u201carte concettuale\u201d e anche \u201cland art\u201d,\u00a0\u00a0 installazioni\u00a0 cariche di fenomenologia dei segni, mirabili artifici della natura rerum, una filosofia della natura\u00a0 tesa a indagare\u00a0 e a decifrare l\u2019enigma delle geometrie, dei disegni, dei giochi luminosi<strong>; persino il taglio dell\u2019albero, del tronco, nella sua ostensione lamellare\u00a0 su cui \u00e8 poi incisa a fuoco la lettera dell\u2019alfabeto ebraico, si\u00a0 mostra\u00a0 come mondo delle cose sensibili, oggetto di straordinaria bellezza e rara intensit\u00e0 poetica.<\/strong> Nel <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_183417.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-27624\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_183417.jpg\" alt=\"\" width=\"430\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_183417.jpg 661w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_183417-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 430px) 100vw, 430px\" \/><\/a>cammino della conoscenza intersoggettiva e concettuale, ed anche generale e astratta, si avvia quella che hegelianamente parlando chiamiamo \u201cla prosa del mondo\u201d. L\u2019uso della parola e la sua composizione alfabetica, muovono invocazione e preghiera, attraverso formule rimico-musicali, ove la natura del ritmo \u00e8 sia memoriale che magica, ed anche l\u2019alfabeto ebraico partecipa di quest\u2019aura che investe la parola, in quanto la scrittura alfabetica ha favorito la nascita della filosofia e della scienza. La nostra epoca \u00e8 decisamente postmoderna, anzi epoca di postmodernit\u00e0 avanzata, visto che molti filosofi ed esteti gi\u00e0 parlano di nuovi orizzonti che purtroppo sono ancora non vivibili. Molti sono gli artisti in ogni ambito linguistico a trasferire la propria ansietas al riparo sotto l\u2019ombrello protettivo della memoria. E allora \u201ccreazione\u201d o \u201cricreazione\u201d? Il concetto di ricreazione \u00e8 decisamente rapportabile al livello di creazione possibile in un\u2019epoca come la nostra, segnata in primis dal primato della finanza e dall\u2019influenza globalizzante di ogni fenomeno sociale, economico, politico e religioso. La \u201cricreazione\u201d diventa il parametro di una creativit\u00e0 consapevole della impossibile frontalit\u00e0 col mondo attuale, nel senso che l\u2019artista non descrive pi\u00f9 la sua epoca, la storia del suo tempo, ma volge stoicamente il pensiero e la creativit\u00e0 protesa verso una \u201cricreazione\u201d come necessaria funzione di testimonianza e perenne domanda. Dico questo perch\u00e9 da ci\u00f2 si pu\u00f2 partire per leggere l\u2019arte contemporanea del terzo millennio. Tornando al nostro tema e per significare il titolo della mostra di\u00a0 Marisa Zattini voglio citare una frase di Rabindranath Tagore: \u201cgli alberi sono lo sforzo infinito della terra per parlare al cielo in ascolto\u201d. L\u2019albero, il mondo naturale, il \u201cde rerum natura\u201d di Lucrezio si definiscono in un mondo ricreato attraverso la pittura, la scultura e ogni altra forma, utilizzando quel linguaggio universale, presente nel cuore e nella mente. L\u2019albero \u00e8 fonte di vita, simbolo della natura in movimento,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_183437.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-27625 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_183437.jpg\" alt=\"\" width=\"434\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_183437.jpg 661w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/20221007_183437-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 434px) 100vw, 434px\" \/><\/a> sale al cielo, e nella forma verticale accende l\u2019idea di cosmo vivente, mette in relazione i tre livelli naturalistici, ossia le radici, il tronco e i rami con le foglie che fanno la chioma. Le radici affondano nel sottosuolo, sono nascita e sostegno vitale, il tronco esprime fermezza e robustezza, i rami con le ramificazioni geometriche muovono essenza e potenza. I quattro elementi del mondo vivono nell\u2019albero, l\u2019acqua che fluisce con la linfa, la terra che trattiene le radici, l\u2019aria che nutre e alimenta le foglie, il fuoco che si sprigiona dalla materia lignea. Testi sacri e mitologie ci parlano di alberi, dall\u2019albero dell\u2019Eden all\u2019albero della vita, dall\u2019albero genealogico all\u2019albero degli ulivi che attorniavano Cristo nell\u2019orto del Getsemani, dall\u2019Albero della Croce agli alberi cedri del Libano, dall\u2019Albero dell\u2019Arca di No\u00e8 all\u2019Albero del sapere, dall\u2019Albero del bene e del male all\u2019Albero dei simboli, dall\u2019albero dei pomi d\u2019oro nel giardino delle Esperidi all\u2019albero sefirotico della Cabala, senza dimenticare che Platone osservava che l\u2019uomo stesso \u00e8 \u201carbor inversa\u201d e cio\u00e8 le radici sono i capelli, i rami le braccia, poich\u00e9 \u00e8 piantato nei cieli. L\u2019albero nasce cresce e muore. Nell\u2019arte moderna l\u2019albero \u00e8 fonte iconografica dalle forme plurime, dall\u2019albero di Van Gogh all\u2019albero della vita di Klimt, dalle stilizzazioni di Klee a Mondrian con l\u2019albero rosso; certo numerosi sono stati gli artisti del contemporaneo a rappresentare l\u2019albero. Oggi \u00e8 la volta di Marisa Zattini <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/IMG-20221007-WA0036.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-27626\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/IMG-20221007-WA0036.jpg\" alt=\"\" width=\"482\" height=\"361\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/IMG-20221007-WA0036.jpg 807w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/IMG-20221007-WA0036-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2022\/10\/IMG-20221007-WA0036-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 482px) 100vw, 482px\" \/><\/a>dopo l\u2019affondo nello spirito dell\u2019arte povera degli anni Settanta, nella cerchia che coinvolse Boetti, Fabro, Kounellis, Paolini e Pascali, Prini, Ceroli e Merz, Piacentino, Pistoletto e Zorio.\u00a0\u00a0 Il lavoro intenso della Zattini \u00e8 qualcosa che\u00a0scalda il cuore e la mente; ci sono momenti in cui si avr\u00e0 l\u2019impressione di contemplare la vera\u00a0Bellezza, quella con l\u2019iniziale maiuscola, e addirittura si sentir\u00e0 il bisogno di fermarsi nell\u2019osservare, per non sciupare quel momento, per non sovraccaricarlo di nuove emozioni. Marisa Zattini va oltre il manufatto, si porta al di l\u00e0 delle apparenze, mostra nel linguaggio alfabetico il dicibile e l\u2019indicibile, il mistero del linguaggio e dei mondi, i labirinti in cui il linguaggio si nasconde. L\u2019albero diventa corpo-cosa, corpo vivente, l\u2019alfabeto porta la parola a rigermoglio, nel silenzio che l\u2019avvolge, pur con le sue possibili oscillazioni semantiche, dall\u2019angoscia alla tristezza, dalle ceneri della disperazione alle braci della speranza, dalla sofferenza alla contemplazione mistica. Un travaglio <strong>\u201cconcettuale\u201d<\/strong> non comune, assoluto, dove la natura stessa -misterioso processo di osmosi- trasferisce in noi l\u2019immagine aurorale del suo gioco creativo. Per questo ella \u00e8 artifex, perch\u00e8 prende insieme il simbolo che unisce gli opposti, la materia alla quale si parla, in quanto -a detta di Bachelard- \u201cper le cose, come per le anime, il mistero \u00e8 all\u2019interno. Una reverie di intimit\u00e0 si apre per chi entra nei misteri della materia\u201d. <em>\u201cVidi nell\u2019Aleph la terra e nella terra di nuovo l\u2019Aleph e nell\u2019Aleph la terra, vidi il mio volto e le mie viscere, vidi il tuo volto, e provai vertigine e piansi, perch\u00e9 i miei occhi avevano visto l\u2019oggetto segreto e supposto, il cui nome usurpano gli uomini, ma che nessun uomo ha mai contemplato: l\u2019inconcepibile universo\u201d, parole di Borges. Aleph<\/em>\u00a0\u00e8 una\u00a0<em>summa<\/em>\u00a0perfetta di quello che \u00e8 Borges.\u00a0Eppure non \u00e8 un punto di arrivo, bens\u00ec di partenza.\u00a0D\u2019altra parte lo suggerisce l\u2019autore stesso:\u00a0<em>aleph<\/em>\u00a0\u00e8 la prima lettera dell\u2019alfabeto ebraico, quella che simboleggia Dio e la complessit\u00e0 dell\u2019universo. Impossibile comprenderli nella loro interezza, come sempre inafferrabile rimarr\u00e0 l\u2019opera di Borges. Ma per chi vuole tentare l\u2019impresa impossibile il punto di partenza \u00e8 questo:\u00a0<em>aleph<\/em>. Possiamo aggiungere che ogni linguaggio \u00e8 un alfabeto di simboli il cui uso presuppone un passato su come trasmettere agli altri l\u2019infinito Aleph. Borges vede anche oltre la sua stessa cecit\u00e0 in questa prima lettera dell\u2019alfabeto fenicio come anche nella prima lettera dell\u2019alfabeto ebraico e che corrisponde al greco\u00a0<em>alfa<\/em>\u00a0e all\u2019arabo\u00a0<em>alif<\/em>\u00a0e che sono all\u2019origine della<em>\u00a0A<\/em>\u00a0latina, vede l\u2019<em>inconcepibile universo<\/em>, dove tempi e spazi, segni e codici, lingue e parole, si confondono e si distinguono in una fantastica visione labirinticamente infinita. Alberi, alfabeti, configurazioni, altari del mondo, l\u2019idea del frammento legata a spazio e tempo, la bellezza velata, svelamento della luce e delle ombre, profondit\u00e0 di simboli e parole, luoghi e naufragi, ascesa e declino, linguaggi radicali sospesi fra musica e silenzi, poesia e verit\u00e0, tutto irrompe in questo suo percorso che da anni la motiva; Marisa Zattini sembra condurci verso una \u201cterra promessa\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un pubblico colto, curioso e selezionato, ha invaso i grandi e aperti spazi del Circolo degli Esteri a Roma. Erano l\u00ec per \u201cMONDI\u201d un progetto appositamente ideato per il Circolo Esteri del Ministero Affari Esteri di Roma nel ventennale della Collezione Farnesina di Arte Contemporanea, per una mostra -l\u2019ottava del progetto- dell\u2019artista Marisa Zattini. Nella bellissima sala della prestigiosa sede romana, a tagliare il nastro inaugurale, oltre al sottoscritto\u00a0 curatore della mostra dal titolo \u201cAlberi-La prosa del mondo- a dare il benvenuto\u00a0 anche la Ministra Plenipotenziaria del Ministero degli Esteri e Vicepresidente\u00a0 del Circolo Esteri Laura Carpini che si \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2022\/10\/13\/marisa-zattini-al-circolo-esteri-di-roma-con-linstallazione-alberi-si-conquista-il-titolo-di-eccellenza-dellarte\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,108264,59281,9894,252921,28280,10357,38618,44441,87,28308,80676,17505,35188,64,28369,51665,4625,409394,44754],"tags":[409069,231149,355308,462633,382213,462635,409232,462632,41613,80660,385645,462631,462634,355195,462630],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27618"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27618"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27618\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27628,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27618\/revisions\/27628"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27618"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27618"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27618"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}